Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 591 del 23/2/2005
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(Iniziative normative volte a subordinare l'idoneità alla guida dei ciclomotori all'accertamento di requisiti psicofisici - n. 3-04249)

PRESIDENTE. L'onorevole Di Virgilio ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04249 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2).

DOMENICO DI VIRGILIO. Signor Presidente, ringrazio anzitutto il ministro per la sua presenza.
Le modifiche al codice della strada introdotte con il decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9, e con la legge 1o agosto 2003, n. 214, hanno previsto ed attuato la disciplina relativa all'obbligo del conseguimento del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori per i minorenni - entro il 1o luglio 2004 - e per i maggiorenni - dal 1o luglio 2005 -, che non siano titolari di altre patenti. Si tratta di un'iniziativa molto lodevole, perché sia i giovani sia i non giovani possono conoscere almeno le norme del codice della strada e rispettare, quindi, una disciplina per l'incolumità dei cittadini.
Mi risulta che il Ministero da lei guidato, anche su parere espresso dal Consiglio superiore di sanità, avesse subordinato il conseguimento di tale patentino all'accertamento dell'idoneità psico-attitudinale e psicofisica ed a controlli successivi.
Le chiedo, signor ministro, se non ritenga che la normativa vigente debba essere rivista, introducendo, appunto, tale certificato di idoneità psicofisica.


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PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di rispondere.

PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevole Di Virgilio, l'entrata in vigore dell'obbligo di possedere una specifica abilitazione per condurre i ciclomotori per coloro che non siano già titolari di patente di guida è una chiara dimostrazione dell'attenzione che il Governo ha posto per migliorare la sicurezza della circolazione stradale e ridurre il numero degli incidenti e le loro conseguenze; un'attenzione riposta su tutti, ma specialmente nei confronti di coloro che, purtroppo, con una drammaticità sistematica, perdono la vita con una soglia statistica superiore al 50 per cento, cioè i giovani.
Dobbiamo dare atto che questo Governo ha cercato, sta cercando e cercherà sempre di azzerare l'assurda abitudine alla rassegnazione di fronte a questa drammatica perdita di vite umane.
Per decenni la conduzione dei ciclomotori è stata consentita a persone, soprattutto minorenni, che non avevano dato alcuna prova di conoscere le norme fondamentali che regolano la circolazione stradale e che, con comportamenti inadeguati, sono stati causa o vittima di gravi sinistri.
Dal 1o luglio 2004, data di entrata in vigore dell'obbligo per i minorenni previsto dal decreto legislativo n. 9 del 15 gennaio 2002, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha effettuato quasi 875 mila esami, rilasciando circa 600 mila certificati di idoneità alla guida dei ciclomotori e respingendo 275 mila studenti o esaminandi.
In merito alle pertinenti osservazioni svolte dall'onorevole interrogante, il Governo ha allo studio ulteriori proposte normative per implementare la sicurezza stradale e, tra queste, vi è l'introduzione dell'obbligo del controllo dei requisiti psicofisici dei conducenti di ciclomotori. Al riguardo, occorre considerare che, spesso, il ciclomotore - ovvero i quadricicli leggeri che allo stesso sono assimilati - è utilizzato da coloro cui viene sospesa o revocata la patente di guida per mancanza dei requisiti di idoneità psicofisica e ciò non contribuisce, certamente, a preservare l'incolumità degli utenti della strada.
Peraltro, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella fase dei lavori per le modifiche del codice della strada, aveva già proposto di subordinare il rilascio dell'abilitazione alla guida dei ciclomotori alla sussistenza dei requisiti di idoneità per condurre detti veicoli in condizioni di sicurezza.
Occorre, infine, fare presente che l'accertamento di idoneità è in linea con il progetto di direttiva sulle patenti di guida attualmente in discussione al Parlamento europeo, che prevede, tra l'altro, l'istituzione di una specifica categoria denominata A/m, necessaria per condurre i ciclomotori. Il conseguimento di tale categoria è subordinato al superamento di una prova d'esame teorica (i singoli Stati membri potranno, inoltre, prevedere come opzione anche un esame pratico) e alla verifica dei requisiti di idoneità psicofisica. Ciò, quindi, è in linea con quanto si sta facendo in Europa. Le linee di azioni descritte rientrano in un quadro sistemico di misure dirette a rendere agevole e sicuro il diritto dei cittadini alla mobilità, garantendo al massimo il rispetto delle regole che devono presiedere ad una moderna e civile convivenza.

PRESIDENTE. L'onorevole Di Virgilio ha facoltà di replicare.

DOMENICO DI VIRGILIO. Signor Presidente, signor ministro, mi dichiaro ampiamente soddisfatto per la sua risposta, perché si impegna a introdurre - come si vorrebbe anche in Europa - tale esame richiesto per tutte le altre patenti. Tra l'altro, si assiste ad un'esplosione dell'uso dei ciclomotori, ma anche delle «mini car», che sono vere e proprie piccole macchine; e le dimensioni ridotte non significano riduzione del rischio sia per i cittadini sia per coloro che le conducono. Mi sembra, quindi, che ciò sia indispensabile.


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Risulta anche che la polstrada auspichi che venga introdotto l'esame psico-attitudinale e che si verifichino periodicamente questi requisiti. D'altronde, il suo Ministero è teso a preservare l'incolumità dei cittadini e bisogna dare atto dei risultati ottenuti, anche a seguito dell'introduzione della patente a punti. Sono fiducioso che il suo impegno di oggi verrà sicuramente reso fattivo e possa giovare a tutti i cittadini.

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