Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 606 del 22/3/2005
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La seduta, sospesa alle 10,45, è ripresa alle 11,10.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 5640)

PRESIDENTE. Avverto che sono state ritirate le proposte emendative presentate dai deputati Polledri, Bianchi Clerici, Sergio Rossi e Didonè.
Passiamo ora alla votazione dell'emendamento Vigni 1.37.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vigni. Ne ha facoltà.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, vorrei rapidamente riassumere la sostanza di questo decreto-legge che, a nostro parere, è profondamente inadeguato con riferimento alla sua capacità di fronteggiare la cosiddetta emergenza smog, ovvero una delle più grandi questioni nazionali. È persino improprio definirla «emergenza», perché ormai è diventata una condizione permanente e strutturale di molte aree urbane, bloccate dalla congestione del traffico e (ciò è ancora più allarmante) dal crescente inquinamento, con le conseguenti preoccupazioni legate, in particolare, alla presenza di polveri sottili nell'aria.
Ebbene, servirebbero da parte dello Stato interventi in grado di potenziare il trasporto pubblico ed il trasporto collettivo su ferro, nonché di ridurre il traffico privato e, in tal modo, anche l'inquinamento atmosferico. Servirebbero, dunque, interventi, anche dal punto di vista finanziario, molto più consistenti di quanto previsto attualmente nel testo del decreto-legge.


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Il provvedimento in esame è non solo inadeguato e del tutto insufficiente, ma anche ingannevole, perché il testo non corrisponde affatto a quello illustrato dal Governo, in particolare dal ministro Matteoli, subito dopo la riunione del Consiglio dei ministri, all'indomani dell'incontro del Governo con i rappresentanti e i sindaci delle grandi città italiane.
Vorrei ricordare che il ministro Matteoli aveva parlato di 350 milioni di euro immediatamente disponibili per l'acquisto di bus ecologici; invece, leggendo il decreto-legge, constatiamo che non si tratta di 350, ma solo di 140 milioni. Queste risorse, già insufficienti, saranno disponibili non da subito, ma dal 2006; viene da dire: alla faccia dell'emergenza!
Una parte delle risorse che deriveranno dall'aumento delle accise, ossia dalle tasse sulla benzina, saranno destinate ad altre finalità, che nulla c'entrano con la riduzione dell'inquinamento e con il potenziamento del trasporto pubblico.
Ancora, non è affatto chiaro nel testo che anche quei pochi soldi - quei 140 milioni di euro - saranno davvero destinati ai comuni ed all'acquisto di bus ecologici.
Dunque, signor Presidente, l'emendamento in esame (è il principale emendamento che presentiamo, volto a correggere e migliorare il testo) propone di modificare il provvedimento sotto quattro aspetti fondamentali. Primo: aumentare l'entità delle risorse, portandole ad almeno 500 milioni di euro. Secondo: fare in modo che queste risorse siano immediatamente disponibili dal 2005. Terzo: chiarire in modo esplicito che le stesse risorse non devono confluire in un generico fondo per la tutela ambientale, bensì perseguire obiettivi chiari e certi di riduzione dell'inquinamento nelle aree urbane, di potenziamento del trasporto pubblico e di rinnovo del parco autobus attraverso l'acquisto dei bus ecologici.
In quarto luogo, con il nostro emendamento proponiamo che tali risorse siano destinate ai comuni e alle aree urbane interessate e non vengano disperse, come invece previsto attualmente nel testo del decreto-legge, in mille capitoli riferiti a vari ministeri e, dunque, in troppi rivoli di spesa.
Questo è il contenuto del nostro emendamento che - lo voglio sottolineare - corrisponde non solo alle richieste ed alle aspettative dei sindaci di ogni colore politico, sia di centrosinistra sia di centrodestra, che non possono essere lasciati soli, ma, in buona parte, anche al parere espresso dalla stessa Commissione ambiente, condiviso per molti versi, anche da deputati della maggioranza.
Per tali ragioni, chiedo una particolare attenzione da parte dell'Assemblea, del Governo e del relatore su questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stradella. Ne ha facoltà.

FRANCESCO STRADELLA. Grazie, signor Presidente...

PRESIDENTE. Chiedo agli onorevoli colleghi, se cortesemente lo consentono di poter ascoltare l'onorevole Stradella, in quanto vi è un brusio insopportabile.
Prego, onorevole Stradella, parli pure.

FRANCESCO STRADELLA. Intervengo su questo emendamento svolgendo una considerazione di carattere generale per illustrare all'Assemblea una situazione un po' particolare che si è determinata in seguito al fatto che la VIII Commissione ha espresso un articolato parere sul decreto-legge in esame, formulando, in particolare, una serie di condizioni riferite al comma 1 dell'articolo 1, relativo al fondo per la tutela ambientale, del quale, contrariamente a quanto preannunciato dallo stesso Governo, restano inspiegabilmente ignorate le modalità di destinazione dei contributi, i destinatari degli stessi e, soprattutto, le finalità.
Secondo quanto stabilito dalla Presidenza della Camera in relazione alla rivalutazione complessiva dell'assegnazione del provvedimento, il parere della VIII


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Commissione sul disegno di legge in esame è stato espresso ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del regolamento. In tal senso, si tratta di un parere rinforzato.
Nel corso dell'esame presso la VIII Commissione, il Governo ha espresso la piena condivisione delle condizioni contenute nel parere. Conseguentemente, diversi componenti della VIII Commissione hanno presentato in Commissione bilancio emendamenti finalizzati al recepimento di tali condizioni. Nessuno di tali emendamenti è stato preso in considerazione dalla Commissione di merito, per cui essi sono stati ripresentati in Assemblea.
Il relatore non ha fornito alcuna motivazione, nella relazione all'Assemblea, in merito al mancato recepimento del parere della VIII Commissione - che, come ho detto, è un parere rinforzato -, limitandosi ad un generico rinvio alle indicazioni programmatiche fornite dalla Commissione di merito.
Si apprende oggi che il Comitato dei nove non intende esprimere parere favorevole su alcun emendamento riferito al comma 1 dell'articolo 1. Si chiede, quindi, alla Commissione bilancio di rivedere il proprio parere, approfondendo le indicazioni fornite dalla VIII Commissione, ovvero di esplicitare e di illustrare all'Assemblea quanto meno le valide e concrete motivazioni che giustificherebbero il mancato recepimento del parere della Commissione ambiente.
Credo che ciò sia il minimo che si possa chiedere alla Commissione di merito, perché il dovere di lealtà è sentito da tutti noi, però, quando esso si scontra con la realtà, emerge qualche problema di coscienza con il quale, evidentemente, dobbiamo fare i conti (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Banti. Ne ha facoltà.

EGIDIO BANTI. Chiedo di aggiungere la mia firma a questo emendamento.
Dichiaro altresì la mia piena condivisione tanto dell'intervento del collega Vigni quanto di quello del collega Stradella, che indica nello sviluppo di un dialogo parlamentare - che mi auguro proficuo - la possibilità di correggere taluni aspetti, anche rispetto ai lavori svolti dalla Commissione.
Tra l'altro, mi permetto di sottolineare che è piuttosto curioso, signor Presidente, che un decreto-legge, adottato per motivi di straordinaria necessità ed urgenza, rinvii uno stanziamento al 2006. È vero che ci sono altri interventi urgenti nel testo del Governo, ma francamente non depone a favore della correttezza lessicale e contenutistica del lavoro parlamentare, il fatto che, in un decreto-legge adottato per motivi di straordinaria necessità ed urgenza, si rinvii uno stanziamento al 2006.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Il provvedimento...

PRESIDENTE. Colleghi, un po' di silenzio, per cortesia!

LUANA ZANELLA. La situazione di emergenza, rilevata anche dalla relazione che accompagna il provvedimento e alla quale si risponde con il decreto-legge in esame, avrebbe sicuramente richiesto un intervento molto più deciso e coerente.
Come è stato già rilevato dai colleghi che mi hanno preceduto, il fatto che i finanziamenti siano posposti nel tempo indica quanto il Governo sia preoccupato. È vero che esso era tenuto a fornire una risposta, ma rispondere in questo modo significa soltanto mettere una pezza rispetto ad un problema che avrebbe richiesto ben altra assunzione di responsabilità.
Anch'io chiedo di sottoscrivere l'emendamento in esame, che tocca il tema principale affrontato dal provvedimento. Ricordo all'Assemblea che i trasporti costituiscono il settore chiave nei programmi di contenimento dell'emissione dei gas serra. Se ai miglioramenti dei motori - che, ovviamente, invochiamo - ed alla conseguente riduzione delle emissioni unitarie


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per veicolo non corrisponde anche una diminuzione del parco macchine circolanti e della percorrenza media, vi sarà un aumento complessivo di CO2, come se l'intervento non fosse avvenuto. Noi Verdi affermiamo con molta forza che la strategia da seguire è quella di ridurre la domanda globale di mobilità. Bisogna intervenire non solo sul lato dell'offerta, ma anche su quello della domanda. È necessaria una profonda rivoluzione: si devono assolutamente spostare le merci e le persone dalla strada alla ferrovia ed incentivare con finanziamenti e con politiche mirate i piani urbani del traffico, che vanno integrati con i piani energetici comunali.
Inoltre, onorevoli colleghi, è necessaria una politica sui servizi pubblici locali: bisogna monitorare i processi di privatizzazione e liberalizzazione dei servizi locali. Tale processo, infatti, ha un importante riflesso sulle politiche energetico-ambientali. L'assunzione di responsabilità rispetto a tale settore cruciale deve essere strettamente nelle mani pubbliche. La cittadinanza deve essere rappresentata degnamente: il mercato non è uno strumento sufficiente ed efficace per distribuire e promuovere benessere e salute.

PRESIDENTE. Onorevole Zanella, la prego di concludere.

LUANA ZANELLA. Concludo, signor Presidente.
I maggiori fattori ambientali sono influenzati dalla politica trasportistica e dalle scelte effettuate a livello nazionale, ma anche - ovviamente, non ci sottraiamo a tale confronto - a livello locale.
Per tali motivi, invitiamo l'Assemblea a votare a favore dell'emendamento in esame (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-L'Unione).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.

ERMETE REALACCI. Signor Presidente, anch'io chiedo di sottoscrivere l'emendamento in esame. Non credo faccia notizia se affermo che condivido le argomentazioni del collega Vigni, così come quelle dei colleghi Banti e Zanella. Voglio però dare atto anche della correttezza del collega Stradella, il quale ha riportato un lavoro comune che si è svolto in sede di VIII Commissione.
È evidente, colleghi, che le misure adottate sono del tutto insufficienti ad affrontare la morsa di inquinamento che attanaglia le nostre città. Dobbiamo infatti sapere che il decreto che stiamo varando è veramente un «pannicello caldo» rispetto alle difficoltà del paese, mentre l'approvazione di questo emendamento aiuterebbe invece ad andare nella giusta direzione (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alberto Giorgetti. Ne ha facoltà.

ALBERTO GIORGETTI. Le considerazioni svolte dai colleghi intervenuti su questo emendamento pongono delle questioni ampie, che molto probabilmente travalicano il contesto e l'obiettivo di questo decreto.
Si tratta di un decreto, varato sicuramente in condizioni d'urgenza, che punta a dare un primo segnale importante in termini di risorse con riferimento al tema più ampio della lotta a tutti i fenomeni legati soprattutto alle emissioni di polveri sottili. Sono temi dei quali ben conosciamo - lo abbiamo constatato anche in questi giorni - l'impatto sulla salute dei cittadini, oltre che sul contesto socio-economico, che viene penalizzato da questa situazione.
Dunque, si tratta di un tema che non si può certo affrontare istituendo un fondo di 500 milioni di euro - pur essendo questa una proposta importante ed interessante -, che dovrebbe in qualche modo dare una risposta complessiva ed organica al problema. Sappiamo che una risposta di questo tipo deve essere fornita attraverso più interventi.
Un primo intervento consiste nello stanziamento di 140 milioni di euro, frutto


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di una decisione del Comitato dei nove (quindi della Commissione). Occorre poi intervenire in modo più puntuale sul versante della lotta alle polveri sottili. Più in generale, è necessario un cambio di cultura, che peraltro il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio sta portando avanti con grande determinazione, coinvolgendo anche quelle realtà che possono e che devono contribuire in modo significativo al controllo delle emissioni. Penso agli autoveicoli, e quindi al problema del metano e della riconversione progressiva dei mezzi pubblici (una questione che è stata posta all'attenzione da parte dell'ANCI e delle regioni).
Come possiamo immaginare, si tratta di un sistema complesso, che deve coinvolgere un cambio di mentalità anche dei cittadini per quello che riguarda l'utilizzo dei mezzi pubblici, che deve essere effettuato in modo molto più efficace. Vi sono poi investimenti in corso riguardo al sistema della mobilità urbana: penso in particolare alle metropolitane leggere, e quindi a tutti quei servizi pubblici che possono dare una risposta concreta, abbattendo in modo concreto le emissioni. Queste, però, sono anche il frutto di un sistema sviluppatosi in questi anni; penso, ad esempio, al riscaldamento delle abitazioni civili, che comporta un problema molto serio in termini di emissioni.
Pensare quindi di dare una risposta ai temi in oggetto con 500 milioni di euro, cioè con un unico fondo, è sicuramente un segnale, ma noi dobbiamo in questa fase rispingerlo, alla luce di un contesto complessivo di risorse di finanza pubblica che deve rimanere compatibile. Noi intendiamo dare un segnale attraverso queste risorse, da portare avanti nella prossima legge finanziaria con una serie di interventi - che auspichiamo possano essere ulteriormente rafforzati - che vadano incontro anche alle questioni poste dall'opposizione, ma che oggi, soprattutto per motivi di compatibilità finanziaria, non possano essere pienamente condivisi.
Credo che da parte della maggioranza vi sia la piena disponibilità ad affrontare con concretezza questo problema già nei prossimi mesi, magari a partire dai prossimi appuntamenti, come quello legato al tema della competitività - penso, ad esempio, all'aspetto legato al prodotto interno lordo del sistema Italia -; tuttavia, è sicuramente una questione da affrontare in modo organico anche nelle prossime leggi finanziarie, stanziando risorse aggiuntive e concordando un percorso che veda coinvolti in modo significativo ed efficace i comuni e le regioni.
Occorre dunque un percorso condiviso, con un cambio di cultura e con maggiori investimenti. Il tutto però deve tener conto inevitabilmente, com'è nei profili della decretazione d'urgenza, della compatibilità finanziaria, che in questo momento non è sostenibile da parte del Ministero dell'economia e delle finanze.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 1.37, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 373
Maggioranza 187
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 200).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Peretti 1.16, Russo Spena 1.95 e Benvenuto 1.107.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Russo Spena. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, ho presentato, insieme al collega Vendola, l'emendamento 1.95, che si presenta come una riduzione del danno rispetto ad un provvedimento che, come è stato già affermato nell'illustrazione del precedente emendamento dal collega Vigni e da altri colleghi, è pasticciato e generico.


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Il Governo, infatti, afferma che il decreto-legge in esame è destinato a far fronte ad una vera e propria emergenza emersa nelle aree urbane per i livelli insostenibili raggiunti dalle emissioni di sostanze inquinanti, ma poi si limita a stanziare una cifra irrisoria, senza destinazione e finalità.
Con questo emendamento, si chiede al Governo di corrispondere all'impegno, peraltro del tutto insufficiente, assunto pubblicamente con l'Associazione dei comuni italiani e con tutti gli enti territoriali, di stanziare 350 milioni di euro l'anno (è un impegno minimo) per ridurre la presenza di sostanze inquinanti nell'atmosfera, sostenendo l'intervento per l'acquisto di bus ecologici nelle aree urbane.
Si tratta di un intervento minimo rispetto alle necessità avvertite, al dramma ambientale, al degrado delle situazioni urbane di cui gli ultimi provvedimenti emergenziali sono l'espressione ed anche la metafora.
La reiezione del precedente emendamento ci fa comprendere che la maggioranza, invece, intende proseguire sulla strada che, del resto, ha già imboccato nei confronti del pur moderato Protocollo di Kyoto con riferimento a precedenti provvedimenti, ritenendo tali interventi un freno allo sviluppo e non, invece, un miglioramento dell'ambiente e anche della qualità dello sviluppo stesso.
Crediamo, pertanto, soprattutto dopo la reiezione dell'emendamento Vigni 1.37, che l'approvazione di questo emendamento, come delle altre identiche proposte emendative, sia particolarmente importante affinché si possa svolgere una discussione proficua sul resto del provvedimento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Peretti 1.16, Russo Spena 1.95 e Benvenuto 1.107, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 377
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 201).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 1.101, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 376
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 200).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Vigni 1.32.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vigni. Ne ha facoltà.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, vorrei sapere se il relatore e il Governo intendono rispondere all'onorevole Stradella, il quale ha chiesto, soprattutto al relatore, alla luce anche del parere di maggioranza espresso in Commissione ambiente, i motivi per cui non si intendono accogliere alcune richieste migliorative presentate dagli stessi esponenti della maggioranza.
Ho ascoltato le parole dell'onorevole Alberto Giorgetti, secondo il quale anche 500 milioni di euro non basterebbero. Lo sappiamo bene, a maggior ragione, non ne bastano 140!
Richiamo l'attenzione dell'Assemblea sull'emendamento in esame con il quale si propone non solo di incrementare le risorse a disposizione degli interventi per la riduzione dell'inquinamento nelle città, ma anche di utilizzare l'eventuale gettito IVA, che potrebbe derivare da possibili e, purtroppo, già evidenti aumenti del prezzo


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della benzina e dei combustibili, a questa specifica finalità. Ritengo si tratti di una proposta ragionevole e seria. Dunque, perché il Governo e la Commissione ritengono di non poterla accogliere?
Quando il ministro Matteoli, subito dopo il Consiglio dei ministri, ha presentato il decreto in esame, ha detto agli italiani: cari italiani, con questo decreto aumentano le accise sulla benzina, ma state tranquilli perché non aumenterà il prezzo della vendita al distributore! Temo, purtroppo che non sia così, temo cioè che l'aumento delle accise nei prossimi giorni si scaricherà sulle spalle degli italiani. Anche perché, se così non fosse, mi vuole spiegare il Governo perché, al comma 10 dell'articolo 1, ha previsto di rimborsare l'aumento delle accise agli autotrasportatori? Perché prevedere di rimborsare un aumento che il Governo stesso sostiene non ci sarà, visto che se ne faranno carico generosamente i petrolieri? L'impressione è che, anche in questo caso, si tratti di un inganno perpetrato alle spalle degli italiani, in quanto un aumento della benzina ci sarà e, quel che è peggio, non sarà diretto a finanziare, se non in minima parte, gli interventi per migliorare la situazione nelle nostre città (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 1.32, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 371
Maggioranza 186
Hanno votato
sì 172
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michele Ventura 1.33, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 379
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 204).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Raffaldini 1.93.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Raffaldini. Ne ha facoltà.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, l'emendamento in esame ripropone le dichiarazioni formali rese dal ministro Matteoli quando ha promesso la presentazione del presente decreto. Infatti, le risorse necessarie sono 350 milioni di euro (e questo sta scritto nell'emendamento), sono utilizzabili da subito (e questo sta scritto nell'emendamento) e sono finalizzate al trasporto pubblico locale (e questo sta scritto nell'emendamento), correggendo una parte del decreto che disponeva in senso diverso.
Quindi, ho semplicemente riportato con puntualità le posizioni del ministro Matteoli.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Raffaldini 1.93, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 377
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 203).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 1.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 371
Astenuti 5
Maggioranza 186
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 198).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Realacci 1.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, vorrei soltanto ribadire un concetto cui pare che il Governo non voglia dare risposta. Mi riferisco alle aspettative createsi in seguito alle anticipazioni sulla presenza di finanziamenti presenti in questo decreto - anche da noi accolte con soddisfazione - necessari per affrontare uno dei problemi di maggiore impatto per la vita delle nostre città.
Al contrario, siamo di fronte ad un provvedimento di tutt'altra natura. In sostanza sono contenute due poste finanziarie. La prima è un impegno assunto dal Governo diversi mesi or sono e che avrebbe dovuto trovare attuazione già in sede di legge finanziaria, cosa invece che non è avvenuta. Mi riferisco al pagamento del contratto degli autoferrotranvieri per 200 milioni di euro, cui peraltro si sono aggiunti nuovi oneri, sempre nel corso della manovra per la legge finanziaria, relativi al contratto e alle indennità di malattia. Si fa presente che con il decreto in oggetto si impedisce perfino di ragionare su una questione su cui, invece, concordavano molti parlamentari di tutti i gruppi politici.
La seconda posta finanziaria riguardava un fantomatico investimento per la tutela dell'aria nelle nostre città, nei confronti della quale la risposta del Governo è risultata quantomeno risibile. Infatti, i 140 milioni di euro stanziati non sono sufficienti neppure ad una sola delle metropoli per intervenire sul parco mezzi. Inoltre, tale somma viene posticipata al prossimo anno.
Dal Governo ci saremmo aspettati una politica molto più coraggiosa. L'ASSTRA, le varie associazioni economiche, l'ANAV, la Federmobilità, la Confservizi, CGIL, CISL e UIL avevano proposto in maniera unitaria molti suggerimenti su come intervenire, anche dal punto di vista finanziario, in un settore che - come è evidente - richiede nuove risorse. Ebbene, di tutte le proposte avanzate non una è stata ritenuta degna di nota da parte del Governo né ripresa all'interno dei provvedimenti di iniziativa governativa.
Non si tratta di una strada produttiva per gli interessi del paese e delle nostre città, che oggi attendono risposte ben più concrete di quelle contenute nel decreto al nostro esame. Le nostre proposte emendative tendono e tentano di riportare il testo alle promesse anticipate dall'esecutivo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 1.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 384
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 204).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Duca 1.104, relativamente alla parte ammissibile.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, l'emendamento in oggetto mira ad aumentare il contingente annuo di produzione e consumo del cosiddetto biodiesel.
Come i colleghi sapranno, l'Unione europea indica l'uso di combustibili alternativi (tra cui figura il biodiesel) tra le misure per combattere l'inquinamento dell'aria nelle città. In Italia nel corso degli anni il consumo di questo combustibile è cresciuto costantemente fino a superare le 300 mila tonnellate nel corso del 2004. Si tratta di un consumo ancora modesto, tuttavia significativo. Quindi, la nostra industria, unitamente alla filiera agricola, si è messa in moto per poter rispondere a tale crescente domanda.
Mentre negli altri paesi dell'Unione europea si incentiva il ricorso all'aumento della produzione e di consumo del biodiesel, in Italia con la legge finanziaria per il 2005 il tetto è stato abbassato a 200 mila tonnellate.
L'emendamento in esame propone di riportare nel 2005 il tetto a 300 mila tonnellate e a decorrere dal 2006 a 400 mila tonnellate, andando nella stessa direzione degli altri paesi dell'Unione. Si tratta di una misura parziale ma concreta per contribuire ad abbattere l'inquinamento dell'aria nelle nostre città.
Raccomando pertanto l'approvazione dell'emendamento in esame (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duca 1.104, limitatamente alla parte ammissibile, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 380
Maggioranza 191
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duca 1.99, limitatamente alla parte ammissibile, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 372
Maggioranza 187
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 198).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Duca 1.105, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 382
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 202).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 1.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 385
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 203).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ria 1.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 381
Votanti 380
Astenuti 1
Maggioranza 191
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 202).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 1.57, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 387
Maggioranza 194
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 204).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Raffaldini 1.47, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 387
Votanti 386
Astenuti 1
Maggioranza 194
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 203).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 1.59, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 378
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Realacci 1.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 385
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 204).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Raffaldini 1.56, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 384
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 203).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 1.50, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 380
Maggioranza 191
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 204).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 1.44, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 387
Maggioranza 194
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 206).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 1.106, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 379
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 198).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 1.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 385
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 203).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Parolo 1.102, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 387
Votanti 385
Astenuti 2
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 368
Hanno votato
no 17).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 1.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 393
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 192
Hanno votato
no 201).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Arrighi 1.3 e Benvenuto 1.108, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 388
Votanti 387
Astenuti 1
Maggioranza 194
Hanno votato
sì 188
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Peretti 1.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione - Commenti del deputato Alfonso Gianni).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 390
Votanti 389
Astenuti 1
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 191
Hanno votato
no 198).

Ricordo ai colleghi che ognuno deve votare per sé, altrimenti sarò costretto ad assumere gli opportuni provvedimenti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Raffaldini 1.48, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 377
Votanti 376
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 195).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Vigni 1.58.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vigni. Ne ha facoltà.

FABRIZIO VIGNI. Abbiamo già spiegato come il decreto-legge in via di conversione comporterà un aumento delle tasse sulla benzina e, quindi, un incremento del suo prezzo. Abbiamo anche chiarito come solo una piccola parte dei maggiori proventi che ne deriveranno saranno utilizzati per migliorare la situazione del traffico nelle nostre città e per ridurre l'inquinamento. Infatti, la parte prevalente di tali risorse verrà utilizzata invece per tutt'altre finalità. Ad esempio, sarà utilizzata per pagare il rinnovo del contratto dei lavoratori del trasporto pubblico locale, per destinare un po' di soldi alle forze dell'ordine, alle forze di polizia, alla Guardia di finanza e all'amministrazione penitenziaria. Sono tutti interventi giusti, ma vale la pena notare come il Governo sia oggi costretto ad aumentare le tasse sulla benzina per realizzare interventi di carattere ordinario, proprio perché, con l'ultima legge finanziaria, per vendere agli italiani la storiella del taglio delle tasse, sono stati dissanguati i finanziamenti ordinari, a partire da quelli destinati alle forze di polizia.
Ebbene, con l'emendamento in esame poniamo l'attenzione sul fatto che 20 milioni di euro, provenienti dall'incremento delle tasse sulla benzina, sono destinati ad


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una finalità del tutto imprecisata ed indefinita. Si sostiene, infatti, che tale somma sarà destinata agli obblighi finanziari connessi alla gestione di altri servizi pubblici gestiti in regime convenzionale.
Cosa significa tutto ciò? Se lo è chiesto anche la Commissione ambiente, è stato chiesto al relatore ed io lo chiedo nuovamente al Governo. A cosa sono destinati questi 20 milioni di euro? Se non volete rispondere, allora sarebbe meglio destinare tali fondi ad una finalità chiara; ad esempio, ad incrementare da 140 a 160 milioni di euro i finanziamenti destinati ad affrontare il problema del traffico nelle città (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 1.58, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 368
Maggioranza 185
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 195).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Stradella 1.81.

FRANCESCO STRADELLA. Signor Presidente, chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO STRADELLA. Intervengo esclusivamente per annunciare l'intenzione di ritirare il mio emendamento 1.81.
Mi sembra inspiegabile che non si riescano a reperire i fondi necessari per risolvere problemi così importanti quando, invece, si trovano fondi per abbonare i canoni di affitto ai registi «girotondini» e finanziare con 500 milioni di euro un calcio miliardario che vive al di sopra delle proprie possibilità.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Stradella.

PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor presidente desidero segnalare l'intenzione del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo di far proprio l'emendamento Stradella 1.81.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Ruzzante.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Stradella 1.81, ritirato dal presentatore e fatto proprio dal gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 380
Votanti 378
Astenuti 2
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 179
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Stradella 1.82, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 383
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 188
Hanno votato
no 195).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Stradella 1.80, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 382
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Stradella 1.79, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 380
Maggioranza 191
Hanno votato
sì 184
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Raffaldini 1.55, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 380
Votanti 379
Astenuti 1
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 196).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Marras 1.39, Vigni 1.53 e Raisi 1.71.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vigni. Ne ha facoltà.

FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, intervengo soltanto per dire che si tratta di emendamenti che si propongono l'obiettivo di agevolare l'utilizzo di GPL e del metano, cioè di combustibili meno inquinanti; incentivare in modo adeguato l'utilizzo di questi combustibili può costituire uno strumento utile e saggio per contrastare l'inquinamento delle nostre città.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, intervengo per sottoscrivere l'emendamento Vigni 1.53, che considero utile ed importante.
Ritengo che una delle politiche da promuovere e da utilizzare sul nostro territorio, in modo indolore anche rispetto al bilancio dello Stato, sia proprio quella mirata ad incentivare l'utilizzo di veicoli a combustibile alternativo alla benzina.
Credo che tali emendamenti, molto ben elaborati, avrebbero dovuto sollecitare un'attenzione diversa da parte del Governo, anche perché quest'ultimo, in molte dichiarazioni pubbliche, aveva annunciato l'interesse verso il GPL ed il metano senza poi dare risposte concrete in termini alternativi.
Dunque, la nostra sollecitazione, in questa o in altra sede, è quella di capire se il Governo ritenga tale politica condivisibile


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e, se così fosse, come mi sembra poter evincere dalle dichiarazioni rese più volte, quali siano gli strumenti che si intendono utilizzare.
Riteniamo che tale modalità sia praticabile, che essa abbia già dato buoni risultati e che interrompere un percorso iniziato anni fa potrebbe essere pericoloso rispetto ad una rete di servizi e di assistenza che si era andata realizzando sul territorio e che garantisce, oltre ad un minore impatto ambientale, occupazione e sviluppo dell'economia.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Marras 1.39, Vigni 1.53 e Raisi 1.71, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 382
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 188
Hanno votato
no 194).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Osvaldo Napoli 1.94 e D'Agrò 1.110.

LUIGI D'AGRÒ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI D'AGRÒ. Signor Presidente, considerato il parere contrario espresso dalla Commissione e dal Governo, intendo ritirare il mio emendamento 1.110.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'emendamento D'Agrò 1.110, testé ritirato dal presentatore, è stato fatto proprio dal gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Osvaldo Napoli 1.94 e D'Agrò 1.110, ritirato dal presentatore e fatto proprio dal gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 390
Maggioranza 196
Hanno votato
sì 191
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 1.45, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 388
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 188
Hanno votato
no 200).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 1.46, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 383
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 200).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lion 1.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 384
Votanti 383
Astenuti 1
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 187
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Arrighi 1.1 e Benvenuto 1.109, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 388
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 189
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Arnoldi 1.86, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 386
Votanti 214
Astenuti 172
Maggioranza 108
Hanno votato
sì 16
Hanno votato
no 198).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento D'Antoni 1.90, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 383
Votanti 381
Astenuti 2
Maggioranza 191
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 200).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Russo Spena 1.96 e Benvenuto 1.112, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 383
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 184
Hanno votato
no 199).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Rosato 1.111.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, come si evince dal testo del provvedimento, il Governo ha ritenuto di finanziare una parte importante degli investimenti, circa 60 milioni di euro, sottraendoli dai trasferimenti destinati agli enti locali. In altre parole, questi 60 milioni di euro, da una parte, si sottraggono, dall'altra si ridistribuiscono nuovamente. Utilizzando questo meccanismo l'ammontare della cifra oggetto di trasferimento poteva anche essere pari a 6 miliardi di euro; il


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provvedimento, in tal modo, sarebbe parso ancora più interessante sugli organi di informazione!
Ritengo che questo sia un modo assolutamente anomalo di intervenire e, conseguentemente, non lo riteniamo accettabile. A questo riguardo abbiamo presentato diversi emendamenti, tra cui quello al nostro esame, con i quali si prevede che i finanziamenti in discussione siano a carico del bilancio dello Stato. Riteniamo non opportuno, inoltre, che si dica che con questo provvedimento si destinano risorse finanziarie aggiuntive agli enti locali (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 1.111, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 382
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 185
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Peretti 1.15, Stradiotto 1.25, Michele Ventura 1.34 e Russo Spena 1.97, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 390
Maggioranza 196
Hanno votato
sì 189
Hanno votato
no 201).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.200 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 394
Votanti 393
Astenuti 1
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 387
Hanno votato
no 6).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Raffaldini 1.49, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 394
Maggioranza 198
Hanno votato
sì 193
Hanno votato
no 201).

Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zeller 1.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 394
Votanti 393
Astenuti 1
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 187
Hanno votato
no 206).


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Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 1.113, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 395
Maggioranza 198
Hanno votato
sì 189
Hanno votato
no 206).

Prendo atto che gli onorevoli Falanga e Mereu non sono riusciti a votare e che quest'ultimo avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Rosato 1.26, Sardelli 1.35, Raffaldini 1.45 e Bornacin 1.61, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 389
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 188
Hanno votato
no 201).

Prendo atto che gli onorevoli Falanga e Zanella non sono riusciti a votare e che quest'ultima avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Collè 1.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Collè. Ne ha facoltà.

IVO COLLÈ. Signor Presidente, intervengo sui miei emendamenti 1.12 e 1.10, relativi ad un problema che si pone per la Valle d'Aosta in maniera un po' anomala rispetto alle altre regioni a statuto speciale e che abbiamo già avuto modo di prospettare in Comitato dei nove.
La regione Valle d'Aosta ha effettuato la scelta - giusta e significativa - di espletare, nel settore del trasporto pubblico su gomma, un appalto europeo (dunque, rispettando le regole). Tale appalto, però, non consente alla regione di corrispondere alle aziende i finanziamenti prelevati dal bilancio regionale. Ecco perché abbiamo presentato gli emendamenti in esame. Il relatore aveva espresso una certa disponibilità che, tuttavia, non è stata confermata dal Governo.
Da questo punto di vista, chiediamo spiegazioni. Desideriamo capire perché non si voglia venire incontro alla Valle d'Aosta, la quale sta vivendo una situazione reale di difficoltà che interessa, da un lato, il governo regionale e, dall'altro, le aziende che operano nella nostra regione.
Qualora il mio emendamento 1.12 non dovesse essere approvato, la regione sarebbe costretta ad impugnare il provvedimento davanti alla Corte costituzionale. Inoltre, non escludiamo la possibilità di inviare un esposto alla Direzione generale per la concorrenza, giacché si creerebbe una situazione di disparità tra le aziende che operano in Valle d'Aosta e quelle che operano sul restante territorio nazionale. Crediamo che possa essere compiuta, al riguardo, un'ulteriore riflessione, allo scopo di evitare che si produca lo scenario di cui ho detto.
Tenendo conto della particolare situazione che si verrebbe a creare in Valle d'Aosta, chiediamo alla Commissione ed al Governo di effettuare un'ulteriore riflessione e di far sì che i due emendamenti a mia prima firma siano approvati dall'Assemblea.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Collè 1.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 391
Maggioranza 196
Hanno votato
sì 186
Hanno votato
no 205).

Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Collè 1.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 380
Maggioranza 191
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 200).

Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Raffaldini 1.54, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 389
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 208).

Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento della Commissione 1.201, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 394
Votanti 392
Astenuti 2
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 378
Hanno votato
no 14).

Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Stradella 1.78, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 390
Maggioranza 196
Hanno votato
sì 190
Hanno votato
no 200).

Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Marras 1.119, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 391
Maggioranza 196
Hanno votato
sì 190
Hanno votato
no 201).


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Prendo atto che l'onorevole Falanga non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Maurandi 1.62.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maurandi. Ne ha facoltà.

PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, il comma 8 dell'articolo 1 del provvedimento in esame abroga il comma 235 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria per il 2005), che prevedeva un primo timido intervento, seppur insufficiente, per affrontare il problema della continuità territoriale riguardante la Sardegna e le isole minori della Sicilia.
Non si comprende la ragione per la quale il Governo abbia presentato le disposizioni di cui al comma 8. In nessuna sede il Governo ha fornito una giustificazione in merito alla scelta inconcepibile di abrogare un comma della legge finanziaria, approvato due mesi prima dell'adozione di questo decreto-legge; pur presentando problemi, il comma in questione compie alcuni passi in direzione della continuità finanziaria per le merci, ai sensi della legge n. 144 del 1999.
Per questa ragione, propongo la soppressione del comma 8.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Maurandi 1.62, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 384
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 184
Hanno votato
no 200).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Marras 1.120, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 380
Votanti 362
Astenuti 18
Maggioranza 182
Hanno votato
sì 161
Hanno votato
no 201).

Passiamo all'emendamento Rosato 1.27.

ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, in sede di esame del disegno di legge finanziaria per il 2005 al Senato, dove è stato richiesto dal Governo il voto di fiducia (che, in questo ramo del Parlamento, abbiamo potuto solo «ratificare»), oltre alle questioni di principio, sulle quali non concordiamo, ne sono state poste numerose altre, tra cui il modo in cui era stato formulato l'emendamento relativo alla continuità territoriale, intervento (lo ha chiarito precedentemente il collega Maturandi) opportuno ed utile. Infatti, è importante che il Governo intervenga per risolvere un problema che esiste, soprattutto se sarà abrogato il comma 235 dell'articolo 1 della legge finanziaria: auspichiamo che il Governo ci segnali il modo.
Il mio emendamento avrebbe voluto correggere una disposizione che non ha più senso modificare; chiedeva, in sostanza, che non si facessero distinzioni tra imprese di autotrasporto dislocate in regioni diverse. Resta il problema di fondo (mi rivolgo al sottosegretario, perché so che è sensibile a queste vicende): la continuità territoriale nel trasporto delle merci


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è considerata dalle imprese che hanno bisogno di logistica, dagli autotrasportatori e dai vettori un problema reale e forte. Mi riferisco, in particolare, alla regione Sardegna. È chiaro che dal 2007 avremo un ponte in Sicilia che eliminerà tutti i problemi, ma fin quando questo ponte non sarà costruito, tale problema resterà.
Attendiamo che il Governo introduca una norma che intervenga su questa materia. Per quanto riguarda l'emendamento in esame, lo ritiriamo.

PRESIDENTE. Sta bene. L'emendamento Rosato 1.27 si intende quindi ritirato.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 12,13)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Olivieri 1.85, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 384
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 202).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benvenuto 1.126, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 392
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 187
Hanno votato
no 205).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Arrighi 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 375
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 201).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Maurandi 1.63, Giudice 1.76 e Rosato 1.127.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, è subito cambiato il ritmo dei nostri lavori...
Intervengo brevemente per osservare, con riferimento a quanto stiamo discutendo, come, nel caso alla nostra attenzione, si voglia intervenire, con fonte ordinaria, su una materia oggetto di disciplina di rango costituzionale, ovvero sui rapporti tra Stato e regioni a statuto speciale. Mi rivolgo, in particolare, ai colleghi eletti nelle regioni che avvertono tali difficoltà; in particolare, Sardegna e Sicilia, ma anche Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Questi colleghi sanno come, con la disposizione in esame, verrà meno, per i loro rispettivi enti, la quota incrementale di accisa specificamente riscossa nelle regioni a statuto speciale; chiediamo perciò che dal provvedimento,


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coerentemente a quanto è previsto negli statuti delle regioni ad autonomia speciale, venga stralciata questa statuizione. Mi sembra che la mancata approvazione dell'emendamento in esame metterebbe a rischio anche i rapporti di leale collaborazione tra Stato e regioni a statuto speciale (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maurandi. Ne ha facoltà.

PIETRO MAURANDI. Signor Presidente, dal secondo periodo del comma 9 dell'articolo 1 del decreto traspare la logica secondo la quale l'aumento delle accise sarebbe destinato a finanziare il contratto del trasporto pubblico locale, ferma restando la previsione, recata dal comma 2 di detto articolo 1, in base alla quale le somme relative verrebbero assegnate alle regioni. Dunque - questa è la logica! -, le regioni a statuto speciale, per le quali tali imposte rappresentano una voce di entrata nel bilancio, non potranno fare affidamento sull'incremento derivante dall'aumento delle accise. Sembrano due flussi che si compensano, quello diretto verso le regioni per l'attuazione del contratto delle imprese di trasporto locale e quello che non sarà più considerato nel bilancio delle regioni per effetto di questo comma.
In realtà, si tratta di due flussi che non si compensano in alcun modo, in quanto la base di calcolo è diversa. Nel primo caso, l'ammontare per attuare il contratto delle imprese di trasporto è calcolato ovviamente sul numero dei dipendenti residenti nella regione; nel secondo, invece, i flussi derivanti dall'incremento delle accise - che dovrebbero essere assegnati alle regioni e comporne una posta di entrata nel bilancio - sono calcolati in base, appunto, alle accise riscosse nelle regioni. Quindi, si tratta di somme assolutamente non confrontabili; non siamo dunque in grado di capire se e quali enti regionali trarranno vantaggio o svantaggio da dette disposizioni.
Quanto, aldilà del calcolo numerico circa i possibili vantaggi e svantaggi, risulta chiaro è, come osservava il collega Rosato, la sussistenza di una violazione degli statuti e, comunque, un atteggiamento centralistico da parte dello Stato. Quest'ultimo, infatti, decide, senza alcun coinvolgimento delle regioni, quali siano le risorse da assegnare alle stesse e quali quelle che non devono entrare nel loro rispettivo bilancio.
È un modo insostenibile di agire che determinerà la proposizione di giudizi dinanzi alla Corte costituzionale; infatti, la previsione negli statuti delle regioni ad autonomia speciale e delle province autonome conferisce carattere costituzionale a tali discipline. Peraltro, anche laddove gli statuti consentano che sui rapporti finanziari tra regioni e Stato si possa intervenire con legge ordinaria, viene però prescritto il previo intervento di un accordo con la regione.
Un tale accordo manca e, quindi, il secondo periodo del comma 9 dell'articolo 1 del decreto è in contrasto sia con le norme contenute negli statuti - che sono leggi costituzionali - sia con il corretto rapporto che deve intercorrere nelle relazioni tra Stato e regioni.
Per tali ragioni, chiediamo la soppressione del secondo periodo del comma 9 dell'articolo 1 del decreto-legge.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zeller. Ne ha facoltà.

KARL ZELLER. Signor Presidente, vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi sulla palese incostituzionalità del sistema di finanziamento proposto da questo decreto-legge. Consideriamo bene l'articolo 1, comma 2: prevede uno specifico vincolo di destinazione, che contrasta palesemente con le sentenze della Corte costituzionale nn. 16 e 49 del 2004, sotto due profili. Da una parte, si vogliono sottrarre risorse alle


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regioni a statuto speciale per 200 milioni di euro, ponendo un vincolo specifico di destinazione per il gettito dell'aumento delle accise su benzina e gasolio. Ciò è stato già dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale, la quale ha stabilito il divieto di disporre finanziamenti a favore dello Stato in materie di competenza regionale. In questo caso, si tratta indubbiamente di una materia, il trasporto pubblico locale, di competenza regionale; per di più, su 60 milioni di euro di trasferimenti già spettanti alle regioni a statuto ordinario, si stabilisce un vincolo di destinazione che si scontra anch'esso apertamente con le sentenze della Corte costituzionale che ho testè citato.
Vorrei rilevare come sia veramente incredibile che la Camera si accinga a votare una disposizione che confligge apertamente con l'autonomia finanziaria delle regioni proprio mentre il Senato della Repubblica sta approvando, invece, la cosiddetta devolution. Ancor più grave, a mio avviso, è l'attacco portato all'autonomia finanziaria delle regioni a statuto speciale.
Al riguardo, vorrei richiamare l'articolo 75 dello statuto del Trentino-Alto Adige, il quale prevede che i nove decimi dell'accisa spettino alle due province autonome di Trento e Bolzano, le quali finanziano, a loro completo carico, proprio il servizio di trasporto pubblico locale. Non si comprende, pertanto, per quale motivo si vogliano sottrarre loro queste risorse finanziarie, trasferendole ad un fondo statale.
Vorrei rilevare, inoltre, che non si tratta neanche di una cosiddetta riserva erariale, poiché le riserve erariali, in base alle norme di attuazione del nostro statuto, sono ammesse solo in materie di competenza statale: come ho già precisato, non si tratta di un caso del genere.
Vorrei ricordare ai colleghi che il relatore aveva già manifestato sensibilità nei confronti delle nostre richieste, contenute nelle nostre proposte emendative, ma si è registrata una netta, inspiegabile ed indifendibile chiusura da parte del Governo. Auspico solo che l'Assemblea abbia la saggezza di votare gli identici emendamenti presentati non solo da noi, ma anche da altri colleghi, perché, altrimenti, non ci rimarrebbe altra strada che impugnare il provvedimento in esame dinanzi alla Corte costituzionale. Siamo certi e sicuri che, in tal caso, vinceremo (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Minoranze linguistiche).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, intervengo solamente per associarmi alle considerazioni svolte dai colleghi che mi hanno preceduto, in particolare dagli onorevoli Rosato e Zeller, e per chiedere di apporre la mia firma all'emendamento Rosato 1.127. Invito quindi l'Assemblea a votare a favore degli identici emendamenti in esame.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Boato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bressa. Ne ha facoltà.

GIANCLAUDIO BRESSA. Signor Presidente, intervengo solo per associarmi alle considerazioni svolte dal collega Zeller e per chiedere anch'io di apporre la mia firma agli identici emendamenti in esame.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Bressa.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Maurandi 1.63, Giudice 1.76 e Rosato 1.127, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge.... Scusate: la Camera approva (Vedi votazioni - Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Minoranze linguistiche).

(Presenti 397
Votanti 396
Astenuti 1
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 199
Hanno votato
no 197).

Avverto che, a seguito dell'approvazione degli identici emendamenti Maurandi 1.63, Giudice 1.76 e Rosato 1.127, sono preclusi l'emendamento Collè 1.128 e gli identici emendamenti Marras 1.40 e Maurandi 1.64.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Stradella 1.65, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 395
Maggioranza 198
Hanno votato
sì 188
Hanno votato
no 207).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Stradella 1.66, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 396
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 189
Hanno votato
no 207).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi Peretti 1.03 e Benvenuto 1.020, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 399
Maggioranza 200
Hanno votato
sì 192
Hanno votato
no 207).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Rosato 1.010, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 403
Votanti 401
Astenuti 2
Maggioranza 201
Hanno votato
sì 192
Hanno votato
no 209).

Avverto che, consistendo il disegno di legge di conversione di un solo articolo, si procederà direttamente alla votazione finale.

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