Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 603 del 16/3/2005
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Seguito della discussione del disegno di legge: S. 3276 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, recante disposizioni urgenti per l'università e la ricerca, per i beni e le attività culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilità dei pubblici dipendenti, nonché per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione. Sanatoria degli effetti dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 280 (Approvato dal Senato) (5697) (ore 9,45).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, recante disposizioni urgenti per l'università e la ricerca, per i beni e le attività culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilità dei pubblici dipendenti, nonché per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione. Sanatoria degli effetti dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 280.
Ricordo che nella seduta del 14 marzo si è conclusa la discussione sulle linee generali.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, anche a nome del presidente Adornato, ritengo sia necessario che le Commissioni dispongano di un ulteriore tempo per istruire il provvedimento, che ha avuto già un iter travagliato in fase istruttoria a causa dei limitati tempi disponibili e anche - purtroppo, lo devo dire - dell'assenza dei rappresentanti del Ministero dell'economia e delle finanze.


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Tutto ciò rende necessari un supplemento di istruttoria e un maggiore approfondimento da parte del Comitato dei diciotto, il che, tra l'altro, trattandosi di Commissioni riunite, determina particolari complicazioni sotto l'aspetto organizzativo.
Per questi motivi, le chiedo di rinviare di circa un'ora l'inizio dei lavori, in modo che il Comitato dei diciotto si possa riconvocare, auspicabilmente alla presenza di un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Mi pare che l'ordine dei lavori sia l'argomento introdotto dal presidente della Commissione bilancio per prospettare un minimo di ragionamento.
Signor Presidente, mi permetta questa mattina di affermare che siamo all'ennesima farsa. Si tratta di una vera e propria farsa dell'ipocrisia, del gioco delle tre carte, che vede all'interno della maggioranza, come un «vaso di coccio», il presidente della Commissione bilancio, il quale, ancora una volta, un po' per senso di responsabilità, un po' perché fa il gioco della maggioranza, un po' perché deve salvare la faccia come presidente della Commissione bilancio, fa da copertura ad una giostra infernale.
Questo decreto-legge - come ha sottolineato più volte, sia in Commissione sia in aula, il capogruppo della Margherita presso la V Commissione, l'amico e collega onorevole Morgando - era originariamente composto da nove articoli. Il Governo ha ottenuto il «visto» da parte del Presidente della Repubblica per materie ben definite in - appunto - nove articoli. In Assemblea, invece, arriva un provvedimento che di articoli ne contiene sessantuno e, come ha rilevato il collega Morgando, ci sono ben 106 argomenti nuovi!
La disciplina del decreto-legge non è un optional sottoposto ai voleri del Primo ministro e della sua maggioranza, ma è prevista dalla Costituzione, che è la casa comune. Qui non si tratta di fare politica e di esercitare da parte nostra un ruolo di opposizione. Qui si tratta di far rispettare la Costituzione.
Signor Presidente, mi rivolgo a lei perché proprio oggi il Presidente della Camera - che è persona illuminata e guarda molto in avanti, ma da un po' di tempo a questa parte abbaia alla luna - ha detto che del decreto-legge riguardante la competitività non va fatta una nuova legge finanziaria con 550 emendamenti. Già annunzia che arriva l'ennesima beffa verso il Parlamento e comincia a mettere le mani avanti...!
Signor Presidente, tale andazzo non può proseguire. Il Presidente della Camera non può continuare ad abbaiare alla luna e fare finta di niente. Il presidente della Commissione bilancio non può lavarsene le mani! Hanno perfino cacciato l'ottimo collega Giudice, che si era permesso di dire che questa era una buffonata: lo hanno sostituito come relatore! La Commissione stamattina ha dovuto prendere atto che non è in grado di andare avanti.
Dobbiamo continuare con questa farsa? È arrivato il momento di dire «basta», altrimenti abbiamo una sola possibilità: quella di dirlo forte agli elettori perché tra un anno dicano «basta» e li mandino a casa (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Verdi-L'Unione)!

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, vorrei soltanto precisare che quanto detto dall'onorevole Boccia è parzialmente condivisibile. Tuttavia, una cosa certamente non lo è: il presidente della Commissione ha operato la sostituzione del relatore, onorevole Giudice, perché questi, purtroppo, come molti di noi in questi giorni, ha l'influenza e non può presenziare ai


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nostri lavori. Di conseguenza, il presidente aveva due possibilità: svolgere direttamente le funzioni di relatore oppure incaricare un collega della Commissione bilancio di sostituire l'onorevole Giudice. Il collega Savo era presente in Commissione ed è stato incaricato di tale compito, anche perché il presidente si riserva di svolgere un altro ruolo nell'economia dei lavori. Ripeto, l'onorevole Giudice è ammalato e non può svolgere il suo lavoro oggi.

MICHELE VENTURA. Presidente, avevo chiesto di parlare...

PRESIDENTE. Onorevole Ventura, sto per darle la parola: non intendevo sospendere ora la seduta. Vi vedo impazienti...
Prego, onorevole Ventura, ha facoltà di parlare.

MICHELE VENTURA. No, signor Presidente, impaziente non lo sono (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)...
Veniamo da sette-otto sedute delle Commissioni riunite cultura e bilancio con riferimento alle quali il problema vero è quello posto dal collega Boccia: non abbiamo avuto la presenza del rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze! Questa mattina, signor Presidente, ci siamo trovati con una tabellina riassuntiva di tutti i rilievi formulati il cui chiarimento non poteva che essere fornito da un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze, assente nonostante lo avessimo sollecitato ormai da una settimana. Ciò dimostra che vi è un dissenso del ministro dell'economia e delle finanze rispetto al provvedimento in esame.
Non so se un'ora sarà sufficiente per risolvere i problemi. Quello che è certo è che, con riguardo al provvedimento in esame, molti problemi di copertura e di quantificazione non sono stati risolti. Non so quanto prema alla maggioranza o al Governo il decreto-legge in esame e quanto si pensi sia utile la sua conversione in legge. Non so, signor Presidente, se siamo in condizioni di mantenere una calendarizzazione e se le Commissioni saranno in grado di svolgere un lavoro istruttorio nella preannunciata ora di sospensione. Inviterei anche i colleghi della maggioranza a riflettere su tale punto: non si tratta di una volontà ostruzionistica, che non abbiamo mai avuto, ma occorre prendere atto che non ci sono le condizioni per andare avanti.
Signor Presidente, ha ragione il collega Giorgetti: con riferimento alla sostituzione del relatore, è stato annunciato che il collega Giudice è ammalato, cosa alla quale io credo.
L'onorevole Savo, che si trovava in Commissione per combinazione ed è stato nominato relatore sul campo, ci ha detto: «Mi sentiranno, perché, nel frattempo, credo di essere stato trasferito in Commissione lavoro» (Si ride).
Viviamo in una situazione strana e paradossale che colpisce anche uno come me che, di solito, affronta le questioni con una certa sobrietà (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Verdi-L'Unione)!

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, essendo stato per cinque anni all'opposizione, mi rendo perfettamente conto che certi fatti non possono sfuggire; sarebbe sciocco se l'opposizione non approfittasse di questa situazione. La comprendo perfettamente, come comprendo anche il disagio del Governo rispetto a ciò che sta accadendo in V Commissione (hanno concorso, probabilmente, il decreto-legge sulla competitività, l'insorgenza di malattie, influenze e via seguitando).
Nel caso di specie, non credo si tratti di un decreto «spaventoso» che va a scardinare, sebbene venga considerato un


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provvedimento omnibus, la contabilità dello Stato. È un insieme di norme concernenti più ministeri.
Nel provvedimento sono state inserite quelle disposizioni che il Senato aveva approvato con riferimento al vecchio decreto-legge n. 280 del 2004, scaduto. Quindi, non c'è niente di pericoloso per le casse dello Stato e, inoltre, non è vero che il Ministero dell'economia non vuole questo decreto-legge. È una grande sciocchezza!
Mi associo alla richiesta del presidente Giorgetti di sospendere i nostri lavori per un'ora; ho comunque già informato la segreteria del ministro Siniscalco e ho chiesto che sia presente un sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.
Vorrei sottolineare che tutta la documentazione cartacea è stata presentata dal sottoscritto in Commissione. Si tratta - lo ripeto - di un insieme di norme, con riferimento al quale la Commissione ha svolto un ottimo lavoro, perché ha espunto numerose disposizioni approvate al Senato. Comunque già un ramo del Parlamento ha esaminato il testo del provvedimento (mi riferisco anche alla V Commissione del Senato).

PRESIDENTE. Presidente Giorgetti, ritiene possa essere sufficiente un'ora di sospensione?

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, avendo ascoltato al riguardo anche il collega Adornato, credo sarebbe opportuno sospendere la seduta per un'ora e mezza o due.

PRESIDENTE. Onorevole Giorgetti, ritengo di poter accedere alla richiesta da lei formulata.

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