Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 603 del 16/3/2005
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Si riprende la discussione del disegno di legge di conversione n. 5697 (ore 18,42).

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 5697)

PRESIDENTE. Avverto che è in distribuzione il fascicolo con le ulteriori proposte emendative presentate dalle Commissioni. Sarà, altresì, posto in votazione l'emendamento Ruzzante 6-septies.3.
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ed il Governo ad esprimere il parere.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Signor Presidente, le Commissioni raccomandano l'approvazione del loro emendamento 1.200 ed esprimono parere favorevole sull'emendamento Palmieri 1.13, purché riformulato, nel senso di sostituire le cifre «310» con «210» ed aggiungendo, in fine, le parole: «individuato nel candidato giudicato più meritevole».
Le Commissioni raccomandano l'approvazione dei loro emendamenti 1-bis.200 ed 1-ter.201, ed esprimono parere favorevole sull'emendamento Fallica 1-ter.7; l'emendamento 1-ter.200 delle Commissioni è ritirato.
Le Commissioni esprimono parere favorevole sugli identici emendamenti Antonio Leone 1-quinquies.1, Grignaffini 1-quinquies.2 e Dario Galli 1-quinquies.3, mentre raccomandano l'approvazione del loro emendamento 1-sexies.200.
Il parere è, altresì, favorevole sull'emendamento Fallica 1-octies.1; le Commissioni raccomandano l'approvazione del loro emendamento 1-decies.200; il parere è ancora favorevole sugli identici emendamenti Titti De Simone 1-undecies.4, Rusconi 1-undecies.5, Misuraca 1-undecies.6, Capitelli 1-undecies.7; le Commissioni raccomandano l'approvazione dei loro emendamenti 1-undecies.200, 2.201 e 2.200; esprimono parere favorevole sull'emendamento Fallica 2.10 e raccomandano l'approvazione del loro emendamento 2-bis.200 (Nuova formulazione). Le Commissioni esprimono parere favorevole sull'emendamento Emerenzio Barbieri 3.2 e raccomandano l'approvazione del loro emendamento 3-bis.200; esprimono inoltre parere favorevole sugli identici emendamenti Grignaffini 3-bis.31 e Pistone 3-bis. 32, nonché sull'emendamento Titti De Simone 3-bis.33; raccomandano l'approvazione dei loro emendamenti 3-bis.201, 3-ter.200, 3-ter.202, 3-ter.201 e 4-bis.200; esprimono parere favorevole sull'emendamento 5.10 del Governo e raccomandano l'approvazione del loro emendamento 5.200; il parere è favorevole sugli identici emendamenti La Malfa 5-ter.2, Guerzoni 5-ter.3 e Dario Galli 5-ter.4. Le Commissioni


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raccomandano l'approvazione dei loro emendamenti 5-sexies.200 e 6.200; esprimono parere favorevole sugli emendamenti Parolo 6-ter.1; ed Abbondanzieri 6-quater.1; raccomandano l'approvazione dei loro emendamenti 6-quinquies.200, e 6-sexies.200 (Nuova formulazione); il parere è favorevole sugli emendamenti 7-ter.200, 7-quater.200 e 7-septies.200 delle Commissioni, nonché sul subemendamento 0.7-septies.50.200 delle Commissioni e sull'emendamento 7-septies.50 del Governo; raccomandano l'approvazione dei loro emendamenti 7-octies.200 e 7-septiesdecies.200; esprimono inoltre parere favorevole sugli identici emendamenti Zanella 7-septiesdecies.1 e Gibelli 7-septiesdecies.2 e Antonio Leone 7-vicies.2; raccomandano infine l'approvazione dei loro emendamenti 7-vicies semel.200, 7-vicies quater.200 e 7-vicies quinquies. 200.
Le Commissioni esprimono infine parere contrario sulle restanti proposte emendative.

PRESIDENTE. Il Governo?

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore, con una specificazione, relativa all'articolo aggiuntivo Titti De Simone 1-undecies.010, che desidera illustrare il sottosegretario competente per materia, onorevole Aprea.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, sottosegretario Aprea.

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, sull'articolo aggiuntivo Titti De Simone 1-undecies.010 il Governo esprimerebbe parere favorevole qualora i presentatori accedessero alla seguente proposta di riformulazione: al punto C.11), i punti da attribuire sarebbero 3 anziché 1; al punto C.11-bis), i punti da attribuire sarebbero 2 anziché 1,5 ed il punto C.11-ter) dovrebbe essere soppresso (di conseguenza, nel punto C.11-quater dovrebbe essere espunto il riferimento al punto C.11-ter); inoltre, andrebbe aggiunto, alla fine, il seguente periodo: «Le disposizioni di cui ai commi C.11), C.11-bis) e C.11-ter) decorrono dall'anno scolastico 2005-2006».

STEFANO CALDORO, Viceministro per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANO CALDORO, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, con riferimento all'emendamento Palmieri 1.13 (Nuova formulazione), desidero fare presente - il relatore non lo ha ricordato, forse per la fretta - che ulteriori modifiche riguardano la data, che non è più il 15 aprile 2005, ma il 15 maggio 2005, il riferimento alla legge n. 210 del 1998 e la frase finale: «individuato nel candidato giudicato più meritevole».

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caldoro.
Chiedo al relatore per la VII Commissione di dichiarare se le Commissioni concordano sulle ulteriori osservazioni formulate dai rappresentanti del Governo.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Siamo d'accordo, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Grignaffini 1.1 e Colasio 1.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, cominciamo, dunque, l'analisi di questa «creatura mostruosa»!
Si tratta di un provvedimento che, dal punto di vista dell'attività legislativa, definirei diseducativo. Il Presidente della Camera ha sicuramente contribuito a modificarlo dichiarando inammissibili 260 proposte emendative ed esponendoci, in


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tal modo, ad una forma di ricatto con riferimento agli argomenti estranei introdotti nel provvedimento dal Senato. Si tratta di una problematica sulla quale le chiediamo di riflettere, signor Presidente, per una questione di parità di trattamento tra i parlamentari delle due Camere.
Signor Presidente, il mio emendamento 1.1 (sottoscritto anche da colleghi del gruppo della Margherita) è, come moltissimi altri, soppressivo. Ciò vuol dire che noi parlamentari ci siamo preoccupati di provare a fare quel lavoro di riconduzione a ragione del provvedimento in esame, in modo che restassero soltanto le materie aventi effettivamente carattere di necessità e di urgenza (come ad un decreto-legge si conviene).
È per questo che abbiamo presentato emendamenti modificativi, certo, del contenuto di molte disposizioni presenti nel decreto-legge, ma anche molti emendamenti soppressivi.
In questo senso, rivolgo al Presidente della Camera, sapendo bene, tuttavia, che non rientra nelle sue competenze, alla maggioranza, ai relatori e al Governo l'invito a compiere in quest'aula un ulteriore lavoro di ripulitura di questo testo. Infatti, consideriamo come strettamente attinenti allo strumento del decreto-legge, che deve possedere i requisiti di necessità e di urgenza, quelle norme che non hanno una rilevanza sostanziale, che non producono con l'accetta, come accadeva, la riforma dello stato giuridico dei ricercatori universitari, la costituzione di nuove università, la riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche (mi limito alle materie di competenza della Commissione cultura, ma se ne potrebbero citare molte altre). Tutto questo in un decreto-legge!
Il nostro emendamento chiede la soppressione del comma 1 dell'articolo 1. Attraverso la possibilità di definire un piano triennale da parte delle università da sottoporre alla valutazione del ministro, si offre al ministro stesso lo strumento per bloccare i concorsi universitari, introducendo una procedura che rallenta i termini a partire dai quali le università possono programmare la propria attività ed ampliare la propria didattica. È uno strumento in qualche modo surrettizio. È un tentativo che il ministro ha già fatto con l'emanazione di una circolare avente valore di decreto e che compie ancora in questa sede, usando, in modo improprio, lo strumento del decreto-legge. Chiediamo, dunque, la soppressione di questo comma.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.

FRANCA BIMBI. Signor Presidente, perché abbiamo presentato un emendamento soppressivo del comma 1 dell'articolo 1 del provvedimento? Perché oggi, 16 marzo 2005, si chiede alle università di formulare programmi triennali per l'assunzione di personale docente ed amministrativo entro il 31 marzo 2005, programmi coerenti con le linee generali di indirizzo (così recita il comma 1 dell'articolo 1-ter), definite con decreto del ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentiti la conferenza dei rettori delle università italiane, il consiglio universitario nazionale ed il consiglio nazionale degli studenti universitari.
Poiché il Ministero non ha ancora adottato linee generali di indirizzo (non ci sono!), le università devono procedere a questa programmazione al buio. È vero che il testo del decreto-legge è noto dal 27 gennaio, ma è altrettanto vero che le università stanno procedendo senza i criteri che il decreto-legge stesso prevede. Quindi, per l'ennesima volta, si sta cercando scaricare sulle università l'incapacità di attuare una programmazione da parte del Ministero. È il solito modo disordinato, incoerente e punitivo nei confronti delle università utilizzato dal Ministero. In questo senso, avremmo voluto che vi fosse stato almeno un ripensamento sulla data o, come abbiamo suggerito in altre nostre proposte emendative, la possibilità di rivedere annualmente tale piano, soprattutto nella prima attuazione.
È un emendamento di buon senso nell'ambito di un rapporto assolutamente critico tra il Governo e le università. Una


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settimana fa anche la maggioranza ha proposto il rinvio in Commissione del provvedimento sullo stato giuridico dei docenti universitari, perché a nulla era servita la proposta del Governo in merito a ciò, non avendo trovato una sponda, non solo nella sua maggioranza, ma complessivamente nella comunità scientifica.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Onorevole Presidente, ritengo si debbano rivolgere i complimenti alle Commissioni per avere, con grande buon senso - mi sembra sia corretto usare tale termine -, ripulito il testo in esame; hanno fatto il possibile, ma il problema, onorevole Presidente, sollevato anche stamani, rimane. Proseguiremo certo i nostri lavori vedendo in quali condizioni si potrà andare avanti con l'esame del decreto.
Tuttavia, come qualche collega ha osservato dianzi, ritengo si debba trovare il modo di rimarcare la questione, pur con la formula più corretta e rispettosa dei ruoli dei due rami del Parlamento; infatti, non è la prima volta che si verifica una tale evenienza. Come maggioranza, è sulla conversione dei decreti del Governo che vorremmo esprimere il nostro voto, sul quale opererebbe il vincolo di maggioranza. Il Governo deve svolgere il proprio ruolo nel rispetto dei regolamenti ed impedire, comunque, che l'esame del testo diventi, per così esprimermi, l'occasione per una sorta di «assopigliatutto».
Sono rimasti taluni articoli, onorevole Presidente, che sembrano dei cadeaux pasquali per qualcuno; ritengo non sia questa la funzione della Camera, che deve legiferare erga omnes per conferire tutela giuridica a valori che riguardino tutto il territorio nazionale e tutti i cittadini italiani. Non è possibile che si varino misure legislative rivolte verso persone o istituzioni, salvo il caso di un provvedimento specifico sul quale sia quindi possibile un libero dibattito, alla Camera, sull'obiettivo che si vuole perseguire.
Chiaramente, sulla soppressione di quanto, nel testo, possa sopprimersi dovremmo, a mio avviso, essere d'accordo; ciò, in quanto tutte le disposizioni inserite sono state introdotte in maniera impropria. La Camera deve, perciò, dare un segnale forte ai colleghi senatori; non è possibile che il provvedimento venga presentato al Senato e, per così dire, si inserisca in quella sede tutto ed il contrario di tutto e che giunga poi all'esame di questo ramo del Parlamento dove siamo nell'impossibilità di emendare il testo.
Dunque, onorevole Presidente, mi auguro si proceda con chiarezza e lentamente perché si fa fatica a seguire il provvedimento; quindi, concludo ribadendo che tutto ciò che si può espungere, a meno che i colleghi non abbiano un rilievo particolare per cui si possa aggiungere errore ad errore, vada soppresso. Un segnale forte, la Camera, lo deve dare e anch'io ritengo non si debbano trovare accordi sulle cifre tra maggioranza ed opposizione né si debbano trovarne sui privilegi di qualche parte del territorio nei confronti di altre (Applausi di deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 1.1 e Colasio 1.2, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 391
Votanti 390
Astenuti 1
Maggioranza 196
Hanno votato
180
Hanno votato
no 210).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bimbi 1.3, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 392
Votanti 390
Astenuti 2
Maggioranza 196
Hanno votato
179
Hanno votato
no 211).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 1.4, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 390
Votanti 389
Astenuti 1
Maggioranza 195
Hanno votato
175
Hanno votato
no 214).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bimbi 1.5, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 392
Maggioranza 197
Hanno votato
180
Hanno votato
no 212).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Colasio 1.6 e Martella 1.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, questo nostro emendamento tende a ridurre il livello di discrezionalità che l'articolo del decreto, in particolare nella parte già riguardata dalle votazioni intervenute, tende ad attribuire al Ministero rispetto alla valutazione delle singole università. Noi sosteniamo - peraltro, con varie proposte emendative - che la valutazione, proprio perché rappresenta lo strumento principe per regolare in senso virtuoso la vita delle università e le loro compatibilità di sviluppo ma anche economiche, debba essere in capo ad una autorità terza ed indipendente.
Il ministro avoca a sé tale principio, esercitando una forte discrezionalità nella definizione dei livelli di autonomia e di progettazione culturale, didattica, scientifica ed economica della vita delle università.
Attraverso gli identici emendamenti in esame, prevediamo che la valutazione del ministro sia limitata all'impatto sulla compatibilità economica, al fine di evitare che tale valutazione diventi lo strumento attraverso il quale un ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca possa giungere a ricattare, promettendo o meno la concessione di finanziamenti, le singole università.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.

FRANCA BIMBI. Signor Presidente, desidero segnalare che gli identici emendamenti in esame intendono semplicemente sottolineare ciò che già richiede la legge. Stiamo parlando, infatti, di programmazione delle assunzioni di personale docente e tecnico-amministrativo; pertanto, intendiamo precisare che la valutazione del Governo attiene, essenzialmente, alle compatibilità finanziarie ed ai vincoli economici.


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Essa, infatti, non può essere confusa con l'approvazione di corsi, con l'indicazione di requisiti minimi e con il tipo di scelte che ogni università compie in maniera autonoma.
Vorrei ricordare che abbiamo un sistema universitario che insiste nei territori e che, dunque, esercita la propria autonomia attraverso un'offerta didattica in grado di rispondere anche alle necessità che emergono dai territori stessi. È ovvio che, all'interno della programmazione, all'Esecutivo ed al Parlamento spetta impartire indicazioni in senso lato, indicando le priorità negli investimenti del sistema universitario e del sistema della ricerca. Una volta definite tali priorità, tuttavia, la valutazione relativa al fabbisogno di personale spetta esclusivamente all'università, in base alla propria capacità ed alla propria discrezionalità, nell'ambito della programmazione. Si tratta di un principio che ha alle spalle il dettato costituzionale e, a valle, il dettato legislativo.
Attraverso gli identici emendamenti in esame, che chiediamo all'Assemblea di approvare, intendiamo semplicemente sottolineare tale aspetto, poiché alcune circolari emanate dal ministro Moratti, al di là della capacità legislativa del Governo stesso, sembravano metterlo in discussione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tocci. Ne ha facoltà.

WALTER TOCCI. Signor Presidente, vorrei rilevare che si tratta di proposte emendative che cercano di ricondurre il ruolo del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca nell'alveo della legislazione consolidata nel nostro paese. Da quasi tre lustri, infatti, si è affermato il principio dell'autonomia universitaria. Vorrei ricordare che, nel nostro paese, si parla tanto di riforme: ebbene, l'autonomia universitaria è una riforma ormai metabolizzata, che ha sicuramente prodotto risultati molto positivi.
Vorrei osservare che, attraverso l'articolo 1 del provvedimento in esame, il Governo si riappropria, sostanzialmente, di poteri di controllo sull'operato delle università molto forti. Dopo circa quindici anni, si cambia direzione e si torna indietro: al di là del merito di tale misura, già grave di per sé, ritengo che ciò rivesta una rilevanza anche più generale. Si tratta, infatti, di un esempio concreto di quello che è stato definito il «bipolarismo distruttivo», vale a dire un confronto bipolare in cui la maggioranza, che ha ottenuto l'investitura per governare, cambia sostanzialmente le strutture portanti del paese.
È questo il punto: attraverso l'articolo 1 del decreto-legge in esame, infatti, dal contenuto apparentemente tecnico-amministrativo, cambiate una struttura portante del nostro paese, consolidatasi ormai da quasi quindici anni. Vorrei soprattutto evidenziare che andate molto al di là, poiché la valutazione del Governo entra addirittura nel merito, poiché intende stabilire quali discipline e quali insegnamenti debbano essere inclusi nell'offerta formativa delle università.

PRESIDENTE. Onorevole Tocci, concluda!

WALTER TOCCI. Questo è un passo indietro molto pericoloso: un paese nel quale il Governo controlla la produzione della cultura è un paese triste.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Colasio 1.6 e Martella 1.7, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 387
Votanti 386
Astenuti 1
Maggioranza 194
Hanno votato
180
Hanno votato
no 206).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Bimbi 1.8 e Martella 1.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, questi identici emendamenti sono molto importanti, perché il ministro ha introdotto un nuovo meccanismo, quello di cui abbiamo parlato in precedenza, ossia la valutazione nei confronti della programmazione della vita universitaria. Nel periodo che intercorre tra la programmazione da parte dell'università, la valutazione da parte del ministro ed il ritorno di tale valutazione alle università cosa succede? Con questi identici emendamenti chiediamo che tutte le assunzioni di personale docente, ricercatore e tecnico-amministrativo a tempo determinato, già deliberate dalle facoltà nel rispetto dei vincoli di bilancio e senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, siano rese possibili; altrimenti, la nuova norma della valutazione affidata al ministro finirebbe per presentarsi per ciò che forse davvero vuole essere, ossia una forma surrettizia per proporre il blocco delle assunzioni, cosa che è stata dichiarata illegittima dal momento dell'introduzione dell'autonomia universitaria.
Per togliere, quindi, il sospetto che la norma sulla valutazione sia lo strumento per produrre materialmente il blocco delle assunzioni è bene votare favorevolmente su questi identici emendamenti.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bimbi 1.8 e Martella 1.9, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 390
Votanti 389
Astenuti 1
Maggioranza 195
Hanno votato
178
Hanno votato
no 211).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Martella 1.10, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 391
Votanti 390
Astenuti 1
Maggioranza 196
Hanno votato
178
Hanno votato
no 212).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 1.11, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 395
Votanti 394
Astenuti 1
Maggioranza 198
Hanno votato
177
Hanno votato
no 217).


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Prendo atto che l'onorevole Mereu non è riuscito a votare ed avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Colasio 1.12. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.

FRANCA BIMBI. Signor Presidente, i precedenti emendamenti rispondevano alla logica mirante a sopprimere il primo comma. Comunque, poiché il Governo chiede alle università di definire la programmazione del personale entro il 31 maggio 2005, noi domandiamo che il ministero renda note le proprie valutazioni in merito alla programmazione proprio entro il 31 maggio 2005, in modo che, prima dell'estate, le università possano definire il piano delle proprie assunzioni, compreso l'affidamento di incarichi per i posti che si danno a contratto. Si tratta di una data troppo avanzata perché normalmente questo tipo di affidamenti è fatto agli inizi del mese di maggio. Nell'emendamento Colasio 1.12 introduciamo il principio del silenzio-assenso. Poiché le università hanno un fondo di finanziamento ordinario ed un tetto del 90 per cento di impegno del fondo stesso, noi stabiliamo che, decorsi sessanta giorni dal ricevimento dei programmi, il 31 maggio - quindi, siamo sempre alla fine del mese di maggio - si considerino approvati i programmi stessi. Queste sono mere norme di buona amministrazione e, quindi, non approvarle vorrebbe dire che è il ministero a non essere sicuro di essere in grado di rispettare i tempi, né nella definizione delle linee generali di indirizzo, né nella restituzione alle università delle valutazioni. Ciò significherebbe scardinare l'assetto delle università rispetto alla programmazione della docenza, continuando a mettere a rischio soprattutto i più giovani, ossia il personale precario, in attesa di affidamenti di incarichi a tempo determinato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 1.12, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 391
Votanti 390
Astenuti 1
Maggioranza 196
Hanno votato
178
Hanno votato
no 212).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Colasio 1.19 e Martella 1.20, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 397
Maggioranza 199
Hanno votato
180
Hanno votato
no 217).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Grignaffini 1.21.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.

FRANCA BIMBI. Signor Presidente, la soppressione del comma 2 dell'articolo 1 va di pari passo con la nostra astensione rispetto all'emendamento 1.200 delle Commissioni e con la proposizione del mio emendamento 1.23.
Nel secondo comma dell'articolo 1 si chiede che i ricercatori neoassunti diventino ricercatori confermati non dopo tre anni, bensì dopo un anno. Il giudizio di conferma riguarda la produzione scientifica, ma lo stesso comporta anche un passaggio stipendiale.
Allora, non dobbiamo prenderci in giro: è impossibile che un ricercatore appena


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entrato sia in grado di realizzare una produzione scientifica comparabile a quella che si richiedeva nell'arco di tre anni. Ciò significa, sostanzialmente, che tutti cercheranno di produrre quelle prove della produzione scientifica per la quale hanno lavorato dal momento dell'entrata in ruolo in poi.
Nello stesso tempo ci pare giusto tener conto del fatto che un ricercatore appena entrato guadagna all'incirca 1000 euro. Pertanto, con i nostri emendamenti Bimbi 1.23 e Grignaffini 1.22, proponiamo che al ricercatore universitario in servizio non ancora confermato, a decorrere dal 1o gennaio 2005 (quindi, si tratta dei più giovani, almeno dal punto di vista accademico) venga attribuito il trattamento economico della prima classe stipendiale della progressione economica del ricercatore universitario confermato. Insomma, chiediamo almeno un piccolo aumento di stipendio in relazione anche all'aumento del costo della vita.
La proposta delle Commissioni, relativa ad un trattamento economico dei ricercatori universitari pari al 70 per cento di quello previsto per il professore universitario di seconda fascia, in realtà è un incentivo minore di quello che noi proponiamo. Per questi motivi, con l'emendamento in esame abbiamo proposto di sopprimere il comma 2 e per questo motivo preannunciamo la nostra astensione sul successivo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, il comma 2 dell'articolo 1 che stiamo esaminando, a mio avviso, è un ottimo esempio di pensiero perverso sui rapporti di lavoro. Infatti, il comma 2, nella sua originaria formulazione (poi, vi sono state delle modifiche), stabiliva che chi lavora e svolge le stesse funzioni può essere retribuito diversamente; ma siccome con questa diversa retribuzione si commette una palese ingiustizia, allora gli si dà un «contentino» dal punto di vista dell'articolazione del suo stato giuridico. In altri termini, lo si promuove un po' prima che abbia maturato i termini, i tempi e i titoli per acquisire tutti gli elementi conoscitivi, didattici e scientifici necessari per essere confermato.
Il comma 2 dell'articolo 1 stabilisce, infatti, che i ricercatori assunti mantengono lo stesso salario. È stato ricordato: si tratta di 1000 euro al mese e si tratta di ricercatori che svolgono funzioni scientifiche di ricerca e didattiche all'interno di molte università; e vengono premiati con il fatto che dovrà trascorrere soltanto un anno per poter accedere al ruolo di ricercatore confermato.
Noi proponiamo di eliminare la disciplina dello stato giuridico dal decreto-legge, anche perché vorrei ricordare a tutti, in particolare al Presidente, che questa Camera deve affrontare la questione dello stato giuridico del personale universitario. Quel provvedimento, che ha avuto una vita travagliata, come tutti i provvedimenti di questo Governo e, in particolare, quelli che riguardano la scuola e l'università, sarà alla nostra attenzione dopo Pasqua.
Quindi, cosa c'entra una norma sullo stato giuridico in un decreto-legge? In questo decreto bisogna prevedere il riconoscimento che, a parità di lavoro e di funzioni, deve esserci una parità di retribuzione. Per questo proponiamo la soppressione del comma 2 o, in alternativa, la sua sostituzione con il nostro emendamento successivo - sul quale non interverrò perché, ovviamente, l'ho già illustrato - e ci asterremo sull'emendamento presentato dal Governo, che ha ritirato il suo macroscopico errore sullo stato giuridico, ma non è riuscito a trovare le risorse per questo elemento di equità retributiva che, invece, sarebbe stato necessario riconoscere.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Grignaffini 1.21, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 386
Maggioranza 194
Hanno votato
177
Hanno votato
no 209).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.200 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 403
Votanti 233
Astenuti 170
Maggioranza 117
Hanno votato
227
Hanno votato
no 6).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Palmieri 1.13. Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione proposta dalle Commissioni.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.

FRANCA BIMBI. Noi voteremo a favore di questo emendamento, così come riformulato, in quanto almeno abbiamo ottenuto - di questo la maggioranza ci deve dare atto - di aver spostato la data di un mese (dal 15 aprile al 15 maggio) affinché le procedure di valutazione comparativa nelle università si possano ancora bandire.
Prendiamo atto che il Governo, dopo aver cercato di prevedere uno stop indebito dal punto di vista giuridico, al di là del contenuto, accettando l'emendamento Palmieri dà la possibilità di riaprire le tornate concorsuali.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Palmieri 1.13, nel testo riformulato, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 394
Votanti 391
Astenuti 3
Maggioranza 196
Hanno votato
385
Hanno votato
no 6).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Martella 1.28, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 401
Votanti 400
Astenuti 1
Maggioranza 201
Hanno votato
189
Hanno votato
no 211).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Grignaffini 1-bis.1, Bulgarelli 1-bis.2, Pistone 1-bis.3 e Titti De Simone 1-bis.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, non possiamo non segnalare il fatto che, in questo momento di grave crisi del sistema universitario e in questo momento in cui il fondo di finanziamento ordinario delle università non riesce a rispondere alle esigenze della gestione


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quotidiana all'interno delle università italiane, il Governo trovi delle risorse per le università non statali. Questo è un comportamento, un modo di procedere e una indicazione circa l'idea che questo Governo ha dell'università che noi contrastiamo fortemente. Infatti, la prima questione che ci troviamo ad affrontare è quella di assicurare l'ordinata vita delle università pubbliche, che hanno visto una straordinaria protesta dei rettori, di tutto il corpo docente, dei ricercatori e degli studenti proprio perché complessivamente da parte di questo Governo su tale questione c'è un tentativo di rompere questa funzione.
Ci sono altri esempi all'interno di questo provvedimento e riguardano il fatto che si va sempre più costituendo un insieme di strutture universitarie che si muovono fuori da ogni logica e da ogni controllo. Mi riferisco, ad esempio, all'Istituto Jean Monnet o all'università Tremonti in cui, fuori da ogni logica dei concorsi pubblici, della programmazione e della distribuzione delle risorse, il ministro dispone della creazione o meno di università.
Questa stessa norma che reperisce fondi per le università non statali, laddove quelle statali stanno miseramente vivendo le loro giornate, ci trova del tutto contrari.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne facoltà.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, da articoli come questo, in provvedimenti come questo, si capisce qual è il vero volto della politica del Governo sul terreno dell'università e della scuola, cioè del sistema dell'istruzione. Si continua ad insistere - anzi, da tale punto di vista vi è un avanzamento rispetto ai precedenti interventi della finanziaria e di altri decreti già esaminati in questa sede - su un investimento verso istituti privati che delineano complessivamente un sistema di eccellenza dell'istruzione, mentre si sottraggono risorse in termini di strumenti, di investimenti, di docenza, di organici, di finanziamenti agli istituti pubblici. Siamo in una situazione molto pesante perché i tagli apportati da questo Governo alla scuola ed all'università hanno messo tale settore in una situazione di estremo disagio.
Oggi pomeriggio, durante il question time, al ministro Moratti che smentiva una serie di dati ho chiesto in quale paese viva. Vi sono decine e decine di scuole nel nostro paese che non hanno nemmeno i soldi per pagare le bollette: la decurtazione dei fondi ha messo l'istruzione pubblica in questa situazione! L'università non fa eccezione perché le risorse destinate a tale settore così strategico sono di gran lunga inferiori alle esigenze. Ciò ha spinto persino i rettori ad una protesta vibrante negli scorsi mesi e sono state annunciate dimissioni nei confronti del Governo.
La mobilitazione in corso nel paese attraversa tutti gli atenei e coinvolge tutte le organizzazioni sindacali, sia di destra, sia di sinistra, perché la situazione dell'università pubblica è gravissima in termini di offerta e di qualità del servizio pubblico, in termini di qualità della formazione, in termini di investimento sulle professionalità preziose di cui l'università dispone. In questo caso si insiste ancora su una destrutturazione dell'università pubblica a favore dell'università privata. Tale sistema premia i ricchi e toglie al diritto universale all'istruzione.
Per tali motivi siamo radicalmente in dissenso con questo articolo ed invitiamo a votare per la sua soppressione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, sono voluta intervenire non solo perché anche noi abbiamo presentato un emendamento soppressivo di tale articolo, ma perché la materia è estremamente delicata ed importante.
Penso sia sotto gli occhi di tutti quanto sta succedendo in questo periodo negli atenei italiani, nelle nostre università.
Queste peraltro sono ricche di grande professionalità e di grandi competenze, ma


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purtroppo sono povere dal punto di vista del loro finanziamento. Esse non hanno i supporti, non hanno le strutture, né possono pagare gli stipendi. E, come sappiamo tutti, sono stati tagliati i fondi alla ricerca. Pertanto, in questa situazione e in questo momento così delicato per la scuola e l'università statale italiana, che è aperta a tutti i cittadini che lo vogliano, che senso ha finanziare ulteriormente degli istituti che sono già finanziati oltre che finanziarne altri in aggiunta?
Credo che questo sia davvero un grande schiaffo a tutti coloro che in questi anni si sono sacrificati per mantenere alto il livello dell'università italiana, che deve andare fiera nel mondo. Non è vero che la nostra università fa acqua da tutte le parti, sotto il profilo della docenza e della competenza. Purtroppo essa fa acqua proprio perché non ha i soldi per andare avanti! E di ciò soffrono sia gli studenti, sia i docenti, sia le strutture tutte. Per questo motivo, insieme agli altri colleghi, abbiamo presentato un emendamento soppressivo dell'articolo in esame, perché questo è l'unico modo per fare giustizia, a fronte di una situazione fortemente ingiusta, anche sul piano temporale (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Comunisti italiani).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.

FRANCA BIMBI. Vorrei sottolineare che ovviamente sappiamo tutti che le università non statali (come Urbino, la Cattolica, la LUISS, lo IULM) sono università del sistema pubblico. Cito solo questi esempi, per poter illustrare la natura del problema. Questo 7 per cento di incremento per le università e gli istituti superiori non statali è tolto dal Fondo ordinario delle università statali, laddove l'aumento in finanziaria di tale Fondo copre appena gli incrementi di stipendi dovuti dalle università stesse, nonostante che quest'anno tale aumento sia stato superiore all'anno scorso. Non è pertanto un caso che, con l'emendamento successivo 1-bis.4 della Margherita, noi chiediamo che questo aumento per le università non statali venga concesso su altri capitoli di bilancio.
Resta però il problema di fondo segnalato: a noi occorre un ottimo sistema di valutazione, attraverso un'agenzia indipendente, sia per le università statali, sia per quelle non statali, perché - statali o non statali - non vogliamo le università sotto casa, prive di qualificazione scientifica, che non fanno ricerca, che non hanno rapporti con il territorio, e non vogliamo neanche le università telematiche, che non hanno uno straccio di docente. Questo è il problema di fondo. Pertanto, questa è una norma messa lì a caso. Come diceva l'onorevole Buontempo, è un «regaletto» di Pasqua; però, questo «regaletto» rende tutti più poveri. Per questo la CRUI, la Conferenza dei rettori delle università italiane, dove sono rappresentate sia le università statali sia quelle non statali, ha rimandato al mittente questo regalo, con le motivazioni che stiamo avanzando (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Savo. Ne ha facoltà.

BENITO SAVO. Signor Presidente, intervengo a titolo personale per dire che sono d'accordo sul contenuto dell'articolo 1-bis sui contributi alle università non statali ed anche sull'incremento del 7 per cento. Tuttavia, devo anche lamentare qualche svista, perché il sottoscritto aveva presentato una proposta emendativa, riferita alle università di Frosinone, Cassino, Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, e così via, che non ha avuto lo stesso trattamento. Anzi, è stato detto che non era attinente all'argomento del decreto-legge in esame.
Signor Presidente, sia nell'uno sia nell'altro caso, le disposizioni erano attinenti all'argomento sia per quanto riguarda le università statali di certi luoghi sia con riferimento alle università private, ma non vorrei dilungarmi a tale proposito.
Pertanto, signor Presidente, è inutile andare a Cassino a portare medaglie alla


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città martire, nonché a Barcellona Pozzo di Gotto, a Messina, a Taormina, a Latina ed a Frosinone! Bisognerebbe portarvi altre cose e mi riferisco ai fondi per la cultura, per l'esaltazione dell'università e, perché no, anche di quella statale.
Solo dal potenziamento dell'università statale (in confronto a quello delle università private) può derivare quella dialettica costruttiva che ci farà crescere armonicamente, senza porci, in questo modo, contro la maggioranza.
Devo ritenere quanto accaduto in merito alla mia proposta emendativa 1.01 una svista, altrimenti dovrei pensare che, dopo quattro anni, invece di stare nel luogo della trasparenza, mi ritrovo nella tolda di una filibusta (Commenti del gruppo della Lega Nord Federazione Padana)!
Signor Presidente, smentisca quanto accaduto con atteggiamenti concreti anche nei confronti dei territori depressi (mi riferisco a Cassino, a Frosinone e, perché no, a Barcellona Pozzo di Gotto, a Latina e via seguitando).
La cultura non ha limiti, non ha tessera né indirizzo politico in questa sede. Va potenziata, qualunque essa sia, anche quella contraria alla nostra filosofia, a quella di Forza Italia (Applausi di deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, nel richiamare l'attenzione di tutti i colleghi, anche di quelli del centrodestra, vorrei sottolineare che il 90 per cento dei loro figli frequentano le università pubbliche.
Con questo provvedimento ci si propone di ridurre le risorse destinate a quelle università che sono frequentate dai vostri figli per sposare interessi specifici di specifiche iniziative che recheranno un vantaggio solo a qualcuno.
Questa è l'operazione che state conducendo; vi state ponendo contro gli interessi dei vostri figli che, al 90 per cento, frequentano università pubbliche.
Se si sottraggono risorse alle università pubbliche, i vostri figli si troveranno in difficoltà! È questa l'operazione che volete compiere? È questo il modo di gestire le risorse pubbliche e di penalizzare lo studio in un paese come l'Italia?
Altro che l'intervento del deputato che mi ha preceduto! Di qualunque tipo sia, è stato detto, occorre finanziare lo studio. Ma è proprio per questo che bisogna sopprimere l'articolo in esame. Se non lo fate, ponete in essere un'operazione esattamente contraria ai vostri interessi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 1-bis.1, Bulgarelli 1-bis.2, Pistone 1-bis.3 e Titti De Simone 1-bis.8, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 374
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato
185
Hanno votato
no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1-bis.200 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 391
Votanti 218
Astenuti 173
Maggioranza 110
Hanno votato
206
Hanno votato
no 12).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Colasio 1-bis.4, Bulgarelli 1-bis.5 e Grignaffini 1-bis.6, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 401
Votanti 398
Astenuti 3
Maggioranza 200
Hanno votato
189
Hanno votato
no 209).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 1-ter.2, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 403
Votanti 400
Astenuti 3
Maggioranza 201
Hanno votato
188
Hanno votato
no 212).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 1-ter.3, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 399
Votanti 396
Astenuti 3
Maggioranza 199
Hanno votato
182
Hanno votato
no 214).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 1-ter.4, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 391
Votanti 389
Astenuti 2
Maggioranza 195
Hanno votato
180
Hanno votato
no 209).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Martella 1-ter.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, noi proponiamo la soppressione di una serie di commi di tale articolo; mi riferisco, in particolare, ai commi 2 e 3 (non interverrò successivamente a tale riguardo), perché attraverso i medesimi si abrogano tutti i riferimenti normativi alla questione della programmazione concertata.
La programmazione concertata consiste nel fatto che non solo il ministro, ma anche le università nella loro autonomia, gli strumenti che le università si attribuiscono attraverso i loro coordinamenti anche di carattere territoriale e le forme della rappresentanza, sia sul piano sindacale sia su quello delle varie forze, partecipano


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a questo processo di programmazione.
Attraverso questi commi si attribuisce nuovamente al ministro, senza neanche prevedere il parere delle competenti Commissioni parlamentari, il potere di valutare e definire gli elementi di programmazione, eliminando tutte quelle norme che attribuivano alle università la possibilità di intervenire nel processo di programmazione che più direttamente le riguarda.
Credo che l'uso della decretazione d'urgenza sia, anche in questo caso, uno strumento per stravolgere il senso dell'autonomia universitaria e del processo di concertazione sul piano della programmazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Martella 1-ter.5, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 397
Maggioranza 199
Hanno votato
197
Hanno votato
no 200).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fallica 1-ter.7, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 404
Votanti 397
Astenuti 7
Maggioranza 199
Hanno votato
233
Hanno votato
no 164).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Martella 1-ter.8, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 395
Votanti 393
Astenuti 2
Maggioranza 197
Hanno votato
183
Hanno votato
no 210).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1-ter.201 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 404
Votanti 401
Astenuti 3
Maggioranza 201
Hanno votato
208
Hanno votato
no 193).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Antonio Leone 1-quinquies. 1, Grignaffini 1-quinquies.2 e Dario Galli 1-quinquies. 3, accettati dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 400
Votanti 393
Astenuti 7
Maggioranza 197
Hanno votato
264
Hanno votato
no 129).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fallica 1-sexies.2, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 395
Votanti 382
Astenuti 13
Maggioranza 192
Hanno votato
178
Hanno votato
no 204).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1-sexies.200 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 402
Votanti 243
Astenuti 159
Maggioranza 122
Hanno votato
234
Hanno votato
no 9).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Sasso 1-septies.3 e Titti De Simone 1-septies.9, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 393
Votanti 390
Astenuti 3
Maggioranza 196
Hanno votato
6
Hanno votato
no 384).

Prendo atto che l'onorevole Camo non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Prendo atto altresì che i deputati del gruppo dei Democratici di Sinistra-l'Ulivo hanno erroneamente espresso un voto contrario mentre avrebbero voluto esprimerne uno favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Angela Napoli 1-septies. 4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Meroi. Ne ha facoltà.

MARCELLO MEROI. L'emendamento in esame è relativo ad una prevista soppressione dell'articolo 1-novies a fronte di una riscrittura parziale del precedente articolo 1-septies, inerente gli incarichi di presidenza.
La riscrittura di tale articolo prevederebbe intanto un reclutamento da attuarsi ogni due anni attraverso procedure indette con decreti del direttore generale del dipartimento del Ministero dell'istruzione, reclutamento che dovrebbe avvenire senza alcuna distinzione rispetto ai settori formativi ma, soprattutto, senza nessun altro conferimento di incarico dall'anno 2005-2006. Infatti, il conferimento e la copertura dei posti vacanti dovrebbe avvenire attraverso una procedura che prevederebbe, per il 50 per cento dei posti vacanti, una disponibilità di quelli del 2004-2005 in aggiunta ai posti che si libererebbero nel triennio successivo, aumentati di un 25 per cento, ricomprendendo ovviamente i posti inerenti la mobilità ed i vincoli di assunzione previsti dalla pubblica amministrazione.
Questo cinquanta per cento di posti - per non danneggiare ulteriormente tutti coloro che hanno ottenuto legittimamente la loro posizione in graduatoria, anche se non ha permesso loro di ricoprire i posti tramite regolare e definitivo concorso - dovrebbe essere riservato ad un corso-concorso per coloro che abbiano maturato entro il 2004-2005 almeno un anno di incarico come prèsidi.
Relativamente all'altro cinquanta per cento, tale quota dovrebbe di fatto rap


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presentare la nuova dotazione organica complessiva di posti del corso-concorso indetto nel novembre 2004.
La parte innovativa dell'emendamento in oggetto, da me sottoscritto, prevede, da ultimo, che gli ammessi con riserva alle prove del concorso riservato del 17 novembre 2002...

PRESIDENTE. Onorevole Meroi, la prego di concludere.

MARCELLO MEROI. Signor Presidente, mi accingo a farlo. Comunque, faccio presente che si tratta di un problema che interessa qualche migliaio di professionisti, al quale credo che si possano dedicare un paio di ulteriori minuti.
Ebbene, dicevo si prevede che gli ammessi non vengano penalizzati e quindi che non debbano ripetere prove già superate nel predetto concorso.
In conclusione, chiedo il voto favorevole non solo dei colleghi di Alleanza Nazionale, ma anche dell'intera maggioranza (Applausi di deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Angela Napoli 1-septies.4, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 390
Votanti 364
Astenuti 26
Maggioranza 183
Hanno votato
57
Hanno votato
no 307).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Licastro Scardino 1-septies.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 395
Votanti 377
Astenuti 18
Maggioranza 189
Hanno votato
12
Hanno votato
no 365).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Colasio 1-septies.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rusconi. Ne ha facoltà.

ANTONIO RUSCONI. Signor Presidente, ritengo che l'emendamento in oggetto tratti uno dei temi che vede in difficoltà il mondo della scuola. La conseguenza dei criteri ragionieristici e di risparmio con cui è stato gestito in questi quattro anni il settore dell'istruzione pubblica ha avuto come primo obiettivo quello della diminuzione di dipendenti nella scuola.
Riteniamo che si sia trattato di un obiettivo pagato duramente dal livello scolastico perché tale effetto perverso e destabilizzante è l'inevitabile conseguenza di una ossessiva politica di tagli che ha colpito il personale docente ed ATA e delle mancate - o comunque limitate ed insufficienti - assunzioni a tempo indeterminato, con la creazione di un immenso precariato che coinvolge tutti i lavoratori della scuola, compresi i dirigenti scolastici.
Di fatto, vi sono ancora numerosi posti assolutamente non coperti in organico e, quindi, avremo ancora, nonostante questi provvedimenti, numerosi precari nella dirigenza scolastica.
Quando si parla di dare certezze alla scuola, non le chiediamo solo per i dirigenti scolastici, ma anche per gli insegnanti, le famiglie e gli alunni, in modo da


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rendere la scuola italiana più adatta a rispondere alle esigenze del paese (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indico la....
Onorevole Buontempo, mi scusi. Revoco l'indizione della votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, mi scusi, ma avevo chiesto prima di poter intervenire.
L'emendamento in oggetto ripropone esattamente il testo di un'altra proposta emendativa presentata al decreto sulla funzione pubblica, poi decaduto. Tale testo è scaturito da una serie di attività e, quindi, posso responsabilmente affermare che lo stesso Governo non si era pronunciato in senso ad esso contrario, avendolo ritenuto accettabile.
Onorevoli colleghi, conoscete le successive vicende e le circostanze che non hanno permesso la presentazione di emendamenti.
Vorrei ricordare di cosa stiamo trattando. Esistono posti vacanti per prèsidi, ricoperti con contratti a tempo determinato oppure con reggenti. Tali posti comportano un costo e, quindi, non si chiede l'incremento degli oneri.
Anzi, credo che i contratti a tempo determinato costino di più, in questo caso, dei contratti a tempo indeterminato. Dunque, vi sono posti vacanti e vi sono persone che stanno svolgendo le funzioni di preside: non si tratta quindi di assumere nuovi presidi.
Con l'emendamento in esame, si propone in favore di tali presidi, che sono qualificati addirittura con due lauree, la trasformazione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato. Ciò consoliderebbe le funzioni svolte, non creerebbe alcuna alterazione... Onorevole sottosegretaria Aprea, invece di sorridere, stia attenta e sia rispettosa del Parlamento! Non si permetta ...!

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Non è così!

TEODORO BUONTEMPO. Se lei non condivide, inviti a votare contro, ma stia al suo posto, come noi dobbiamo rispettare lei e le funzioni che svolge (Applausi di deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!
Ritengo dunque, con motivata ragione, che il Governo, nella persona del sottosegretario per la funzione pubblica che lo rappresentava nell'esame di quel provvedimento, avesse la possibilità di accogliere tale proposta, in quanto essa non costituiva uno stravolgimento ma introduceva alcune regole, in quanto non si può consentire che per i presidi vi sia un'eterna reggenza o un'eterna situazione di contratti a tempo, che creano incertezza, indecisione, precarietà: stiamo parlando di presidi con due lauree!
Per tali motivi, confermo la posizione che avrei espresso in occasione dell'esame del precedente provvedimento e annuncio il voto favorevole sull'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 1-septies.6, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 386
Votanti 245
Astenuti 141
Maggioranza 123
Hanno votato
60
Hanno votato
no 185).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Rusconi 1-septies.7, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 391
Votanti 238
Astenuti 153
Maggioranza 120
Hanno votato
29
Hanno votato
no 209).

Prendo atto che l'onorevole Rosato non è riuscito a votare ed intendeva esprimere voto favorevole.
Passiamo all'emendamento Sasso 1-septies.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.

ALBA SASSO. Signor Presidente, avevo chiesto di parlare anche sul nostro precedente emendamento, ma lei non mi ha visto. La questione dei dirigenti scolastici è complicata, e la prego pertanto di darci un po' di «tregua»...!
Prima di entrare nel merito dell'emendamento in esame, intendo svolgere alcune premesse relative all'intera vicenda della dirigenza scolastica. Ritengo che su tale questione siano necessarie, da parte del Governo, risposte e non sanatorie. Siamo convinti, quali Democratici di sinistra, che un indicatore fondamentale della qualità e dell'efficacia del sistema scolastico sia costituito dalla stabilizzazione del personale, dirigente e docente, secondo modalità di reclutamento che riescano a garantire ed a riconoscere il merito e l'esperienza. Le scelte compiute da questo Governo sono invece andate in tutt'altra direzione: a seguito dei continui tagli nel settore scolastico introdotti dalle leggi finanziarie e della mancata immissione di personale assunto a tempo indeterminato, si è creato un immenso precariato, che coinvolge tutti i lavoratori della scuola, compresi i dirigenti scolastici.
Ho ascoltato alcune considerazioni formulate dai colleghi che mi hanno preceduto, e in particolare mi sento di condividere l'osservazione di chi ha rilevato - si tratta di un dato di fatto - che oggi vi sono circa duemila scuole prive di dirigenza scolastica.
Inoltre, a conclusione del concorso ordinario appena avviato, il numero delle scuole senza dirigenti rimarrà tale, anche in considerazione del numero dei pensionamenti. Mi chiedo, allora, come si possa non bandire un concorso che riesca a coprire tutti i posti vacanti. E mi chiedo, inoltre, come si possa non perseguire una politica che superi il concetto dell'incarico di presidenza. Infatti, una volta messa in pratica l'idea di tale incarico, avremo sempre persone che chiederanno di vedersi riconosciuta la loro attività in incarichi di presidenza.
Vi è bisogno, pertanto - come ribadirò in seguito -, di un corso-concorso ordinario e di un corso-concorso riservato. Le disposizioni di cui all'articolo 1-septies in materia di incarichi di dirigenza scolastica prevedevano un concorso da bandire nel 2006.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO MUSSI (ore 19,54)

ALBA SASSO. Questo Governo sta, ormai, avanzando promesse da realizzare nel 2006. Si pensa, infatti, ad un concorso proprio nel 2006. Ma, tenendo conto dei vincoli della finanza pubblica e del tetto delle assunzioni nel pubblico impiego, ci sembra che questo concorso rappresenti più che altro una promessa.
In relazione al superamento degli incarichi di presidenza, poi, e alla loro sostituzione con l'istituto della reggenza, ricordo che la proposta sottesa all'emendamento in esame è volta a prevedere che tutti i presidi incaricati, nelle more di questa sospensione, possano ottenere almeno la riconferma in un settore educativo diverso da quello ricoperto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sasso 1-septies.8, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 374
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato
176
Hanno votato
no 198).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Milioto 1-septies.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione per dichiarazione di voto l'onorevole Milioto. Ne ha facoltà.

VINCENZO MILIOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riesce difficile comprendere le ragioni per le quali il sottosegretario Aprea e le Commissioni abbiamo espresso parere contrario su questo emendamento.
È stato svolto un concorso, rivolto ai cosiddetti triennalisti, al quale hanno partecipato in molti. Nel corso dell'iter al Senato sono state sanate le posizioni di 350 di tali soggetti; solo per 50 di loro, quindi, non si è proceduto ad una sanatoria.
Con il mio emendamento si chiede che per l'anno scolastico 2005-2006, laddove ricorra la necessità del conferimento di nuovi incarichi (fatta salva la conferma degli incarichi già conferiti), sia riconosciuta la precedenza agli inclusi nelle graduatorie finali, a coloro, cioè, che hanno sostenuto e brillantemente superato il corso-concorso. L'emendamento 1-septies.1, quindi, rende in parte giustizia a coloro che hanno vinto un concorso ma non sono stati ammessi agli incarichi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA. Signor Presidente, condivido la posizione del collega Milioto: riteniamo sia un'ingiustizia che i 50 soggetti succitati (che riteniamo siano degli aventi diritto) vengano esclusi da una misura di sanatoria.
I comandati, infatti, hanno ottenuto i loro incarichi dopo anni di lavoro nelle scuole, a seguito di concorsi anche molto selettivi per titoli ed esami; essi, quindi, alla pari degli altri colleghi dirigenti e dirigenti superiori, hanno concorso secondo quanto previsto dalla legge.
Il fatto che venga escluso, per motivi che francamente ci risultano abbastanza ignoti e incomprensibili, un numero davvero ridicolo di persone, ci porta a chiedere all'Assemblea invece di prestare attenzione alla nostra richiesta; auspichiamo pertanto l'approvazione dell'emendamento Milioto 1-septies.1 al quale chiedo di apporre la mia firma.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marinello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo alle considerazioni svolte dall'onorevole Milioto, che sono sicuramente dettate dal buon senso, poiché ci troviamo di fronte ad una questione estremamente semplice, dal momento che al Senato è stata di fatto approvata una «sanatoria», come viene chiamata in maniera poco elegante, ma non ci si rende, però, assolutamente conto delle ragioni per cui soltanto una piccola parte di persone interessate (quaranta o cinquanta, comunque un numero estremamente ristretto) verrà a trovarsi penalizzate dalla norma approvata nell'altro ramo del Parlamento.
Con tale emendamento noi proponiamo, pertanto, di riparare a quella che, per certi versi, è una franca ingiustizia.
Ricordo a me stesso che ci troviamo di fronte a docenti che, anche se in virtù di una sospensiva del TAR, hanno svolto comunque un corso-concorso, superandolo; si tratta di docenti nei cui confronti


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lo Stato ha comunque investito delle risorse, che hanno una formazione professionale idonea ad accedere alla dirigenza; tutto ciò in un contesto caratterizzato dal fatto che vi sono innumerevoli posti vacanti e soprattutto di fronte al fatto che l'emendamento non prevede aggravio di spese.
Mi sembra, dunque, assolutamente di buonsenso proporre all'Assemblea una valutazione positiva dell'emendamento medesimo (Applausi di deputati di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sasso. Ne ha facoltà.

ALBA SASSO. Signor Presidente, credo che ogni sanatoria (e noi siamo contrari all'articolo 1-novies) crei ingiustizie.
Ritengo che tutta la vicenda del concorso per dirigenti scolastici, al quale hanno partecipato senza averne diritto, grazie ad una sospensiva del TAR, alcune categorie di soggetti (presidi che non avevano raggiunto la triennalità, oppure docenti che non avevano i requisiti per partecipare al concorso), sia una vicenda assolutamente dannosa per il buon nome del Parlamento, tanto è vero che l'articolo 1-novies era già presente in un precedente decreto-legge di gennaio che, lo ricordo, fu fatto decadere.
Il problema non riguarda i cinquanta candidati che restano fuori e duecento che vi entrano, perché, a nostro modo di vedere, non dovrebbero entrare né i duecento né i cinquanta, per il semplice motivo che, se non ci atterremo alle regole, non vi sarà più alcuna norma per nessuno.
Queste persone, dunque, alcune delle quali conosco e stimo (ma non è questo in discussione), hanno partecipato ad un concorso senza averne i requisiti di accesso: è questo il punto!
Esse hanno fatto ricorso al TAR; se hanno ragione, sia lo stesso tribunale amministrativo regionale a reinserirle laddove hanno diritto, ma non può essere una legge approvata dal Parlamento a continuare a penalizzare i tanti rigorosi che non avevano i requisiti e non hanno fatto questo concorso. Quelle persone non possono essere penalizzate da una sanatoria, perché altrimenti non avremmo più regole alle quali attenerci (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grotto. Ne ha facoltà.

FRANCO GROTTO. Signor Presidente, chiedo, anche a nome dell'onorevole Albertini, di apporre la firma all'emendamento Milioto 1-septies.1. Noi riteniamo, infatti, che approvare questo emendamento sia un atto di giustizia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bianchi Clerici. Ne ha facoltà.

GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Signor Presidente, intervengo per invitare i colleghi a votare contro questo emendamento. Occorre innanzitutto, come in parte è stato detto dall'onorevole Sasso, fare chiarezza su come stanno i fatti. È vero che il Senato ha provveduto ad effettuare una sorta di sanatoria di quei docenti ammessi con riserva al corso-concorso che erano presidi incaricati a cui mancava semplicemente il requisito dei tre anni di incarico come dirigenti scolastici. Nel caso in questione, che riguarda circa cinquanta persone, stiamo invece parlando di semplici docenti scolastici, persone quindi che non hanno mai svolto attività di dirigenza scolastica, per le quali ricoprire, nella scuola dell'autonomia, un incarico così delicato, qual è quello di dirigente, risulterebbe, a mio avviso, una sanatoria veramente ingiustificata sotto ogni profilo.
Per questi motivi, invito i colleghi a votare contro questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sardelli. Ne ha facoltà.


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LUCIANO MARIO SARDELLI. Signor Presidente, l'emendamento al nostro esame va nella stessa direzione di quello a firma dei colleghi Napoli e Meroi; cerca cioè di sanare una situazione di contraddizione contenuta in questo decreto-legge. Dico ciò perché ritengo impossibile prevedere una sanatoria solo per alcuni escludendo, in maniera indiscriminata, cinquanta persone.
Desidero ricordare al Governo che il Parlamento interagisce in maniera dialettica con altri organi dello Stato quali i tribunali amministrativi regionali e la Corte costituzionale, e ciò è posto a garanzia delle Camere stesse e dei cittadini. Pertanto, questi direttori didattici che hanno avuto accesso...

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Ma che direttori: docenti! Docenti!

LUCIANO MARIO SARDELLI. Sottosegretario Aprea, non si scaldi! Lei mette troppa animosità nel dibattito; questo ci fa pensare che lei non sta giudicando con raziocino ed equilibrio. Pertanto, la invito ad essere un po' più serena. Capisco le difficoltà che incontra chi svolge un ruolo avendo anche una certa appartenenza al ruolo stesso e, come tale, non è serena nel giudizio...
Come dicevo, noi rappresentiamo il Parlamento, ma i tribunali amministrativi hanno preso delle decisioni che hanno condotto alcuni direttori didattici ad essere inseriti utilmente in graduatoria. Di questo dobbiamo tenere conto, altrimenti ci troveremo di fronte ad un contenzioso e rischieremo a settembre il blocco delle designazioni, che è poi quello che pensate di fare. Se ciò avverrà, queste cinquanta persone ricorreranno al tribunale amministrativo regionale per due motivi: in primo luogo, perché hanno vinto il concorso; in secondo luogo, perché sono state ingiustamente penalizzate. Conseguentemente, chiedo al Governo un atto di raziocino e di umiltà, affinché queste persone non siano penalizzate.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giuseppe Gianni. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE GIANNI. Signor Presidente, intervengo per invitare i colleghi a votare a favore di questo emendamento (Applausi del deputato Buontempo). Noi siamo, infatti, convinti che l'atto di giustizia che si deve consumare questa sera deve essere partecipato.
È strano che un Governo che chiede di innalzare la qualità del servizio scolastico e la piena e totale attuazione della legge di riforma che noi abbiamo approvato continui a volere il precariato scolastico e non pensi di motivare i dirigenti scolastici allo scopo di formare una nuova classe - perché no? - anche politica e, comunque, una uova classe di dirigenti più serena, che possa guardare con maggiore attenzione a questo Stato.
Quindi, invito non soltanto i colleghi dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, ma anche tutti gli altri a votare a favore dell'emendamento Milioto 1-septies.1.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Signor Presidente, capisco che vi siano attese ed ansie; tuttavia, c'è anche la necessità di fare chiarezza.
Stiamo parlando di dirigenti scolastici che, all'epoca del bando, non avevano maturato il triennio per qualche giorno o per qualche mese. Abbiamo consentito a coloro che oggi hanno maturato il triennio di essere ricompresi nel bando (non lo erano quando è stato bandito il concorso) perché hanno maturato i requisiti richiesti dal bando medesimo. Al contrario, gli altri soggetti di cui all'emendamento in parola non hanno mai fatto un giorno di servizio da dirigente scolastico! Questa è la verità (Applausi)!

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Bravo! Lo devono capire!


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cusumano. Ne ha facoltà.

STEFANO CUSUMANO. Signor Presidente, dichiaro il nostro voto favorevole sull'emendamento Milioto 1-septies.1.
Condivido le argomentazioni che sono state sviluppate dai colleghi che mi hanno preceduto e ritengo che l'emendamento Milioto 1-septies.1 sani una palese ingiustizia e spazzi via un atteggiamento colpevole del Governo, che non ha ritenuto di rimuovere tout court la parte approvata dal Senato della Repubblica.
Pertanto, il nostro voto sarà favorevole ed invitiamo i gruppi dell'opposizione a fare altrettanto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Milioto 1-septies.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 370
Votanti 332
Astenuti 38
Maggioranza 167
Hanno votato
79
Hanno votato
no 253).

Onorevoli colleghi, alle 20 è prevista la celebrazione, da parte di Sua Eminenza il cardinale Giovanni Battista Re, della Santa Messa in preparazione della Pasqua.
Poiché molti colleghi vi stanno già partecipando ed altri hanno manifestato l'intenzione di fare altrettanto, ritengo che i nostri lavori possano concludersi qui.
Pertanto, il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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