gravi episodi intimidatori e di turbamento dell'ordine pubblico stanno scuotendo, ormai da oltre due anni, il comune di Senise, in provincia di Potenza;
tra il gennaio ed il settembre 2003 si sono verificati diversi inquietanti episodi: il furto dalla cassaforte comunale di ben 160 modelli per carte d'identità, il taglio di pneumatici alle autovetture del sindaco e di un assessore comunale, il taglio di pneumatici di circa 100 automobili di privati cittadini e, a settembre 2003, il taglio di pneumatici ai mezzi di lavoro presso il cimitero e agli automezzi dell'impresa che eseguiva i lavori di costruzione della locale tratta della strada provinciale «Serrapontina»;
il 21 ottobre 2004 il sindaco del comune di Senise ha denunciato ai carabinieri ed alla procura di Lagonegro un sedicente «comitato di cittadini», che aveva affisso sui muri del paese, nei giorni precedenti, manifesti abusivi contenenti denunce calunniose nei confronti dello stesso sindaco e dell'intera giunta comunale;
tra il novembre ed il dicembre 2004 sono state date alle fiamme l'autovettura di un geometra comunale e quattro automobili di altri privati cittadini;
da ultimo, nella notte del 14 febbraio 2005, si sono consumati i seguenti episodi: un grave atto vandalico nei confronti della locale sezione di Forza Italia, un furto presso un supermercato del centro cittadino ed il taglio dei pneumatici dell'autovettura del medesimo assessore comunale citato in precedenza;
a giudizio dell'interrogante, non dovrebbero sussistere dubbi circa la situazione di grave pericolosità sociale che caratterizza l'ordine pubblico presso il comune di Senise, che ha portato ad una forte recrudescenza di fenomeni criminali ed intimidatori, peraltro spesso consumati ai danni dell'amministrazione comunale, da anni impegnata in un percorso di crescita e sviluppo del comune stesso -:
quali urgenti iniziative il Ministro interrogato intenda assumere, per quanto di sua competenza, affinché nel comune di Senise sia garantita, a tutti i cittadini, la necessaria sicurezza e sia altresì tutelata l'incolumità degli amministratori locali, in modo da assicurare, più in generale, condizioni di civile convivenza a tutte le popolazioni interessate.
(3-04338)
(15 marzo 2005)