![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Tabacci ha facoltà di
BRUNO TABACCI. Signor Presidente, la vicenda del mancato rimborso delle obbligazioni argentine ha coinvolto, come si sa, migliaia di risparmiatori italiani. Poiché il piano di rimborso predisposto dal Governo argentino è molto lontano dall'offrire un adeguato ristoro ai risparmiatori medesimi, è necessario che il Governo italiano assuma una conseguente iniziativa.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, l'onorevole Tabacci solleva due questioni: la prima concerne il rapporto del nostro paese, dei nostri risparmiatori, con l'Argentina; la seconda attiene ad un problema interno perché riguarda il rapporto dei risparmiatori medesimi con il sistema bancario italiano.
rappresenti soltanto le istanze dell'Italia e dei creditori italiani.
PRESIDENTE. L'onorevole Tabacci ha facoltà di
BRUNO TABACCI. Signor Presidente, ringrazio lei ed il ministro Giovanardi. La prima parte della risposta è assolutamente corretta. Credo che il Governo italiano debba continuare ad assumere una forte iniziativa a livello internazionale con la Banca mondiale ed il Fondo monetario, per costringere il Governo argentino a rispettare i suoi impegni. È una iniziativa multilaterale assolutamente corretta e pertinente.
D'altro canto, è da porre in risalto il ruolo che le banche italiane hanno svolto nel collocamento dei titoli presso i risparmiatori. In particolare, risulta che, approssimandosi il default dello Stato argentino, nel 2001, le banche italiane abbiano «scaricato» una fetta importante dei titoli presso i risparmiatori e, quindi, sul mercato retail, cosa che non avrebbero dovuto fare.
Questo è il punto sul quale interrogo il Governo, con riferimento alle responsabilità sia del sistema bancario sia dell'autorità di vigilanza.
Per quanto riguarda la prima questione, in epoche storiche diverse questi problemi potevano essere risolti con ruvidi contrasti fra Stati; oggi, il Governo italiano sta agendo in tutte le sedi internazionali affinché vengano rispettate le regole dei mercati internazionali e soprattutto la parità di trattamento tra i creditori italiani e quelli degli altri paesi.
L'azione del Governo si è svolta in modo determinato sia sul piano dei rapporti bilaterali sia nelle sedi multilaterali (Fondo monetario internazionale, Club di Parigi, G7). Tale linea di forte pressione continuerà ad essere perseguita con grande decisione in futuro. Pertanto, da questo punto di vista, il Governo continuerà a svolgere un'azione di sostegno ai cittadini risparmiatori in tutte le sedi competenti e con tutti gli strumenti a sua disposizione. Questo atteggiamento è stato apprezzato dai creditori stessi, dalle istituzioni internazionali e dai nostri principali partner.
D'altra parte, la strada della trattativa multilaterale pare quella migliore per cercare di ottenere maggiori risultati e dà più forza di una trattativa unilaterale che
Per quanto riguarda il sistema bancario italiano, interpellata in merito alle indicazioni fornite dall'onorevole Tabacci - il valore delle obbligazioni sarebbe passato da 460 milioni di euro nel 1999 a circa 60 milioni nel 2003 -, la Banca d'Italia ha fatto sapere che i predetti dati non figurano nelle elaborazioni statistiche pubblicate dall'istituto.
Ad ogni modo, anche a seguito di nostre pressioni, la Banca d'Italia ci ha informato di avere avviato un approfondito esame sui dati in suo possesso (in ordine ai titoli obbligazionari in questione detenuti in portafoglio dalle banche italiane negli ultimi anni), i cui risultati saranno comunicati al Governo e, naturalmente, dal Governo al Parlamento. Sulla base dei dati certi forniti dalla Banca d'Italia sarà possibile svolgere ulteriori e specifiche valutazioni.
Per quanto riguarda il secondo punto, credo si debba fare piena luce, poiché sono emerse lunghe ombre. Non può essere opposto alcun segreto da parte del direttore della Banca d'Italia. I 450 mila investitori, piccoli risparmiatori, dovevano poter contare sullo scudo del nostro sistema bancario. L'impressione che si ha è che, più che di uno scudo, si sia trattato di una mannaia che si è abbattuta su di loro (per la verità, vi è stato anche un attacco alle loro tasche). È un aspetto che va chiarito, perché occorre ripristinare un rapporto costruttivo con il risparmio italiano che, storicamente, è uno degli elementi di forza del sistema economico italiano.
Su questo punto prendo atto della disponibilità del Governo ad andare fino in fondo. Credo sia suo dovere farlo, senza guardare in faccia a nessuno, perché, come è noto, chi risponde ai cittadini in ultima istanza è il Governo. Le autorità di vigilanza facciano l'arbitro e non si pongano a capo del sistema (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).


