Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 587 del 16/2/2005
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Sull'ordine dei lavori e per la risposta a strumenti del sindacato ispettivo (ore 12,45).

BRUNO CAZZARO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BRUNO CAZZARO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per segnalare a lei e ai rappresentanti del Governo la situazione grave che si è venuta a creare nell'area veneziana in queste ore. È in corso un'imponente manifestazione dei lavoratori di Porto Marghera del settore chimico, per protesta e reazione nei confronti della decisione del presidente della giunta regionale di non concedere l'autorizzazione alla procedura per l'aggiornamento degli impianti del cloro-soda. Le organizzazioni sindacali chiedono urgentemente un incontro alla Presidenza del Consiglio, ed io le chiedo, signor Presidente, di farsi interprete di tale necessità. Le reazioni dei lavoratori sono ampiamente giustificate, perché senza questo percorso di autorizzazione si avvierebbe un declino industriale che coinvolgerebbe non soltanto l'area veneziana ma tutto il settore chimico.
Le chiedo dunque, signor Presidente, di intervenire, affinché il Presidente del Consiglio accolga tempestivamente questa richiesta di incontro e il Governo riferisca alla Commissione attività produttive sullo stato della situazione e sulle sue intenzioni per affrontare una situazione grave e di assoluta emergenza.

PRESIDENTE. Onorevole Cazzaro, riferirirà senz'altro la sua richiesta al Presidente della Camera.

GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FRANCESCO MARIA MARINELLO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per sollecitare la risposta alla mia interrogazione n. 4-10919, annunciata nella seduta del 17 settembre 2004.
Questa interrogazione rivestiva e riveste grande importanza, poiché riguarda l'arresto dei lavori per la costruzione di una caserma dei carabinieri, quindi di un presidio di legalità e di sicurezza in un'area della Sicilia, la provincia di Agrigento, presidio che, come lei ben comprenderà, essendo di sicurezza e di legalità, dovrebbe essere completato e ultimato in un periodo estremamente breve.
Mi rendo conto che i lavori si sono fermati a seguito di un contenzioso derivante dal fallimento dell'impresa che conduceva i lavori, impresa afferente a cooperative etichettate come «rosse» e di sinistra; quando vi sono questioni riguardanti cooperative di tal genere mi rendo conto che in Italia vi è sempre, anche da parte della stessa magistratura, un atteggiamento particolarmente prudenziale, ma a noi interessa poco se la questione è penale, amministrativa o fallimentare. Ciò che interessa alle popolazioni dell'agrigentino e di Sciacca, in particolare, è che il Provveditorato alle opere pubbliche, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e quello della difesa, cioè le istituzioni competenti, affrontino la questione nel merito, portandola a risoluzione nel periodo di tempo più breve possibile.
Sollecito, pertanto, una risposta alla mia interrogazione. Colgo anche l'occasione per sollecitare la risposta ad un'altra interrogazione da me presentata nella seduta dell'11 novembre 2004, che verte su un tema forse meno importante; tuttavia, le interrogazioni, rispondendo alla necessità di dare un riscontro alle istanze dei cittadini in un tempo ragionevolmente breve, hanno un loro peso se ricevono risposte tempestive altrimenti restano prive di senso, vanificando così gli stessi atti compiuti dal parlamentare.
Occorre, a mio avviso, un maggiore rispetto nei confronti delle questioni poste


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dai parlamentari nell'interesse del buon lavoro del Parlamento, di chi lo compone, ma soprattutto nell'interesse dei cittadini.

PRESIDENTE. Onorevole Marinello, condivido le sue osservazioni anche per quanto riguarda la stessa funzione del sindacato ispettivo, che non avrebbe senso se, dopo l'ispezione, non vi fosse una risposta sollecita. Ne terrò conto, facendomi carico di far presenti le sue esigenze.

GIUSEPPE GIULIETTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE GIULIETTI. Signor Presidente, il mio intervento si ricollega un po' al tema che è stato posto e io approfitto della sua presenza perché lei lo ha seguito in altri momenti.
Lei ricorderà, Presidente, che in seguito alle vicende causate dal terremoto in Umbria e nelle Marche, ogni anno nella legge finanziaria viene posta la questione del congelamento di quella che viene chiamata la «busta pesante», ovvero delle trattenute. Nelle ultime due leggi finanziarie, a causa del voto di fiducia, non è stato votato alcunché, neppure la copertura finanziaria.
In occasione dell'ultima legge finanziaria venne posta, devo dire dai colleghi più diversi, come le onorevoli Abbondanzieri, Sereni, ma anche da quelli dell'altra parte politica, come l'onorevole Benedetti Valentini, la questione della copertura di bilancio. Attenzione, Presidente, io la sollevai prima della legge finanziaria, lei lo ricorderà. Si raggiunse l'intesa per cui, non potendo votarla, ci sarebbe stata l'automatica proroga dello stato d'emergenza, deciso dalla protezione civile, che poi in effetti vi è stata; a quel punto lei sa che occorre un atto con la firma del ministro Siniscalco per la relativa copertura, rispetto sia al congelamento che all'allineamento dell'Umbria ad altre situazioni come quelle della Sicilia, del Piemonte e di altre regioni che hanno oggi trattamenti differenziati.
Cosa è successo, Presidente? Che una grande impresa come Trenitalia ha provveduto nel mese di dicembre, e ora in quello di gennaio, ad operare trattenute sulle buste paga dei dipendenti, giustificandole con la mancanza della relativa copertura. Mi hanno informato poco fa i sindaci delle diverse zone, da Gualdo a Foligno, a Nocera, ad altre realtà, e credo la situazione sia simile nelle Marche, che altre imprese in queste ore si apprestano ad intervenire nello stesso senso tramite le trattenute.
Presidente, io le sottopongo la questione poiché, rispondendo ad una interrogazione che ripresenterò con grande urgenza, il ministro Siniscalco aveva affermato che si sarebbe attivato presso l'ufficio delle entrate per impedire che si verificassero situazioni difformi.
Ecco, devo fare presente che, mancando la firma da parte del ministero competente, si stanno creando condizioni difformi per molte imprese e molti cittadini e la situazione rischia di complicarsi.
Chiedo non solo che si dia risposta alle interrogazioni presentate, ma che intervenga immediatamente la firma dell'atto - non mi risulta che, al riguardo, esistano ostacoli - in modo da eliminare una situazione francamente ingiustificata ed ingiustificabile. La ringrazio, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Giulietti, le do atto che lei aveva sollevato il problema a tempo debito, come risulta anche dagli atti.
La Presidenza si attiverà affinché la discrasia tra il dire, il fare ed il firmare sia, ove possibile, superata.

ALFONSO GIANNI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALFONSO GIANNI. Signor Presidente, mi appello alla sua grande sensibilità. Come lei sa, una manciata di minuti fa è comparso sugli schermi della televisione italiana un video molto drammatico: la giornalista Giuliana Sgrena, in lacrime, chiede aiuto e lancia un appello.


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In occasione di altre drammatiche vicende, la mia parte politica - lei lo sa bene, signor Presidente - ha sempre distinto il giudizio politico dal problema, per me assolutamente sovrastante, di salvare una vita umana. Ora prendo la parola perché conosco Giuliana Sgrena da trentacinque anni: l'ho vista formarsi insieme a me (io nella politica, lei nel giornalismo politico) e le assicuro, signor Presidente - mi ascolti, la prego - che non è una persona facilmente influenzabile. In termini un po' studenteschi, si potrebbe dire che è una dura, una persona coraggiosa, determinata, convinta ed equilibrata. Se si esprime in quel modo, come i colleghi possono constatare perché la terza rete diffonde il video, è perché, probabilmente, è successo qualcosa che ha fatto precipitare la situazione.
So che è in corso un dibattito al Senato con il quale non voglio interferire, ma credo che la Presidenza della Camera - faccio appello alla sua sensibilità, signor Presidente, lo ripeto - debba immediatamente sentire le autorità di Governo affinché siano messe in atto tutte le possibili iniziative per permettere a Giuliana di tornare tra noi. Ho preso la parola perché, questa volta, per la prima volta, temo effettivamente per la sua vita. Grazie, signor Presidente (Applausi).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Alfonso Gianni.
Per quanto di competenza della Camera e per quanto è giusto possa fare il Governo, in tutte le sue articolazioni, mi auguro che un intervento possa avere luogo anche in questa fase così drammatica. Per quanto mi riguarda, agirò nel senso da lei indicato.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Signor Presidente, vorrei semplicemente associarmi alle parole dell'onorevole Giulietti. Come parlamentari dell'Umbria e delle Marche, appartenenti sia all'opposizione sia alla maggioranza governativa, chiediamo al ministro dell'economia di provvedere con la massima sollecitudine, poiché ormai vi è il presupposto, vale a dire la proroga dello stato di emergenza, per l'adozione di un provvedimento che impedisca le trattenute sulle buste dei lavoratori dipendenti, cosa che, invece, purtroppo, sta avvenendo, a nostro parere, anche arbitrariamente.
Chiediamo di adottare al più presto questo provvedimento per normalizzare la situazione e permetterci di affrontare con tranquillità l'ulteriore problema del recupero rateizzato nel tempo.

PRESIDENTE. Il collega Giulietti aveva segnalato il suo interessamento; le sue parole ne sono la riprova. Mi farò carico di fare tutto ciò che è possibile per favorire questa operazione.
Sospendo la seduta, affinché possano essere predisposte le cabine per la votazione relativa all'elezione di un Segretario di Presidenza.

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