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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maurandi. Ne ha facoltà.
PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, noi voteremo contro la conversione in legge di questo decreto-legge, per le ragioni già illustrate, nel corso della discussione, dagli altri colleghi e che richiamo brevemente. Anzitutto, vi è la questione dell'urgenza, trattandosi della conversione di un decreto-legge. In Italia vi è un problema ambientale urgente: quello dell'inquinamento delle città per le polveri sottili, che giustificherebbe certamente il ricorso ad un decreto-legge. Tale problema, tuttavia, non è affrontato in termini di urgenza dal provvedimento...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi ricordo che si voterà tra breve: l'onorevole Maurandi è l'unico ad aver chiesto di parlare per dichiarazione di voto. Per cui, vi invito a non allontanarvi dall'aula.
PIETRO MAURANDI. Dicevo che il problema dell'inquinamento delle città non è affrontato, per due ragioni: il fondo di 140 milioni di euro è stanziato a decorrere dal 2006 e, quindi, non si comprende dove sia urgenza. Inoltre, il fondo è ripartito per esigenze generiche di tutela ambientale e non è rivolto a fronteggiare specificamente l'urgenza rappresentata dal problema dell'inquinamento delle città per le polveri sottili.
Oltre all'urgenza, vi è il problema dell'esiguità del finanziamento. I 140 milioni di euro dal 2006 sono meno di un terzo di ciò che il ministro aveva promesso, ossia 500 milioni di euro, che, nella valutazione degli enti locali, rappresentano la soglia minima necessaria per iniziare ad affrontare con efficacia i problemi ambientali.
Vi è, poi, la situazione creatasi per quanto riguarda il comma 8, dell'articolo 1, di cui abbiamo discusso precedentemente: mi riferisco alla questione della continuità territoriale per le merci. Tale comma, che abolisce il comma 235 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2005, interviene su una materia giudicata importante per le imprese di trasporto merci per via marittima delle regioni interessate dalla legge n. 144 del 1999.
Come ha chiarito il collega Rosato nel precedente intervento, il comma 235 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2005 non offriva affatto una soluzione ideale del problema: presentava numerose difficoltà e contraddizioni; ma l'ho sempre giudicato un primo timido passo per attivare la continuità territoriale delle merci per via marittima. A mio giudizio, è grave che il Governo abbia voluto cancellare, senza alcuna motivazione plausibile e sostenibile, questo primo timido intervento.
Resta il problema costituito dal comma 9 dell'articolo 1: anche con riferimento a tale comma, vi è una serie di questioni che non sono state chiarite. Il primo problema riguarda l'incidenza dell'aumento delle accise sul prezzo dei carburanti. È opinione diffusa, alimentata dal Governo, che l'aumento delle accise non si trasferisca sul prezzo dei carburanti, probabilmente perché quest'ultimo è ampiamente influenzato dall'aumento delle quotazioni del greggio sul mercato internazionale.
Tuttavia, nella relazione tecnica vi è qualche evidente contraddizione, che riflette le contraddizioni che emergono dai commi 9 e 10 dell'articolo 1. Nella relazione tecnica si prevede un aumento di gettito dell'IVA sui carburanti; ma tale aumento si spiega soltanto con un aumento del prezzo alla pompa. Quindi, delle due l'una: o l'aumento delle accise avrà affetto sul prezzo dei carburanti, contrariamente a quanto sostiene il Governo; oppure la previsione del maggior gettito IVA è infondata e verranno a mancare 75 milioni di euro di copertura finanziaria.
Ancora, l'altro elemento che evidenzia le contraddizioni del provvedimento, già citato nel corso del dibattito, è il comma 10 dell'articolo 1, che prevede il rimborso
agli autotrasportatori dei maggiori oneri derivanti dall'aumento delle accise e, quindi, prevede, implicitamente, che tale aumento incida sui prezzi dei carburanti.
Devo, invece, esprimere soddisfazione per l'approvazione degli emendamenti dell'opposizione e di qualche emendamento della maggioranza, relativi al secondo periodo del comma 9, che violava, in sostanza, gli statuti di autonomia delle regioni e delle province autonome.
Nonostante ciò, il giudizio complessivo sul decreto-legge in esame rimane negativo, anche perché il Governo e il relatore si sono rifiutati di accogliere qualunque emendamento, anche timido, che modificasse in sostanza il comma 1. Sono anche stati respinti emendamenti provenienti da qualche collega della maggioranza, che non intaccavano certamente né l'equilibrio finanziario né il senso complessivo del decreto-legge.
Per queste ragioni, preannuncio il voto contrario del gruppo dei Democratici di sinistra (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, intervengo solo per preannunciare il voto contrario di Rifondazione comunista per i motivi già illustrati nel corso del dibattito. Ci troviamo di fronte ad un testo pasticciato, generico ed insufficiente, che va in una direzione sbagliata. Per queste ragioni, il gruppo di Rifondazione comunista esprimerà un voto contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lion. Ne ha facoltà.
MARCO LION. Signor Presidente, cercherò di svolgere un breve intervento, anche per i colleghi deputati che devono recarsi in campagna elettorale.
Signor Presidente, il nostro gruppo non potrà che esprimere un voto contrario su questo provvedimento per una serie di ragioni illustrate plasticamente, poco fa, all'esterno di quest'aula, durante una manifestazione dei Verdi sulla questione della tutela ambientale e dello smog presente oggi nella nostra città.
A fronte di una situazione drammatica, considerato l'alto tasso di patologie determinate da situazioni di inquinamento diffuso come quelle che stanno vivendo tutte le nostre città (non solo le metropoli, ma anche le città medie e piccole) e che portano ogni anno, secondo i dati dell'organizzazione della sanità, ad almeno 12 mila morti in Italia per smog, di cui circa 1.500 nelle grandi città come Roma, Milano e Torino, vi è questo decreto-legge che, oltre a non risolvere la questione, presenta anche strutturalmente dei dati veramente incongruenti.
Il decreto-legge in esame contiene una norma legislativa, realizzata con la massima urgenza, che posticipa al 2006 i pochi milioni di euro previsti per questo fantomatico fondo per le esigenze di tutela ambientale. Il fondo sicuramente non riesce a risolvere i problemi strutturali della mobilità nelle nostre città, anche perché la politica del Governo va in tutt'altra direzione.
A fronte di progetti di opere pubbliche (che in realtà non partono mai) per miliardi di euro, vi è la previsione di 140 milioni di euro, che non potranno risolvere sicuramente il problema, all'interno di una dizione, tra l'altro, molto ambigua.
Andando alle conclusioni, vorrei sottolineare come gli enti locali, ma anche il Governo, avrebbero dovuto porsi il problema delle polveri sottili già da tempo. Infatti, la direttiva europea che fissa questi parametri molto garantisti risale al 1999. Oggi siamo nel 2005 e constatiamo che l'Italia si sta via via fermando perché non vi è alcuna garanzia per i cittadini dal punto di vista sanitario. Le uniche azioni concrete che le nostre pubbliche amministrazioni riescono ad adottare sono quelle del blocco del traffico. Tuttavia, sappiamo che questa non è la soluzione dei problemi, che va rivisto radicalmente il sistema di mobilità delle nostre città e che va restituita all'ente pubblico e ai trasporti
pubblici la possibilità di realizzare soluzioni compatibili con la qualità della vita delle nostre città.
Bisogna smetterla con questa politica che favorisce esclusivamente il traffico privato e che penalizza totalmente i cittadini (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-l'Unione).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.
UGO PAROLO. Intervengo per dichiarare il voto favorevole della Lega nord su questo provvedimento che, sostanzialmente, ci vede soddisfatti. Certamente tale provvedimento non risolve tutti i problemi, ma, perlomeno, interviene in tre settori strategici per quanto riguarda la tutela della qualità dell'aria e il miglioramento della stessa.
Sicuramente, riservando risorse al contratto collettivo del trasporto pubblico locale, si mira a risolvere una delle problematiche emerse in questi mesi. Mettendo a disposizione risorse finanziarie per l'ANAS, anche se non in misura sufficiente rispetto alle necessità, si consente ai cantieri, se non altro, di proseguire i lavori e di evitare che le imprese abbandonino gli stessi per mancanza dei pagamenti. Soprattutto, mettendo a disposizione questo capitolo di spesa che riguarda la qualità dell'aria, si dà la possibilità al Governo di intervenire per promuovere tutte quelle politiche necessarie al miglioramento della qualità dell'aria e alla riduzione delle polveri sottili nei centri urbani.
Da questo punto di vista, l'approvazione di un emendamento presentato dalla Lega nord, che ha specificato in maniera precisa che il capitolo di spesa dovrà essere riservato a queste finalità, ci trova completamente soddisfatti. Infatti, in assenza di questa modifica introdotta con l'emendamento presentato dalla Lega nord, tali risorse avrebbero potuto essere utilizzate anche per altre finalità non prettamente corrispondenti agli obiettivi dichiarati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e dal ministro stesso in più occasioni.
Concludo dicendo che, se si vuole veramente risolvere il problema delle polveri sottili e dell'inquinamento dell'aria nei grandi centri urbani, occorre avere un disegno strategico ed intervenire in vari settori. Sappiamo bene che il settore privato è responsabile solo di una minima parte dell'inquinamento e della produzione di polveri sottili. Infatti, oltre il 90 per cento delle polveri sottili sono prodotte dall'autotrasporto e dal trasporto pubblico: è in quel settore che bisogna intervenire.
Dunque, bisogna realizzare quelle infrastrutture che stiamo aspettando da anni, soprattutto al nord, dove tale problema si manifesta in maniera più forte che in altre zone d'Italia, per evidenti motivi. Voglio ricordare che quest'anno quello delle polveri sottili al nord non è stato un problema dei centri urbani, ma delle regioni. Cito un esempio su tutti: una piccola cittadina come Sondrio, con 20 mila abitanti, è stata la prima a superare il limite delle 35 giornate imposto dall'Unione europea con riguardo al superamento della soglia delle polveri sottili. È evidente come il problema ormai sia macroscopico e vada risolto attraverso la realizzazione delle infrastrutture che consentano di eliminare soprattutto quelle congestioni che provocano, per quanto riguarda il trasporto delle merci e delle persone, polveri sottili ed inquinamento dell'aria.
Il Governo, se vuole dare una risposta seria e definitiva, deve mettere a disposizione le risorse per infrastrutturare il nostro paese lì dove serve e non dove si vogliono realizzare progetti faraonici che, probabilmente, servono a qualcos'altro ma non a risolvere i problemi (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradiotto. Ne ha facoltà.
MARCO STRADIOTTO. Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto contrario del gruppo della Margherita
sulla conversione in legge del decreto-legge in esame.
Questo provvedimento contiene una serie di misure condivisibili, ma nessuna scelta strategica. La questione ambientale è strategica ed importante per il nostro paese. Basti pensare che venti giorni fa un grande quotidiano a tiratura nazionale scriveva: «Nord: chiuso per smog». Credo che questo ci debba far riflettere sulla situazione e sul livello di emergenza.
La risposta del Governo sono pochi milioni di euro, 60 dei quali vengono prelevati dalle disponibilità degli enti locali. Questi ultimi dal 2001 al 2005, cioè dall'ultima finanziaria approvata dall'Ulivo ad oggi, hanno subito un taglio di un miliardo di euro. Dunque, da una parte diciamo di voler risolvere il problema dello smog e del trasporto pubblico locale e, dall'altra, pensiamo di farlo destinando a ciò pochi milioni di euro, 60 dei quali - ripeto - vengono prelevati dalle disponibilità degli enti territoriali.
Un'altra questione riguarda le forze dell'ordine. I commi 6 e 7 del provvedimento in esame destinano 120 milioni di euro alle forze dell'ordine. Tuttavia, ciò avviene dopo che la legge finanziaria ne ha tolti 390. Quindi, di fatto, rispetto al 2004, per le forze dell'ordine mancano ancora 227 milioni di euro. È notizia di questi giorni che in alcune stazioni dei carabinieri ed in alcune questure vi sono collette per tentare di acquistare addirittura i giubbotti antiproiettile, perché quelli in dotazione non sono utilizzabili dagli agenti quando usano l'automobile. Vi sono, poi, molte altre situazioni in cui le nostre forze dell'ordine lamentano di non avere i mezzi a disposizione. A tale necessità si risponde dando 120 milioni in più dopo averne tolti più di 300 con la finanziaria.
Tali questioni ci impongono di esprimere un voto contrario sul provvedimento in esame perché si poteva fare molto meglio. Soprattutto, si potevano effettuare migliori scelte strategiche con riguardo alla questione del trasporto pubblico e della sicurezza.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.
GABRIELLA PISTONE. Vorrei dichiarare il voto contrario del mio gruppo sul disegno di legge di conversione in legge di questo decreto, che dovrebbe occuparsi di ambiente, ma che sostanzialmente offre un contributo pressoché minimo (per usare un eufemismo) a tale settore. In buona sostanza, si fa pesare sugli enti locali il carico finanziario di queste cifre stanziate per i provvedimenti pro ambiente. Al tempo stesso, si dà un contentino assolutamente fuori misura alle forze dell'ordine. Infatti, se è vero che si destinano per esse 120 milioni di euro, dobbiamo ricordare che nella finanziaria 2005 il taglio è stato ben maggiore, quasi il triplo. Occorre allora capire che i problemi affrontati in questo decreto - quello ambientale e quello della sicurezza delle forze dell'ordine - sono vitali per il nostro paese. Invece, entrambi sono trattati da questa maggioranza con assoluta indeterminazione, perché si prevedono solo dei contentini e dei palliativi che non risolveranno il problema.
Il drammatico problema ambientale sta attanagliando le nostre città, tant'è vero che i provvedimenti che vengono assunti sono molteplici. Tuttavia essi sono sicuramente privi di grandi effetti, poiché occorre evidentemente cambiare politica, ma soprattutto avere una politica ambientale. Questo Governo invece non ha una politica ambientale e dunque su questi temi ha fatto uno sforzo veramente minimo. Per questi motivi, non siamo d'accordo e voteremo pertanto contro.
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