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PRESIDENTE. L'onorevole Morgando, al quale ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione, ha facoltà di
GIANFRANCO MORGANDO. Signor Presidente, ieri l'ISTAT ha annunciato i dati concernenti l'andamento della produzione industriale dell'ultimo anno: meno 2,1 per cento. Nell'ambito di tali dati, la produzione di automobili ha segnato un calo del 19,8 per cento. La FIAT ha comunicato i dati relativi al saldo tra auto prodotte e auto vendute nei diversi paesi. In Italia, sono state vendute un milione e 250 mila auto in più rispetto a quelle prodotte. In Germania sono state prodotte un milione e 600 mila auto in meno rispetto a quelle vendute.
PRESIDENTE. Onorevole Morgando...
GIANFRANCO MORGANDO. Abbiamo bisogno di un piano nazionale di intervento per favorire la competitività dell'industria automobilistica.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo intende assumere iniziative per rilanciare la competitività dell'industria automobilistica italiana nel rispetto della normativa europea, che, nell'ambito della globalizzazione, prevede vincoli riguardo agli interventi diretti che non sono più permessi nel rispetto del principio di concorrenza.
gruppo. È evidente che lo sforzo aziendale in termini di rinnovazione dei modelli...
PRESIDENTE. Onorevole ministro...
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento.... il miglioramento della qualità - mi avvio alla conclusione, signor Presidente - ed il contenimento dei costi non consentono di non ritenere il 2005 ancora un anno difficile. Infatti, malgrado l'impegno, l'impatto dei nuovi modelli si avrà nella seconda parte dell'anno ed il mercato, peraltro, non mostra segnali di vivacità. Malgrado tale situazione, permane l'impegno a non chiudere alcun stabilimento italiano del gruppo.
PRESIDENTE. L'onorevole Lettieri, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, mi dichiaro del tutto insoddisfatto anche perché parte della risposta del ministro è riferibile alla situazione di un anno fa, diversa da quella attuale, ben più drammatica alla luce dei recenti dati pubblicati dall'ISTAT: meno 20 per cento per la produzione di automobili e poi, come è noto, il 50 per cento dei lavoratori di Mirafiori è in cassa integrazione continua mentre negli altri stabilimenti mancano i pezzi di ricambio, e via dicendo. Le lavorazioni italiane, poi, sono residuali rispetto a quelle site in Polonia, in Argentina e in Brasile; è noto come la metà delle auto FIAT, infatti, sia realizzata all'estero.
PRESIDENTE. Onorevole...
MARIO LETTIERI. Preveda, poi, anche i controlli e le verifiche per far rispettare quel piano di ricerca e di innovazione (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).
Il complesso dei lavoratori dipendenti dall'industria automobilistica dell'indotto ammonta a più di un milione di unità, 40 mila della FIAT auto.
Chiediamo al Governo, che ha annunciato provvedimenti nel disegno di legge sulla competitività, quali interventi intenda porre in atto.
A questo fine, si ricorda che il Governo ha stipulato un contratto di programma il 22 luglio 2004 ed il ministro dell'industria fa opera di monitoraggio di questo accordo. Le linee di progetto di rilancio dell'azienda, com'è noto, sono una priorità con riferimento al flusso di cassa e alla redditività, per consentire lo sviluppo del prodotto, l'innovazione del marketing, la competitività dei costi e la ricollocazione geografica.
Il piano di rilancio prevede, in quattro anni, la realizzazione di investimenti complessivi per circa 19,5 miliardi di euro destinati in parte ai nuovi prodotti, alla ricerca, allo sviluppo, alle reti commerciali, alle ristrutturazioni operative.
Come risvolto occupazionale, è prevista una riduzione di 2 mila 800 unità con assunzioni previste in parallelo di nuove unità per 1.600 addetti.
Il piano industriale per il settore auto prevede, fra l'altro, oltre alle attività di ricerca e di innovazione per lo sviluppo di nuove metodologie e tecnologie di prodotto, anche un consistente volume di investimenti produttivi connessi in modo significativo con le stesse attività di ricerca e sviluppo.
In particolare, sono previsti interventi di innovazione, ricerca e sviluppo nelle materie indicate nell'accordo di programma - sostenibilità ambientale, sicurezza e qualità - e investimenti produttivi per un importo di circa 2 mila 600 milioni di euro, con una particolare attenzione al Mezzogiorno d'Italia.
Inoltre, il Ministero, nell'ambito delle azioni di politica industriale, ha seguito con il massimo impegno i lavori, in ambito comunitario, del Consiglio Competitività per il settore automobile promuovendo la creazione del gruppo di alto livello CARS 21, incaricato di predisporre raccomandazioni destinate ad aumentare il livello di competitività dell'industria automobilistica europea nel mondo. Il Dicastero ha rappresentato, in più occasioni, al Presidente della Commissione le esigenze del settore, con particolare riferimento alle direttive in elaborazione in tema di disegno industriale e di parti di ricambio; ha, altresì, gestito gli incentivi previsti dalla legge n. 403 del 1997 a favore delle persone fisiche che guidino autoveicoli a metano o a GPL, promuovendo la possibilità di accesso a tali misure anche per le persone giuridiche fino all'esaurimento della disponibilità degli stanziamenti previsti. Si tratta, peraltro, di misure che hanno positivi riflessi anche in altri settori industriali quali quello dell'acciaio e dei rottami ferrosi.
La FIAT, dopo avere risolto la controversia con la General motors, ha recentemente esaminato e comunicato l'andamento del 2004, evidenziando risultati positivi per tutti i settori. Permane la criticità per il settore FIAT Auto che, comunque, ha registrato un miglioramento dei ricavi ed un contenimento delle perdite; perdite che continuano a pesare sui risultati del
Il dato delle vendite in Italia, ormai, si attesta al 25 per cento perché, evidentemente, i consumatori italiani ritengono di non grande qualità le automobili FIAT e si rivolgono ad altre case costruttrici.
Dinanzi a ciò, onorevole ministro, non si può restare indifferenti; si deve aprire un tavolo con gli amministratori della FIAT per pretendere un piano industriale serio, basato sulla ricerca, sull'innovazione, su nuovi modelli, in modo da immettere sul mercato prodotti che siano effettivamente competitivi rispetto ad una concorrenza selvaggia ed aggressiva. I destini della FIAT sono quelli dell'economia del paese per il numero di lavoratori e di famiglie interessati allo sviluppo ed al futuro di questa azienda.
Voglio ricordare quanto fatto dai lavoratori venerdì scorso: ventimila lavoratori, le tutte blu di Torino ma anche quelle amaranto di Melfi, erano qui per dichiarare il loro affetto verso la FIAT ma per pretendere, altresì, una parola chiara sul loro destino. Ebbene, dinanzi a ciò, il Governo non può rispondere in modo generico; deve chiarire. Ha propagandato il provvedimento sulla competitività; chiarisca dunque cosa prevede per l'industria automobilistica.


