Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 611 del 13/4/2005
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Discussione di documenti in materia di insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione (ore 10,10).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione di documenti in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Ricordo che a ciascun gruppo, per l'esame di ogni documento, è assegnato un tempo di cinque minuti (dieci minuti per il gruppo di appartenenza del deputato interessato). A questo tempo si aggiungono cinque minuti per il relatore, cinque minuti per richiami al regolamento e dieci minuti per interventi a titolo personale.

(Discussione - Doc. IV-ter, n. 11-A-R)

PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del seguente documento:
Richiesta di deliberazione in materia d'insindacabilità ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del deputato Sgarbi (Doc. IV-ter, n. 11-A-R).
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento non concernono opinioni espresse dal deputato Sgarbi nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare, in sostituzione del relatore, il presidente della Giunta per le autorizzazioni, onorevole Siniscalchi.

VINCENZO SINISCALCHI, Presidente della Giunta per le autorizzazioni. Signor Presidente, la Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia d'insindacabilità relativa a un procedimento penale concernente il deputato Vittorio Sgarbi. Questi è stato, infatti, querelato dall'onorevole Francesco Rutelli, attualmente deputato e al tempo dei fatti da poco dimissionario dalla carica di sindaco di Roma e candidato alla carica di Presidente del Consiglio per lo schieramento del centrosinistra.
I fatti per cui pende il procedimento innanzi al tribunale di Monza sono costituiti da affermazioni rese dallo Sgarbi in un articolo pubblicato in data 2 marzo


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2001, sul quotidiano Il Giornale, intitolato L'osteria del '700 distrutta dai talebani di Roma. In tale articolo si leggeva testualmente quanto segue: «La rabbia e l'indignazione per la retorica e l'impotenza dello Stato e del comune di Roma sono in me incontenibili. Ancora una volta nulla di personale, ma richiedo con quale faccia Rutelli e la Melandri possano parlare del loro impegno per l'Italia dopo non aver fatto nulla per impedire la demolizione di una straordinaria architettura settecentesca come l'Osteria del pino, sulla via Tuscolana. Ho denunciato Rutelli, che poteva anche non esserne a conoscenza, ma lo straordinario edificio era nella "Carta delle certezze" ed era quindi vincolato. Il Ministero per i beni culturali non ha fatto niente. La magistratura non è stata in grado di individuare i responsabili di un crimine così grave e neppure di impedire l'incredibile seguito. È per questo che ritorno sull'argomento. L'euforia per l'abbattimento del Fuenti non vale la sconfitta per la cancellazione dell'Osteria del pino. Si fosse tentato almeno un rimedio. Ma, io dico con tutta la rabbia e l'ira di cui sono capace, oggi nella voragine di quel monumento distrutto è stato costruito un ripugnante albergo a quattro stelle che al danno unisce la beffa. Rutelli e la Melandri cerchino una giustificazione e si vergognino».
Nel corso del procedimento penale la difesa del deputato Sgarbi ha eccepito l'insindacabilità, ma il Gip non ha ritenuto di accogliere tale eccezione. Egli ha, pertanto, trasmesso gli atti alla Camera, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge n. 140 del 2003, affinché questa deliberi in merito.
La Giunta ha dapprima esaminato la vicenda nell'arco di tre sedute (7 e 27 ottobre e 17 novembre 2004). A tutte le sedute il deputato Sgarbi è stato invitato a intervenire, ma non si è avvalso di tale facoltà. La relazione introduttiva del relatore, onorevole Cola, è stata svolta nella seduta del 7 ottobre; nella seduta del 27 ottobre la Giunta ha concordato di sollecitare negli interessati una composizione bonaria della lite, sicché il presidente della Giunta, in data 28 ottobre, ha indirizzato loro una lettera per invitarli a verificare la possibilità di un simile percorso. Non essendo pervenuto dai deputati in questione alcun riscontro, la Giunta ha proseguito e concluso l'esame nella seduta del 17 novembre 2004.
Nel corso dell'esame è emerso che le affermazioni dell'onorevole Sgarbi sono di analogo contenuto a quelle che egli aveva già reso durante la trasmissione televisiva Sgarbi quotidiani, andata in onda su Canale 5 il 10 maggio 1999. Già in quell'occasione, con toni apocalittici...

PRESIDENTE. Onorevole Siniscalchi, le ricordo che ha a disposizione ancora 40 secondi.

VINCENZO SINISCALCHI, Presidente della Giunta per le autorizzazioni. Presidente, lo so; tuttavia, devo comunicare alla Presidenza che è stato accolto un ricorso innanzi alla Corte costituzionale sul presupposto che non ha valore di motivazione il semplice riferimento alla relazione scritta; ed è un ricorso che riguarda una decisione accolta all'unanimità.
Dunque, non ho alcuna difficoltà a concludere il mio intervento, chiedendo esplicitamente la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della relazione. Ciò al fine di evitare che si ripeta anche la singolarità secondo la quale non viene ritenuta decisione valida quella adottata sulla scorta di un semplice rimettersi del relatore alla relazione che poi però non fa parte integrante del resoconto.
In conclusione, la Giunta propone all'Assemblea una deliberazione di sindacabilità delle espressioni usate dall'onorevole Sgarbi.

PRESIDENTE. Onorevole Siniscalchi, la Presidenza consente la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della relazione, sulla base dei criteri costantemente seguiti.
Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione.

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