Allegato A
Seduta n. 604 del 17/3/2005


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(A.C. 5697 - Sezione 6)

ORDINI DEL GIORNO

La Camera,
premesso che:
prima dell'emanazione del decreto legislativo n. 112 del 1998, l'accertamento medico dell'idoneità alla guida degli autoveicoli era legalmente riconosciuto in capo ai soli soggetti indicati dall'articolo 119, comma 2, del decreto legislativo n. 285 del 1992;
i medici abilitati alla predetta funzione erano legittimati a svolgerla in quanto sussistente un rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione;
l'articolo 103 del decreto legislativo n. 112 del 1998, rubricato «Funzioni affidate a soggetti privati», ha evidentemente riconosciuto anche a «soggetti privati» (aventi specifiche competenze) la capacità di svolgere gli accertamenti medici;
con l'espressione «soggetti privati», si intende fare esplicito riferimento non più solo a soggetti pubblici, ossia medici appartenenti ad una Pubblica Amministrazione,


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ma anche a medici liberi professionisti, non appartenenti ad alcuna struttura pubblica;
il citato articolo 103 stabilisce che i medici abilitati siano iscritti in appositi albi provinciali;
requisito per l'iscrizione all'albo è il possesso della laurea in medicina e chirurgia e di specializzazione in medicina legale o discipline equipollenti;
gli altri laureati in medicina e chirurgia appartenenti al ruolo di medici del Ministero della Sanità, o al ruolo di ispettore medico dell'Ente delle Ferrovie dello Stato o al ruolo di medico militare in S.P.E. o al ruolo professionale dei sanitari della Polizia di Stato o al ruolo sanitario dei Vigili del Fuoco o al ruolo di ispettore medico del Ministero del Lavoro e della previdenza sociale possono essere iscritti all'albo ove abbiano superato un corso di formazione specifico,

impegna il Governo

ad emanare un apposito decreto interministeriale, di concerto tra i Ministeri dei trasporti e della salute, idoneo a istituire gli albi provinciali e a stabilire le procedure organizzative, la durata ed i corsi di formazione nonché le modalità di accertamento dell'avvenuta frequenza, entro il 30 maggio 2005.
9/5697/1. Bornacin.

La Camera,
visto l'articolo 1-bis del decreto-legge 31 gennaio, n. 7, con il quale è stato disposto l'incremento del 7 per cento dei contributi a favore delle università e degli istituti superiori non statali di cui all'articolo 5 della legge 29 luglio 1991, n. 43, per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007;
ritenuto che a seguito dell'espletamento dei concorsi a professore ordinario, professore associato e ricercatore sono risultati vincitori docenti e studiosi dei quali alcuni già strutturati tuttora in attesa di chiamata e conseguente presa di servizio, così dando vita ad anomale forme di precariato;
considerato che per gli idonei già strutturati il costo della loro immissione nella posizione corrispondente all'idoneità conseguita non è normalmente di rilevante entità, atteso che la più gran parte della loro retribuzione grava già sui fondi ordinari destinati al personale dell'Ateneo di appartenenza, e che già la sistemazione di questi ultimi ridurrebbe di molto la lamentata forma di precariato e consentirebbe una più razionale e celere futura programmazione del personale universitario,

impegna il Governo

ad attivarsi presso le università e gli istituti beneficiari dell'aumento del contributo affinché, salva ovviamente le valutazioni discrezionali sulle singole Facoltà, tali fondi siano prioritariamente destinati alla sistemazione degli idonei di cui sopra o, almeno, di quelli già strutturati.
9/5697/2. Mario Pepe.

La Camera,
considerata l'importanza dell'accordo italo-francese per la costruzione nei cantieri dei due Paesi di 27 fregate, 10 delle quali in Italia;
rilevato come la realizzazione concreta di tale accordo sia una risposta rilevante per la difesa nazionale e nello stesso tempo possa rappresentare un'occasione di ulteriore qualificazione sul mercato internazionale delle nostre imprese;
preso atto che i ritardi, rispetto ai tempi francesi, nell'avvio della costruzione delle fregate nei cantieri italiani possono anche indebolire la capacità competitiva delle nostre aziende e creare seri problemi di occupazione per i lavoratori della Fincantieri;


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impegna il Governo

ad adottare le più opportune ed idonee iniziative normative volte a finanziare la costruzione delle «Fregate».
9/5697/3. Mazzarello, Labate, Zara, Intini, Pinotti, Banti, Bottino.

La Camera,
premesso che:
la legge 8 novembre 2000, n. 328, prevede la trasformazione della forma giuridica delle IPAB e che il decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207, stabilisce, all'articolo 4, comma 4, che in sede di prima applicazione, e comunque fino al 31 dicembre 2005, gli atti relativi al riordino delle istituzioni in aziende di servizi o in persone giuridiche di diritto privato sono esenti dalle imposte di registro, ipotecarie e catastali, e sull'incremento del valore degli immobili e relativa imposta sostitutiva;
alcune regioni si trovano in difficoltà a procedere alla trasformazione delle IPAB secondo quanto disposto dalla legge 8 novembre 2000, n. 328, entro i termini previsti dall'articolo 4, comma 4, del decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207, e successive modificazioni,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di adottare le più idonee iniziative normative volte a prorogare tali termini affinché i soggetti di cui in premessa possano godere delle agevolazioni fiscali previste per tale trasformazione almeno fino al 31 dicembre 2008.
9/5697/4. Zeller, Brugger, Widmann, Collè, Detomas.

La Camera,
preso atto di quanto previsto dall'articolo 1-bis relativamente alla programmazione universitaria per il triennio 2006-2009;
rilevato che il polo universitario ionico ha ormai assunto un consolidamento progettuale rilevante con oltre 6000 studenti e 22 corsi di studio, come si può evincere dalle tabelle allegate al decreto ministeriale 27 gennaio 2005;
considerato che con l'istituzione da parte della regione Puglia a Taranto dell'EDISU Autonomo, la stessa regione ha posto le premesse per l'istituzione in Puglia della IV Università degli studi a Taranto;

impegna il Governo

a considerare le valutazioni in premessa ai fini del consolidamento e dell'autonomia del Polo Universitario Ionico, sia in relazione a quanto previsto dal decreto ministeriale 5 agosto 2004, ma soprattutto in relazione alla programmazione di cui al citato articolo del decreto-legge.
9/5697/5. (Nuova formulazione) Patarino.

La Camera,
premesso che:
il decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, al punto B.3), lettera h), stabiliva che il servizio prestato dal personale docente presso le scuole di ogni ordine e grado nei comuni di montagna, è valutato in maniera doppia;
il decreto in esame prevede che tale punteggio non sia più assegnato;
molti sono gli insegnanti che hanno iniziato l'anno scolastico 2004-2005, certi che il loro punteggio, per il servizio prestato nelle sedi dei comuni montani, sarebbe stato calcolato in misura doppia;


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in pieno anno scolastico ai docenti interessati viene decurtato di quanto di diritto ad essi spettante;

impegna il Governo

al fine di sanare tale situazione di ingiustizia, ad adottare opportune iniziative normative volte a mantenere il doppio punteggio per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado situate nei comuni di montagna per l'anno scolastico 2004-2005, anche intervenendo sulla decorrenza della disposizione, in modo da far salvi i diritti acquisiti.
9/5697/6. Misuraca.

La Camera,
premesso che:
il sistema universitario italiano vede la presenza diffusa sul territorio nazionale di esperienze che hanno assunto ruoli importanti come presidio di territori «periferici», o montani, anche con riferimento a province interamente montane, quale ad esempio la provincia di Belluno, ove insiste l'Università IULM-Feltre, con un corso in relazioni pubbliche e lingue moderne, affiancata dalla Fondazione per l'università e l'alta cultura della provincia di Belluno;
queste iniziative sono in continua evoluzione nella ricerca, condivisa dagli enti locali, di una sempre maggiore armonia con il territorio, i suoi settori produttivi, la sua cultura, il suo ambiente. In definitiva, si tratta delle esigenze di un rilancio e di futuro;
un eventuale abbandono provocherebbe un impoverimento di intere parti del territorio italiano con conseguente perdita di lavoro,

impegna il Governo

a perseguire, in armonia con gli enti locali, la regione e nel rispetto della qualità dell'offerta, tutte le strade possibili per permettere il proseguimento di detta esperienza.
9/5697/7. (Nuova formualzione) Sandi, Paniz.

La Camera,
premesso che:
con decreto direttoriale del 17 dicembre 2002, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - 4a Serie speciale n. 100 del 20 dicembre 2002, è stato bandito un corso-concorso a dirigente scolastico riservato ai presidi incaricati da almeno un triennio;
circa 400 riservatari non provvisti del requisito suddetto, sono stati ammessi al TAR Lazio con provvedimento di sospensiva;
gli stessi riservatari hanno superato tutte le prove concorsuali e conseguita l'idoneità alla dirigenza scolastica;
l'articolo 1-novies introdotto dal Senato sana esclusivamente la posizione degli aspiranti incaricati di presidenza da almeno un anno idonei al concorso suddetto, già peraltro esclusi dai procedimenti giudiziari-amministrativi;
la norma esclude da tale sanatoria i circa 50 docenti comandati e vicari in possesso della stessa idoneità e quindi di fatto appartenenti alla stessa categoria,

impegna il Governo

ad adottare le opportune iniziative di carattere normativo o amministrativo al fine di immettere i riservatari nel ruolo dei dirigenti scolastici in modo graduale a copertura dei posti vacanti o che si rendano disponibili a partire dall'anno scolastico 2005/2006 e comunque ad utilizzare i suddetti riservatari, laddove ne ricorra la necessità, nei nuovi incarichi a


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partire dal medesimo anno scolastico dopo la conferma degli incarichi precedentemente assegnati.
*9/5697/8. Marinello.

La Camera,
premesso che:
con decreto direttoriale del 17 dicembre 2002, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - 4a Serie speciale n. 100 del 20 dicembre 2002, è stato bandito un corso-concorso a dirigente scolastico riservato ai presidi incaricati da almeno un triennio;
circa 400 riservatari non provvisti del requisito suddetto, sono stati ammessi al TAR Lazio con provvedimento di sospensiva;
gli stessi riservatari hanno superato tutte le prove concorsuali e conseguita l'idoneità alla dirigenza scolastica;
l'articolo 1-novies introdotto dal Senato sana esclusivamente la posizione degli aspiranti incaricati di presidenza da almeno un anno idonei al concorso suddetto, già peraltro esclusi dai procedimenti giudiziari-amministrativi;
la norma esclude da tale sanatoria i circa 50 docenti comandati e vicari in possesso della stessa idoneità e quindi di fatto appartenenti alla stessa categoria,

impegna il Governo

ad adottare le opportune iniziative di carattere normativo o amministrativo al fine di immettere i riservatari nel ruolo dei dirigenti scolastici in modo graduale a copertura dei posti vacanti o che si rendano disponibili a partire dall'anno scolastico 2005/2006 e comunque ad utilizzare i suddetti riservatari, laddove ne ricorra la necessità, nei nuovi incarichi a partire dal medesimo anno scolastico dopo la conferma degli incarichi precedentemente assegnati.
*9/5697/9. Milioto, Marinello, Craxi, Scalia, Angelino Alfano.

La Camera,
premesso che:
l'articolo 5 del decreto-legge in esame contiene disposizioni in materia di pubblici dipendenti;
il Club alpino italiano (CAI) rientra tra le amministrazioni assoggettate alle disposizioni sul blocco delle assunzioni nelle Pubbliche amministrazioni - di cui da ultimo ai commi 53 e successivi dell'articolo 3 della legge finanziaria per il 2004 ed ai commi 93 e successivi dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2005 - ed è stato tenuto a richiedere, ai fini dell'adeguamento della propria pianta organica, una deroga al blocco, nonostante le assunzioni a tempo indeterminato richieste fossero a costo zero per lo Stato;
tale deroga non è stata concessa nel 2004, ponendo l'ente in gravi difficoltà funzionali, stante una carenza di circa il 40 per cento del personale previsto nella pianta organica;
tuttavia il CAI è un ente dotato di un alto tasso di autonomia finanziaria, con oltre il 98 per cento delle risorse provenienti dalla contribuzione dei suoi oltre 300.000 iscritti; nel 2003 il CAI ha concluso la revisione del modello organizzativo interno, avente per scopo quello di dotare l'ente di una struttura flessibile che consentisse di raggiungere gli obiettivi di servizio attraverso gli strumenti di innovazione organizzativa e la ridefinizione dei processi lavorativi all'interno dello stesso;
la Corte dei conti, che relaziona sul CAI in forza di un contributo dello Stato di circa 1 milione di euro l'anno, ha avuto modo di rilevare l'ottimo indice spesa-produttività dell'ente e di valutarne positivamente l'azione; peraltro va segnalato


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che il bilancio del CAI non risulta incluso nei conti della Pubblica Amministrazione, così come indicato nella nota dell'allora Ministero dell'industria, datata 8 maggio 2000 prot. n. 1392903/26/BP, né esso rientra nell'elenco degli enti facenti parte dell'aggregato amministrazioni pubbliche definito secondo i criteri di contabilità nazionale (SEC 95),

impegna il Governo

ad assumere le opportune iniziative in relazione alle richieste di adeguamento del personale a tempo indeterminato da parte del CAI, valutando anche la possibilità di consentire in tempi rapidi una deroga all'assunzione di personale a tempo indeterminato ad hoc per il CAI medesimo, in considerazione delle difficoltà funzionali in cui l'ente versa attualmente a fronte dei suoi crescenti e benemeriti impegni in favore delle popolazioni e degli utenti della montagna.
9/5697/10. Arnoldi, Quartiani.

La Camera,
premesso che:
l'articolo 1-ter introdotto dal Senato introduce un sistema flessibile di programmazione triennale di tutte le attività didattiche scientifiche da parte delle università;
considerata l'esigenza di ricondurre a tale forma di programmazione anche l'istituzione delle facoltà e dei corsi di laurea in scienze motorie superando la disciplina prevista dal decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178,

impegna il Governo

ad assumere le iniziative necessarie per armonizzare al nuovo sistema di programmazione universitaria anche la procedura per l'istituzione delle facoltà e dei corsi di laurea in scienze motorie.
9/5697/11. Santulli.

La Camera,
premesso che:
è evidente la rilevanza culturale rivestita dalla celere realizzazione del museo della Shoah, visto che l'esame del progetto di legge n. 5310-ter, in sede referente, stenta a concludere il suo iter contro ogni giusta aspettativa;
nel corso della discussione del decreto-legge in esame, il Governo, con riferimento all'articolo 3-bis, commi da 9 a 18, ha fatto presente che qualora le norme in esame dovessero essere definitivamente approvate nei termini attuali, verrebbe ad essere necessariamente sacrificata l'iniziativa concernente la realizzazione del museo della Shoah per via della utilizzazione dell'accantonamento finanziario predisposto,
si ritiene indispensabile un formale chiarimento,

impegna il Governo

ad assicurare i necessari finanziamenti per la realizzazione del museo della Shoah.
9/5697/12. Franceschini, Colasio.

La Camera,
premesso che:
è evidente la peculiarità ordinamentale e tipologica delle Università non statali, che, sotto il profilo amministrativo contabile, si reggono prevalentemente su proprie risorse, non derivanti da contribuzioni dello Stato;
si ritiene opportuno consentire alle Università non statali un adeguato periodo di sperimentazione delle offerte formative prima del consolidamento degli


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organici definitivi di cui alle disposizioni ministeriali di cui sopra;

impegna il Governo

a consentire alla stessa un tempo congruo, per adeguarsi alle disposizioni dettate dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca in ordine ai requisiti minimi definiti per i corsi di studio esistenti e di nuova istituzione.
9/5697/13. (Nuova formulazione) Rugghia, Sandi.

La Camera,
premesso che:
è evidente l'importanza strategica per l'Italia dello sviluppo portuale e della capacità competitiva degli scali italiani,

impegna il Governo

a chiarire, in tempi brevi, che il limite di spesa imposto alle Autorità portuali rispetto al bilancio 2003 non è riferito alle spese per investimenti già finanziate.
9/5697/14. Raffaldini, Mazzarello.

La Camera,
considerato che:
il laboratorio di biologia marina di Trieste, gestito dal 1972 da un consorzio formato dal comune di Trieste, la provincia di Trieste, le Università di Trieste e di Udine, è un organismo di grande valenza scientifica che vanta la realizzazione di progetti di ricerca, sia a livello nazionale che nell'ambito della cooperazione internazionale, attuati grazie alla competenza di ricercatori e operatori altamente qualificati;
la collaborazione ormai consolidata con l'Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale Ogs avente sede a Trieste, sancita da una convenzione stipulata cinque anni fa, rende auspicabile il passaggio della struttura del laboratorio di biologia marina all'Ogs;
l'Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale è un ente pubblico nazionale di ricerca che fa capo al Ministero per l'istruzione, l'università e la ricerca, noto per i brillanti risultati conseguiti in campo scientifico;
il Laboratorio di biologia marina e l'Istituto di oceanografia e geofisica Sperimentale hanno già iniziato un percorso di valutazione per far confluire il primo nel secondo;

impegna il Governo

ad attivare le necessarie procedure per gli obiettivi di cui sopra, definendone le opportune procedure amministrative, al fine del trasferimento del patrimonio e di tutte le obbligazioni contrattuali e dell'aggiornamento conseguente delle dotazioni organiche, tenendo conto anche delle esigenze complessive dell'Istituto di oceanografia e geofisica sperimentale.
9/5697/15. Rosato, Menia, Lenna, Romoli, Fontanini, Maran, Damiani, Saro, Mormino, Pistone.

La Camera,
premesso che:
il provvedimento in esame da concreta risposta al problema del personale delle Ferrovie dello Stato con la istituzione di un fondo triennale, altrettanto sarebbe opportuno e doveroso fare per altre categorie di lavoratori, in particolare per i posttelegrafonici,


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impegna il Governo

ad adottare in tempi rapidi analoghe iniziative anche normative a soluzione del trattamento di quiescenza dei lavoratori posttelegrafonici di cui in premessa.
9/5697/16. Pistone, Benvenuto.

La Camera,

impegna il Governo

a che i professori universitari di materie cliniche presso le facoltà di medicina attualmente in servizio che esercitano le proprie funzioni assistenziali e primariali inscindibili da quelle di insegnamento e ricerca rimangano in servizio fino al termine dell'anno accademico nel quale si è compiuto il settantesimo anno di età, ferma restando l'applicazione dell'articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503.
9/5697/17. Baiamonte, Amato, Crimi, Deodato.

La Camera,
premesso che:
il potenziamento delle politiche di diffusione nel territorio dell'istruzione universitaria risulta di particolare importanza al fine di promuovere un miglioramento della qualità dell'insegnamento universitario ed un incremento del numero dei laureati;
numerosi Atenei hanno già intrapreso, negli scorsi anni, con risultati positivi, politiche di diffusione sul territorio dell'offerta formativa; tra tali interventi possono essere ricordati quelli dell'Università di Messina nelle città di Barcellona Pozzo di Gotto, di Milazzo, di Patti e di Taormina e dell'Università di Cassino nelle città di Sora, di Terracina e nella provincia di Frosinone, nonché quelli posti in essere dall'Università «La Sapienza» di Roma per la realizzazione del Polo universitario di Latina;

impegna il Governo

ad adottare le opportune iniziative volte a consentire l'utilizzo degli accantonamenti per interventi in campo universitario slittati dall'esercizio 2004 all'esercizio 2005, ai sensi dell'articolo 11-bis, comma 5, della legge n. 468 del 1978 e successive modificazioni.
9/5697/18.Savo, Fallica, Tarantino, Stagno d'Alcontres, Di Virgilio, Romoli, Ricciuti

La Camera,
premesso che:
l'intero settore dello spettacolo versa in una ormai nota e gravissima crisi di carattere strutturale ed economico;
in gennaio del 2004 sì è provveduto all'attuazione del decreto legislativo n. 28 con il quale sono stati modificati i criteri e le procedure per l'accesso al finanziamento pubblico delle opere cinematografiche e che, a tutt'oggi, la riforma del sostegno pubblico alla cinematografia non è stata dotata di stanziamenti sufficienti per finanziare le opere cinematografiche, ancorché abbiano esse acquisito il diritto al sostegno pubblico;
lo stato di sofferenza del settore dello spettacolo è palesemente aggravato dalla scarsezza delle risorse finanziarie stanziate per il Fondo unico dello spettacolo;
il FUS e il bilancio del Ministero per i beni e le attività culturali hanno subito tagli costanti e consistenti in tutte le leggi finanziarie a partire da quella approvata nel 2002;


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l'inadeguatezza dei fondi del FUS stanziati per il 2005 è tale da avere spinto i rappresentanti di tutte le categorie rappresentate all'interno del Comitato per i problemi dello spettacolo ad esprimere un voto contrario alla proposta di ripartizione del Fondo avanzata dal Ministero per i beni e le attività culturali;
le associazioni di categoria degli operatori dello spettacolo dal vivo, del cinema e le organizzazioni sindacali hanno ampiamente denunciato le preoccupazioni per il grave stato di crisi in cui versano questi settori e, oltre alla necessità di provvedere a porre rimedio ai danni economici e occupazionali che ne derivano, manifestano il chiaro bisogno di restituire alle attività culturali la centralità che esse meritano per il valore culturale e civile che esprimono con un conseguente ed adeguato impegno da parte del governo;
lo stesso ministro Giuliano Urbani ha più volte pubblicamente richiamato l'attenzione dell'esecutivo sulla necessità di provvedere a reperire risorse finanziarie pubbliche adeguate ai bisogni ed al rilievo del mondo della cultura;
dal 2001 ad oggi si sono susseguiti interventi normativi per le materie dei beni e delle attività culturali destinati sempre a provvedere con urgenza alle situazioni di emergenza che si sono susseguite e progressivamente aggravate;

impegna il Governo

a reperire con estrema urgenza le risorse finanziarie indispensabili ed adeguate ai bisogni dei settori dello spettacolo dal vivo e della cinematografia, nonché a intraprendere le iniziative necessarie a realizzare interventi che rispondano con efficacia alle necessità strutturali che il sistema culturale ed economico dello spettacolo richiede.
9/5697/19.Grignaffini, Chiaromonte, Carli, Capitelli, Giulietti, Lolli, Martella, Sasso, Tocci.

La Camera,
premesso che:
il bilancio dell'azione del governo di centrodestra, ad oltre metà legislatura, per l'università evidenzia con nettezza due dati: l'assenza di un disegno strategico per la qualificazione e lo sviluppo del sistema universitario italiano e il progressivo deterioramento della situazione delle università;
vi è stata significativa riduzione del finanziamento statale alle istituzioni universitarie nonché una evidente diminuzione dei loro ambiti di autonomia;
il blocco «sine die» dei concorsi, imposto dal ministro Moratti e il blocco delle assunzioni del personale docente e tecnico-amministrativo degli atenei contribuiscono a ridurre l'autonomia universitaria con grave pregiudizio per l'attività didattica e di ricerca;
non sono previste forme di accesso ai giovani decenti e ricercatori;
si è fatto continuo ricorso a «provvedimenti d'urgenza» accompagnati dall'assenza di un disegno strategico del governo sul sistema universitario e degli atenei, sul diritto allo studio universitario, sul finanziamento pubblico delle università e della ricerca,

impegna il Governo

ad incrementare le risorse del fondo di finanziamento ordinario delle università, garantire l'accesso dei giovani alla didattica e alla ricerca, coinvolgere le università nei meccanismi di programmazione e, in generale, garantire il rispetto del principio costituzionale dell'autonomia dell'università.
9/5697/20.Martella, Grignaffini, Tocci, Sasso, Buffo, Carli, Capitelli, Chiaromonte, Giulietti, Lolli.


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La Camera,
preso atto che il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 7 del 31 gennaio 2005 continua a prevedere una anomala sanatoria per i 200 riservatari del concorso alla dirigenza scolastica che, senza averne alcun titolo, avevano partecipato, grazie ad una sospensiva del T.A.R., al corso concorso riservato ai presidi con almeno tre anni di incarico di presidenza;
rilevato che tale scelta crea uno situazione dì grave sperequazione per quanti sono in possesso di analoghe condizioni di servizio non esercitate per rispetto della procedura concorsuale all'epoca vigente;
rilevata la necessità di coprire, per un corretto funzionamento del servizio scolastico, con personale stabile e qualificato tutte le direzioni vacanti;

impegna il Governo

a provvedere ad una tempestiva messa a concorso di tutti i posti vacanti predisponendo, al tempo stesso, le condizioni normative affinché i presidi incaricati possano usufruire di un percorso riservato.
9/5697/21.Sasso, Grignaffini, Capitelli, Buffo, Carli, Chiaromonte, Giulietti, Lolli, Martella, Tocci.

La Camera,
premesso che:
appare necessario in generale favorire opportuni e mirati interventi per la qualificazione e il rilancio della competitività di alcune aree geografiche di particolare interesse culturale, storico, artistico e architettonico;
risulta in particolare non più procrastinabile, per le finalità di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 23 luglio 1997, n. 242, intervenire con finanziamenti adeguati che consentano il rilancio delle aree interessate dalla cosiddetta Rupe di Orvieto;
per gli interventi nelle suddette aree potrebbero essere finalizzati stanziamenti provenienti dall'Unione europea per opere di riqualificazione di aree di interesse archeologico;

impegna il Governo

ad adottare le opportune iniziative volte a predisporre interventi di riqualificazione e rilancio della competitività indicati in premessa, allo scopo anche promuovendo forme di investimento pubblico, in coerenza con i programmi di finanziamento previsti dalla Commissione europea.
9/5697/22.Bellillo, Benedetti Valentini, Mariotti, Bressa, Giordano, Ventura, Baldi.

La Camera,
premesso che:
tra gli interventi in favore della ricerca di cui all' articolo 2 del testo esitato dal Senato era previsto l'erogazione di un contributo all'Azienda Ospedaliera «Ospedali Civili Riuniti di Sciacca» per interventi mirati alla ricerca presso la banca del cordone ombelicale per un importo di un milione di euro per l'anno 2005 e di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2006-2007;
la suddetta norma è stata sostituita;
la riconosciuta valenza nazionale e internazionale dell'attività di ricerca svolta presso la suddetta banca del cordone ombelicale è contraddistinta anche dall'alto valore etico della stessa;
i risultati raggiunti dalla struttura operante a Sciacca sono da considerarsi fondamentali visto che la provenienza dei cordoni ombelicali raccolti è quella siciliana, caratterizzata quindi da un patrimonio genetico che sintetizza i più svariati apporti del bacino del Mediterraneo;


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la struttura di Sciacca viene considerata la prima in Europa e la seconda del mondo per quantità di materiale raccolto,

impegna il Governo

in sede di concessione di contributi statali per il finanziamento degli interventi di cui all'articolo 1, comma 28 della legge 30 dicembre 2004 n. 311, erogati ai sensi del comma 29, dell'articolo 1 della medesima legge n. 311 del 2004 ad inserire fra gli enti beneficiari, per un importo di un milione di euro per l'anno 2005 e di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2006-2007 l'azienda ospedaliera «Ospedali Riuniti di Sciacca» per attività di ricerca presso la banca del cordone ombelicale.
9/5697/23. Marinello.