Allegato A
Seduta n. 588 del 17/2/2005


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INTERPELLANZE URGENTI

(Sezione 1 - Iniziative per una corretta interpretazione della normativa in materia di rifiuti pericolosi)

A)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, per sapere - premesso che:
presso il porto di Venezia, su disposizione della procura della Repubblica, si stanno attuando sequestri dei carichi di materiali ferrosi, i quali, ai sensi del decreto legislativo n. 22 del 1997 e in applicazione della direttiva comunitaria 75/442/CEE, che il citato decreto-legge recepisce nell'ordinamento italiano, sono a considerarsi come rifiuti;
in altri porti italiani le procure hanno assunto un diverso atteggiamento, determinando così un grave danno per gli operatori e per i terminalisti del porto di Venezia;
il ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, soprattutto attraverso le iniziative del capo di gabinetto del Ministro interpellato, professor Paolo Togni, ha contribuito a creare un clima di incertezza tra gli operatori e di scontro con la Commissione europea e con le procure, attraverso l'emanazione dell'articolo 14 della legge n. 178 del 2002 e della circolare del 17 gennaio 2005 (GAB/2005/430/B03) inviata alle capitanerie di porto di Venezia e di Monfalcone;
l'articolo 14 della legge n. 178 del 2002 è oggetto di procedura di infrazione in materia di legislazione ambientale da parte della Commissione europea, ai sensi della decisione n. 200/2213-c(2002)3868;
la Corte di giustizia europea, in data 11 novembre 2004, ha accolto il ricorso presentato dal tribunale di Terni, confermando così l'incompatibilità dell'articolo 14 della legge n. 178 del 2002 con la giurisprudenza e il diritto comunitari;
la già richiamata circolare del capo di gabinetto del Ministro interpellato, professor Paolo Togni, sostiene che la direttiva 75/442/CEE «non è direttamente applicabile nell'ordinamento italiano» e che in materia di gestione dei rifiuti siamo in presenza di una «definizione italiana di rifiuto, come interpretata dal legislatore nazionale», concludendo, perciò, che: «le capitanerie di porto e, più in generale, le autorità nazionali siano ancora vincolate all'interpretazione autentica dell'articolo 14 legge n. 178 del 2002 (...) che la norma nazionale (...) non possa essere disapplicata con diretta applicazione della direttiva 75/442/CEE»;
dovrebbe essere, invece, noto, a parere degli interpellanti, che il decreto legislativo n. 22 del 1997 costituisce il recepimento delle direttive comunitarie in materia. Infatti, la direttiva europea dalla quale discende la nozione di rifiuto trasposta nell'ordinamento italiano dal decreto legislativo n. 22 del 1997 e la 75/442/CEE, come modificata dalla direttiva 91/156/CEE. Il decreto legislativo n. 22 del 1997 reca, d'altronde, il seguente titolo: «Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CEE sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio» -:
se il Ministro interpellato, applicando finalmente quanto previsto dall'ordinamento


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comunitario in materia di ambiente e di rifiuti, non intenda adottare urgenti iniziative normative tese a dare certezza agli operatori portuali, ai trasportatori e alle acciaierie, particolarmente esemplificando le procedure e gli adempimenti burocratici in materia, uniformando la norma italiana a quella degli altri Paesi dell'Unione europea;
se il Ministro interpellato non intenda procedere alla revoca della circolare sopra richiamata, secondo gli interpellanti inopportuna ed infondata, in quanto crea disagio tra gli operatori economici e continui contenziosi con la Commissione europea.
(2-01445)
«Vianello, Cazzaro, Abbondanzieri, Preda, Zunino, Vigni, Zanotti, Bandoli, Rava, Tedeschi, Sabattini, Capitelli, Ruzzante, Innocenti, Albonetti, Amici, Chianale, Leoni, Paola Mariani, Buglio, Piglionica, Crisci, Fluvi, Mariotti, Adduce, Luongo, Galeazzi, Maran, Susini, Filippeschi, Dameri, Cialente, Raffaldini, Bonito, Carboni, Alberta De Simone, Gambini».
(2 febbraio 2005)