Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 604 del 17/3/2005
Back Index Forward

Pag. 2


...

La seduta, sospesa alle 9,40, è ripresa alle 10.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 5697)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Fallica 1-octies.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, voglio esprimere il nostro giudizio - non contrario, ma contrarissimo - su questa proposta emendativa; si continua, infatti, per così dire, a scherzare con i temi delle professioni italiane.
La proposta all'esame dell'Assemblea altro non è che la riproposizione di una proroga di sei mesi - proroga peraltro formulata alquanto surrettiziamente - del termine per gli adempimenti che il Governo, in particolare il sottosegretario Maria Grazia Siliquini, avrebbe dovuto compiere da oltre tre anni. Si tratta del regolamento previsto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001, a seguito della riforma universitaria del cosiddetto «tre più due», per consentire ai laureati con la laurea triennale di base di potere avere un accesso agli albi professionali e, quindi, anche un sistema di elezione e di rappresentanza in quegli albi.
Non è questione di grande difficoltà, come ritengo di aver in qualche modo rilevato anche con questa breve esposizione; eppure, sono quasi quattro anni che il Governo non è in grado di varare il regolamento che darebbe la possibilità ai giovani, ai laureati triennali di accedere in modo ordinato agli albi professionali.
Stiamo ora esaminando una proposta recante una disposizione che modificherebbe alquanto il panorama della disciplina, apprestando una copertura legislativa per consentire, con l'emanazione del regolamento, di poter fare di più. Sostanzialmente, si stabilisce il criterio della rappresentanza unitaria sicché il futuro regolamento non dovrà prevedere due procedure elettorali, una per i laureati triennali e l'altra per i quinquennali; al contrario, per così dire, tutti voteranno per tutti. Inoltre, anche in tal caso un po' surrettiziamente, si aumenta la durata in carica dei consigli degli ordini territoriali e nazionali, portandola, rispettivamente, a 4 e a 5 anni.
Ci siamo condotti in modo collaborativo su ogni profilo della riforma possibile delle professioni; però, la proposta in questione prevede che il regolamento atteso da quattro anni possa essere emanato dopo centottanta giorni dalla conversione del decreto-legge.
Quindi, Presidente, concludo ribadendo che la proposta in esame altro non è che la proroga di un inadempimento. Richiamo peraltro l'attenzione sulla circostanza che tale inadempimento sta determinando la sospensione della democrazia elettiva in nove ordini professionali (ingegneri, architetti, agronomi, geometri, e via dicendo); quindi, da oltre tre anni, abbiamo consigli decaduti ed il blocco delle elezioni. Ritengo di essere stato chiaro e mi sembra di potere concludere che le professioni italiane costituiscono un tema troppo serio: è ora di finirla con l'inerzia,


Pag. 3

le proroghe e finanche le finte riforme quali quelle contenute nel decreto sulla competitività (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fallica 1-octies.1, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 265
Maggioranza 133
Hanno votato
150
Hanno votato
no 115
Sono in missione 79 deputati).

Prendo atto che gli onorevoli Buontempo e Bressa non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.
Prendo atto, altresì, che l'onorevole Borrelli ha erroneamente espresso un voto contrario, mentre avrebbe voluto esprimerne uno favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Titti De Simone 1-novies.16.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.

ALBA SASSO. Signor Presidente, attraverso l'emendamento in esame si propone di sopprimere l'articolo 1-novies, rubricato «Concorso riservato per dirigente scolastico». Tale articolo, in realtà, rappresenta una sanatoria per quegli aspiranti al concorso che lo hanno sostenuto senza possedere i requisiti per accedervi.
Chiedo al sottosegretario Aprea, allora, di essere conseguente con le scelte e le posizioni assunte nella seduta di ieri, poiché ci sembra che la questione dei concorsi per dirigente scolastico debba essere comunque affrontata non attraverso sanatorie successive o concorsi riservati, ma con la pianificazione, nonché con la volontà di risolvere un problema importantissimo per la scuola. Infatti, la qualità dei dirigenti, nonché la possibilità di avere un personale stabile anche in questa posizione dirigenziale, rappresenta uno strumento essenziale ai fini della qualità dell'istituzione scolastica.
Onorevole Aprea, non possiamo continuare a procedere attraverso sanatorie, le quali, tra l'altro, privilegiano solo alcuni soggetti. Non si può più andare avanti così: infatti, con il nostro emendamento sostituivo dell'articolo 1-novies del provvedimento in esame, di cui sono prima firmataria, proponiamo ben altre scelte!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, spero che i colleghi vogliano prestare un attimo di attenzione. Nel mondo della scuola, infatti, ed in ordine a posti così delicati ed importanti, non si può scatenare una guerra spietata tra chi si sente protetto e chi, invece, deve «pagare» nonostante si trovi nelle stesse condizioni di altri.
Intervengo per invitare l'Assemblea a votare a favore dell'emendamento in esame. Se i numeri sono pressappoco quelli che conosco, vi sembra giusto sanare la situazione di 250 persone, lasciandone fuori circa 50 unità? Che senso ha tutto ciò? Attraverso l'emendamento in esame, proponiamo che siano tutti inclusi nei provvedimenti che verranno adottati in tale ambito.

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Hai letto l'emendamento Sasso? L'emendamento Sasso non dice questo!

TEODORO BUONTEMPO. Credo sia questo il senso dell'emendamento...

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. No, no!


Pag. 4

TEODORO BUONTEMPO. Come no? Il sottosegretario Aprea dice no! L'articolo 1-novies recita: «Gli aspiranti incaricati di presidenza da almeno un anno, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ma privi del requisito prescritto nel triennio di incarico, ammessi con riserva e che abbiano superato il colloquio di ammissione, frequentato il corso di formazione e superato l'esame finale (...)».

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Questo è il provvedimento, non l'emendamento!

TEODORO BUONTEMPO. Signor sottosegretario, la prego, non voglio essere scortese! Lei faccia il suo lavoro, ma faccia svolgere a noi il nostro! Non è possibile che un deputato, mentre interviene, debba assistere ai suoi gesti di dissenso, perché ciò non mette la Camera nelle condizioni migliori per affrontare i problemi con equilibrio!
Credo, quindi, che per quelle persone, che pur non avendo i requisiti, hanno partecipato al concorso, essendo - a quanto mi risulta - in numero estremamente ristretto, si possa creare una condizione per eliminare del tutto tale vertenza che, trascinandosi nel corso degli anni, rischia di creare condizioni non soddisfacenti per svolgere il lavoro delicato che si richiede loro. Non si stravolge, quindi, un bilancio della pubblica amministrazione; non si stravolge il bilancio del Ministero dell'istruzione. Si tratta solo di consentire a presidi incaricati di essere finalmente tutelati, nel provvedimento del Governo.
Dall'esame di questo provvedimento - e lo constateremo meglio in seguito -, nato male e istruito male per l'Assemblea, si riscontra una serie di articoli che non ritengo politicamente e moralmente giusti. Non è, infatti, possibile che si concedano contributi «a pioggia», senza un disegno organico. Ecco il motivo per il quale noi, nella seduta di ieri, abbiamo protestato con il Presidente, affinché si pervenga ad un'intesa equilibrata con il Senato, non potendosi più consentire che ogni testo trasmesso dalla Camera diventi la «pattumiera» di tutto ciò che non si ha il coraggio di proporre con uno specifico provvedimento.
Nel corso della seduta odierna discuteremo di ben centocinque problemi differenti e sugli stessi saremo chiamati a votare. Questo è il motivo per il quale ritengo che il Parlamento debba tutelare le proprie prerogative e rigettare provvedimenti che ci impediscono di poter modificare o - come in questo caso - non consentono un confronto organico con temi oggetto di proposte di legge o di decreti-legge, temi che sono fatti entrare surrettiziamente all'interno degli stessi provvedimenti.
Questo è il motivo per il quale voterò a favore di quest'emendamento.

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Desidero solo informarla, onorevole Buontempo, che l'emendamento Sasso 1-novies.8 prevede il superamento della sanatoria...

PRESIDENTE. Sottosegretario Aprea, le ricordo che stiamo discutendo l'emendamento Titti De Simone 1-novies.16.

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente non stiamo discutendo l'emendamento Sasso 1-novies.8?

TEODORO BUONTEMPO. Ma che senso ha questa polemica?

PRESIDENTE. Signor sottosegretario, le ripeto che stiamo discutendo l'emendamento Titti De Simone 1-novies.16.


Pag. 5

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. In ogni caso, ha preso la parola l'onorevole Sasso e, tra poco tratteremo il suo emendamento 1-novies.8.
Mi riferivo, evidentemente, all'intervento dell'onorevole Sasso...

TEODORO BUONTEMPO. Lei è polemica, preconcetta; vuol fare polemica!

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Onorevole Buontempo, ho chiesto la parola per risponderle!

PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, lasci parlare il sottosegretario.

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Onorevole Buontempo, lei ha detto che non dovevo «mandarle segnali», ed ho chiesto la parola proprio per spiegarle ciò che intendevo. Avrei voluto spiegarglielo a segni...
Lei è favorevole alla soppressione della possibile sanatoria prevista dal Governo, perché nell'emendamento Titti De Simone 1-novies.16 si vuole la soppressione dell'articolo 1-novies. Detto articolo parla di una sanatoria possibile, di cui tratterò tra poco.
Anche l'emendamento Sasso 1-novies.8 su cui lei, onorevole Buontempo, ha comunque invitato a votare a favore, rivolgendosi anche alle forze della maggioranza - visto che lei è un parlamentare della maggioranza - dice una cosa completamente diversa da ciò che lei vorrebbe difendere a parole.
Infatti, l'emendamento successivo, di fatto, contiene disposizioni in materia di reclutamento dei dirigenti scolastici e non fa altro che chiedere la previsione di due nuovi concorsi, un concorso ordinario ed un concorso riservato per presidi incaricati, ignorando tutte le situazioni di cui, da ieri sera, questa Assemblea si è interessata. Mi riferisco alla situazione degli esclusi (duecentocinquanta), che sarebbero però salvati dall'articolo approvato dal Senato, ed a coloro che resterebbero esclusi dalla possibile sanatoria del Senato. Lei sta difendendo questi ultimi; gli emendamenti in esame, invece, riguardano un'altra materia. Infatti, l'onorevole Sasso, la sinistra e le forze di opposizione con questi emendamenti riconducono la materia in un ambito di ordinaria amministrazione. Giustamente - e noi condividiamo questa preoccupazione - si dice: nelle dirigenze scolastiche vi sono ancora troppi posti vacanti ed è opportuno prevedere concorsi che possano favorire un ordinario reclutamento dei dirigenti.
Vorrei informare l'Assemblea che, in questi mesi, si sta svolgendo il primo concorso ordinario per la nuova dirigenza scolastica ed il Governo ha autorizzato il reclutamento di 1500 dirigenti. Questo concorso segue il concorso riservato, di cui comunque il testo del Senato si è preoccupato. Infatti, in ordine di tempo, il concorso riservato è partito prima del concorso ordinario: questa è stata la disfunzione! Il concorso riservato - come dice la parola stessa - era riservato a presidi incaricati che avessero maturato almeno tre anni di incarico di presidenza. Questa disposizione è stata approvata nella scorsa legislatura (ne sono testimoni molti deputati presenti già allora in Commissione cultura) e, dopo un lungo e travagliato iter, ci si era accordati sul fatto che il requisito minimo per accedere ad un concorso riservato per la dirigenza dovesse essere la maturazione di tre anni di incarichi di presidenza.
Devo, altresì, informare l'Assemblea che i concorsi ordinari per la dirigenza scolastica, essendo oramai quest'ultima omologata alla dirigenza pubblica, sono diventati - se possibile - ancora più difficili e contemplano una serie di prove che, giustamente, devono garantire - come ha detto l'onorevole Buontempo - una selezione qualificata di questo personale, che avrà delle responsabilità sicuramente più grandi in un regime che riconosce l'autonomia alle istituzioni scolastiche.
Allora, in ordine di tempo, è partito dapprima il concorso riservato per i presidi incaricati ed il punto di cui stiamo


Pag. 6

trattando ora riguarda coloro che non erano in possesso dei requisiti previsti (quindi, alcuni docenti e, in qualche caso, insegnanti elementari privi di laurea). Vorrei ricordare all'Assemblea i requisiti per accedere ai concorsi per la dirigenza scolastica, anche e soprattutto per la dirigenza della scuola primaria (che, peraltro, con la nostra riforma è dirigenza del primo ciclo) e per quella della scuola secondaria di primo grado, sebbene gli istituti comprensivi abbiano già oggi dirigenti che provengono dalla scuola elementare e vi siano direttori didattici diventati presidi di scuola media. Dunque, anche negli ordinamenti previgenti, per ricoprire l'incarico di dirigente scolastico nelle scuole elementari, occorreva la laurea. Era il titolo minimo: era necessaria la laurea e in più, in questo caso, per accedere al concorso riservato semplificato, occorreva avere ricoperto per tre anni incarichi di presidenza.
Onorevole Buontempo, mi ascolti bene: coloro che sono rimasti fuori dalla sanatoria prevista dal testo del Senato non hanno la laurea né hanno svolto incarichi di presidenza. Mi dica perché questa Assemblea dovrebbe riconoscere qualità a questi docenti che non hanno voluto e saputo aspettare il loro momento, se in possesso di laurea, altrimenti, dovevano sapere che, senza la laurea, non si può accedere alla dirigenza pubblica.
Stiamo trattando veramente un caso molto grave. Credo che commetteremmo un grave errore se facessimo cadere questo paletto permettendo di accedere alla dirigenza pubblica senza la laurea solo perché ci sono stati furbi e più furbi che hanno pensato di rivolgersi al TAR, che ha emesso una sospensiva e li ha riammessi ai concorsi. Allora, dobbiamo essere lucidi anche quando stabiliamo delle sanatorie, se possibile.
Cosa prevede la sanatoria decisa dal Senato? Lo ha detto molto bene il relatore Santulli ieri sera. Io lo ripeto, ma so che anche il relatore ha chiesto di parlare. L'articolo 1-novies recupera alla graduatoria di merito quei presidi incaricati che allora non avevano raggiunto per poco il requisito dei tre anni, cioè che erano sicuramente laureati, sicuramente presidi incaricati, ma non avevano raggiunto il requisito dei tre anni di incarichi di presidenza. C'erano quasi arrivati: avevano due anni o due anni mezzo. Addirittura c'è un gruppo di questi riservisti che per una settimana non ha raggiunto allora quel titolo. Il bando di concorso del Ministero, infatti, per una serie di circostanze, non aveva potuto tenere conto della scadenza dei tre anni per questo gruppo che avrebbe maturato soltanto di lì a poco tale requisito.
Dunque (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord Federazione Padana), la legge ora interviene per recuperare questi riservisti che ora hanno comunque maturato questo requisito perché hanno continuato a svolgere incarichi di presidenza, sono in possesso della laurea e hanno superato tutte le prove.
In questo caso, una buona amministrazione deve riconoscere l'errore che ha compiuto a non ammetterli prima e, quindi, a non prevedere nel bando di concorso un meccanismo per recuperare questo gruppo, allargando ora l'ambito di applicazione (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Federazione Padana).
Mi auguro, con queste spiegazioni, di aver risposto alle preoccupazioni dell'onorevole Buontempo e a quanti, anche nella maggioranza, avevano qualche dubbio che il Governo non avesse compreso questo tipo di preoccupazione (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Federazione Padana).

LUIGI OLIVIERI. L'ostruzionismo lo facciamo noi, non voi!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il regolamento prevede che il Governo possa parlare quando e quanto vuole. Naturalmente, mi permetto di ricordare al sottosegretario Aprea che alla conclusione del provvedimento mancano 220 votazioni. Di questa informazione ognuno faccia l'uso che preferisce. Vi sono diversi colleghi che hanno chiesto di parlare.


Pag. 7


Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, onorevole Aprea, abbiamo presentato questo emendamento soppressivo per una ragione molto semplice: pensiamo che la modalità di sanatoria proposta dal Governo attraverso l'emendamento approvato al Senato rischi di essere una cura peggiore del male. Infatti, il tipo di sanatoria che prevedete introduce, rispetto ad una situazione già molto caotica, deroghe che riguardano, ad esempio, il triennio di incarico degli incaricati di presidenza. Se passasse tale tipo di sanatoria si creerebbero elementi di ingiustizia e di discriminazione nei confronti di incaricati che non hanno presentato i ricorsi. Per quale motivo si deve procedere con una sanatoria che rischia di determinare altri ricorsi, altro caos, altre ingiustizie?
Vi è un problema di metodo e uno di merito. Per quanto riguarda il metodo, e su questo sono d'accordo con l'onorevole Buontempo, è del tutto inaccettabile che si introducano in provvedimenti di tale natura - all'interno dei quali c'è di tutto e di più, con finanziamenti a pioggia di qua e di là - argomenti che, invece, meritano diverso approfondimento da parte del Parlamento, anche perché riguardano migliaia di lavoratori nella scuola.
Per quanto riguarda il merito, questa sanatoria è profondamente sbagliata. Pensiamo che si debba sopprimerla ed intervenire in tale materia in modo completamente diverso, ad esempio nel senso proposto dal successivo emendamento Sasso 1-novies.8, che chiedo di sottoscrivere. Sottosegretario Aprea, bisogna dare un minimo di certezza di diritto a chi non ne ha senza determinare ulteriori ingiustizie e discriminazioni. L'emendamento Sasso 1-novies.8 da tale punto di vista mi sembra di buon senso perché dice ciò che bisognerebbe dire: invece di fare sanatorie indiscriminate e sbagliate, facciamo concorsi contestuali, riservati e ordinari, come prevede la legge. Non si capisce per quale ragione dobbiamo violare i principi fondamentali. Facciamo concorsi ordinari, riservati, contestuali, riconosciamo i crediti a chi li ha maturati, in questo caso a chi non ha raggiunto i tre anni di presidenza, e cerchiamo di ristabilire un po' di certezza di diritto. Mi sembra una pratica di buon senso e di etica che bisognerebbe recuperare.
Per tali motivi invitiamo i colleghi a sopprimere l'articolo 1-novies votando a favore dell'emendamento in esame e del successivo emendamento Sasso 1-novies.8.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Angela Napoli. Ne ha facoltà.

ANGELA NAPOLI. Signor Presidente, nei giorni scorsi sono stata assente per ragioni di salute, ma dico subito che mi dissocio dal contenuto del decreto-legge in esame così come formulato al Senato. È diventato un decreto-legge omnibus vergognoso: personalmente voterò a favore di tutti gli emendamenti soppressivi di quanto aggiunto al Senato, e man mano interverrò nel merito.
Giustamente, il sottosegretario Aprea ha ragione nel fare le sue valutazioni a favore dell'amministrazione, tuttavia vorrei evidenziare che la sanatoria contenuta nell'articolo 1-novies - introdotta peraltro non dal Governo, ma dal Senato - così come formulata è assolutamente sbagliata. Si parla infatti di aspiranti, incaricati di presidenza da almeno un anno alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ma privi del requisito prescritto del triennio di incarico, ammessi con riserva e che abbiano superato il colloquio di ammissibilità.
Pertanto, il sottosegretario Aprea ha ragione quando dice che coloro che sono privi del titolo di laurea non verranno ammessi, ma è altrettanto vero che chi ha partecipato in maniera riservata (perché dichiarato idoneo con riserva) a quel concorso riservato era in quel momento privo del titolo di laurea. Ora questa sanatoria non fa distinzioni, ma parla addirittura di incaricati di presidenza da almeno un anno alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.


Pag. 8


Dunque, l'inserimento di tale articolo da parte del Senato a mio avviso avrebbe dovuto essere coordinato con l'articolo 1-septies (che prevede la soppressione degli incarichi di presidenza annuale), stabilendo un'articolazione diversa, che potesse anche tenere conto, nella fase del reclutamento dei dirigenti scolastici, di tutte le situazioni esistenti. Per questo motivo avevo presentato una proposta emendativa sul reclutamento dei dirigenti scolastici e sugli incarichi di presidenza - ringrazio peraltro il collega Meroi, per averlo sottoscritto ed illustrato -, che aveva una sua logica ed un coordinamento con le altre disposizioni.
Non possiamo, colleghi, continuare ad approvare provvedimenti, che contengono delle sanatorie che vanno solo ed esclusivamente ad accontentare personaggi, che non so chi siano o non so di chi siano parenti, perché questo va detto in maniera chiara! Se di sanatorie si deve parlare, queste non devono ledere le aspettative e l'equità di comportamento nei confronti di coloro, che alla data di emanazione del decreto, hanno i titoli per poter partecipare al concorso.

PRESIDENTE. Onorevole Angela Napoli, la invito a concludere.

ANGELA NAPOLI. Credo, colleghi, che siamo veramente in una fase in cui solo per motivi preelettorali si devono varare determinate questioni. Con tutta onestà, io non mi sento di acquisire suffragi elettorali varando delle disposizioni che sono illegittime e del tutto ingiuste (Applausi di deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!

ANTONIO SODA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO SODA. Signor Presidente, vorrei fare alcune osservazioni. Non entro nel merito, ma vorrei richiamare l'attenzione del Governo, che tra l'altro fra poco ci porterà qui in aula il provvedimento sulla semplificazione e sulla competitività.
Dall'esame del decreto-legge, a partire dall'articolo in questione, emerge che il suo contenuto non ha nulla del carattere della legge. Oltretutto, una maestra degli anni cinquanta avrebbe rilevato lo scempio della lingua italiana che si compie in tali disposizioni. In questa, in particolare, si fa riferimento a soggetti ammessi con riserva, ma non si sa a cosa si fa riferimento. Si può essere ammessi a scuola, allo stadio o in qualsiasi parte del mondo. In tale caso, manca il punto di approdo. Si usa un participio passato, ma non si sa bene se sia riferito ad un evento già accaduto o a qualcosa che dovrà accadere.
A prescindere da queste considerazioni sul linguaggio legislativo, tutto il decreto-legge è una complicazione costante della legislazione italiana.
Tra qualche giorno, ci direte che uno degli ostacoli alla competitività del sistema Italia è rappresentato da un coacervo di leggi, di disposizioni con carattere particolare o derogatorio che complicano la situazione. Ad esempio, l'articolo 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 663, sul quale si interviene, che riguarda la materia dell'editoria negli ultimi due anni, è stato da voi modificato sette volte e adesso si prevede un ulteriore intervento.
Non si possono fornire risposte a questo paese in ginocchio, da una parte vantando interventi che dovrebbero servire alla fluidità, al funzionamento del sistema e, dall'altra presentando un coacervo di deroghe, di atti amministrativi travestiti da leggi, di piccoli favori concessi non si sa a chi, di interventi di carattere settoriale.
È un esempio di come voi non sapete governare. State facendo scempio della legislazione italiana! Pertanto, mi auguro che l'Assemblea sopprima con coraggio tutto ciò che deve essere eliminato, evitando di continuare a governare ed a legiferare in questo modo!

ALBA SASSO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà per un minuto di tempo.

ALBA SASSO. Signor Presidente, vorrei dire all'onorevole Aprea (mi rivolgo anche


Pag. 9

all'onorevole Angela Napoli che è molto attenta a tali questioni) che non vi sono sanatorie buone o sanatorie cattive, che non vi sono soggetti privi di requisiti, ma che, in qualche modo li avrebbero potuti ottenere, e soggetti che invece ne sono totalmente privi.
La sanatoria è sbagliata, onorevole Aprea, anche perché, per queste categorie di persone, è stato aperto un contenzioso amministrativo ancora in corso. Sono stati presentati dei ricorsi al TAR a tale riguardo. Tali soggetti non sono esclusi, ma non disponevano dei requisiti necessari ed è una situazione diversa. Non sono esclusi e, quindi, sono categorie da proteggere. Pertanto, è con il contenzioso amministrativo che si dovrebbe risolvere la questione, non con una sanatoria prevista con un provvedimento di questo Parlamento.

PRESIDENTE. Colleghi, vorrei rilevare che è invalso l'uso di scrivere «novies», ma, giustamente, l'onorevole Gerardo Bianco mi ha fatto notare che si dovrebbe scrivere «nonies». Sottopongo agli uffici tale quesito che mi sembra rilevante, perché l'uso può essere un abuso.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 1-novies.16, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 360
Votanti 340
Astenuti 20
Maggioranza 171
Hanno votato
161
Hanno votato
no 179).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Sasso 1-novies.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.

ALBA SASSO. Onorevole Aprea, questo nostro emendamento - che lei ha chiamato sanatoria - non è una sanatoria, anzi costituisce un tentativo di affrontare la questione della dirigenza con un minimo di prospettiva e di lungimiranza. Infatti, il problema che si è presentato nel corso di questi anni è stato l'alternanza tra concorso riservato e concorso ordinario.
La verità è che oggi ci sono ancora 2 mila posti vacanti e il fatto che non siano messi a concorso e coperti crea nuovo precariato, crea nuove aspettative. Si tratta veramente di un circolo perverso, non virtuoso!
Pertanto, nel quadro di un superamento dell'incarico di presidenza, prevediamo, contestualmente al prossimo concorso ordinario già bandito, un corso-concorso riservato per il reclutamento dei dirigenti scolastici. Secondo la nostra proposta i posti sarebbero ripartiti per il 50 per cento con il concorso ordinario e per il restante 50 per cento sarebbero attribuiti a tutti coloro che abbiano maturato almeno un anno di incarico di presidenza all'indizione del concorso stesso. Vogliamo quindi che vi sia comunque una attribuzione in via prioritaria, a seguito dell'espletamento del concorso, per i presidi incaricati che abbiano almeno tre anni di incarico e, in seguito, l'attribuzione a tutti gli altri.
A nostro avviso si tratta di una proposta diretta ad affrontare e risolvere questo problema, coprendo tutti i posti vacanti - che, ripeto, sono ancora tantissimi - senza ricorrere a sanatorie o a provvedimenti che creerebbero anche nuovo precariato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sasso 1-novies.8, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).


Pag. 10

(Presenti 380
Votanti 376
Astenuti 4
Maggioranza 189
Hanno votato
178
Hanno votato
no 198).

Avverto che sono state ritirate le seguenti proposte emendative: Fontanini 5.25, Dario Galli 5.34, Parolo 6.28 e 6.27, Gibelli 6-quinquies.1 e 6-quinquies.2 e Stradiotto 7-octies.2.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 1-novies.7, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 370
Maggioranza 186
Hanno votato
174
Hanno votato
no 196).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Rusconi 1-novies.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rusconi. Ne ha facoltà.

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, colleghi, vorrei riferirmi all'intervento del sottosegretario Aprea, in quanto ritengo che questo emendamento costituisca un atto di giustizia molto più limitato, al quale le sue parole si riferivano.
Tale proposta emendativa si rivolge, in particolare, a quei dirigenti scolastici che hanno partecipato al precedente concorso e che, magari per 20 giorni - ripeto le parole del sottosegretario -, pur avendo in corso di maturazione il triennio nell'anno, non sono potuti entrare in ruolo. Questi dirigenti sono oggi al quinto anno di incarico, all'epoca (dicembre 2002) stavano maturando il triennio di incarico e, alla data di scadenza della presentazione della domanda (gennaio 2003), mancavano solo 30-40 giorni all'effettuazione dei centottanta giorni di servizio con i quali si considerava valido l'anno di incarico.
Di fatto hanno affrontato tutto il percorso concorsuale - composto dal colloquio di ammissione, dalle attività di formazione svoltesi dal novembre 2003 fino al marzo 2004, dalla prova scritta affrontata nel marzo 2004 e dal colloquio finale - lo hanno superato e si sono collocati come vincitori nella graduatoria finale. Tuttavia operano come incaricati, poiché tale posizione risulta congelata.
Vorrei invitare i colleghi ad esaminare l'iter di questi dirigenti, sicuramente laureati e da almeno cinque anni inseriti in questo ruolo, e ad approvare l'emendamento in oggetto per rendere loro effettiva giustizia, senza commettere l'assurdità di far loro ripetere prove già superate.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Signor Presidente, chiedo di poter sottoscrivere l'emendamento in oggetto e mi associo alle considerazioni svolte dall'onorevole Rusconi.
Infatti, la sanatoria introdotta al Senato e la mancata approvazione dell'emendamento Titti De Simone 1-novies.16 costituirebbero un ingiusto precedente. Al contrario, ritengo che la proposta emendativa vada nella direzione di ristabilire il buonsenso e la giustizia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, quando si richiama all'attenzione l'emendamento in oggetto, si vuole sottolineare la necessità di non utilizzare due pesi e due misure, bensì di assicurare omogeneità di intervento per riportare serenità, tranquillità e professionalità nel mondo della scuola. Per tali motivi si chiede la regolarizzazione di quanto accaduto; infatti, i meno colpevoli sono proprio coloro che nel dicembre 2002 ritenevano assolutamente ingiusto mancare all'appuntamento


Pag. 11

che avrebbe loro permesso il coronamento delle aspirazioni di una vita solo perché, per raggiungere a pieno titolo la possibilità di partecipare, mancava un periodo di tempo molto breve.
Vorrei anche dire a me stesso, piuttosto che al sottosegretario, che quando un cittadino ricorre al TAR non si rivolge alla mafia, né alla 'ndrangheta né alla camorra. Infatti, fa ricorso ad un organo previsto dalle nostre leggi a tutela dei diritti dei cittadini.
Pertanto, non è possibile che un ricorso vincente al TAR venga considerato un atto quasi illecito o addirittura un abuso. Semmai un pensiero del genere può sfuggire al semplice cittadino, non certo a chi rappresenta lo Stato né a chi rappresenta il Parlamento della Repubblica.
Quindi, ritengo che sarebbe giusto approvare l'emendamento in oggetto che non stravolge assolutamente nulla, ma dimostra soltanto che il Parlamento - o meglio, la Camera dei deputati - è molto attenta. Anzi, vorrei ricordare che il Governo non ha tutelato noi deputati, quando il Senato, in maniera impropria e non corretta, ha inserito in questo decreto-legge tutto e il contrario di tutto.
Pertanto, invito ad esprimere un voto favorevole all'emendamento in oggetto per rendere giustizia a questi nostri concittadini.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Signor Presidente, le Commissioni hanno espresso parere contrario su questo emendamento. Tuttavia, vorrei rassicurare gli onorevoli Buontempo e Colasio; infatti, il personale che vorrebbero inserire - mi riferisco ai «triennalisti» - è già assorbito dalla norma.
Pertanto, invito i presentatori dell'emendamento in esame a ritirarlo, in quanto il personale di cui esso si occupa è già contemplato.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro formulato dalle Commissioni.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rusconi 1-novies.10, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 374
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato
180
Hanno votato
no 194).

Prendo atto che gli onorevoli Buontempo e Nicotra non sono riusciti a votare.
Passiamo agli identici emendamenti Milioto 1-novies.2, Cusumano 1-novies.6 e Rusconi 1-novies.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Milioto. Ne ha facoltà.

VINCENZO MILIOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi sono stati numerosi interventi sull'argomento in esame, ma ritengo che non sia stata fatta chiarezza. Non so se qualcuno sia colpevole, ma non si è voluto fare chiarezza. È stato indetto un corso-concorso per i cosiddetti «triennalisti», e sono state stanziate alcune somme per professionalizzare i partecipanti al concorso stesso. Ben 400 docenti non hanno i requisiti richiesti. Poco fa, il sottosegretario Aprea ha affermato che fra i 50 restanti vi sono addirittura diplomati, e dunque persone che non hanno neppure la laurea: smentisco ciò in maniera categorica, non è assolutamente vero. Anzi, fra tali soggetti ve ne sono alcuni che non soltanto hanno conseguito master e una laurea, ma hanno addirittura due lauree. Se lei, onorevole sottosegretario Aprea, leggesse i curriculum, constaterebbe che tali 50 aspiranti


Pag. 12

hanno tutti il requisito minimo della laurea. Quanto da lei affermato, dunque, non è assolutamente vero.
Ritengo pertanto che nei confronti di tali 50 docenti si stia operando una vera discriminazione. Comprendo che ben 400 aspiranti non avevano i requisiti; tuttavia, se vogliamo rendere giustizia, facciamo in modo che tutti tali aspiranti vengano eliminati. Non è possibile che il Senato approvi un emendamento che ne salvaguarda 350, lasciandone fuori 50: questa non è giustizia. Con l'approvazione dell'emendamento in esame, la Camera può ovviare all'atto discriminatorio posto in essere dal Senato. Chiedo pertanto a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, di votare a favore dell'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marinello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, intervengo molto brevemente, dopo le considerazioni svolte dall'onorevole Milioto. Riteniamo che non voler porre rimedio alla situazione di questi 40-50 professionisti che hanno comunque già svolto e superato il corso-concorso rappresenti la somma delle ingiustizie. Infatti, dopo avere recuperato la maggioranza di tali soggetti, andare a penalizzarne una piccola parte ci sembra poco saggio e assolutamente ingiusto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cusumano. Ne ha facoltà.

STEFANO CUSUMANO. Signor Presidente, riteniamo che l'emendamento in esame debba essere approvato, in quanto sana una gravissima ingiustizia compiuta dal Senato della Repubblica e della quale il Governo porta intera la responsabilità. Chiediamo pertanto un atteggiamento di disponibilità da parte della maggioranza, affinché si compia un atto di giustizia nei confronti di un gruppo di docenti che meritoriamente hanno svolto la loro funzione didattica all'interno della scuola italiana.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Signor Presidente, desidero segnalare che le proposte emendative ora al nostro esame sono trasversali, interessano, cioè, a diversi gruppi politici appartenenti ad entrambi gli schieramenti.
Evidenzio inoltre il contenuto di tali proposte. Si ipotizza che il personale ammesso con riserva al concorso riservato per dirigente scolastico, che abbia conseguito l'idoneità al suddetto corso-concorso e che risulti collocato nelle graduatorie finali del concorso medesimo, è assunto gradualmente con rapporto a tempo indeterminato a partire dall'anno scolastico 2005-2006, a copertura dei posti di dirigenza scolastica che si rendano disponibili.
È evidente, quindi, che tale ipotesi non reca alcun aggravio alla spesa pubblica. Si tratta di proposte di buon senso, che ristabiliscono un principio di giustizia assente nel testo risultante dall'esame del Senato.
Invito, pertanto, ad approvare gli identici emendamenti ora al nostro esame, presentati da tre diverse componenti politiche di quest'aula.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Milioto 1-novies.2, Cusumano 1-novies.6 e Rusconi 1-novies.9, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


Pag. 13


Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 371
Votanti 364
Astenuti 7
Maggioranza 183
Hanno votato
55
Hanno votato
no 309).

Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Emerenzio Barbieri 1-novies.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Emerenzio Barbieri. Ne ha facoltà.

EMERENZIO BARBIERI. Signor Presidente, desidero brevemente svolgere una considerazione di merito e una di metodo in relazione all'emendamento 1-novies.5, di cui sono primo firmatario, che, lo ricordo, è stato presentato dal gruppo dell'UDC.
Durante i lavori del Comitato dei diciotto, il relatore per la VII Commissione, onorevole Santulli, ha avanzato una proposta saggia, poi ritirata senza fornire spiegazioni, se non la contrarietà del Governo (che non mi pare sia una motivazione di per sé sufficiente a giustificare il ritiro della proposta). Sembra quasi che da una parte il Governo sia proteso a realizzare buone leggi e dall'altra il Parlamento, o parte di esso, sia proteso a realizzare leggi cattive.
Venendo alla questione di merito, onorevole relatore, sottosegretario Aprea, il problema al nostro esame è a tutti noto. Per l'innalzamento della qualità del servizio scolastico, nonché per favorire la piena attuazione delle norme di riforma in materia di istruzione e formazione, introdotte dalla legge n. 53 del 2003, e per limitare il precariato nel comparto della dirigenza scolastica, è indispensabile dotare le istituzioni scolastiche di personale dirigente stabile e professionalmente qualificato. Il decreto legislativo n. 165 del 2001 aveva previsto l'indizione di un concorso da svolgersi con due modalità concorsuali: una ordinaria per millecinquecento posti e una riservata a presidi con incarico triennale, per altrettanti millecinquecento posti. È stato poi bandito il solo corso-concorso riservato.
Al termine delle procedure concorsuali del suddetto corso-concorso riservato, sono risultati idonei 1.639 candidati, di cui 1.238 vincitori di concorso in quanto cosiddetti triennalisti e 401 idonei con riserva, pertanto non vincitori.
Tre tipologie compongono la categoria degli idonei con riserva: i presidi incaricati che, alla data dell'emanazione del bando, possedevano uno o due anni di servizio, i docenti comandati presso l'amministrazione centrale periferica che non possedevano alcun anno di servizio come presidi incaricati e i collaboratori dei presidi: rispetto ai 1.500 posti messi a concorso non ne sono stati conferiti 262.
Il nostro emendamento, nelle more dell'espletamento del concorso ordinario per il reclutamento del personale dirigente delle scuole, autorizzato a seguito della delibera del Consiglio dei ministri del 25 giugno 2004, tende, da un lato, a chiudere il contenzioso in atto e a sanare le aspettative delle scuole ad avere finalmente una conduzione dell'istituzione scolastica stabile e non annualmente ballerina, dall'altro, a non disperdere le professionalità acquisite dai candidati risultati idonei, soprattutto in un momento in cui la scuola è coinvolta in un processo di riforma.
È opportuno sottolineare poi che l'assunzione in ruolo di detto personale non comporta alcun aggravio di spesa per il bilancio dello Stato in quanto, per l'assunzione di coloro che hanno già partecipato al corso-concorso riservato è già stata prevista la copertura finanziaria; in tal senso, il numero degli ammessi nei ruoli dell'area dirigenziale a decorrere dall'anno scolastico 2005-2006 dovrà coincidere con il contingente dei 1500 posti messi a concorso nel corso-concorso riservato negli anni scolastici successivi.
Gli altri idonei, che accedono alla quota dei 1500, inseriti in una apposita graduatoria ad esaurimento, saranno progressivamente


Pag. 14

assunti per coprire i posti che si renderanno vacanti a seguito della prevedibile cessazione dal servizio per quiescenza dei vincitori del summenzionato concorso riservato.
I presidi incaricati da un anno al 1o settembre, esclusi i 1238 vincitori di concorso, che a tale data saranno immessi in ruolo, sono molti di più di duemila.

PRESIDENTE. Onorevole...

EMERENZIO BARBIERI. È questo il motivo per cui, Presidente, ci permettiamo di invitare i colleghi a votare a favore di questo nostro emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Emerenzio Barbieri 1-novies.5, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 373
Votanti 358
Astenuti 15
Maggioranza 180
Hanno votato
26
Hanno votato
no 332).

Prendo atto che l'emendamento Maggi 1-novies.3 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Colasio 1-novies.11 e Sardelli 1-novies.12, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 381
Votanti 370
Astenuti 11
Maggioranza 186
Hanno votato
17
Hanno votato
no 353).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sardelli 1-novies.13, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 381
Votanti 350
Astenuti 31
Maggioranza 176
Hanno votato
9
Hanno votato
no 341).

Prendo atto che l'onorevole Emerenzio Barbieri non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sardelli 1-novies.14, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 382
Votanti 380
Astenuti 2
Maggioranza 191
Hanno votato
9
Hanno votato
no 371).

Prendo atto che l'onorevole Emerenzio Barbieri non è riuscito a votare.


Pag. 15


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sardelli 1-novies.15, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 378
Votanti 375
Astenuti 3
Maggioranza 188
Hanno votato
8
Hanno votato
no 367).

Prendo atto che l'onorevole Emerenzio Barbieri non è riuscito a votare.
Prendo atto altresì che l'emendamento Maggi 1-novies.4 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Marinello 1-novies.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 379
Votanti 378
Astenuti 1
Maggioranza 190
Hanno votato
22
Hanno votato
no 356).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Misuraca 1-novies.02, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 378
Votanti 377
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato
15
Hanno votato
no 362).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Misuraca 1-novies.03, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 385
Votanti 382
Astenuti 3
Maggioranza 192
Hanno votato
18
Hanno votato
no 364).

Prendo atto che l'onorevole Ricciotti non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1-decies.200 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 386
Votanti 382
Astenuti 4
Maggioranza 192
Hanno votato
199
Hanno votato
no 183).

Avverto che i successivi emendamenti, fino all'emendamento Sasso 1-decies.4, sono preclusi.


Pag. 16


Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Titti De Simone 1-undecies.4, Rusconi 1-undecies.5, Misuraca 1-undecies.6, Capitelli 1-undecies.7 e 1-undecies.200 delle Commissioni.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Collè. Ne ha facoltà.

IVO COLLÈ. Signor Presidente, intervengo per esternare stupore e perplessità in merito a questi identici emendamenti soppressivi, in modo particolare sull'1-undecies. 200 presentato dalle Commissioni.
Per la seconda volta si interviene sulla questione del punteggio relativo alle scuole di montagna e, qui, alla Camera, a differenza che al Senato, registro un accanimento nei confronti delle scuole di montagna che sinceramente non comprendo.
È stato detto che si voleva ridurre l'eterogeneità di questo provvedimento, ma non crediamo che così facendo tale obiettivo sia raggiunto. Nutriamo, quindi, dubbi e perplessità. Ci chiediamo perché, ancora una volta, debbano pagare le scuole di montagna, con le loro difficoltà legate al territorio e alla particolarità geografica e culturale.
Desidero ricordare che con l'articolo 1-undecies introdotto dal Senato ci si è limitati a ripristinare una dizione che era condivisa da tutti e che va nella direzione di premiare chi con dedizione mantiene viva la scuola nelle zone di montagna rendendo, in tal modo, un grande servizio alla comunità. Molte volte in quest'aula si è parlato di montagna, però, nei fatti, difficilmente vengono compiuti atti concreti a favore della stessa.
Da ultimo, mi preme ricordare che nella nota predisposta dal Ministero dell'economia e delle finanze nulla ostava al mantenimento dell'articolo 1-undecies; pertanto, invito l'Assemblea e, in particolare, chi ha a cuore la montagna a votare contro gli identici emendamenti in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bianchi Clerici. Ne ha facoltà.

GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Signor Presidente, intervengo per porre in rilievo, e in un certo senso per dare anche una risposta alle preoccupazioni evidenziate dall'onorevole Collè, che sopprimendo l'articolo introdotto dal Senato rimane comunque in vigore la normativa recata dal decreto-legge n. 97 del 2004, che prevede il raddoppio del punteggio per coloro che insegnano nelle scuole di montagna, cioè nei comuni situati ad un'altezza superiore ai seicento metri. Tutto sommato, quindi, la richiesta che viene fatta con gli identici emendamenti in esame a noi sembra assolutamente pleonastica.
Per questo motivo, il gruppo della Lega Nord Federazione Padana esprimerà un voto di astensione su questi identici emendamenti soppressivi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.

ALBA SASSO. Signor Presidente, torniamo ancora una volta, sia alla Camera sia al Senato, a discutere di una vicenda che dovrebbe essere risolta con l'adozione di un regolamento ministeriale. A questo riguardo, noi avevamo presentato un emendamento, purtroppo precluso, con il quale chiedevamo la delegificazione della materia relativa alla tabella di valutazione dei titoli valida ai fini dell'iscrizione nelle graduatorie, proprio perché riteniamo impossibile che ciò possa essere fatto per legge. Questo, lo ripeto, non è possibile farlo per legge!
Sono due anni che discutiamo sulla montagna, chiedendoci se essa è tale a seicento o a duemila metri; così facendo, si ottiene soltanto di stravolgere le graduatorie. È come se queste fossero delle persone che si arrampicano su una parete scivolosa: alcune salgono, altre scendono. Non è possibile continuare così! Il mondo della scuola avverte disagio non comprendendo, a volte, questo modo di legiferare. Non si può continuare a fare leggi basate sul punteggio e sulla tabella di valutazioni dei titoli.
Per favore, onorevole Aprea, provi ad ascoltarmi: introdurre una previsione


Pag. 17

l'anno prima e sopprimerla l'anno dopo si ritorce contro di voi!
Noi avevamo apprezzato l'orientamento del Senato di raddoppiare il punteggio per le scuole penitenziarie, che sono un valore nel nostro paese, ma riteniamo che ciò non si possa fare con le leggi: bisogna farlo con i regolamenti ministeriali.
La nostra è una richiesta di buonsenso; essa garantisce diritti acquisiti che, in questo modo, vengono veramente messi da parte (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Signor Presidente, vorrei rassicurare i colleghi. Il Senato voleva introdurre una norma alla quale noi diciamo «no», sopprimendo l'articolo 1-undecies e ripristinando la norma precedentemente in vigore, che già attribuisce un punteggio doppio agli insegnanti che operavano in montagna.
Quindi, non è il caso di preoccuparsi: vogliamo soltanto sopprimere una norma introdotta dal Senato che prevede altri percorsi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.

MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, come ha detto poco fa il relatore, è la Camera che ripristina non tanto la legalità quanto la tranquillità, soprattutto per coloro che sono andati ad insegnare in montagna l'anno scorso e che hanno messo a rischio il raddoppio del loro punteggio.
Ripristinare la norma originaria, secondo la quale chi va ad insegnare in un posto disagiato (ad esempio, le scuole di montagna) si vede attribuito un coefficiente doppio per l'anzianità, mi pare sia un intervento del tutto ragionevole. Quindi, è logico esprimere, sugli emendamenti in oggetto, un voto coerente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, abbiamo presentato l'emendamento soppressivo 1-undecies.4 ed altri precedenti proposte emendative precluse a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1-decies.200 delle Commissioni perché - vogliamo dirlo per fare chiarezza una volta per tutte - siamo per la cancellazione della lettera h) della tabella allegata alla legge 4 giugno 2004, n. 143, la quale ha introdotto, in maniera retroattiva (aspetto certamente non secondario) il doppio punteggio per coloro che prestano servizio negli istituti di montagna, nelle isole, nei penitenziari e in alcune sezioni delle scuole elementari.
Il disagio non può essere riconosciuto creando nelle graduatorie, in termini retroattivi, uno squilibrio che ha determinato una lesione dei diritti acquisiti, delle posizioni già conquistate da migliaia di precari storici dopo anni ed anni di insegnamento. Si sono verificati scavalcamenti ingiusti, profondamente ingiusti: quale disagio, quale caos, quale situazione di profonda ingiustizia!
Onorevole Aprea, abbiamo già detto a giugno, in maniera netta e sonora - ed il ministero lo sa bene (affronteremo il tema tra qualche minuto) -, che i contenuti della legge citata, il modo in cui si è proceduto, i doppi punteggi, gli scavalcamenti nelle graduatorie, il fatto di non avere tenuto conto di elementi importanti che potevano salvaguardare la certezza del diritto hanno fatto proliferare i ricorsi ed hanno fatto precipitare le scuole in una situazione di incertezza e di confusione. Non si può continuare a procedere in questo modo!
Noi siamo a favore del ripristino di una situazione di giustizia, di trasparenza, di certezza del diritto per quei precari della scuola ai quali, dopo anni e anni di


Pag. 18

servizio, dovrebbero essere riconosciute le immissioni in ruolo, immissioni che questo Governo ha sbandierato e continua a sbandierare attraverso proposte del tutto demagogiche (guarda caso, in fase di scadenze elettorali), ma che non sono portate avanti.
Tra l'altro, se questo Governo avesse voluto risolvere, entro il 31 gennaio, la situazione del precariato che ha determinato pesantemente, avrebbe dovuto presentare un piano programmatico di immissioni in ruolo ai sensi del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito nella legge 4 giugno 2004, n. 143. Invece, tutto questo è rimasto lettera morta.
Onorevole Aprea, si continua a fare molta demagogia e molta propaganda sui precari, sulla pelle di migliaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici della scuola che hanno dato molto e che rappresentano una grande ricchezza di professionalità per la scuola pubblica. Con i provvedimenti di legge sono stati tolti a questi lavoratori certezza di diritto e riconoscimento, creando una situazione di scavalcamenti e di ingiustizie che il doppio punteggio aggrava! Non si può per legge intervenire in questi termini!
Per questo motivo, pensiamo sia un atto di buonsenso sopprimere la lettera h) nella sua interezza, eliminare il doppio punteggio ed intervenire sulle situazioni di disagio con un regolamento ben pensato che non determini ulteriori elementi di ingiustizia, perché ciò che va premiato e riconosciuto in primis è il servizio svolto dai precari! Non si può, per motivi di opportunismo...

PRESIDENTE. Onorevole Titti De Simone...

TITTI DE SIMONE. ...per accontentare qualcuno e per scontentare tanti altri - sicuramente la maggior parte -, continuare a procedere con questo tipo di provvedimenti che rischiano di creare una confusione di diritto, di giustizia e, soprattutto, un danno per la scuola.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Titti De Simone 1-undecies.4, Rusconi 1-undecies.5, Misuraca 1-undecies.6, Capitelli 1-undecies.7 e 1-undecies.200 delle Commissioni, accettati dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 372
Votanti 347
Astenuti 25
Maggioranza 174
Hanno votato
337
Hanno votato
no 10).

Prendo atto che l'onorevole Emerenzio Barbieri non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
L'approvazione di questi identici emendamenti preclude la votazione dei successivi quattro emendamenti.
Avverto che sono stati ritirati i seguenti emendamenti: Didonè 7-sexiesdecies.1, Gibelli 7-septiesdecies.2, Sergio Rossi 7-duodevicies.3, Polledri 7-undevicies.2 e 7-undevicies.3, Ercole 7-vicies.3 e 7-vicies.4.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Titti De Simone 1-undecies.011, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 371
Maggioranza 186
Hanno votato
167
Hanno votato
no 204).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Titti De Simone 1-undecies.010.


Pag. 19


Chiedo all'onorevole Titti De Simone se accetti la riformulazione proposta dalle Commissioni.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, accettiamo la riformulazione così come viene proposta, ma chiediamo che l'articolo aggiuntivo sia votato per parti separate. Accettiamo questa riformulazione per senso di responsabilità nei confronti di migliaia di precari storici «bastonati» dai provvedimenti fin qui approvati.
Infatti, pur non condividendo la prima parte del testo riformulato, - anche nella riformulazione dei conteggi, a nostro avviso, si ravvisano elementi di ingiustizia - rileviamo tuttavia che, nella seconda parte viene accolto un punto che per noi rappresenta comunque un aspetto importante della battaglia condotta in questi anni (non mesi) in favore dei precari storici. Si tratta di un aspetto fatto valere anche in occasione della discussione parlamentare sul decreto-legge n. 143 del 2004, da noi contestato.
Con le proposte emendative presentate in questi giorni abbiamo cercato di riequilibrare la situazione; ve l'avevamo detto, sottosegretario Aprea, che in quel decreto sono contenute molte disposizioni che non condividiamo. Non avendo voluto allora prevedere la disposizione che invece la nostra proposta ora configura, si è venuta a determinare una situazione di corsa al mercato dei perfezionamenti e dei master, al fine di ottenere qualche titolo in più; un mercato a pagamento, basato, per così dire, sul principio del chi più ha, più offre e più ottiene. Tale situazione è davvero inaccettabile per chi, dopo aver lavorato per tanti anni, deve rincorrere un mercato a caro prezzo al fine di ottenere un maggiore punteggio, perché il Governo, con quanto disposto attraverso i provvedimenti precedenti, gli ha tolto i punti già acquisiti. Si tratta di una situazione che ha determinato, in tantissime regioni d'Italia, soprattutto nel sud - e l'onorevole sottosegretario ne sa qualcosa perché anche nella sua regione, la Puglia, da tale punto di vista, il caos è totale; e non si tratta soltanto della Puglia -, un ricorso al mercato dei titoli. È un modo di comportarsi davvero da irresponsabili; peraltro noi ve l'avevamo detto.
Ritengo sia una questione di responsabilità, per quanto ci riguarda, cercare di vincere per i precari storici almeno questa battaglia in quanto essa può in qualche modo contribuire a restituire in parte quella certezza di diritto e quell'equilibrio venuti meno a causa della complessità del decreto-legge n. 143 del 2004.
Per tale motivo, accettiamo la riformulazione ma chiediamo la votazione per parti separate.

PRESIDENTE. Onorevole De Simone, mi scusi ma dovrebbe indicarmi le parti dell'articolo aggiuntivo che lei chiede di sottoporre a votazioni separate.

TITTI DE SIMONE. Votiamo contro la prima parte, riguardante, sostanzialmente, la riformulazione dei punteggi; infatti, non siamo d'accordo sui punteggi attribuiti nel senso che...

PRESIDENTE Onorevole De Simone, dovrebbe indicarmi specificamente le parti dell'articolo aggiuntivo...

TITTI DE SIMONE. Noi, Presidente, voteremo a favore solo della parte del testo che comprende i capoversi C.11-ter) e C.11-quater); esprimeremo invece un voto contrario sulla parte che, nel testo riformulato, va dalle parole «Articolo 1-duodecies» fino alla fine del capoverso che comincia con «C. 11-bis)» e termina con le parole «sono attribuiti punti 2».

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.

ALBA SASSO. Intervengo, signor Presidente, per dichiarare che condivido l'impostazione seguita dall'onorevole Titti De Simone; ritengo che la riformulazione vada accettata per senso di responsabilità. Torno a chiarire che la tabella di valutazione dei titoli prevista per legge porta ad


Pag. 20

una serie di difficoltà e di ingiustizie che in questi anni hanno riguardato quanti erano nelle graduatorie permanenti.
Inoltre, molte università, come sosteneva l'onorevole Titti De Simone, soprattutto alcune del sud - non tutte - hanno valutato nella tabella di valutazione dei titoli, per esempio, più corsi di perfezionamento in uno stesso anno. Chiunque sa che un corso di perfezionamento, per essere tale, avrebbe bisogno di un numero di ore per cui non sarebbe umanamente possibile sostenere e frequentare più corsi di perfezionamento nello stesso anno. Eppure, ciò è accaduto; evitiamo dunque, senza toccare ovviamente l'autonomia universitaria, che per il futuro tale aspetto possa essere considerato nella tabella di valutazione.
Per tali motivi, concordo con la posizione espressa dall'onorevole Titti De Simone ed anch'io ritengo si debba procedere alla votazione per parti separate. Quindi, esprimo la contrarietà sulla prima parte dell'articolo aggiuntivo, in quanto non siamo d'accordo sui titoli e sul punteggio, ed annuncio il nostro voto favorevole sulla seconda parte.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è chiaro che voteremo il testo risultante dalla riformulazione integrale proposta dal Governo, che è in distribuzione, perché non si può fare un «mix» tra il testo originario e la riformulazione governativa.
Pertanto, porrò in votazione prima la parte dell'articolo aggiuntivo Titti De Simone 1-undecies.010, nel testo riformulato, che va dalle parole «Articolo 1-duodecies» fino alla fine del capoverso che comincia con «C. 11-bis)» e termina con le parole «sono attribuiti punti 2».
Naturalmente, la reiezione di questa prima parte della proposta emendativa in esame precluderebbe la votazione della seconda parte, poiché i rimanenti capoversi - che iniziano, rispettivamente, con le parole «C. 11-ter)» e «C. 11-quater)» - non avrebbero, da soli, autonomo significato normativo.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla prima parte dell'articolo aggiuntivo Titti De Simone 1-undecies.010, nel testo riformulato, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 383
Votanti 381
Astenuti 2
Maggioranza 191
Hanno votato
206
Hanno votato
no 175).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla seconda la parte dell'articolo aggiuntivo Titti De Simone 1-undecies.010, nel testo riformulato, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 382
Votanti 379
Astenuti 3
Maggioranza 190
Hanno votato
378
Hanno votato
no 1).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Rosato 2.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, ritengo che l'articolo 2 del provvedimento in esame sia stato opportunamente inserito dal Governo, al fine di rispondere alle


Pag. 21

richieste di un laboratorio, quale il Sincrotrone di Trieste, di assoluta rilevanza internazionale ed inserito anche nella «quick start list» delle opere strategiche sulla ricerca dell'Unione europea. Il Governo, inoltre, ha risposto ad una richiesta della Camera dei deputati, avanzata attraverso la presentazione di un ordine del giorno da me sottoscritto assieme a numerosi altri colleghi.
L'emendamento in esame mira semplicemente a ripristinare il testo originariamente presentato dal Governo, che è stato successivamente modificato nel corso dell'esame svolto presso il Senato: è questo il senso della mia iniziativa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tocci. Ne ha facoltà.

WALTER TOCCI. Signor Presidente, consideriamo il finanziamento della società Sincrotrone di Trieste una delle poche misure buone recate dal decreto-legge in esame: si tratta, infatti, di una delle migliori strutture scientifiche presenti nel nostro paese. Riteniamo penoso, tuttavia, il fatto che la Sincrotrone di Trieste abbia dovuto soffrire diversi mesi prima di ottenere tale finanziamento. Il finanziamento a tale istituto, infatti, rappresentava un atto dovuto da parte dello Stato, e il problema, che sollevammo a suo tempo, avrebbe dovuto essere già risolto in sede di legge finanziaria.
La scelta compiuta oggi, dunque, non è altro che la sanatoria di un debito fuori bilancio, poiché sapevate bene che vi era questa spesa irrinunciabile. Non vi avete provveduto attraverso la legge finanziaria, perché c'era da risolvere il problema della «manfrina» fiscale di Berlusconi, ma due mesi dopo, puntualmente, trattandosi di una spesa obbligatoria, nel primo decreto-legge utile siete stati costretti a sanare tale situazione.
Non siamo d'accordo, tuttavia, sulla copertura finanziaria dell'articolo 2 del provvedimento in esame, poiché, per compiere un'azione meritoria, vale a dire finanziare il Sincrotrone di Trieste, sottraete 14 milioni di euro a tutti gli altri enti di ricerca, penalizzando dunque altre strutture. Si tratta, allora, di una coperta corta: tirandola da una parte, ne lasciate scoperta un'altra.
Vorrei altresì rilevare che, valutando il resto del decreto-legge in esame, si osserva che siete stati capaci anche di individuare risorse finanziarie aggiuntive: vediamo, infatti, che avete previsto addirittura un finanziamento addizionale per la ricerca ad alta quota (quella che si svolge sull'Himalaya e sul K2, per intenderci). Allora, quando la ricerca scientifica si svolge oltre i 4 mila metri, evidentemente va bene...!
Avevamo sentito il ministro affermare che si deve «elevare» la ricerca. Avevamo capito che si doveva elevare la qualità della stessa. Voi proponete, invece, di elevarla fisicamente sopra i 4 mila metri... È un criterio di eccellenza che potrebbe rivelarsi pericoloso, perché tutti i nostri ricercatori, a tale altitudine, potrebbero non sopportare le difficoltà. Di ricercatori già ne abbiamo pochi, non li mettiamo a rischio!
Noi ci asterremo, quindi, su questo emendamento. Non possiamo, infatti, accettare che si aumenti il fondo a discapito degli altri enti, pur comprendendo pienamente lo spirito con il quale l'emendamento stesso è stato presentato dal collega Rosato. In un emendamento successivo, proponiamo di finanziare il Sincrotrone di Trieste con risorse aggiuntive, in modo tale da non toccare il fondo degli altri enti di ricerca (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Menia. Ne ha facoltà.

ROBERTO MENIA. Signor Presidente, desidero aggiungere alcune considerazioni a quanto è stato detto dal collega Rosato. Abbiamo firmato assieme questo emendamento, che tende - come correttamente si è affermato - a ripristinare il testo originario presentato dal Governo. Evidentemente, non è un aspetto irrilevante dire che l'importo sia pari a 14 milioni di euro


Pag. 22

o che il contributo non deve essere inferiore a 14 milioni di euro. Ciò perché la macchina di luce del sincrotrone, che nacque da un'idea del premio Nobel Carlo Rubbia, è, come affermato in precedenza, un bene scientifico assolutamente unico e prezioso nel panorama della ricerca scientifica italiana e primeggia nel mondo. Si tratta, dunque, di un bene di carattere non solo nazionale, ma internazionale.
La macchina di luce del sincrotrone ha bisogno, come noto, di notevoli capitali per il suo funzionamento, ma è opportuno rilevare che oltre al contributo pubblico, riesce comunque a lavorare sulla base di investimenti di privati che intervengono, investendo su alcune linee di ricerca scientifica.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PUBLIO FIORI (ore 11,33)

ROBERTO MENIA. É evidentemente compito della società che gestisce il sincrotrone - e, più ampiamente, il sistema scientifico - far sì che l'apporto dei privati riesca, in qualche modo, ad agevolare ed a togliere peso all'intervento pubblico.
È anche evidente, però, che, nonostante l'afflusso di capitali privati, vi sono oscillazioni nel fabbisogno annuale del contributo pubblico, motivo per il quale il finanziamento di 14 milioni di euro stanziato per quest'anno, per i prossimi anni potrebbe subire diminuzioni o aumenti. Ecco perché è opportuno eliminare la dizione «pari» e stabilire, invece, che il contributo non debba essere inferiore a 14 milioni di euro annui, proprio perché potrebbero cambiare le esigenze della ricerca scientifica anno dopo anno, a maggior ragione in tempi in cui l'economia mondiale vive sbalzi pericolosi.
Lo ripeto, tutto quanto esposto motiva il ritorno al testo originale predisposto dal Governo, cancellando quello che, inopinatamente, è stato modificato dal Senato della Repubblica.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 2.6, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 370
Votanti 259
Astenuti 111
Maggioranza 130
Hanno votato
67
Hanno votato
no 192).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.201 delle Commissioni.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, mi spiace che l'emendamento precedente sia stato respinto, perché va ricordato che per tre leggi finanziarie consecutive questo Governo non ha stanziato il contributo ordinario per il finanziamento del Sincrotrone. Quindi, quel «non inferiore» intendeva proprio cercare di recuperare un grave deficit di bilancio che è frutto dei tagli praticati sul contributo ordinario al sincrotrone.
Con l'emendamento 2.201 delle Commissioni, con cui sono state recepite alcune nostre osservazioni, almeno si mette la struttura in sicurezza, inserendo il relativo finanziamento nella tabella C. Speriamo ciò comporti che, automaticamente, ogni anno, non si debba tornare a discutere in questa sede per salvaguardare il finanziamento di una delle più importanti strutture di ricerca del nostro paese.
Il collega Tocci ha ragione quando dice che non si possono togliere alle risorse ordinarie le risorse che servono per il funzionamento dell'uno o dell'altro istituto. Ma è anche vero che questo paese deve operare delle scelte; e le scelte vanno


Pag. 23

fatte in base alle strutture di eccellenza. Se nella quick list delle strutture europee vi è anche la società Sincrotrone, significa che il nostro Governo si deve far carico delle risorse per farla funzionare in maniera adeguata.
Ribadisco che l'emendamento in esame, almeno, mette in sicurezza questo finanziamento, auspicando che dalla prossima legge finanziaria non si debba tornare a discutere di questioni che dovrebbero essere ordinarie.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.201 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 375
Votanti 374
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato
366
Hanno votato
no 8).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Tocci 2.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tocci. Ne ha facoltà.

WALTER TOCCI. Signor Presidente, con il mio emendamento 2.7 intendiamo aggiungere risorse per finanziare la società Sincrotrone, ma anche le altre infrastrutture di ricerca. Ha perfettamente ragione il collega Rosato in precedenza intervenuto. Anzi, la questione è più generale: abbiamo bisogno - ed abbiamo sollevato tale questione anche attraverso altri emendamenti - di un fondo speciale per le infrastrutture di ricerca, perché si trovano tutte in una situazione di sofferenza. Non mi riferisco solo alla società Sincrotrone, poiché l'Italia partecipa ed utilizza anche altre grandi infrastrutture europee come la società Sincrotrone di Grenoble; e vorrei anche ricordare la Convenzione con il CNR inglese per la spettroscopia neutronica.
In queste infrastrutture i nostri ricercatori e i nostri scienziati si fanno valere con i loro meriti scientifici ed hanno conquistato l'accesso agli esperimenti. Tuttavia, non possono, poi, svolgere i propri esperimenti, perché il Governo fa mancare i finanziamenti nelle Convenzioni che autorizzano la nostra comunità scientifica ad utilizzare quelle strutture.
Tuttavia, non vi è solo il profilo gestionale. Ci sarebbe, infatti, bisogno di realizzare nuove infrastrutture di ricerca. Viviamo in un'epoca di grandi rivoluzioni scientifiche nelle nuove tecnologie e nelle biotecnologie e questo richiede nuova strumentazione e nuovi laboratori. Tutto ciò oggi non c'è. Non è previsto nel bilancio dello Stato un fondo specifico per le infrastrutture di ricerca e questa, purtroppo, è una novità. Infatti, dagli anni settanta, per almeno trent'anni, nel bilancio dello Stato vi è sempre stato un capitolo ad hoc per potenziare le infrastrutture di ricerca. Il nostro paese in questo campo ha avuto anche grandi meriti internazionali, come il contributo decisivo per la realizzazione del SERN di Ginevra, i grandi laboratori del Gran Sasso e tanti altri esempi. Proprio oggi, invece, viene a mancare un contributo specifico sulle infrastrutture di ricerca e ciò mette in difficoltà tutta la nostra comunità scientifica ed i nostri tecnologi.
Da qui, poi, passano i problemi di competitività del paese e non ci dimenticheremo mai di ricordarlo in quest'aula. Certo, sappiamo che il problema della perdita di competitività ha ragioni strutturali, viene da lontano: non ve la buttiamo addosso come una croce! Però, chiediamo che questa diventi davvero la priorità del paese. Gli altri paesi in Europa si stanno muovendo: è di questi giorni la notizia che la Francia ha investito 6 miliardi di euro per creare una nuova agenzia sulla ricerca e sull'innovazione. Da noi mancano queste priorità!


Pag. 24


Stiamo esaminando un decreto-legge con i caratteri dell'urgenza per dare finanziamenti alla polisportiva Audax Sanrocchese ed alle tante polisportive Audax Sanrocchese! È la priorità, è l'agenda ad essere sbagliata! Non ci possiamo occupare di mille piccoli problemi, ma dobbiamo concentrare i grandi investimenti sulle infrastrutture tecnologiche e sulla ricerca.
Il paradosso di questo decreto-legge è che esso, addirittura, colpisce le opere dell'ingegno. Il paradosso è che, per finanziare le tante Audax Sanrocchese di questo decreto-legge, si tassano addirittura i brevetti, ossia i prodotti di intelligenza e di creatività del nostro paese. In questo modo, non solo si aggrava il problema della competitività del paese, ma rischiate di aiutare il paese nella discesa. Bisogna cambiare strada, se ci vogliamo riprendere e se vogliamo assicurare all'Italia una nuova fase di sviluppo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tocci 2.7, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 369
Votanti 366
Astenuti 3
Maggioranza 184
Hanno votato
167
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Tocci 2.8 e Colasio 2.9, non accettati dalle Commissioni né dal Governo...

WALTER TOCCI. Signor Presidente, avevo chiesto di parlare per dichiarazione di voto!

PRESIDENTE. Colleghi, revoco l'indizione della votazione (Commenti). È inutile che gridiate: se la Presidenza non si accorge che un collega ha chiesto di parlare, può revocare l'indizione della votazione.
Onorevole Tocci, mi scusi. Ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto.

WALTER TOCCI. Grazie, signor Presidente. Si tratta di un comma un po' complicato dal punto di vista tecnico e vorrei rubare ancora qualche minuto per spiegare ai colleghi dove si nasconde l'arcano.
In questo momento l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha un comitato direttivo costituito da sei membri, di cui due sono espressi direttamente dalla comunità scientifica. Ebbene, con questo comma si elimina la rappresentanza diretta dei ricercatori. In questo modo completate l'opera di controllo politico sul sistema della ricerca italiana, avviato fin dal 2002 con il riordino degli enti. Quindi, ormai con questo decreto e con questo comma scompare definitivamente in tutti gli enti di ricerca qualsiasi forma di rappresentanza diretta dei ricercatori.
Non solo: avete cancellato addirittura l'assemblea della scienza, che doveva costituire un organo consultivo nel quale gli scienziati italiani potessero contribuire con idee e proposte all'elaborazione del programma nazionale per la ricerca scientifica. Non solo togliete la parola ai ricercatori ma, addirittura, avete cancellato anche la qualifica di dirigente degli enti.
Ricordo che questa, tra l'altro, è anche una forma di autolesionismo da parte della maggioranza, perché era l'unica cosa buona che avevate fatto con una norma del 2002. Successivamente, avete cancellato quella norma e noi abbiamo cercato in tutti i modi, in questo Parlamento, di restituire lo status di dirigenti ai ricercatori italiani.
Anche in questo decreto, con i nostri emendamenti, abbiamo cercato di restituire ai ricercatori il prestigio e lo status di dirigenti degli enti, ma ciò non è stato possibile perché li avete dichiarati inammissibili. Rimane il problema di valorizzare


Pag. 25

la figura dei ricercatori, di dare loro la parola, di essere consultati nelle scelte e di rivestire la qualifica dirigenziale.
Con questi provvedimenti state togliendo la libertà di espressione ai nostri ricercatori ed ai nostri scienziati: a costoro non rimarrà altro che, fra 15 giorni, esprimere la sua parola e il suo dissenso nelle urne per le elezioni regionali.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Tocci 2.8 e Colasio 2.9, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 374
Maggioranza 188
Hanno votato
174
Hanno votato
no 200).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fallica 2.10, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 379
Votanti 378
Astenuti 1
Maggioranza 190
Hanno votato
209
Hanno votato
no 169).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Avverto che il successivo emendamento Bulgarelli 2.11 è precluso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.200 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 378
Maggioranza 190
Hanno votato
220
Hanno votato
no 158).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-bis.200 delle Commissioni.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.

ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo ad un passaggio che rappresenta la dimostrazione lampante del malumore che circola anche in questa Assemblea e che investe maggioranza e minoranza.
Con questo emendamento realizziamo due operazioni: una, che possiamo definire in apparenza positiva, è quella di fare una ripulitura tecnica di un elenco di interventi localistici finanziati dal centro che sono stati inseriti a seguito della modifica introdotta dal Senato.
Il nostro regolamento, che giustamente viene applicato in modo rigido dal Presidente della Camera, impedisce di intervenire in un decreto-legge quando la materia è anche parzialmente estranea, cosa che, invece, non succede nell'altra Camera. Non voglio mettere in discussione il bicameralismo perfetto: ci dobbiamo adeguare a tale principio costituzionale. Quello che, però, non possiamo accettare è l'atteggiamento del Governo. È vero che ci sono due Camere perfette, con l'autonomia conferita loro da due regolamenti distinti, ma dovrebbe esservi un unico Governo. L'atteggiamento del Governo non può sdoppiarsi a seconda che si trovi alla Camera o al


Pag. 26

Senato. Più che un sospetto, abbiamo la certezza che vi è un «comparaggio», se mi passate il termine, tra il Governo ed una delle due Camere, utilizzando anche la suddetta diversità di metodo e di regolamento: quello che in questa sede non è pensabile fare, si fa passare al Senato.
Devo dare atto alla maggioranza ed al lavoro svolto nelle due Commissioni che almeno si tenta di salvare la faccia: si cancellano alcune voci specifiche e sul piano tecnico questa può essere definita un'operazione meritoria. Attenzione, però, che la cura non diventi peggiore del male. Facciamo tale operazione di ripulitura ma, nello stesso tempo, costituiamo un fondo che nel triennio 2005-2007, e con i residui del 2004, ammonta a 101.585.000 euro: mi pare una bella somma.
Gli emendamenti che avevamo presentato come Democratici di sinistra sono stati dichiarati inammissibili. Siamo di fronte ad una tragedia sul territorio, perché il dissesto idrogeologico, aggravato dal maltempo di questi mesi, ha isolato decine e decine, se non centinaia, di comuni. Vi sono comuni letteralmente isolati e le province ed i comuni stessi non riescono a fare fronte a tale problema. Credo che il Parlamento ed il Governo - e mi rivolgo in particolare alla maggioranza - dovrebbero avere un'attenzione particolare nei confronti dei problemi dei cittadini che passano attraverso i compiti istituzionali dei comuni e delle province (mi riferisco in particolare alla viabilità minore).
Vorrei denunciare un atteggiamento di tipo culturale e politico. Da quattro anni a questa parte, nelle leggi finanziarie tagliamo i fondi ai comuni ed alle province: non diamo loro, quindi, con criteri oggettivi, le giuste risorse per la manutenzione del territorio. Poi, trasformiamo tali enti in «clienti». Stabiliamo una gerarchia tra le istituzioni che non è nemmeno regolata in modo oggettivo: chi ha il santo in paradiso ottiene, chi non ce l'ha resta a secco! Credo che non si possa tollerare tale situazione.
Dell'emendamento in esame apprezzo, dunque, la parte soppressiva, ma sollevo dubbi sulla costituzione di un fondo se non suffragato da criteri oggettivi che valgano anche per tutte le istituzioni, e non solo per i «clienti».

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marinello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, non vorrei che buttando, forse, acqua sporca si sia anche questa volta buttato il bambino.
Vorrei svolgere solo alcune considerazioni di buon senso: l'articolo 2-bis è rubricato «Contributo all'azienda ospedaliera ospedali civili riuniti di Sciacca». In realtà, nel testo approvato al Senato non si trattava di un contributo all'azienda tout court, magari per motivi edilizi. Si trattava, invece, di fondi per la ricerca scientifica, come risulta dal comma 1 dell'articolo in esame, dove si parla infatti di ricerca presso la Banca del cordone ombelicale!
Signori miei, di fatto con questo emendamento sostitutivo sopprimiamo uno stanziamento per un istituto di ricerca che rappresenta la prima Banca del cordone ombelicale d'Europa e la seconda nel mondo, dopo la prima, che si trova negli Stati Uniti d'America. Si sopprimono dei fondi per un istituto di ricerca al quale arrivano donazioni anche da oltreoceano, in particolare dagli Stati Uniti e financo dall'Australia!
Capisco le polemiche, che sono state sviluppate prima dalla stampa, poi anche dalle parti politiche, al di là delle distinzioni tra maggioranza e opposizione; tuttavia, ci troviamo di fronte ad un caso del tutto specifico e particolare. Siamo di fronte ad una disposizione che non è di carattere localistico, dal momento che essa trova pieno titolo nella rubrica dell'articolo 2 «Disposizioni per la ricerca». Nella fattispecie, si tratta di una ricerca avente delle connotazioni fortemente etiche, in quanto tesa allo sviluppo degli studi sulle cellule staminali e sull'utilizzo del sangue cordonale, dunque di studi mirati alla tutela ed alla salvaguardia della vita umana.


Pag. 27


Ebbene, con un emendamento sostitutivo di questo tipo, proveniente proprio da quelle forze politiche, alle quali peraltro io appartengo, che pongono sempre (anche nella stessa ricerca) prima di ogni cosa il valore etico (di fronte ad altre ipotesi che noi aborriamo), noi compiamo di fatto un'ingiustizia, o quanto meno ci rendiamo colpevoli di una grave disattenzione. In un paese nel quale spesso si parla e si conciona di ricerca scientifica, il fatto che un ramo del Parlamento, la Camera, abbia un comportamento di questo tipo mi lascia oltremodo perplesso.
Mi rendo conto che il mio intervento non ha alcuna speranza di successo; tuttavia, mi auguro che il Governo assuma un impegno specifico al riguardo e cerchi di rimediare a quello che in questo momento mi sembra un grave errore (Applausi di deputati dei gruppi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, temo che su questo articolo possano cominciare una serie di lunghi interventi, motivati solo dalla cattiva, pessima gestione di questo decreto da parte del Senato. Francamente, ho una difficoltà oggettiva a spiegare sul mio territorio che, in un decreto dal titolo relativo alle attività culturali, alle università, alla ricerca, alle grandi opere, ai bolli e alle tasse di concessione, il Senato possa inserire norme per la ristrutturazione di qualche campo sportivo, per il CONI, per Trenitalia o per l'ANAS, ed io non possa introdurre nello stesso testo una modifica, con un emendamento che riguardi un istituto di ricerca o quant'altro.
Credo che le osservazioni formulate dall'ultimo collega intervenuto, che potrebbero essere ripetute cento volte (per economia di tempo spero non lo faremo!), siano corrette. Evidentemente, ci sono delle aspettative da parte di chi ha visto recepite in un atto della Repubblica italiana alcune disposizioni che finanziano opere più o meno importanti (non voglio entrare nel merito, perché alcune sicuramente sono meritorie, mentre altre forse non lo sono); tuttavia, non credo che debba essere compito del Parlamento in seduta plenaria occuparsi di ciò con queste modalità.
Mi auguro che l'analisi delle richieste sia puntuale e venga condotta in base a criteri meritocratici. Da questo punto di vista, mi sembra che l'atteggiamento dell'opposizione sia di grande fiducia nei confronti del Governo. Spero che questa fiducia, come affermava il collega Mariotti, non sia mal riposta e che il percorso del decreto-legge in esame sia virtuoso.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-bis.200 (Nuova formulazione) delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 357
Votanti 354
Astenuti 3
Maggioranza 178
Hanno votato
193
Hanno votato
no 161).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 3.3 e Pistone 3.4, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


Pag. 28


Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 370
Votanti 369
Astenuti 1
Maggioranza 185
Hanno votato
168
Hanno votato
no 201).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3.5, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 372
Maggioranza 187
Hanno votato
174
Hanno votato
no 198).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Grignaffini 3.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, con l'emendamento in esame ci limitiamo a richiedere il rispetto della legge per quanto riguarda la società Arcus spa. La legge istitutiva di tale società, infatti, prevedeva, dopo tre mesi dalla sua istituzione, l'emanazione di un regolamento per disciplinarne l'attività. Oggi, dopo due anni, questo regolamento non è stato emanato e, pertanto, chiediamo che ciò venga fatto.
Perché ci accaniamo affinché venga rispettata la legalità con riferimento a quanto previsto dalla legge istitutiva della società Arcus? Perché tale società potrebbe essere definita, sotto il profilo della sua trasparenza, come una specie di fondo nero estero su estero, nel quale affluiscono risorse per essere destinate ai beni e alle attività culturali, senza conoscerne i criteri di gestione.
Il Ministero per i beni e le attività culturali ha avocato, rispetto alle competenze del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che è al cento per cento socio di tale società, la valutazione e la decisione in merito alle destinazione delle risorse.
La situazione è gravissima anche da un altro punto di vista. Il Governo, pensando di ricorrere ad altre risorse, in questo caso quelle gestite da Arcus, continua a decurtare risorse pubbliche dal settore dei beni e delle attività culturali. Taglia il FUS, con la previsione di fare affidamento su risorse aggiuntive.
A nostro avviso, però, le risorse provenienti da capitale devono essere aggiuntive e non sostitutive, come invece sostiene il Governo, ed, inoltre, prevediamo chi deve gestire, determinare tali risorse. Ci sembra che l'emanazione del regolamento garantisca un minimo di legalità per la gestione di questi fondi.
Inoltre, nel provvedimento si prevede che la quota di risorse destinate alla cultura, a valere sull'ammontare complessivo delle grandi opere, aumenti dal 3 al 5 per cento. Ai colleghi vorrei sottoporre una piccola considerazione matematica: il 3 o il 5 per cento di zero è sempre uguale a zero! Quindi, il problema non è quello di capire quale sia il tetto più opportuno. Concordiamo con la decisione di aumentare tale quota destinata ai beni culturali, ma ci interessa sapere a quanto essa ammonta, e con quale certezza, trasparenza o linea di indirizzo venga destinata a questo settore fondamentale (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


Pag. 29


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3.6, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 359
Maggioranza 180
Hanno votato
166
Hanno votato
no 193).

Prendo atto che l'onorevole Giovanni Bianchi non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Parolo 3.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, intervengo per spiegare le motivazioni per le quali abbiamo presentato questo emendamento.
Con il comma 2 dell'articolo 3, viene prelevata una ulteriore quota del 2 per cento, rispetto a quella già prevista precedentemente, dai fondi destinati originariamente alle grandi infrastrutture. Tali infrastrutture, più volte propagandate dal Governo, non potranno essere realizzate perché, oltre ad un 3 per cento previsto in precedenza, viene decurtato un ulteriore 2 per cento dei fondi, che verrà destinato non solo al recupero dei beni monumentali - che costituirebbe un'azione al limite condivisibile -, ma allo spettacolo tout court, quindi alla realizzazione di film e di tutto ciò che riguarda lo spettacolo e la cultura, settore che nulla ha a che vedere con la destinazione originaria di tali fondi.
Chiedo ai colleghi della Commissione ambiente, che tanto si sono battuti per consentire la realizzazione delle infrastrutture promesse dal Governo Berlusconi, se tale modo di operare sia corretto. In particolare, se sia giusto utilizzare risorse originariamente destinate alla realizzazione di infrastrutture per la promozione di film e di attività culturali in genere. Chiedo inoltre agli amici della Casa delle libertà quale vantaggio politico possa produrre una scelta di questo genere, ben consci del fatto che, anche se il fondo dovesse essere incrementato, non mancheranno critiche da parte di un'azione culturale-politica che, certamente, non fa riferimento alla nostra area politica.
Vorrei sapere quale vantaggio politico vi sarà quando, da una parte, subiremo le critiche di chi appartiene al mondo dello spettacolo, che riterrà comunque insufficienti tali fondi e, dall'altra, non saremo in grado di realizzare quelle infrastrutture che continuamente promettiamo ai cittadini italiani.
Ricordo inoltre che, precedentemente, il fondo per le infrastrutture è già stato decurtato di altre quote importanti; ad esempio, per la messa in sicurezza delle grandi dighe, per fronteggiare terremoti ed emergenze. Questo fondo, dunque, viene oggi nuovamente saccheggiato con una finalizzazione che nulla ha a che vedere con l'attività per la quale originariamente è stato costituito.
Pertanto, invito l'Assemblea ad esprimere un voto favorevole su questo emendamento soppressivo che, di fatto, consentirebbe di mantenere solo la quota del 3 per cento del fondo destinato alle infrastrutture - così come originariamente previsto anche da altre leggi - per il recupero dei beni monumentali, senza l'ulteriore incremento del 2 per cento per la realizzazione di film e spettacoli in genere (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, vorrei brevemente richiamare l'attenzione dei colleghi. Trovo addirittura stupefacente che un deputato in quest'aula,


Pag. 30

durante l'iter di una legge, chieda a se stesso e ai suoi colleghi della maggioranza quale vantaggio si tragga dal punto di vista politico. Francamente ritengo che una siffatta concezione della politica, espressa in maniera così esplicita in quest'aula, sia lo specchio di come la maggioranza e il Governo affrontino i problemi sotto il profilo legislativo, al momento di compiere scelte che riguardano il paese.
Finalmente qualcuno ha avuto la franchezza di dire che le leggi si approvano per interessi personali, di partito e politici.

GIACOMO STUCCHI. Non è vero!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, non credo che il collega della Lega abbia bisogno di difensori d'ufficio. A mio giudizio, non è esatto quello che l'onorevole Panattoni ha appena affermato.
Infatti, anche io sono indignato e pertanto interpreto le sue parole nel senso che bisognerebbe mettere fine ai sistemi utilizzati nel corso della prima Repubblica finanziando iniziative a prescindere, senza conoscerle bene (Commenti dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).
Onorevoli colleghi, vi erano anche persone perbene durante la prima Repubblica. In fondo, io stesso faccio parte della prima Repubblica da sempre. Convengo che siate tutte persone perbene; tuttavia, nella prima Repubblica, all'interno della pubblica amministrazione, ho conosciuto persone perbene, ma anche non perbene; se lo volete, potrei fare anche l'elenco.
A mio avviso, piuttosto che destinare fondi prescindendo dallo sviluppo culturale, sarebbe preferibile focalizzare meglio gli obiettivi da perseguire. Le norme in oggetto non individuano tali obiettivi, ma si limitano a prevedere la possibilità di finanziare film, quando in proposito la cronaca degli ultimi anni è ricca di scandali su quello che è avvenuto; peraltro, non intendo citare titoli precisi perché si riderebbe troppo e, dal momento che l'aula è già stanca, si rischierebbe di fare troppa confusione.
Invece, si distoglie denaro pubblico che potrebbe servire alla modernizzazione del paese - mi riferisco, ad esempio, alla ricerca scientifica, indispensabile per essere competitivi - utilizzando sistemi da prima Repubblica.
Perché non si dovrebbe dire? Il debito pubblico non è aumentato a causa dei marziani, ma perché le casse dello Stato erano trattate alla stregua di quelle private per accontentare, omaggiare e fare regalie a qualcuno, secondo logiche di scambio.
Sinceramente ero convinto che tali metodi non trovassero più cittadinanza in Parlamento e nel Governo. Purtroppo, con grande amarezza e dolore sono costretto a ricredermi e vi posso assicurare che si tratta di un dolore molto partecipato. Durante quegli anni non vivevo all'estero, ma soffrivo, facendo forte opposizione contro quei metodi.
Pertanto, riscoprire che in taluni settori, nonostante l'impegno del Presidente del Consiglio e dei leader della maggioranza, nulla è cambiato sotto il sole, mi costringe ad esprimere con amarezza la necessità di compiere qualche riflessione. Infatti, se durante l'ultimo anno di legislatura, anziché perseguire il bene comune dei cittadini - magari non ancora tenuti in considerazione a causa dei tanti avvenimenti italiani, europei ed internazionali - si dovesse continuare in questa maniera, si percorrerebbe davvero una brutta strada.
Pertanto, mi auguro che i leader della Casa delle libertà richiamino i loro deputati e senatori a svolgere un'azione più accurata, attenta e sensibile per perseguire non gli interessi dei singoli gruppi, bensì il bene comune.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dario Galli. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, intervengo, al pari del collega Parolo, per


Pag. 31

richiamare l'attenzione dell'Assemblea sulla rilevanza della questione che stiamo affrontando: se, effettivamente, si può destinare fino al 5 per cento di quanto destinato alla legge n. 166 del 2002, vale a dire circa 20 mila miliardi, rischiamo di stanziare per questa posta fino a un massimo di 1000 miliardi. Occorre prestare attenzione al fatto che con 1000 miliardi si può realizzare un'opera infrastrutturale importante - ad esempio, un tratto di Pedemontana - che resta al servizio di tutta la collettività nazionale per i prossimi cinquanta o cento anni. Con la stessa cifra stanziata in queste improbabili attività cinematografiche italiane, rischiamo di produrre qualche film - il sindaco di Roma, Veltroni, è un grande esperto, viste le esperienze del passato - con il quale riempiremmo due volte la sala con 30-40 persone, oltre all'autore, agli attori e a qualche parente.
Cerchiamo di diventare un paese serio: togliamo i soldi alle cose inutili e mettiamoli dove servono (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colasio. Ne ha facoltà.

ANDREA COLASIO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per fare chiarezza e rispondere ai colleghi della Lega, che hanno sollevato un problema serio. Mi rivolgo al sottosegretario Pescante, che ha avuto la sventura di essere il latore, nella Commissione cultura, del documento che quantificava le risorse.
Non prendiamoci in giro: erroneamente, questo Governo aveva ritenuto che l'aliquota del 3 per cento sulle infrastrutture fosse pari, nei cinque anni di legislatura, a 2.550 milioni di euro. Sottolineo questa cifra: 2.550 milioni di euro. È stato commesso un piccolo errore: avete confuso l'intera tabella con la legge obiettivo. In realtà, la cifra è notevolmente minore, tanto è vero che nell'anno in corso essa è pari a 57 milioni di euro. Sottolineo ciò per amore di chiarezza: non stiamo sottraendo chissà quali risorse agli interventi infrastrutturali; stiamo sostenendo un concetto radicalmente diverso, vale a dire che è giusto correlare l'intervento infrastrutturale a una corretta politica sui beni culturali, dal momento che l'intervento infrastrutturale spesso e volentieri è invasivo di aree monumentali ed archeologiche. Ma, ripeto, stiamo parlando di qualcosa come 50 milioni di euro!
Vi è tuttavia un dramma politico, ricordato dalla collega Grignaffini. Quando, per due anni, il ministro Urbani ha dichiarato, su tutte le riviste specializzate, che finalmente questo Governo aveva ridefinito le strategie complessive sulle politiche del patrimonio culturale e dello spettacolo, ha affermato: è vero, mi tagliano le risorse ordinarie, ma contemporaneamente ho portato a casa 5.000 miliardi di vecchie lire a favore delle politiche culturali. Sventura volle che fosse il sottosegretario Pescante a presentare quel documento sbagliato, in cui avete sottoscritto tale impegno: è l'ennesimo impegno sbagliato! Non ve ne facciamo colpa, ma è bene fare chiarezza: il ministro Urbani ha accettato supinamente un taglio delle sue risorse ordinarie a fronte di 5.000 miliardi di vecchie lire che non esistono!
Riteniamo sia stata corretta l'iniziativa concertata dal ministro Urbani e dal ministro Lunardi, che ha definito una correlazione stretta di intervento tra infrastruttura e tutela del bene. Su questo siamo favorevoli, ma ciò che ci rammarica nel provvedimento in esame è la correlazione al ciclo elettorale, che non condividiamo: non potete fare un intervento modulato sul 2006! Se ritenete - mi rivolgo ai colleghi della Lega - che debba essere prevista un'ulteriore aliquota residua del 2 per cento sulla legge obiettivo - sono quattro soldi! - non potete modularla sulla scadenza elettorale! Si deve trattare di un principio regolativo, o, quanto meno, deve essere prevista una modulazione di tre o quattro anni.
Come ha sottolineato la collega Grignaffini, quanto alla definizione di un criterio regolativo, ricordo al collega Barbieri che questa Assemblea ha approvato


Pag. 32

una legge che prevede, come per il FUS, che la Arcus non possa operare senza criteri regolativi.
Ebbene, dov'è il provvedimento che rendiconta le modalità di allocazione delle risorse? Lo stiamo ancora aspettando e questo evidenzia una grave inadempienza del Governo. Dovremmo, allora, approvare, quanto meno, il regolamento poc'anzi citato, come suggerito dalla collega Grignaffini.
Ciò che ci lascia perplessi è che, purtroppo, si evoca la centralità della cultura, del patrimonio, ma, al contempo, prendiamo drammaticamente atto che le risorse aggiuntive per il progetto Arcus, pur meritorio, sono assolutamente inadeguate a far fronte ai tagli del FUS e alle decurtazioni sulle politiche di tutela del nostro patrimonio (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Signor Presidente, desidero solo ricordare che dobbiamo ancora esaminare 215 proposte emendative.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Parolo 3.7, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 366
Votanti 232
Astenuti 134
Maggioranza 117
Hanno votato
29
Hanno votato
no 203).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3.8, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 367
Maggioranza 184
Hanno votato
163
Hanno votato
no 204).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3.9, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 356
Maggioranza 179
Hanno votato
169
Hanno votato
no 187).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3.10, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 374
Votanti 372
Astenuti 2
Maggioranza 187
Hanno votato
181
Hanno votato
no 191).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Bulgarelli 3.11 e Pistone 3.12.


Pag. 33


Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Intervengo a sostegno di una tesi assolutamente opposta a quella sostenuta da esponenti della maggioranza. Negli emendamenti al nostro esame è presente una richiesta assolutamente in controtendenza: un aumento della percentuale del fondo per la Arcus spa da destinare ai beni culturali.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 12,20)

GABRIELLA PISTONE. Alla società Arcus è destinato un fondo gestito congiuntamente al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Ebbene, si ritiene di aumentare del 2 per cento il fondo Arcus per i beni culturali, ma, contemporaneamente, si è già provveduto a tagliare le risorse al FUS con la giustificazione dell'esistenza proprio della Arcus spa. Allora, non solo le risorse sono insufficienti, ma la verità è che il fondo per le infrastrutture è una vostra invenzione. Non sarà certo la nostra parte politica ad avventurarsi contro le infrastrutture, contro gli ammodernamenti del nostro paese: non è certamente questa la nostra visione!
Il Fondo unico per lo spettacolo, che già esisteva, è stato danneggiato con tagli in maniera indecorosa da questo Governo e ora a ciò si deve far fronte con ulteriori finanziamenti, con percentuali assolutamente indefinite e senza poter conoscere i criteri di gestione di questi fondi.
Vorrei comprendere quale vantaggio politico si trae da tutto ciò. Ma qui non si tratta di vantaggio politico: le spese per la cultura non sono un debito pubblico, ma, piuttosto, sono degli investimenti per il paese, per la nostra formazione, per i nostri giovani! Se non comprendiamo questo, allora non abbiamo capito nulla! Forse voi della maggioranza dovreste recarvi all'estero e imparare cosa significhi cultura.
In Francia le nomine dei presidenti dei teatri stabili equivalenti ai nostri sono fatte dal Capo dello Stato: ciò tanto per dirvi quale importanza rivesta la cultura in altri paesi europei.
Vorrei che riuscissimo ad arrivare a quei livelli, anche per poter essere più orgogliosa del mio paese.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bulgarelli 3.11 e Pistone 3.12, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 372
Votanti 371
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato
173
Hanno votato
no 198).

Prendo atto che l'onorevole Pistone non è riuscita a votare ed avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Parolo 3.14.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, approfitto dell'intervento per dire intanto che ci avrebbe fatto piacere che il ministro Urbani fosse stato presente alla discussione in aula, visto che si stanno affrontando questioni molto importanti per i finanziamenti alla cultura di questo paese: la sua assenza, sinceramente, ci dispiace molto.
Intervengo anche per dire, visto che di questo stiamo parlando, che sarebbe molto importante che il ministro Urbani si rendesse disponibile ad un'audizione in Parlamento sui gravi fatti che stanno avvenendo al teatro La Scala di Milano, dove si registra una situazione molto pesante,


Pag. 34

con i lavoratori di un teatro così importante e glorioso del nostro paese che stanno tenendo aperta una vertenza molto rilevante determinata dalle politiche sbagliate effettuate negli ultimi anni.
Ritengo che sarebbe un atto di grande responsabilità da parte del Governo rendersi disponibile ad affrontare tale questione nel corso di una audizione parlamentare, visto che riguarda non solo Milano e gli enti locali di quella città, ma l'intero paese ed il nostro patrimonio culturale. Credo che sarebbe doveroso svolgere tale discussione in Parlamento. A tale proposito, annuncio che chiederemo ufficialmente e formalmente presso la Commissione cultura un'audizione sul problema del teatro La Scala di Milano.
Le conclusioni che ho appena tratto non sono svincolate dagli argomenti che stiamo affrontando, ovvero la situazione molto grave in cui versa l'intero settore dello spettacolo e delle attività culturali, che è stato pesantemente penalizzato dalle politiche dell'attuale Governo attraverso le leggi finanziarie, che hanno apportato tagli pesantissimi al Fondo unico per lo spettacolo.
Colleghi, credo si tratti non di un problema di opposizione o di maggioranza, ma di tutto il paese. Ritengo, infatti, che, nel momento in cui, in un paese come il nostro, teatri stabili di fama internazionale non riescono più a disporre di una programmazione culturale importante e seria, né a garantire il funzionamento, né a pagare gli stipendi; nel momento in cui vengono sottratte risorse fondamentali ad istituzioni culturali così prestigiose e nel momento in cui interi settori, come quelli del teatro, della musica e del cinema, vengono gettati in una situazione di collasso (quale quella in cui si sta venendo a trovare l'importante e strategico settore di cui ho parlato), dovremmo un po' tutti assumerci le nostre responsabilità.
Noi siamo contrari ad Arcus: lo diciamo per una questione di chiarezza; lo siamo sempre stati e continueremo ad esserlo. Riteniamo, infatti, che sottomettere le politiche culturali di questo paese ad una logica mercantile come quella di Arcus, sia un grosso errore.
L'emendamento presentato dal gruppo della Lega Nord rischia di aggiungere al danno la beffa. Imporre un'ulteriore penalizzazione, così come prevista in questo emendamento, ad un settore così pesantemente penalizzato da una politica sbagliata, ritengo costituisca un aggravio pericoloso.
Pur essendo contrari al meccanismo di Arcus, pensiamo, per responsabilità, sia importante prevedere in questo provvedimento l'accesso a tali finanziamenti anche al settore dello spettacolo; finanziamenti, voglio porlo in rilievo, vincolati ad un meccanismo contorto e sbagliato che contestiamo perché sulla carta è prevista la loro disponibilità che poi, nei fatti, non viene confermata. Finora di questo 3 per cento non abbiamo visto un'euro, sebbene il settore sia al collasso. Si tratta pertanto di una situazione drammatica che andrebbe affrontata con grande senso di responsabilità, ma questo purtroppo manca.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, con l'emendamento 3.14 a mia prima firma, noi del gruppo della Lega Nord Federazione Padana cerchiamo, se non altro, di porre un rimedio minimo in ordine a questa problematica. Chiediamo perlomeno di eliminare dal testo del provvedimento la previsione della destinazione degli ulteriori fondi, sottratti alle infrastrutture, a favore delle attività culturali e dello spettacolo.
Se questo emendamento sarà approvato, la quota dei fondi sottratti alle infrastrutture, pari al 5 per cento, andrebbe esclusivamente al recupero dei beni culturali ma non a finanziare lo spettacolo. A noi questa sembra una soluzione di compromesso dignitosa perché un conto è


Pag. 35

utilizzare i fondi infrastrutturali per recuperare i beni monumentali, altra cosa è invece utilizzare tali fondi per finanziare un film o uno spettacolo.
La maggioranza deve fare una scelta, la sinistra l'ha già fatta. Colleghi della maggioranza, come sapete, qualunque cosa votiamo la sinistra dirà comunque che noi siamo contro la cultura, che siamo contro lo spettacolo, che siamo contro la promozione culturale del nostro paese. In questo caso, la Casa delle libertà, il centrodestra, deve assumersi una responsabilità. In particolare, deve decidere se i fondi, sottratti alle infrastrutture, debbano essere destinati a realizzare la pedemontana lombarda oppure a finanziare un film di Moretti! Si deve decidere se quei fondi debbano essere destinati alla realizzazione di una metropolitana oppure a finanziare un film di Pieraccioni (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana). La Casa delle libertà deve decidere se con questi fondi si debba finanziare Dario Fo e Franca Rame per la realizzazione di uno spettacolo non guardabile (uso questo termine perché voglio essere gentile) oppure a realizzare un'infrastruttura utile alla nostra gente. Colleghi della maggioranza, questo è ciò che dobbiamo decidere! Se si vogliono realizzare le infrastrutture allora voi dovete votare a favore di questo mio emendamento, altrimenti i fondi saranno destinati a finanziare quei film e quegli spettacoli accennati prima (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Parolo 3.14, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 372
Votanti 363
Astenuti 9
Maggioranza 182
Hanno votato
82
Hanno votato
no 281).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3.13, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 373
Maggioranza 187
Hanno votato
174
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Russo Spena 3.1, Colasio 3.15, Benvenuto 3.16, Bulgarelli 3.30 e Osvaldo Napoli 3.28, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 377
Votanti 376
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato
176
Hanno votato
no 200).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 3.19, Bulgarelli 3.20 e Pistone 3.21, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


Pag. 36


Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 372
Votanti 371
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato
174
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3.24, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 371
Maggioranza 186
Hanno votato
172
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 3.23, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 366
Maggioranza 184
Hanno votato
173
Hanno votato
no 193).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dario Galli 3.25, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 371
Votanti 244
Astenuti 127
Maggioranza 123
Hanno votato
38
Hanno votato
no 206).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Emerenzio Barbieri 3.2, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 208
Astenuti 168
Maggioranza 105
Hanno votato
193
Hanno votato
no 15).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3.-bis.14, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 363
Votanti 359
Astenuti 4
Maggioranza 180
Hanno votato
170
Hanno votato
no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3-bis.15, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


Pag. 37


Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 374
Votanti 371
Astenuti 3
Maggioranza 186
Hanno votato
175
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 3-bis.16, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 375
Votanti 374
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato
178
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Titti De Simone 3-bis.17 e Grignaffini 3-bis.18, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 384
Maggioranza 193
Hanno votato
181
Hanno votato
no 203).

Prendo atto che l'onorevole Emerenzio Barbieri ritira il suo emendamento 3-bis.10.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3-bis.19, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 385
Maggioranza 193
Hanno votato
181
Hanno votato
no 204).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3-bis.200 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 386
Votanti 384
Astenuti 2
Maggioranza 193
Hanno votato
374
Hanno votato
no 10).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 3-bis.31 e Pistone 3-bis.32, accettati dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 375
Votanti 287
Astenuti 88
Maggioranza 144
Hanno votato
277
Hanno votato
no 10).


Pag. 38


Prendo atto che l'onorevole Camo non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Titti De Simone 3-bis.33 e 3-bis.201 delle Commissioni, accettati dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 384
Votanti 379
Astenuti 5
Maggioranza 190
Hanno votato
376
Hanno votato
no 3).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Grignaffini 3-ter.7, Pistone 3-ter.8, Strano 3-ter.9 e Colasio 3-ter.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, rivolgendomi a lei, debbo innanzitutto esprimere un rimpianto: se lei fosse stato Presidente del Senato e non della Camera, l'articolo 3-ter non figurerebbe nel testo al nostro esame (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Non metta limiti alla divina provvidenza, onorevole Grignaffini; non si sa mai (Applausi - Si ride)...!

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, stiamo esaminando un articolo che è materia impropria rispetto ai contenuti ed all'articolato del decreto-legge: mediante un emendamento presentato al Senato si è cercato di introdurre la riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche all'interno di un decreto-legge di contenuto diverso!
Il nostro disaccordo non concerne soltanto la fretta che l'adozione di un decreto-legge comporta e l'approssimazione delle norme scritte nella concitazione di poche ore; non riguarda soltanto una modalità nefasta di legiferare che costringe a tornare più volte sulle norme e sui provvedimenti. Siamo in disaccordo anche perché alla radice dell'articolo 3-ter vi sono molti pensieri sbagliati e, tra questi, uno in particolare. Il retropensiero è: poiché gli enti lirici stanno attraversando una situazione di grave crisi, l'unica risposta che possiamo dare è quella di scaricare la crisi sul costo del lavoro e sul ruolo del personale artistico.
Questa è una prospettiva demenziale! Piuttosto, dobbiamo andare a verificare quali siano le ragioni e le motivazioni storiche che hanno provocato la crisi degli enti lirici. Sappiamo che la crisi c'è e sappiamo che esiste un deficit molto elevato. Tuttavia, bisognerebbe verificare quali enti lirici abbiano raggiunto l'obiettivo della parità di bilancio e quali, invece, abbiano bilanci caratterizzati da vistosi buchi, con ciò tentando di accertarne le motivazioni.
Rispondere in modo approssimativo con il blocco delle assunzioni e del turn over e con il «no» alla contrattazione integrativa, intervenire con norme dirigiste sul trattamento del personale e sul costo del lavoro è una prospettiva miope, sbagliata e che non risolve i problemi degli enti lirici!
Pertanto, abbiamo presentato emendamenti soppressivi - perché sarebbe bene che di questa materia si parlasse in altra sede - ed emendamenti sostitutivi che rinviano ad un tavolo, peraltro già attivo, al quale siedono i sindaci delle grandi città sedi di enti lirici, i sindacati, i sovrintendenti ed il ministero. È questa la sede idonea per la definizione, in tempi brevi, di una normativa di riordino di un settore che ha problemi di finanziamento, finalizzata al ripristino del plus da destinare agli enti lirici e ad assicurare la possibilità dell'intervento di capitali privati attraverso forme di defiscalizzazione.
C'è bisogno di tutte queste cose, ma non dell'articolo 3-ter (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!


Pag. 39

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, abbiamo presentato un emendamento soppressivo dell'articolo 3-ter, perché siamo assolutamente contrari alla scelta di affrontare una materia così delicata attraverso un decreto-legge omnibus, monstrum, che si occupa dell'infinito mondo. Tutto ciò ci amareggia profondamente.
Le fondazioni lirico-sinfoniche per il nostro paese rappresentano un vanto, non un peso. Il mondo della musica ha dato lustro all'Italia nel mondo. Dunque, è molto triste constatare che la questione relativa alle fondazioni lirico-sinfoniche viene discussa ed affrontata attraverso una mezza riforma, con un provvedimento che si occupa, tra le altre cose, di semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione, seppure importanti.
È molto difficile condividere con questo Governo l'impostazione che si vuol dare alla cultura in generale. Sarebbe stato saggio ritirare l'articolo 3-ter, per affrontare separatamente i particolari problemi della lirica, che non possono essere risolti a colpi d'ascia o, comunque, a suon di articoli e proposte emendative, ma con la delicatezza, la fermezza e la competenza che il settore richiede.
L'applicazione di questa norma non risolverà il problema, che pure esiste, anzi, causerà ulteriori e più gravi danni, perché depotenzierà il settore. Non sono stati risolti i problemi dei teatri dell'opera e della lirica con la mutazione della loro natura giuridica. Ritengo che si siano aggravati. In questi campi, la privatizzazione non è una soluzione e lo dimostra il persistente problema della Scala di Milano, che non fa piacere ad alcuno, men che meno a me. Far fuori Muti o altri personaggi di quel calibro non significa trovare delle soluzioni! Il problema esiste, è molto, molto grande e bisogna affrontarlo, ma non affermando che la cultura non serve o chiedendosi quale vantaggio giuridico la stessa possa recarci! La cultura porta lustro al paese nel mondo! Stiamo perdendo questo lustro, perché pensiamo di risolvere il problema della produzione artistica non sotto il profilo della sua gestione, ma attraverso la mortificazione dei lavoratori che fanno parte di questo mondo e che pagano in prima persona: i coristi, gli orchestrali, i corpi di ballo, le maestranze, i coreografi, gli scenografi, i musicisti. Non è retorica affermare che questo mondo ha fatto grande il nostro paese, dall'Asia alle Americhe latine, tant'è che la lirica è rimasta quella che era in passato.
Allora, ritengo che buon gusto e saggezza avrebbero voluto che Governo e Commissioni valutassero positivamente la proposta emendativa, che era di buonsenso. Una proposta soppressiva tesa a spostare la trattazione di questo capitolo in una sede propria - e non in un decreto cosiddetto omnibus - che avrebbe consentito di affrontare il tema con molta più delicatezza ed approfondimento.
Sono dell'avviso che la soluzione trovata scarichi tutte la responsabilità sulle diverse componenti artistiche e tecniche, responsabilità certamente non loro attribuibili in quanto tali...

PRESIDENTE. Onorevole Pistone...

GABRIELLA PISTONE. Ebbene, sono convinta che il nostro sistema - concludo, signor Presidente - sia sempre meno competitivo a livello europeo ed internazionale e ritengo che, a questo punto, dovremmo davvero essere consapevoli e convenire su questa proposta di buonsenso...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole, ma ha esaurito...

GABRIELLA PISTONE. Personalmente, sarei contenta di finanziare anche Zeffirelli o Giorgio Albertazzi; non facciamo distinzioni di parte: lo dico al collega Parolo, che nel suo intervento è stato di cattivo, pessimo gusto (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).


Pag. 40

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, anche noi avremmo preferito uno stralcio della questione relativa alle fondazioni lirico-sinfoniche, in quanto riteniamo non si possa affrontare in un decreto siffatto un tema tanto rilevante ed importante. Un tema che tra l'altro riguarda un settore strategico e, con esso, le sorti ed i destini di migliaia di lavoratori.
Stiamo discutendo di tale questione in modo molto sbagliato mentre si sta svolgendo uno sciopero nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche; sono istituzioni prestigiosissime, dal San Carlo di Napoli al Teatro dell'Opera di Roma, all'Accademia di Santa Cecilia. Ebbene, quanto proposto nell'articolo 3-ter del provvedimento rischia di essere gravemente dannoso per tali istituzioni.
Si tratta, peraltro, di disposizioni valutate negativamente da tutti i lavoratori e da moltissimi sovrintendenti; ciò, in quanto gli effetti di tale disciplina sulla vita delle fondazioni e dei teatri rischiano di essere molto dannosi. Riteniamo si sarebbe dovuta scegliere un'altra strada ovvero consentire che la discussione tornasse nella sua sede naturale, il tavolo trilaterale di confronto tra Ministero, sindacati e associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche. Tavolo che è stato già aperto ma il cui lavoro è stato vanificato con un colpo di mano di alcuni sovrintendenti le cui gestioni ed i cui bilanci - questo, infatti, è il punto politico - denunciano una incapacità di gestione cronica.
A quest'ultima, peraltro, non consegue una loro rimozione; costoro, anzi, godono di una credibilità tale da ottenere l'ascolto del Governo e da suggerire iniziative quali quella in discussione oggi in Assemblea. Iniziativa che ha l'unico scopo di scaricare gli effetti e gli errori di tali gestioni irresponsabili sulle spalle dei lavoratori, colpendo gli stessi e mettendo in ginocchio l'intero sistema.
Al riguardo, il provvedimento in esame, con l'articolo in questione, scarica la responsabilità dei deficit in questione proprio sui salari dei dipendenti, distruggendo la qualità artistica conquistata in decenni di lavoro e riducendo i nostri teatri a contenitori di eventi mediatici. Non si comprende per quale ragione si debba procedere in tale direzione; riteniamo, quindi, che bisognerebbe fermarsi in tempo e spostare la discussione in corso in altra sede, evitando di peggiorare una situazione già pesantemente compromessa.
Per tale motivo, invitiamo tutti i colleghi a votare a favore della soppressione dell'articolo 3-ter; francamente, è questione di buon senso.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. La ringrazio, Presidente.
Intervengo per chiederle di far controllare, con la prossima votazione, le tessere elettroniche di votazione dai deputati segretari.

PRESIDENTE. Certamente, onorevole.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Strano. Ne ha facoltà.

NINO STRANO. Signor Presidente, intervenendo anche a nome di deputati eletti in altre città (compresa Catania), vorrei ricordare che, in sede di Commissioni, era stata presentata una proposta emendativa che prevedeva l'inserimento, tra le fondazioni considerate, anche di altri siti, tra cui il teatro Bellini di Catania, appartenente non solo alla regione siciliana, ma anche al Ministero per i beni e le attività culturali. Si tratta, infatti, di un teatro storico e di grandi tradizioni, ma che, al contrario di altri teatri (altrettanto validi, ma forse meno noti del nostro), non ha incontrato il favore del Governo.
Poiché in sede di Commissioni sono state respinte alcune proposte emendative - tra cui una in materia pensionistica per


Pag. 41

i tersicorei ed i ballerini delle fondazioni e dei teatri di tradizione -, personalmente non ritengo esaustivo l'articolo 3-ter.
Qualora l'atteggiamento del Governo non dovesse cambiare, pur preannunciando che non mi esprimerò a favore della soppressione di tale articolo, astenendomi pertanto dalla votazione delle proposte emendative in esame, vorrei tuttavia esprimere una forte critica nei confronti di una politica miope, che non osserva a trecentosessanta gradi il panorama relativo ai grandi teatri di tradizione in Italia. È possibile affermare, infatti, che il Bellini di Catania rientra a buon diritto tra tali teatri.
Vorrei stigmatizzare ancora una volta, infine, la mancanza di sensibilità verso i tersicorei ed i ballerini, i quali, nonostante il loro mestiere ultrausurante, sono costretti ad andare in pensione a 60 anni, e non a 48 o a 45, come avviene, invece, in altri paesi d'Europa (mi riferisco, ad esempio, alla Francia, che ha adottato tale provvedimento per l'Opera di Parigi).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 3-ter.7, Pistone 3-ter.8, Strano 3-ter.9 e Colasio 3-ter.10, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 347
Votanti 343
Astenuti 4
Maggioranza 172
Hanno votato
165
Hanno votato
no 178).

Prendo atto che l'onorevole D'Agrò non è riuscito ad esprimere il proprio voto e che avrebbe voluto esprimerne uno contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3-ter.11, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 361
Votanti 360
Astenuti 1
Maggioranza 181
Hanno votato
171
Hanno votato
no 189).

Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3-ter.12, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 352
Maggioranza 177
Hanno votato
166
Hanno votato
no 186).

Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito a votare.
Prendo atto altresì che l'onorevole Spina Diana avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 3-ter.13 e Pistone 3-ter.14, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 363
Maggioranza 182
Hanno votato
178
Hanno votato
no 185).


Pag. 42


Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Filippo Mancuso 3-ter.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 356
Votanti 355
Astenuti 1
Maggioranza 178
Hanno votato
171
Hanno votato
no 184).

Prendo atto che l'onorevole Spina Diana avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 3-ter.15, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 366
Votanti 365
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato
172
Hanno votato
no 193).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 3-ter.16, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 365
Maggioranza 183
Hanno votato
171
Hanno votato
no 194).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 3-ter.17, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 366
Votanti 365
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato
174
Hanno votato
no 191).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Angela Napoli 3-ter.20.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Angela Napoli. Ne ha facoltà.

ANGELA NAPOLI. Signor Presidente, intervengo per illustrare l'importanza dell'emendamento in esame, che non è di poco conto. Esso, infatti, è teso a porre un freno all'irresponsabile affarismo che occupa massimamente con elementi stranieri, spesso poco qualificati, persino i settori dello spettacolo a finalità e finanziamento pubblico. Esso si alimenta, inoltre, di cointeressenze finanziarie in frodi fiscali e di moltiplicazioni incontrollate di cachet alle agenzie di mediazione, in danno del lavoro degli italiani, mortificati nei valori e nello sviluppo professionale.
L'intervento pubblico, pur così oneroso e cospicuo per lo Stato e non sufficientemente controllato, diviene sempre più inadeguato e non finalizzato - neanche in parte - al lavoro ed all'arte degli italiani; finisce con il favorire l'elefantiasi di personale non necessario alle strutture artistiche e con l'incrementare il lavoro degli stranieri, proprio a discapito dei musicisti


Pag. 43

italiani in quei settori dell'arte che dovrebbero vederli protetti dal proprio Stato.
L'antidoto che suggerisco, con la presentazione del mio emendamento 3-ter.20, in attesa di una riorganizzazione legislativa più degna di uno Stato serio, moderno, ma responsabile, è quello di un'incentivazione minima di una politica di valorizzazione per gli artisti italiani, premiale e non coercitiva, che invogli almeno ad un'inversione di tendenza da parte degli operatori del settore più meritevoli ed onesti.
A copertura proporzionale del citato incremento aggiuntivo, prevedo una parallela disincentivazione - anch'essa, comunque, non superiore al 10 per cento - per quelle iniziative che non intendano adottare tale indicazione programmatica.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Angela Napoli 3-ter.20, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 357
Votanti 353
Astenuti 4
Maggioranza 177
Hanno votato
94
Hanno votato
no 259).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Filippo Mancuso 3-ter.2, Bulgarelli 3-ter.18 e Titti De Simone 3-ter.19, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 357
Votanti 355
Astenuti 2
Maggioranza 178
Hanno votato
166
Hanno votato
no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 3-ter.21, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 373
Votanti 371
Astenuti 2
Maggioranza 186
Hanno votato
172
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Angela Napoli 3-ter.22, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 369
Votanti 230
Astenuti 139
Maggioranza 116
Hanno votato
33
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Filippo Mancuso 3-ter.3, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 365
Votanti 356
Astenuti 9
Maggioranza 179


Pag. 44


Hanno votato
165
Hanno votato
no 191).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 3-ter.23, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 377
Votanti 375
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato
176
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 3-ter.24, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 372
Votanti 369
Astenuti 3
Maggioranza 185
Hanno votato
172
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 3-ter.25, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 369
Votanti 368
Astenuti 1
Maggioranza 185
Hanno votato
175
Hanno votato
no 193).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bulgarelli 3-ter.26 e Pistone 3-ter.27, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 365
Votanti 364
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato
168
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 3-ter.28, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 362
Votanti 361
Astenuti 1
Maggioranza 181
Hanno votato
172
Hanno votato
no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3-ter.200 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 378
Maggioranza 190


Pag. 45


Hanno votato
363
Hanno votato
no 15).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 3-ter.29, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 351
Votanti 349
Astenuti 2
Maggioranza 175
Hanno votato
162
Hanno votato
no 187).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 3-ter.30, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 375
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato
179
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3-ter.31, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 375
Votanti 374
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato
178
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 3-ter.32, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 368
Maggioranza 185
Hanno votato
172
Hanno votato
no 196).

Prendo atto che l'onorevole Gastaldi non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3-ter.202 delle Commissioni.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Signor Presidente, in questo emendamento vi è un errore materiale. Al quinto rigo, è scritto: «senza nuovi e maggiori oneri». La formulazione esatta è: «senza nuovi oneri o maggiori oneri».

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Santulli.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3-ter.202 delle Commissioni, nel testo corretto, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 367
Votanti 285


Pag. 46


Astenuti 82
Maggioranza 143
Hanno votato
272
Hanno votato
no 13).

Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Angela Napoli 3-ter.33, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 365
Votanti 358
Astenuti 7
Maggioranza 180
Hanno votato
172
Hanno votato
no 186).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3-ter.34, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 374
Votanti 367
Astenuti 7
Maggioranza 184
Hanno votato
174
Hanno votato
no 193).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3-ter.35, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 367
Maggioranza 184
Hanno votato
171
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pistone 3-ter.37, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 370
Votanti 369
Astenuti 1
Maggioranza 185
Hanno votato
175
Hanno votato
no 194).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Filippo Mancuso 3-ter.5 e Titti De Simone 3-ter.36, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 370
Maggioranza 186
Hanno votato
175
Hanno votato
no 195).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bulgarelli 3-ter.38 e Pistone 3-ter.39, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 349
Maggioranza 175


Pag. 47


Hanno votato
160
Hanno votato
no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Angela Napoli 3-ter.40, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 366
Maggioranza 184
Hanno votato
176
Hanno votato
no 190).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Filippo Mancuso 3-ter.6, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 373
Maggioranza 187
Hanno votato
181
Hanno votato
no 192).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3-ter.201 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 248
Astenuti 128
Maggioranza 125
Hanno votato
229
Hanno votato
no 19).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bianchi Clerici 4.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 375
Votanti 360
Astenuti 15
Maggioranza 181
Hanno votato
48
Hanno votato
no 312).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4-bis.200 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 374
Votanti 212
Astenuti 162
Maggioranza 107
Hanno votato
190
Hanno votato
no 22).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Pistone 5.8 e Zanella 5.9, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 369
Astenuti 7
Maggioranza 185
Hanno votato
171
Hanno votato
no 198).


Pag. 48


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 5.100, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 377
Votanti 374
Astenuti 3
Maggioranza 188
Hanno votato
175
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Antonio Leone 5.2, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 360
Votanti 352
Astenuti 8
Maggioranza 177
Hanno votato
29
Hanno votato
no 323).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guerzoni 5.11, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 372
Votanti 367
Astenuti 5
Maggioranza 184
Hanno votato
168
Hanno votato
no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 5.12, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 371
Votanti 368
Astenuti 3
Maggioranza 185
Hanno votato
171
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 5.13, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 373
Votanti 371
Astenuti 2
Maggioranza 186
Hanno votato
173
Hanno votato
no 198).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guerzoni 5.15, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 368
Votanti 366
Astenuti 2
Maggioranza 184


Pag. 49


Hanno votato
169
Hanno votato
no 197).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Guerzoni 5.16.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.

ROBERTO GUERZONI. Signor Presidente, ho chiesto la parola sul mio emendamento 5.16, perché vorrei chiarire che siamo di fronte ad una norma estranea ai contenuti di questo decreto-legge. Tra l'altro, quando si discusse il decreto-legge decaduto, unitariamente, si fece riferimento al fatto che il personale del CNIPA non poteva avere un trattamento diverso dal personale delle altre pubbliche amministrazioni. In altri termini, per le altre pubbliche amministrazioni è possibile fare domanda per chiedere il trasferimento definitivo e valgono le regole generali contenute nella legge finanziaria; poi, tutto dipenderà dalla disponibilità di questi posti. Tuttavia, non si può stabilire - come si fa con questo provvedimento - che è fatto divieto di chiedere il trasferimento presso l'ente. Il personale del CNIPA lavora presso tale struttura ormai da anni e credo sia dovuta la possibilità di chiedere perlomeno la stabilizzazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guerzoni 5.16, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 342
Votanti 341
Astenuti 1
Maggioranza 171
Hanno votato
152
Hanno votato
no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fallica 5.40, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 346
Votanti 340
Astenuti 6
Maggioranza 171
Hanno votato
53
Hanno votato
no 287).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guerzoni 5.17, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 350
Votanti 345
Astenuti 5
Maggioranza 173
Hanno votato
142
Hanno votato
no 203).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento di Giandomenico 5.18, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 343
Votanti 339
Astenuti 4
Maggioranza 170
Hanno votato
35
Hanno votato
no 304).


Pag. 50


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guerzoni 5.19, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 351
Votanti 349
Astenuti 2
Maggioranza 175
Hanno votato
159
Hanno votato
no 190).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Emerenzio Barbieri 5.4, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 353
Votanti 206
Astenuti 147
Maggioranza 104
Hanno votato
24
Hanno votato
no 182).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mazzoni 5.20, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 353
Votanti 348
Astenuti 5
Maggioranza 175
Hanno votato
26
Hanno votato
no 322).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guerzoni 5.21, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 353
Votanti 350
Astenuti 3
Maggioranza 176
Hanno votato
150
Hanno votato
no 200).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.10 del Governo, accettato dalle Commissioni.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 360
Votanti 355
Astenuti 5
Maggioranza 178
Hanno votato
193
Hanno votato
no 162).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guerzoni 5.22, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 358
Votanti 355
Astenuti 3
Maggioranza 178


Pag. 51


Hanno votato
160
Hanno votato
no 195).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Bressa 5.5, Michele Ventura 5.23 e Mazzoni 5.24.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bressa. Ne ha facoltà.

GIANCLAUDIO BRESSA. Signor Presidente, ci troviamo di fronte ad uno dei peggiori provvedimenti che questa Assemblea si sia mai trovata ad esaminare. I due commi 1-quinquies e 1-sexies dell'articolo 5, con un tratto di penna cancellano completamente la possibilità per la pubblica amministrazione di utilizzare lo strumento principale di selezione dei propri dirigenti, ossia il concorso.
Questa Assemblea ha già assistito al lavoro devastante della legge Frattini, che è passata alla storia come «legge dello spoil sistem». Dal momento che la vostra è una maggioranza in evoluzione, dopo avere decretato: «tutti fuori», adesso vi siete pentiti e decidete: «tutti dentro».
Questi emendamenti costituiscono lo strumento necessario e utile a voi per intasare completamente tutte le funzioni di vertice della pubblica amministrazione con persone che avete scelto sulla base di criteri soggettivi, personali e - consentitemi - in molti casi squisitamente e solamente politici, per fargli raggiungere ed occupare tutti i posti di vertice della pubblica amministrazione. È una cosa di straordinaria gravità!
Vorrei brevemente illustrare cosa stiamo per votare. Voi state mutando radicalmente i meccanismi di selezione della dirigenza, in quanto istituzionalizzate la non necessarietà di alcun concorso a dirigente per colui che è già dirigente in una pubblica amministrazione diversa da quella che gli ha conferito l'incarico, come dovrebbe avvenire ai sensi dell'articolo 19, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 165, oppure per un funzionario direttivo di area C in una pubblica amministrazione incaricato, ex articolo 19, comma 6, del medesimo decreto legislativo, per il solo fatto di ricoprire tale incarico per un periodo di tre anni transiterebbe direttamente, senza alcuna selezione concorsuale, nel ruolo dirigenziale di prima fascia dell'amministrazione che gli ha conferito l'incarico.

PRESIDENTE. Onorevole Bressa...

GIANCLAUDIO BRESSA. Signor Presidente, mi permetta di parlare ancora un attimo; non sono intervenuto finora. Si tratta di un argomento molto importante e devastante, per cui sarebbe utile per tutti se i colleghi capissero di cosa stiamo parlando.
Il rischio è quello della costituzione di un meccanismo autoalimentante in quanto, una volta inquadrati nella prima fascia, quindi solo dopo tre anni dalla nomina, i dirigenti nominati secondo il criterio previsto dal comma 5-bis e il funzionario nominato ai sensi del comma 6, che ho ricordato prima, renderebbero liberi quei posti in quota, che costituiscono il 20 per cento del totale dei dirigenti della pubblica amministrazione, per altri dirigenti che entrerebbero senza concorso.
Così, di slittamento in slittamento, nel giro di pochissimo tempo, tutti i posti dirigenziali della pubblica amministrazione potrebbero essere coperti senza alcun concorso. Ciò significa non avere alcun rispetto né della pubblica amministrazione, né dall'attuale dirigenza, né di quello che dovrebbe essere il futuro di questa pubblica amministrazione.
Vi state attrezzando per consentire l'occupazione impropria di raccomandati politici dei vertici della futura pubblica amministrazione italiana. Se questo è un segno di modernità, voi non sapete nemmeno cosa sia la modernità. State facendo delle operazioni di bassissimo profilo e di grandissimo potere ed è una cosa assolutamente vergognosa che spero questa Assemblea boccerà (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi è un'incombenza piacevole ed una spiacevole che vorrei richiamare.


Pag. 52


È presente in tribuna un grande amico del nostro paese, il presidente del Parlamento della Repubblica di Albania, Servet Pellumbi. Lo vorrei salutare perché è un collega carissimo e l'Albania è unita all'Italia da un rapporto di particolare e speciale amicizia (Applausi).
Dopo le cose piacevoli, vengono quelle spiacevoli. Abbiamo previsto una sospensione dei lavori molto limitata, tra le 13,30 e le 14,15. Naturalmente nel frattempo le Commissioni non saranno convocate.
Ciò è stato deciso perché alcuni colleghi, verso la fine della giornata, potrebbero avere l'esigenza di partire. Tuttavia ricordo che abbiamo in discussione un decreto-legge e che l'ordine del giorno ne prevede un altro: sappiate che, come la Presidenza ha già detto, se il loro esame non terminerà entro oggi, essi saranno iscritti all'ordine del giorno della seduta di domani o della prossima settimana. Per me non ci sono alternative, salvo diversa decisione della Conferenza dei presidenti dei gruppi, convocata per le ore 15. Pertanto vi chiedo di rimanere sereni e tranquilli.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerzoni. Ne ha facoltà.

ROBERTO GUERZONI. Anche io vorrei richiamare - come ha già fatto il collega Bressa - l'attenzione dell'Assemblea sugli identici emendamenti in esame, perché la soppressione dei commi 1-quinquies e 1-sexies non riguarda soltanto la volontà dei gruppi dell'opposizione.
Vorrei ricordare a tutti i colleghi che la I Commissione nel suo parere ha chiesto esplicitamente la soppressione dei commi in esame. Se si vogliono emanare norme che abbiano efficacia per quanto riguarda il mantenimento dei criteri di accesso alla dirigenza attraverso lo strumento che la Corte costituzionale, più di una volta, ha richiamato, cioè il concorso, non possono essere previsti commi del genere.
La I Commissione specifica che il parere relativo alla soppressione di tali commi deriva dal fatto che vi è una contraddizione esplicita con i principi ribaditi dalla Corte costituzionale. La giurisprudenza costituzionale è, infatti, costante nel censurare norme che stabiliscono il passaggio a fasce funzionali superiori in deroga alla regola del pubblico concorso o che, comunque, non prevedono alcun criterio selettivo. Non è un caso che uno degli identici emendamenti soppressivi in esame sia stato presentato dalla collega Mazzoni e che il successivo emendamento soppressivo 5.25 sia stato presentato dal collega Fontanini: non vorrei che a tale proposito vi fosse poi un cambiamento per la gestione della fase finale del dibattito in aula.
Con lo spoil system si è introdotta la possibilità che alla seconda fascia - mi riferisco, dunque, non ai 400 dirigenti di prima fascia, ma ai 4 mila di seconda fascia - si acceda attraverso quel criterio che prevede per il 20 per cento la possibilità di non partecipare al concorso. Oggi si dice che non dopo cinque anni, ma dopo tre anni si può passare automaticamente in prima fascia. Dunque, nelle posizioni apicali sarà vanificato tale criterio.
Non c'era bisogno di inserire tale norma in un decreto-legge che dovrebbe corrispondere a criteri di necessità ed urgenza, ma non ce n'è soprattutto bisogno perché la pubblica amministrazione deve corrispondere ai principi del buon funzionamento. Mi chiedo: ci sarà qualcosa dietro questo? Ci sarà qualcuno? Alcune personalità si saranno lasciate convincere che, alla fine della legislatura, bisogna costruire certi percorsi? In ogni caso, ciò non può giustificare la modifica della norma, lo scardinamento della possibilità di accedere attraverso concorso ai gradi alti della dirigenza.
Se il Parlamento, come ha fatto per altri articoli, «ripulisse» questo decreto-legge nel senso richiesto dagli emendamenti in esame e dal parere della I Commissione, farebbe una cosa buona per la funzionalità della pubblica amministrazione e per il riconoscimento dei diritti dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).


Pag. 53

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzoni. Ne ha facoltà.

ERMINIA MAZZONI. Signor Presidente, rispondo all'esigenza di sintesi che lei suggerisce, ma è il primo intervento che svolgo pur avendo presentato numerosi emendamenti a questo testo che sono stati dichiarati tutti inammissibili. Dunque, mi permetto una rapidissima riflessione. Non sono riuscita a comprendere - non so se li abbiano compresi i colleghi che hanno subito come me tale falcidia - i motivi della dichiarazione di inammissibilità dei miei emendamenti, anche agli articoli precedenti, posto che l'estraneità della materia è veramente difficile da individuare in un decreto-legge come quello in esame.
Rispetto al punto specifico, per le suddette esigenze di sintesi, mi richiamo agli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto. Tuttavia, da tali interventi devo stralciare la parte relativa alla censura strettamente politica, perché mi permetto di dire che il trofeo, la bandiera di questo tipo di comportamento non lo detiene certamente la classe politica del centrodestra. Respingo tale censura politica o, perlomeno, dico che siamo tutti nella stessa barca rispetto agli atteggiamenti deteriori che spesso all'interno delle istituzioni andiamo ad assumere, costretti o meno.
Nel caso di specie, il mio emendamento - la mia sarà una spiegazione rapidissima, perché come ho già detto richiamo le considerazioni di merito svolte dagli altri colleghi - cerca solo di segnalare che questi due commi dell'articolo 5 sono a rischio di incostituzionalità. Si tratta di due interventi che tentano in modo surrettizio di aggirare l'articolo 97 della Costituzione. Questo non è accettabile e pertanto ribadisco con forza il voto a favore di questi due identici emendamenti. Mi auguro che al riguardo tutta l'Assemblea si sia sensibilizzata a tal punto da farci ottenere questo risultato, che varrà per tutti quanti (Applausi di deputati dei gruppi dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Amici. Ne ha facoltà.

SESA AMICI. I colleghi Bressa e Guerzoni hanno già dato conto delle ragioni politiche e di profilo giuridico della richiesta di soppressione di questi due commi dell'articolo 5. Mi permetto semplicemente di far presente che, ancora una volta, questa Assemblea è chiamata a ragionare su di un argomento sul quale vi è un esplicito invito, da parte del Comitato pareri della I Commissione, a valutare rilievi di non conformità costituzionale.
Di fronte ad elementi spuri introdotti dal Governo, quasi asservito a logiche tipicamente politiche, noi abbiamo la necessità ed il dovere di tenere conto di un processo giurisprudenziale che, nella materia della pubblica amministrazione, pone come elemento principe l'accesso ai concorsi. Vorrei ricordare che quella giurisprudenza è tanto più rafforzata anche alla luce del fatto che la parità di accesso agli incarichi dirigenziali deve tener conto di una modifica costituzionale intervenuta in quest'aula con l'articolo...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Amici.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bressa 5.5, Michele Ventura 5.23 e Mazzoni 5.24, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo e di deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro) (Vedi votazioni).


Pag. 54

(Presenti 324
Votanti 321
Astenuti 3
Maggioranza 161
Hanno votato
163
Hanno votato
no 158).

A questo punto colleghi, sospendo la seduta fino alle 14,30, anche per consentire al Comitato dei diciotto di effettuare le valutazioni conseguenti all'approvazione di questi emendamenti.

Back Index Forward