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La seduta, sospesa alle 10, è ripresa alle 11,30.
PRESIDENTE. Chiedo al presidente della V Commissione di informare l'Assemblea circa il modo in cui si intenda procedere nei lavori.
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, le Commissioni riunite V (Bilancio) e VII (Cultura) intendono chiedere una ulteriore dilazione dei tempi per procedere all'istruttoria del provvedimento in oggetto. Infatti, avremmo la necessità di avere a disposizione un'altra mezz'ora per poter concludere i lavori del Comitato dei diciotto. Chiedo scusa ai colleghi e a lei personalmente per tale inconveniente, ma al momento non siamo in grado di proseguire nei lavori.
PRESIDENTE. Presidente Giorgetti, se posso essere sincero, ho impressione che non siate molto vicini a trovare una soluzione per concludere l'istruttoria. Allora, vorrei evitare di far perdere tempo all'Assemblea. Pertanto, se in tutta sincerità lei ritiene di non essere in vista di una soluzione, forse sarebbe il caso - ma naturalmente la decisione spetta all'Assemblea - di procedere ad un'inversione dell'ordine del giorno e passare alla trattazione di un altro punto.
Non si può passare una mattinata in attesa di risolvere i problemi politici e tecnici delle Commissioni. Dico questo con grande rispetto verso le Commissioni; tuttavia, devo rispetto soprattutto all'Assemblea. Pertanto, vorrei conoscere in proposito il parere dei capigruppo.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, vorrei sottolineare che lei ha ragione; indubbiamente non si può procedere in questa maniera. In effetti, non è vero che fino ad ora sono state riunite le Commissioni né tantomeno il Comitato dei diciotto.
Infatti, i Comitati dei nove della V e della VII Commissione non sono stati riuniti; i commissari sono rimasti in attesa che arrivassero esponenti della maggioranza, riuniti separatamente.
Pertanto, chiedo al presidente Giorgetti se si intende percorrere una via trasparente e democratica. Infatti, se la seduta dell'Assemblea viene sospesa per riunire il Comitato dei diciotto e successivamente il Comitato dei nove più nove vede l'assenza di esponenti della maggioranza, perché riuniti in separata sede su come risolvere le proprie contraddizioni, mi sembra che si tratti di una procedura non accettabile sul piano democratico e neppure su quello del buonsenso. Quindi, chiedo di compiere un atto di responsabilità.
RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, mi verrebbe da dire che siamo alle solite, nel senso che si continua a non tener conto delle ripetute richieste avanzate dall'opposizione nei confronti della Presidenza e della maggioranza per far sì che i provvedimenti calendarizzati in aula arrivino sufficientemente istruiti.
Ormai, abbiamo oltrepassato il confine della tollerabilità in merito alla calendarizzazione di provvedimenti secondo criteri diversi. Infatti, si intendono mandare messaggi fuori da quest'aula inserendo in calendario provvedimenti istruiti in maniera sommaria ed insufficiente da parte delle Commissioni competenti. Questo va a tutto danno dell'economicità dei nostri lavori e vorrei spiegare meglio tale concetto. Economicità significa riuscire a portare provvedimenti in aula che servano a risolvere, o almeno ad avviare a soluzione, i problemi dei cittadini italiani. Al contrario, mi sembra che la maggioranza ed il Governo a tutto pensino tranne che a questo.
Non sto facendo propaganda, perché quanto sta accadendo oggi ne è la prova reale. Infatti, siamo in presenza di un provvedimento di conversione di un decreto-legge al cui interno sono presenti, come già abbiamo denunciato ampiamente, 136 argomenti tra i più disparati. Si passa dal bocciodromo di paese fino a questioni di grande rilievo per il nostro sistema produttivo.
È un provvedimento caratterizzato da eterogeneità e confusione, secondo criteri che francamente non si riescono a capire. È questa la ragione per cui si incontra tanta difficoltà a trovare all'interno delle Commissioni la «quadra» su tutti i problemi.
Infatti, le spinte che si verificano in questo caso non vanno nella direzione di trovare una composizione e le soluzioni migliori per i problemi dei cittadini e delle varie realtà del paese, bensì in quella di trovare, in mezzo alle divisioni della maggioranza, i punti di accordo. Intendiamo denunciare ciò in modo esplicito: si tratta di un sistema che ormai è sfasciato!
Rivolgo un ulteriore invito alla Presidenza della Camera e a tutti i colleghi affinché i nostri lavori vengano organizzati con un po' di buon senso. Il problema non è costituito dal fatto di restare ancora alcune ore in attesa: almeno servisse a qualcosa! Siamo infatti convinti che ci ritroveremo fra mezz'ora con grandi difficoltà, perché c'è un nodo che emerge, come è stato evidenziato negli interventi che mi hanno preceduto, in particolare quelli dell'onorevole Ventura e dell'onorevole Russo Spena: mi riferisco alla mancanza di un'interlocuzione chiara da parte dei rappresentanti del Governo e del Ministero dell'economia e delle finanze nella Commissione bilancio. Non si possono istruire provvedimenti e formulare pareri sulla base del fatto che il Governo, ripetutamente sollecitato, si presenta nella Commissione, come è accaduto ieri, e getta sul tavolo in trenta secondi un documento mastodontico, dicendo: questi sono i pareri del Ministero dell'economia e delle finanze, arrivederci e grazie. È questo il modo in cui si interloquisce per cercare di risolvere i problemi del paese? È questa l'attenzione nei confronti dei cittadini, dei lavoratori, dei pensionati, del sistema delle imprese? Credo si tratti della dimostrazione del fatto che questa maggioranza e questo Governo non sono più in grado di dare risposte positive al paese.
Le chiedo dunque, signor Presidente, se non sia il caso di valutare l'opportunità di convocare la Conferenza dei presidenti di
gruppo, per ordinare i nostri lavori. Lei ha avanzato la proposta, chiedendo ai gruppi di esprimersi su di essa, di passare al successivo punto all'ordine del giorno, vale a dire all'esame del decreto-legge n. 16 del 2005, che riguarda un'altra questione su cui il Governo ha fatto molta propaganda e pubblicità, ovvero le misure contro lo smog, per la viabilità e per la sostenibilità della qualità della vita nelle nostre città. Abbiamo denunciato tutti i limiti delle proposte che il Governo ha presentato al Parlamento, che contraddicono in modo evidente quanto annunciato negli spot pubblicitari, a partire da quelli del ministro Matteoli. Tuttavia, non siamo pronti ad esaminare neppure tale provvedimento, in quanto anche su di esso ritengo vi siano problemi nella Commissione bilancio.
Stiamo, anzi state, onorevoli colleghi della maggioranza e del Governo, paralizzando l'attività del Parlamento: su questo non siamo assolutamente d'accordo (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e di Rifondazione comunista)!
ROBERTO GIACHETTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROBERTO GIACHETTI. Signor Presidente, non posso che associarmi alle considerazioni dei colleghi che mi hanno preceduto. Peraltro, l'onorevole Boccia aveva previsto che saremmo giunti a tale conclusione. Trovo singolare che il presidente della Commissione bilancio proponga una sospensione di mezz'ora, pur essendo consapevole che tale lasso di tempo non è sufficiente a risolvere i problemi.
Osservo inoltre, signor Presidente, che la situazione nella quale ci troviamo è dimostrata plasticamente dal fatto che il Governo non è neppure presente in aula: stiamo continuando a discutere con una maggioranza che si trova nelle condizioni in cui si trova, che si ripercuotono sui lavori dell'Assemblea, e con un Governo che è latitante, oltre che politicamente nel paese, anche fisicamente in quest'aula.
Intendo pertanto, signor Presidente, rivolgerle una richiesta, associandomi alle considerazioni di chi mi ha preceduto. Al di là della buona volontà, occorre prendere atto che vi è un problema che riguarda anche la Presidenza... ci fa piacere che sia giunto il rappresentante del Governo!
Come è stato evidenziato dall'onorevole Boccia, la questione del buon andamento dei lavori, signor Presidente, non attiene esclusivamente ai rapporti fra i gruppi o tra la maggioranza e il Governo, ma costituisce anche un onere della Presidenza. Dunque, nel momento in cui si definisce la programmazione dei lavori della Camera, sarebbe forse necessaria maggiore iniziativa e assunzione di responsabilità da parte della Presidenza, se non altro nella verifica del rispetto delle condizioni per il buon andamento dei lavori. Non credo sarebbe stato necessario chissà che cosa da parte della Presidenza per verificare che non vi sono le condizioni per proseguire l'esame di questo provvedimento, così come ritengo non vi siano neppure rispetto a quello successivo.
Signor Presidente, non voglio presentare una proposta alternativa alla sua, ma riterrei opportuno, magari consultando il Presidente Casini, sospendere ora la seduta e convocare una riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo. Infatti, non vedo come l'attuale situazione possa trovare soluzione grazie ad artifizi regolamentari. Esiste un problema politico ed esiste un problema di ordine dei nostri lavori, in relazione al quale la responsabilità della Presidenza è primaria (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
ELIO VITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELIO VITO. Signor Presidente, credo sia inutile polemizzare ora. Inoltre, è ingiusto incolpare della situazione i colleghi
della V Commissione, che, come sempre, ma in particolare in queste ore, stanno svolgendo un lavoro impegnativo su entrambi i provvedimenti di conversione dei decreti-legge all'ordine del giorno.
Se il Presidente ed i colleghi sono d'accordo, si potrebbe sospendere brevemente la seduta, per valutare la proposta di inversione dell'ordine del giorno e consentire alla V Commissione di esaminare la situazione. Al termine della sospensione, la V Commissione potrà comunicarci quale dei due provvedimenti, attualmente al suo esame, ritiene di poter istruire e portare all'esame dell'Assemblea.
In ogni caso, se decidessimo ora l'inversione dell'ordine del giorno, dovremmo comunque sospendere la seduta per consentire al Comitato dei diciotto di riunirsi, considerato che in precedenza era impegnato sul precedente provvedimento all'ordine del giorno. Ritengo pertanto che, senza polemizzare, potremmo accedere alla richiesta di una breve sospensione della seduta formulata dal presidente Giancarlo Giorgetti, rimettendoci alle comunicazioni che egli ci renderà successivamente.
TEODORO BUONTEMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, mi pare ovvio che a questo punto la richiesta del presidente Giancarlo Giorgetti verrà accolta. Vorrei, però, evidenziare un problema di tutela della funzione dei parlamentari, sul quale intendo richiamare l'attenzione della Presidenza e del Presidente della Camera.
Se alcuni giorni fa avessimo richiesto l'atto Camera n. 5697, avremmo ricevuto un documento di circa 4 pagine, il cui contenuto era attinente al titolo, e cioè a disposizioni riguardanti in particolare il settore dell'università...
PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, mi scusi se la interrompo, ma ritengo che lei sia in possesso di un testo diverso.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, se mi lascia proseguire comprenderà il senso del mio intervento.
Ebbene, come dicevo, l'atto Camera n. 5697 originariamente recava disposizioni urgenti per l'università e la ricerca, per i beni e le attività culturali. Sennonché, nel corso dell'iter di tale disegno di legge al Senato, il contenuto di un precedente provvedimento, contestato da più parti ed al quale, nel corso dell'esame alla Camera, erano state presentate delle proposte emendative, è stato inserito all'interno del provvedimento in esame...
PRESIDENTE. Ossia nell'attuale atto Camera n. 5697?
TEODORO BUONTEMPO. Esattamente. Resta quindi il titolo, resta la dicitura del provvedimento, ma le quattro pagine originarie ora sono diventate 136...
Signor Presidente, le chiedo come poteva un parlamentare che non fa parte della V Commissione, ma che fosse interessato al provvedimento, apprendere che l'atto Camera n. 5697 ripropone adesso tutti i contenuti del decreto-legge in materia di pubblica amministrazione, decaduto.
Rileva a questo punto un problema regolamentare. Di fatto, ci è stato reso impossibile presentare delle proposte emendative. Infatti, la situazione da me descritta era a conoscenza dei soli componenti delle Commissioni che hanno dovuto esaminare il provvedimento. Ritengo che agli altri 600 parlamentari queste informazioni dovessero comunque essere rese note, per evitare che, di fatto, ci fosse reso impossibile presentare proposte emendative.
Concludendo, la mia proposta è non solo di prevedere una sospensione della seduta di mezz'ora, ma anche di far in modo che vi sia un tempo sufficiente per presentare gli emendamenti.
Io stesso, onorevole Presidente, avevo presentato emendamenti che ritengo molto importanti; dopodiché ci troviamo di fronte ad un testo, già esaminato dall'aula, successivamente decaduto e, infine, reinserito
al Senato nel provvedimento ora al nostro esame. I deputati però di questo non erano informati ed, anzi, se un deputato diligente si fosse messo a cercare l'atto parlamentare avrebbe trovato il disegno di legge sull'università e non quello risultante dall'inserimento delle norme riguardanti tutto il settore del pubblico impiego!
Quindi, onorevole Presidente, lamentando tutto questo sotto il profilo procedurale, le chiedo di concedere ai parlamentari il tempo necessario per la presentazione degli emendamenti, che sono stati presentati, certo, ma da deputati informati come componenti dei gruppi parlamentari, non come singoli parlamentari, che in tale veste non ne avrebbero avuto la possibilità.
Concludo ribadendo l'opportunità di posticipare non solo di mezz'ora il seguito dei nostri lavori, ma di almeno 24 o 48 ore, al fine di ridare ai singoli parlamentari la possibilità di presentare gli emendamenti non - ripeto - al provvedimento sull'università ma a quella parte che in esso è stata inserita dal Senato, che lo ha fatto diventare un provvedimento ampio, complessivo, difficile, che non può essere sottoposto all'esame dell'Assemblea impedendo a noi parlamentari di compiere il nostro dovere.
Comunque la si voglia rigirare, espedienti per trovare giustificazioni se ne trovano; però io, ritenendo di svolgere sempre e comunque il mio dovere, ribadisco di non aver avuto la possibilità di sapere che un provvedimento ritirato alcuni giorni fa dal Governo qui alla Camera in un momento molto delicato (Commenti)... È inutile, collega, che lei sbatta i pugni sul tavolo, perché io faccio il parlamentare e lei forse fa un'altra cosa: la vada a fare da un'altra parte!
Chiedo scusa e concludo. Non ho avuto alcuna possibilità di conoscere quanto è avvenuto. Chiedo, quindi, al Presidente di tutelare le nostre prerogative a prescindere dal fatto di appartenere alla maggioranza o all'opposizione. Sto con la maggioranza e proprio per questo vorrei che la dignità dell'azione di Governo non venisse compromessa da furbi dell'ultima ora, i quali magari non hanno concordato le procedure neppure con il Governo medesimo, tanto è vero che stamani non mi sembra sia presente il sottosegretario alla funzione pubblica, che pure di questo provvedimento si è occupato per diversi mesi.
PRESIDENTE. Onorevole Buontempo, mi rendo perfettamente conto dell'esigenza da lei manifestata.
Da un punto di vista quantomeno formale, debbo farle presente che nel testo del disegno di legge recante il numero 5697-A, cioè quello che lei ha avuto a disposizione all'inizio della seduta, nella parte finale è inserita una nota dove si legge sostanzialmente (non le leggerò tutta la parte ma solo quella conclusiva che è quella che interessa) «Per il testo del disegno di legge si veda lo stampato A.C. 5697». Nella nota si legge inoltre che «Le Commissioni permanenti (...) il 10 marzo 2004 hanno deliberato di riferire favorevolmente sul disegno di legge nel testo trasmesso dal Senato».
Quindi, da un punto di vista formale, gli uffici hanno inserito una nota dalla quale si evince che il testo sul quale si sarebbe dovuto discutere in aula era il più ampio atto Camera n. 5697.
Riferirò, comunque, al Presidente, onorevole Buontempo, poiché ritengo che le prerogative del parlamentare debbano essere tutelate al massimo.
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, a questo punto ritengo che i lavori del Comitato dei diciotto, anche in un clima non dico di collaborazione ma di confronto, poiché finalmente vi partecipa il Ministero dell'economia, possano produrre un risultato nell'arco di tempo di una mezz'ora.
In ogni caso, arrivati al termine di questa mezz'ora, l'Assemblea potrà eventualmente procedere all'esame di altri punti all'ordine del giorno.
Mi assumo comunque l'impegno di portare l'Assemblea a conoscenza dell'esito dei lavori nell'arco di tempo suddetto.
PRESIDENTE. Sta bene.
GERARDO BIANCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GERARDO BIANCO. Signor Presidente, comprendo le sue precisazioni di carattere formale; tuttavia bisogna riconoscere che le obiezioni sollevate dall'onorevole Buontempo, che è parlamentare scrupoloso ed attento, hanno carattere sostanziale e, come tali, dovrebbero essere tenute in considerazione, tant'è vero che lei stesso, Presidente, ha dovuto riconoscere l'opportunità che di ciò ne fosse informato anche il Presidente Casini.
Rispetto alle incertezze, ai dubbi e alle difficoltà riscontrati nel procedere nell'esame di questo provvedimento, mi permetto di dire che trovo giusto ed opportuno seguire il consiglio dell'onorevole Buontempo di rinviare a «miglior tempo» l'esame di questo disegno di legge di conversione (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Socialisti democratici italiani).
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Gerardo Bianco. Ho ascoltato con attenzione gli interventi fin qui svolti ed ho anche parlato con il Presidente Casini, perché alcuni di questi interventi chiamavano direttamente in causa il modo di organizzare i lavori dell'Assemblea. Il Presidente Casini, al momento fuori sede, mi ha assicurato che potrà essere presente in aula intorno alle ore 12,20.
Sospendo pertanto la seduta fino alle 12,20; alla ripresa sarà possibile affrontare alla presenza del Presidente Casini i problemi sollevati.
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