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PRESIDENTE. L'onorevole Detomas ha facoltà di
GIUSEPPE DETOMAS. Si tratta di una questione ben nota al Governo e già oggetto di atti di sindacato ispettivo. Non più tardi di un anno fa avevamo presentato un'interpellanza urgente sulla quale il sottosegretario Ventucci ci aveva fornito ampie rassicurazioni.
PRESIDENTE. Il ministro per le politiche comunitarie, onorevole Buttiglione, ha facoltà di
ROCCO BUTTIGLIONE, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, con una mia nota del 6 dicembre 2004 ho risposto alle osservazioni formulate dal Commissario Mc Creevy - per la verità, dal suo predecessore Bolkestein - spiegando la nostra intenzione di rivedere il regime di concessione per porlo in accordo con la normativa europea.
i decreti legislativi corrispondenti vengano rapidamente emanati dal ministero competente.
PRESIDENTE. L'onorevole Detomas ha facoltà di
GIUSEPPE DETOMAS. Signor Presidente, la preoccupazione mia e del mio gruppo consiste nel fatto che, oltre all'attenzione rivolta dal Governo verso i concessionari uscenti, quindi di Enel e di Edison, fosse lasciato qualche spazio per la difesa degli interessi delle comunità locali. Infatti, la norma di attuazione emanata dal Governo, oggetto di procedure di infrazione, prevedeva accanto alla preferenza per i concessionari uscenti - e non vedo quali diritti possano vantare rispetto a qualsiasi altro concorrente - anche quelle per le società degli enti locali o con una partecipazione di maggioranza degli enti locali. Tale aspettativa era basata sul fatto che riteniamo lo sfruttamento idroelettrico delle zone alpine un peso che in qualche modo deve essere risarcito a chi per primo ne risulta danneggiato, ovvero i cittadini che vivono in quelle aree.
In realtà, la situazione sta precipitando, in quanto stanno per scadere i termini per l'avvio delle procedure per l'attribuzione delle nuove concessioni per i bacini idroelettrici. Dunque, siamo di fronte ad un'incertezza dovuta al fatto che la normativa statale è oggetto di procedura di infrazione; tra l'altro, sembra che il Governo abbia anche impugnato la normativa provinciale che recepiva i principi stabiliti dall'Unione europea.
Quindi, ci troviamo in prossimità della scadenza in una situazione di oggettiva incertezza interpretativa e applicativa della legge.
L'adeguamento è in corso; infatti, la legge comunitaria - ahimé in ritardo - è stata tempestivamente presentata dal Governo all'inizio dal 2004. Il disegno di legge comunitaria A.S. 2742-B, all'articolo 5, lettera g), riguardo all'attuazione della direttiva 2003/54/CE, chiede una delega di diciotto mesi per definire un decreto legislativo che ritocchi il tema della durata delle concessioni e delle procedure che danno un privilegio al concessionario esistente, consistente in una sorta di diritto di prelazione.
È ovvio che togliendo il diritto di prelazione si modifica il valore della concessione stessa, creando una situazione di svantaggio per il titolare. Tale svantaggio in qualche modo va compensato e l'unico modo di farlo consiste in una ragionevole estensione della durata della concessione stessa.
Sono questi i princìpi lungo i quali ci stiamo muovendo e spero che si possa sollecitamente arrivare all'approvazione della legge comunitaria e che, successivamente,
Seguendo queste linee contiamo di arrivare ad una soluzione della controversia e abbiamo già acquisito, sia pure in via informale, una specie di comprensione reciproca o di accordo con gli uffici competenti dell'Unione europea.
Vorremmo che le province autonome di Trento e Bolzano, insieme con noi, contribuissero per la loro parte alla realizzazione di questo obiettivo. In tutte le procedure avviate abbiamo sempre tenuto presente i loro interessi e, anticipando qualche aspetto della riforma della legge La Pergola, recentemente approvata dal Parlamento, abbiamo cercato di coinvolgerle grazie ad un continuo coordinamento e ad un'informazione puntuale su quanto stavamo facendo.
Per tali ragioni abbiamo sollecitato da sempre una particolare attenzione anche verso gli enti locali, rappresentativi di quelle comunità. Pertanto, chiediamo che il Governo sia sensibile a questo problema, così come lo è rispetto alle ragioni dell'Enel e dell'Edison. È vero che si tratta di soggetti privati, quindi da tutelare e da seguire con attenzione; tuttavia, riteniamo che gli enti rappresentativi delle collettività che vivono in quelle zone abbiano altrettanto - se non maggiore - diritto ad essere seguiti.


