Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 604 del 17/3/2005
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DICHIARAZIONE DI VOTO FINALE DEL DEPUTATO EMERENZIO BARBIERI SUL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE N. 5697

EMERENZIO BARBIERI. Onorevoli colleghi, tornerò sul merito del provvedimento dopo aver svolto una breve considerazione sull'origine del decreto-legge n. 7 del 2005; un decreto-legge che tutti sappiamo uscì dal Consiglio dei ministri con nove articoli e che giunge in questa sede arricchito da ben cinquantadue proposte. È vero che già i romani erano poco inclini a varare norme di contenuto diverso, ma se tale pratica nelle ultime


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legislature è divenuta un po' troppo frequente la colpa è del metodo impiegato e non di questa o di un'altra maggioranza.
Il testo trasmesso dal Senato è composto da norme tra loro disomogenee e anche in questo caso, come sempre, viene riproposto il problema dell'uso ragionevole dello strumento della decretazione d'urgenza, ma che senza dubbio va anche collegata ad una cattiva attitudine, sia da parte dei parlamentari che della pubblica amministrazione, a vedere in un provvedimento in fase di approvazione definitiva, l'ultimo treno cui attaccare l'ennesimo vagone.
Non ci nascondiamo, dunque, che il decreto-legge, come hanno rimarcato i due relatori e lo stesso rappresentante del Governo in sede di discussione sulle linee generali, è senz'altro eterogeneo, ma affronta materie e situazioni di indiscutibile urgenza ed importanza (mi riferisco alle parti che riguardano la scuola, l'università, la ricerca e i beni culturali, che sono state anche interessate da modificazioni introdotte nel corso dell'iter parlamentare), risolvendo problemi che erano rimasti aperti da tempo per carenze legislative o per motivi che non sono di ieri e che non dipendono sempre da questa maggioranza.

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