Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 603 del 16/3/2005
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Si riprende la discussione.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Giancarlo Giorgetti, presidente della V Commissione (Bilancio), di fornire all'Assemblea indicazioni in ordine al prosieguo dei lavori.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, le Commissioni bilancio e cultura hanno istruito il provvedimento fino all'articolo 5. Di conseguenza, credo che si possa procedere all'esame dei primi articoli del disegno di legge di conversione. Successivamente, anche durante la pausa del lavori, il Comitato dei diciotto potrà utilmente esaurire l'esame del provvedimento.

TEODORO BUONTEMPO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, in sua assenza, sono intervenuto per un richiamo al regolamento relativamente ad una questione che desidero brevemente rimarcare.
In base al regolamento della Camera, negli atti parlamentari non possono essere inseriti argomenti che non hanno attinenza con il testo del progetto di legge. A me pare che la previsione sia sacrosanta, anche perché garantisce l'informazione del singolo parlamentare, il quale, già leggendo


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il titolo del provvedimento, capisce su quale argomento è chiamato a fare il suo dovere.
Nel caso di specie, partiti da due paginette in cui si parla di disposizioni urgenti per l'università e la ricerca, ci siamo trovati di fronte a 136 pagine nelle quali vengono disposti contributi a favore di Tizio, Caio e Sempronio senza essere stati messi nelle condizioni di conoscere queste novità e, eventualmente, di presentare emendamenti che proponessero di cancellarle e di trasmettere al Senato della Repubblica il decreto-legge nel suo testo originario.
In conclusione, signor Presidente, io credo che si debba ridare ai parlamentari il tempo necessario per presentare proposte emendative ad un testo del quale il deputato non poteva prendere conoscenza se non essendo membro della Commissione competente.
Più in generale, signor Presidente, pur nel rispetto delle funzioni, del bicameralismo, dell'autonomia della singola Camera, bisognerebbe uniformare i regolamenti: non è ammissibile che al Senato sia possibile inserire nei provvedimenti tutto ed il contrario di tutto, mentre alla Camera il parlamentare non ha spazi di manovra e non può emendare perché il regolamento glielo impedisce!

GIOVANNI RUSSO SPENA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, innanzitutto, a me pare che abbia ragione il collega Buontempo, il quale aveva già sollevato la questione in precedenza. Inoltre, desidero ribadire, sia pure in breve, ciò che è stato detto stamani non soltanto da me, ma anche da altri rappresentanti dei gruppi dell'opposizione.
Abbiamo appena appreso dalla voce del presidente Giorgetti che le Commissioni hanno proceduto ad istruire il provvedimento fino all'articolo 5. A me pare che quanto è accaduto costituisca una sorta di cartina di tornasole: siamo completamente al di fuori del regolamento, oltre che del buon senso!
Un provvedimento che giunge all'esame dell'Assemblea deve essere caratterizzato da un equilibrio interno complessivo. Non riesco a comprendere come si possa andare avanti in questo modo! Dopo avere sabotato per tutta la mattinata il lavoro del Comitato dei diciotto, la maggioranza ha dapprima dovuto trovare un accordo al suo interno ed ora, poco prima delle 12,30, torna in Assemblea e, per il tramite del presidente della V Commissione, ci fa sapere di aver proceduto ad un'istruttoria parziale (dei primi cinque articoli) che provvederà a completare.
A me pare che ciò sia contrario al regolamento ed al buonsenso. In ogni caso, abbiamo la dimostrazione che il provvedimento, nel quale sono contenuti ben 106 argomenti, è un vero e proprio pasticcio. Tra l'altro, il testo al nostro esame è molto diverso da quello che è stato emanato dal Presidente della Repubblica e, quindi, non ha costituito oggetto del controllo relativo alla sussistenza dei necessari presupposti costituzionali ed ordinamentali.
Ci troviamo di fronte ad un provvedimento nel quale, di giorno in giorno, di ora in ora, aumentano i temi trattati; si tratta, molto spesso, di argomenti squallidi e mediocri e, comunque, molto diversi fra loro.
Signor Presidente, a nome del mio gruppo (lo hanno fatto precedentemente altri presidenti dei gruppi parlamentari dell'opposizione), vorrei rinnovare la richiesta di rinviare il provvedimento nelle Commissioni competenti, per concludere in tali sedi il suo iter istruttorio, prima di ritornare in aula per il relativo esame.
Siamo di fronte ad uno squilibrio regolamentare, politico ed istituzionale. Infatti, non sappiamo su quale provvedimento ci accingiamo a discutere e quali proposte emendative ci apprestiamo a votare.

ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, credo che il Vicepresidente Fiori l'abbia informata in merito al dibattito che si è sviluppato questa mattina. Vorrei solo ricordare che l'Assemblea era stata convocata per le ore 9,30 di questa mattina per esaminare il disegno di legge di conversione del decreto-legge. In seguito, è stata chiesta una sospensione di due ore, poi di mezz'ora. Successivamente, è stata chiesta una pausa ulteriore. Ora, sono le ore 12,29 ed il presidente della Commissione bilancio ha annunciato che possiamo esaminare il provvedimento fino all'articolo 5.
La proposta di un'inversione dell'ordine del giorno, avanzata dal Vicepresidente Fiori, non era praticabile, perché neanche il disegno di legge di conversione del decreto-legge recante interventi urgenti per la tutela dell'ambiente è stato istruito sufficientemente (lo ha spiegato anche il collega Vito, che ci ha invitato a non fare polemiche tra di noi). Noi non vogliamo fare polemiche, ma vorremmo capire cosa stia accadendo.
Signor Presidente, appellandomi agli articoli 8 e 24 del nostro regolamento, vorrei conoscere sommessamente l'opinione della Presidenza in relazione all'andamento dei lavori dell'Assemblea. Credo che il Presidente, nel corso della Conferenza dei presidenti di gruppo e nelle sedi istituzionali, non sia del tutto estraneo alle decisioni che si assumono. Ritengo altresì che non sia estraneo alla sua responsabilità e al suo onere garantire un andamento sereno, costruttivo e positivo dei lavori dell'Assemblea, nell'interesse, non solo dei parlamentari dell'opposizione, che ovviamente svolgono il proprio lavoro, ma anche, come ricordava precedentemente l'onorevole Buontempo, di tutti i parlamentari e del buon governo dei lavori dell'Assemblea.
Le chiedo, signor Presidente, di conoscere, non la sua opinione su quanto è accaduto oggi, che è qualcosa che si ripete da molto tempo, ma i suoi intendimenti affinché ciò non accada più.

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, non vorrei ripetere le osservazioni che ho già sviluppato nel mio precedente intervento. Tuttavia, vorrei approfittare della sua presenza in aula per svolgere alcune considerazioni.
Ci sentiamo di muovere alcuni rilievi rispetto alla programmazione dei lavori dell'aula. È ormai consuetudine sottoporre all'esame dell'Assemblea provvedimenti non istruiti a sufficienza; prova ne sono i continui rinvii nelle Commissioni (oggi ne abbiamo una dimostrazione evidente, ma se esaminassimo ciò che è accaduto nei mesi precedenti, constateremmo che si tratta di eventi ricorrenti).
Tutto ciò non può essere solo il frutto di coincidenze. La ragione principale - l'abbiamo rilevata altre volte, non solo in aula, ma anche in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo - si ravvisa in un criterio che ormai è diventato consuetudinario, ma che, a nostro avviso, è profondamente sbagliato, vale a dire quello di inserire punti all'ordine del giorno indipendentemente dal livello di istruttoria dei provvedimenti in Commissione. Nel caso di specie, ci troviamo di fronte a due disegni di legge di conversione di decreti-legge. Ciò di cui parlo attiene alla normale attività dell'Assemblea.
Prova ne è, signor Presidente, la calendarizzazione per la seduta di domani della discussione sulle linee generali di provvedimenti ancora bisognevoli di istruzione e sui quali manca l'espressione dei pareri da parte delle Commissioni competenti, in particolare della V Commissione (Bilancio); al riguardo, se ritiene, le fornirò anche dati più precisi. Perciò, ci ritroveremo, di nuovo, domani, ad affrontare la discussione sulle linee generali di provvedimenti dei quali poi dovremo in qualche modo proseguire l'esame. È la prova provata di quanto, purtroppo, navighiamo a vista.
La seconda questione che vorrei porre, Presidente, riguarda invece i provvedimenti


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in esame oggi. Si tratta di decreti-legge: è vero che si pongono, costituzionalmente, dei termini temporali per la loro conversione in legge, però, siamo dinanzi, ormai, ad una prassi inaccettabile secondo la quale, come nel caso in esame, un decreto, presentato nel testo originario con otto articoli, giunge al nostro esame in un testo che ne conta sessantuno.
Francamente, ciò non risponde ad alcun criterio che possa costituzionalmente giustificarsi; se poi osserviamo il merito - mi permetto di svolgere anche questa considerazione - non ritengo che esso rechi solo misure urgenti. Mi riferisco, ad esempio, alla concessione di contributi a squadre di calcio, a campi di bocce e a quant'altro; tutte materie che, pur avendo la loro dignità ed essendo meritevoli di attenzione - sia ben chiaro: non voglio prendere posizione contro nessuna di esse -, potrebbero forse seguire altre strade per ottenere una risposta.
È la seconda volta che ciò accade, signor Presidente; so cosa seguirà: ascriveranno alla responsabilità dell'opposizione se il decreto non verrà convertito nei tempi dovuti. No, non c'entra l'opposizione: le responsabilità sono di altra natura. Ecco perché riteniamo, signor Presidente, di dovere anche osservare quanto segue.
La proposta del presidente Giorgetti di proseguire con l'esame di alcuni articoli, dal punto di vista procedurale, per così dire, non fa una piega ma, se qualcuno ritiene, ancora per esprimermi con una metafora, di sfogliare il carciofo un pezzo alla volta su un provvedimento siffatto, ebbene - lo dichiaro in termini molto chiari - anche questa volta non si danno le risposte giuste ai problemi dei lavoratori e del paese, nonché alle richieste legittime dell'opposizione che vuole svolgere un ruolo responsabile ma anche fattivo all'interno del confronto parlamentare (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

FULVIA BANDOLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Le do un minuto, onorevole Bandoli. Ha facoltà di parlare.

FULVIA BANDOLI. La ringrazio, signor Presidente.
Vorrei solamente richiamare la sua attenzione su una questione particolare, ricollegandomi a quanto testé osservato dal collega Innocenti. È stato inserito nel calendario dell'Assemblea un provvedimento riguardante la modifica della legge sulla caccia; un provvedimento che ha tutte le caratteristiche che l'onorevole Innocenti richiamava. Se ne è prevista la discussione sulle linee generale domani pomeriggio o venerdì mattina; si tratta di un testo di 18 articoli dei quali le Commissioni ne hanno esaminato soltanto otto. Si tratta, altresì, di un provvedimento che ha ricevuto il parere contrario di diverse Commissioni; anche in tal caso, dunque, quando il testo giungerà all'esame dell'Assemblea, ci troveremo nella situazione che stiamo vivendo oggi.
Quindi, secondo il mio punto di vista, l'osservazione fatta dal collega Innocenti, proprio anche per come è redatto l'ordine del giorno di questa settimana, sarebbe da tenere in considerazione (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PIER PAOLO CENTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Le do un minuto, onorevole Cento. Ha facoltà di parlare.

PIER PAOLO CENTO. Signor Presidente, condivido le osservazioni svolte dal collega Innocenti ma, soprattutto, vorrei richiamare l'attenzione sul provvedimento che modifica la legge sulla caccia; provvedimento il cui esame non è stato esaurito dalla Commissione competente e sul quale si sono espresse con parere contrario due Commissioni. Particolarmente rilevante è il parere della Commissione giustizia sulla parte relativa alla depenalizzazione di alcuni reati tipici di attività fraudolenta venatoria.
Tale proposta legislativa, a mio avviso, andrebbe collocata in modo diverso nel calendario, certamente non nella seduta di


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domani, come invece si è previsto in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo.

TEODORO BUONTEMPO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, lei è già intervenuto: vuol parlare due volte, prima che io le risponda?

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, chiedo di intervenire su questo argomento.

PRESIDENTE. Parli quando vuole, ma io devo ancora risponderle e lei chiede già di intervenire una seconda volta! Onorevole Buontempo...

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, mi perdoni, ma, con il massimo rispetto, se lei fa cambiare argomento, ed i colleghi parlano di un'inversione dell'ordine del giorno, ritengo che tutti i gruppi abbiano il dovere - non il diritto - di esprimersi su tale questione.
Allora, in merito a ciò che hanno affermato i colleghi intervenuti sul provvedimento in materia di caccia, vorrei far presente che tale progetto di legge, indipendentemente da chi lo vuole respingere, emendare od approvare, era stato già calendarizzato dalla Camera dei deputati, ma successivamente, per motivi connessi all'organizzazione dei lavori, ne era stato rinviato l'esame.
Pertanto, se ne richiede la calendarizzazione; se è stata già chiesta, si richiede di svolgere il relativo dibattito; poi, ogni gruppo si esprimerà nel senso che ritiene più opportuno, perché non ritengo giusto che, se un determinato provvedimento non piace ad un gruppo, esso debba essere ritirato.

PRESIDENTE. Se non vi sono ulteriori richieste di intervento, vorrei svolgere anch'io qualche osservazione. Naturalmente, formulo tali annotazioni senza alcun intento polemico, poiché non esiste un problema di polemica, dal momento che, a mio avviso, tutti gli interventi svolti dai colleghi sono stati improntati alla massima collaborazione ed alla massima costruttività.
Svolgerò il mio intervento per punti. In primo luogo, vorrei rilevare che la questione dell'ordine del giorno «infarcito» di provvedimenti che spesso non sono stati adeguatamente istruiti, onorevole Innocenti, è un problema che «si scarica» sulla Presidenza, ma che non è mai determinato dalla Presidenza stessa. Voi sapete, infatti, che, in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo, tutti i gruppi avanzano le loro richieste, e molte di queste riguardano provvedimenti non esaurientemente istruiti.
Lei ha completamente ragione, onorevole Innocenti: condivido con lei, e con i colleghi che lo hanno ribadito (credo lo abbia detto inizialmente anche l'onorevole Buontempo), la tesi che dobbiamo essere più rigidi su questo punto. Proprio per tale motivo, mi assumerò le mie responsabilità; tuttavia i gruppi mi devono assecondare, poiché un calendario dei lavori, a mio avviso, deve determinare le condizioni affinché l'Assemblea possa esprimersi rapidamente, avendo istruito adeguatamente i provvedimenti. È anche vero che, spesso, la calendarizzazione in Assemblea viene decisa come mezzo per indurre le Commissioni ad esaminare i provvedimenti.
In questo caso, tuttavia, la questione che si è posta questa mattina è completamente diversa. Infatti, se vi è un calendario condiviso al 101 per cento, al di là delle formalità, è proprio quello che stiamo esaminando questa mattina, poiché tutti noi siamo determinati nel procedere all'esame dei due decreti-legge all'ordine del giorno - uno dei quali, quello attualmente in discussione, ricordo che scadrà il 1o aprile -, sapendo che vi sarà la pausa elettorale e che non potremo riunirci nelle prossime settimane, a causa sia della campagna elettorale sia delle festività pasquali.
Pertanto, la conversione in legge del decreto-legge di questa mattina, in materia di università e ricerca, è un problema connesso non alla calendarizzazione, bensì al fatto che, come voi avete già rilevato, è


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stato presentato un «decretino» ma ci è stato trasmesso un «superdecretone»!
Onorevoli colleghi, mi sto accingendo a leggere 260 dichiarazioni di inammissibilità! La Presidenza parla con i fatti, non con le parole! Di qui a poco, leggerò 260 dichiarazioni di inammissibilità: credo di non poter fare più di quanto già faccia per riuscire a dare un po' di ordine! Purtroppo, non possono essere «scaricate» sulla Presidenza questioni concernenti una Camera che ci ha trasmesso un surplus di lavoro, che ha determinato la condizione attuale!
Tuttavia, onorevole Innocenti, comprendo perfettamente quanto lei ha affermato e le assicuro che, anche nel prosieguo dei nostri lavori, dal momento che il decreto-legge scadrà il 1o aprile, sarò garante e vigilerò affinché siano rispettati i diritti di tutti.
Onorevole presidente della Commissione bilancio, lei ha proposto di proseguire con l'esame del provvedimento. Ora, cerchiamo di osservare le cose con un certo pragmatismo. Adesso sono le ore 12,40; alle 13,30 la seduta sarà sospesa; alle 15 è previsto lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata e a partire dalle ore 16,30 sono previste le votazioni per l'elezione dei componenti l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e il Garante per la protezione dei dati personali: pertanto, possiamo procedere benissimo nel senso da lei indicato.
È ovvio che ulteriori intoppi nell'esame di questo provvedimento determineranno la convocazione della Camera dei deputati la prossima settimana, oppure il Governo farà decadere il decreto-legge. Non vi sono alternative diverse. O si raggiunge una «praticabilità del campo» oppure, inevitabilmente, il decreto-legge decade, o continueremo i nostri lavori la prossima settimana. Se la prossima settimana non vi sarà il numero legale, il decreto-legge decadrà comunque. Io dubito che vi sarà il numero legale, anche per ragioni legate alla campagna elettorale. Pertanto, il problema è molto chiaro: mai come in questo momento siamo stati tutti d'accordo, perché l'onorevole Buontempo ha sostenuto, né più né meno, le stesse cose che avete sostenuto voi.
Per quanto riguarda il provvedimento in materia di caccia, non stiamo riscrivendo l'ordine del giorno (Commenti del deputato Cento). Non possiamo stabilire il principio per cui si riserva l'ordine del giorno. Stiamo parlando dei due provvedimenti di conversione dei decreti-legge. Il provvedimento in materia di caccia è incardinato per la discussione sulle linee generali.

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