Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 611 del 13/4/2005
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(Provvedimento dell'Aifa sui colliri antiglaucoma - n. 3-04400).

PRESIDENTE. L'onorevole Moroni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04400 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

CHIARA MORONI. Signor Presidente, risulta che l'agenzia Aifa del ministero della salute abbia previsto, con provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 novembre 2004, alla nota 78, riguardante colliri antiglaucoma, che la prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale avvenga solo su diagnosi e piano terapeutico di strutture specialistiche delle aziende sanitarie locali e sia limitata a condizioni restrittive che imporrebbero, in via prioritaria, l'uso di farmaci meno efficaci di altri recentemente autorizzati (a base di prostaglandine).
Premesso che il glaucoma è malattia sociale che colpisce una parte significativa della popolazione e che, per quanto risulta, nella fase di preparazione del provvedimento, le più autorevoli società scientifiche italiane del settore avevano assunto iniziative per segnalare al Ministero della salute e alla stessa Aifa l'erroneità del provvedimento allora in preparazione, anche per i profili di assunzione della spesa; premesso altresì che il provvedimento adottato dall'Alfa non risulta rispondere nemmeno ad esigenze...

PRESIDENTE. Onorevole Moroni...

CHIARA MORONI. ...di contenimento della spesa sanitaria e che, in ogni caso, sarebbero gravi gli effetti sulla salute dei pazienti e sugli stessi costi a carico del Servizio sanitario nazionale, dipendenti dagli inevitabili ritardi che deriverebbero, chiediamo quali provvedimenti si intenda adottare per evitare i gravi effetti sulla malattia sociale in questione del richiamato provvedimento Aifa, denominato nota 78, e se non ritenga di modificare convenientemente il provvedimento stesso.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. La ringrazio, signor Presidente.
Onorevole Moroni, tutte le linee guida attualmente accreditate in ambito oftalmologico considerano come prima scelta terapeutica sia i betabloccanti che le prostaglandine. La citata nota 78, che disciplina la rimborsabilità dei farmaci per il glaucoma, prevede che le prostaglandine vengano usate solo nei casi di insufficienza


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o di inefficacia dei betabloccanti, farmaci che hanno un rapporto costo-beneficio più favorevole.
La citata nota 78 - provvedimento assunto dall'Agenzia italiana del farmaco a seguito dell'attività svolta dalla commissione tecnico-scientifica - prevede che i farmaci per il glaucoma possano essere prescritti a carico del Servizio sanitario nazionale dal medico di medicina generale sulla base della diagnosi e del piano terapeutico delle strutture specialistiche delle aziende sanitarie locali.
Venendo dunque al merito dei rilievi formulati, va precisato che alla base della disposizione sta il fatto che sia la diagnosi sia il piano sono di pertinenza dello specialista, non del medico di medicina generale, soggetto non responsabile in ordine ad entrambi i profili e la cui prescrizione farmacologica è solo successiva alle dette decisioni formulate da un altro professionista sanitario.
Il contenuto della nota 78 - nella sezione e motivazione: criteri applicativi - indica tale strategia farmacologica da seguire per evitare o ritardare l'intervento chirurgico. La nota non ha alcun effetto retroattivo per i pazienti già in trattamento per glaucoma, i quali possono continuare la terapia in atto; quanto previsto si riferisce, invece, ai nuovi pazienti, che hanno necessità di una visita specialistica per la definizione della diagnosi e del piano terapeutico.
L'individuazione delle strutture pubbliche, private e convenzionate, nonché di specialisti, compete esclusivamente alle regioni titolari della responsabilità in ordine all'organizzazione delle strutture ed all'erogazione dei servizi. Tale scelta corrisponde anche alla necessità di semplificare l'erogazione dei colliri antiglaucoma ai pazienti affetti da tale patologia.
Si ritiene opportuno ribadire che la nota 78 non persegue alcun obiettivo - come ha riconosciuto l'interrogante - di riduzione della spesa farmaceutica, in quanto i soggetti interessati usufruiscono comunque della necessaria terapia a carico del Servizio sanitario nazionale senza necessità di alcuna ulteriore visita medica.
Viene inoltre valorizzata la competenza dello specialista nel garantire una diagnosi accurata ed una terapia appropriata ed efficace per i nuovi pazienti, attraverso un percorso di professionalità ed opportuna integrazione con i medici di medicina generale.

PRESIDENTE. L'onorevole Moroni ha facoltà di replicare.

CHIARA MORONI. Ringrazio il ministro Giovanardi per la puntuale risposta alla mia interrogazione; devo però svolgere qualche breve considerazione.
Nessun rilievo da muovere sul principio di semplificazione dell'erogazione di farmaci antiglaucoma e sulle motivazioni addotte dal ministro per una scelta graduale dell'intervento farmacologico, anche rispetto al rapporto costo-beneficio. Il tema della semplificazione, però, riguarda soprattutto l'esigenza di non creare disagi al cittadino, che è al centro di tutta la nostra politica sanitaria.
In questo senso, la valorizzazione degli specialisti deve avvenire a tutto campo, mentre il provvedimento determina una condizione per cui i cittadini malati di glaucoma devono recarsi nei centri specialistici per il trattamento del glaucoma individuati ed autorizzati dalle regioni, e non invece presso gli specialisti in oftalmologia, che, sul territorio, operano anche in strutture autonome. Ciò, evidentemente, determina un grave disagio per i cittadini che, anziché recarsi dal loro oftalmologo abituale, devono raggiungere il centro specializzato; ricordiamo che il glaucoma è una malattia che si evidenzia particolarmente in soggetti anziani. È quindi un grave disagio per costoro dover raggiungere i centri individuati dalle regioni.
D'altro canto, si determina una forma di disparità tra gli specialisti, certamente deputati ad effettuare la diagnosi ed a prescrivere la terapia...

PRESIDENTE. Onorevole....

CHIARA MORONI. Personalmente, non ritengo condivisibile l'idea che vi siano


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specialisti di serie A e di serie B e che la regione determini quali siano gli uni e gli altri.
Inoltre, vorrei sottolineare, concludendo, che si sta determinando una situazione di enorme difformità sul territorio nazionale in quanto alcune regioni, tra cui l'Emilia Romagna, in deroga alle disposizioni della nota 78, hanno emesso una circolare prevedendo che tutti gli specialisti siano competenti a stabilire il piano terapeutico. Ritengo, al riguardo, che dobbiamo garantire l'unitarietà del sistema sanitario nazionale.

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