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La seduta, sospesa alle 13,35, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta
immediata, alle quali risponderanno il ministro della giustizia ed il ministro per i rapporti con il Parlamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Russo Spena ha facoltà di
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, le comunità di accoglienza, che svolgono l'importantissimo compito di gestire i programmi che riguardano la devianza minorile per il recupero e la socializzazione dei minori, rischiano la chiusura perché il Ministero della giustizia da molti mesi non rispetta l'impegno all'erogazione di fondi; risorse finanziarie, queste, che, fra l'altro, costituiscono una spesa obbligatoria inserita nella legge finanziaria.
PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, senatore Castelli, ha facoltà di rispondere.
ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Signor Presidente, con riferimento alla questione rappresentata dall'interrogante deve premettersi che la misura del collocamento in comunità è un provvedimento penale previsto con decreto del Presidente della Repubblica n. 448 del 1988 e che nel corso del 2004, rispetto al 2003, si è registrato un maggior ricorso alla predetta misura da parte della magistratura minorile ed un allungamento dei tempi di permanenza dei minori nelle strutture predisposte. Tali fattori hanno determinato conseguentemente un'imprevedibile crescita della spesa con un forte incremento rispetto all'anno 2003, fenomeno che ha interessato tutto il territorio nazionale.
PRESIDENTE. L'onorevole Russo Spena ha facoltà di replicare.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, in effetti il ministro Castelli conferma le gravi difficoltà di cui parlavo, le quali non mi paiono essere soltanto dovute ad un dato tecnico-finanziario.
Non è paradossale, ad esempio, che rischi la chiusura la comunità di accoglienza «Il Ponte» di Nisida, che lavora da 15 anni con il Ministero della giustizia e che ha raccolto 400 minori reinserendoli nel mondo del lavoro e che si è distinta per costanza e qualità dei programmi offerti, tanto che a Nisida è nato il Centro studi europeo per la devianza minorile? Perché il Ministero della giustizia finisce con lo strangolare queste esperienze anche tagliando i fondi?
L'analisi comparativa dei dati, relativi al numero di minorenni sottoposti a tale misura penale, evidenzia un considerevole aumento. Da un'utenza di 1423 minorenni per l'anno 2003, si è passati nell'anno 2004 ad un'utenza di 1806 individui. La copertura finanziaria della spesa per l'esecuzione dei provvedimenti è garantita dal capitolo di bilancio n. 2134, il quale è stato istituito nell'esercizio finanziario 2004 ed è allocato nell'ambito dei capitoli di spesa obbligatorie al fine di garantire la copertura necessaria.
Lo stanziamento iniziale dell'esercizio finanziario 2004 è stato pari a cinque milioni di euro, integrato nel corso dell'anno di ulteriori un milione e 800 mila euro. Nel corso del suddetto esercizio finanziario è stato necessario provvedere in via prioritaria al risanamento di debiti provenienti dall'esercizio finanziario 2003 pari a circa due milioni e 500 mila euro.
Si segnala che è in itinere un'integrazione sul capitolo pari a due milioni e 660 mila euro mediante prelievo dal fondo di riserva per le spese obbligatorie. Inoltre, al fine di consentire il funzionamento dei servizi minorili, la competente direzione generale, in conformità a quanto stabilito dalle norme di contabilità dello Stato, ha provveduto ad assegnare ai centri per la giustizia minorile del territorio nazionale il 50 per cento della disponibilità finanziaria prevista dal documento di programmazione generale per l'anno 2005. Tale operazione ha consentito ai centri per la giustizia minorile di provvedere al pagamento delle competenze provenienti dall'esercizio finanziario precedente fino al mese di ottobre 2004.
Allo stato è in itinere una procedura per lo sblocco del restante 50 per cento della disponibilità finanziaria prevista dalla legge di bilancio sul capitolo in questione. Tale operazione consentirà ai centri per la giustizia minorile di completare il risanamento dei debiti provenienti dall'esercizio finanziario 2004.
Nello specifico, per quanto concerne la situazione finanziaria per il centro per la giustizia minorile di Napoli, nel corrente esercizio finanziario è prevista una disponibilità pari a 601 mila euro, con la quale si dovrà provvedere prioritariamente al pagamento dei debiti provenienti dell'esercizio precedente per un importo pari a 475 mila euro. Pertanto, le richieste della cooperativa «Il quadrifoglio» potranno essere soddisfatte entro breve termine.
La verità è che non vengono finanziati i programmi di reinserimento: questo Governo sta cancellando, con un colpo di spugna, il faticoso ed importante percorso che la giustizia minorile ha compiuto per dare dignità al cittadino minore che entra nel circuito penale.
In effetti, dal 2001, questo Governo ignora e mortifica l'area dell'intervento educativo e specialistico attuato, spesso, attraverso un lavoro altamente professionale e mediante progetti specializzati. La situazione è peggiorata sia all'interno delle strutture, dove si registra un aumento del numero delle evasioni, delle violenze, degli atti di autolesionismo e dei suicidi, sia all'esterno, dove l'intervento educativo alternativo alla pena è stato drasticamente limitato.
La lunga esperienza maturata nel settore minorile ha dimostrato con nettezza l'inutilità ed i danni provocati dal carcere applicato ai soggetti in età evolutiva. Insomma, il problema della cosiddetta devianza minorile non si può risolvere accettando come unica risposta l'emarginazione negli istituti penali per minorenni: vi è un'altra strada da seguire, che mi pare venga indicata da molte forze, dalle associazioni e da cooperative come quella di cui si parla nell'interrogazione. Per ridurre il disagio giovanile, la sofferenza e le difficoltà, la strada da seguire è quella della prevenzione: nella famiglia, nella scuola e nelle comunità.


