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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Laurentiis. Ne ha facoltà.
RODOLFO DE LAURENTIIS. Credo che il provvedimento che abbiamo oggi di fronte meriti sicuramente alcune riflessioni positive, perché segna un punto di svolta in un settore strategico per il paese.
L'autotrasporto è stato al centro di un intenso dibattito politico tra le parti, finalizzato alla ricerca di quelle iniziative e di quelle azioni capaci di ridare agli operatori del comparto quel sostegno necessario, da una parte, ad accelerare i processi di riorganizzazione fondamentali per reggere la competizione, ormai sempre più ampia, e, dall'altra, ad avviare un piano strutturale relativamente al posizionamento sul mercato e nel mercato: nel mercato, per avere la capacità di corrispondere alle esigenze logistiche sempre più complesse che esprime il mondo imprenditoriale; sul mercato, per confrontarsi
efficacemente con i competitors internazionali, che tendono sempre più ad eludere quote di mercato.
Il processo in atto di modifica delle cosiddette tariffe a forcella è un aspetto che merita grande attenzione da parte delle forze politiche, perché finalizzato a far sì che l'incontro tra la domanda e l'offerta sia sempre più impostato alla reciproca collaborazione e alla libera contrattazione per trovare soluzioni idonee ed equilibrate nella definizione delle tariffe regolate, ma certamente non ingessate.
Il disegno di legge delega, quindi, richiede la massima attenzione, perché rappresenta una vera e propria svolta in un settore che è sempre più strategico rispetto all'economia del paese.
Negli anni scorsi l'autotrasporto misurava la propria crescita con la stessa intensità del prodotto interno lordo. Oggi, invece, esso denota una crescita molto più accelerata, con un rapporto di 1,5, ovvero la crescita del trasporto è una volta e mezza quella del prodotto interno lordo. Cosa significa ciò? Significa semplicemente che, se non accompagniamo questo settore con mirate scelte di politiche dei trasporti, investimenti e regole, corriamo il rischio di determinare situazioni ancora più critiche rispetto a quelle che stiamo vivendo e rispetto ai nostri diretti competitors internazionali.
Sembra quasi paradossale, ma la verità è che gli altri paesi stanno assegnando alla loro posizione geo-economica un ruolo determinante ai fini dello sviluppo e sembra quasi che noi, che abbiamo una posizione invidiabile, facciamo di tutto per non accorgercene.
Occorre mettere mano subito ai punti previsti nel disegno di legge delega con i decreti legislativi di attuazione per dare un chiaro indirizzo al settore. Per anni abbiamo atteso questa riforma, sapendo che il comparto soffre ormai di due patologie definite: da un lato, esso è ingessato in un congegno di norme superate ed obsolete rispetto alle esigenze di mercato. Penso, in particolare, alle tariffe a forcella. Dall'altro, esso soffre di una scarsa attenzione alle possibilità e alle opportunità di integrazione con altre modalità di trasporto e ciò sovraccarica fortemente il trasporto su gomma di aspettative che si sono rivelate molto superiori rispetto a quanto le logiche economiche rendessero plausibile.
Penso al trasporto sulle lunghe distanze, ove il trasporto ferroviario non è competitivo. Penso al trasporto nell'ambito urbano, ove più del 70 per cento dei veicoli è ancora in conto proprio. Penso, insomma, alla forte penalizzazione dell'offerta.
Le imprese di autotrasporto, a causa di tali patologie, oggi scontano, da un lato, un gap competitivo forte rispetto alle imprese di settore dell'Europa del nord; dall'altro, l'aggressività ed i minori costi delle aziende dell'est.
Onorevoli colleghi, penso che con il percorso che mettiamo in campo con l'approvazione di questo disegno di legge delega non avremo certamente esaurito il nostro compito, che nei prossimi anni dovrà essere ancora più impegnativo. Sarà, infatti, necessario operare per alleggerire i maggiori costi che gravano sulle nostre imprese di autotrasporto per poter dare loro competitività su scala internazionale. È sufficiente la lettura degli ultimi dati riguardanti la bilancia dei pagamenti relativi ai noli per capire come emerga una preoccupante e, al momento, vincente politica di penetrazione portata avanti da operatori stranieri. Del pari, vanno avviate politiche strutturali nella direzione di una maggiore infrastrutturazione del paese.
Studi di settore hanno consentito di evidenziare e quantificare l'handicap di cui soffrono le imprese italiane di autotrasporto nella formazione dei propri costi, pari ad un 10 per cento. Tale handicap è dovuto alle basse velocità commerciali cui sono costretti i nostri operatori anche per i vincoli di capacità del sistema sia sulle reti e sui nodi, sia, in particolare, ai valichi. Questo aspetto è stato anche sottolineato dal Presidente Berlusconi nella lettera inviata all'Unione europea, con un richiamo alle forti penalizzazioni che il nostro autotrasporto, e con esso l'intero mondo imprenditoriale italiano, subisce per l'attraversamento dei valichi alpini, in
considerazione anche delle politiche di divieti e contingentamenti imposti dai paesi confinanti.
Occorre, nel prossimo futuro, che le politiche di settore siano finalizzate, oltre che alle infrastrutture, anche e soprattutto alla formalizzazione di un progetto per la logistica di impresa e quella distributiva, all'attivazione di meccanismi che servano a ridefinire i rapporti domanda-offerta, a delegificare il settore. Tali punti vanno non solo focalizzati con i decreti legislativi di attuazione, ma anche supportati da politiche di investimento chiare e definite.
Abbiamo appreso che il Governo si appresta anche a varare un patto per la logistica, il che significa che ormai sono a fuoco criticità e linee di intervento. Bene, se riusciremo ad accompagnare il percorso normativo intrapreso con un progetto di politiche del settore ed un riordino, come previsto nei compiti e funzioni degli organismi preposti all'attuazione di tali atti di indirizzo, significa che avremo intrapreso con forza la strada giusta.
Per raggiungere gli obiettivi delle politiche di logistica pubblica e di riordino dei trasporti occorre puntare ad innalzare gli standard di servizio, a tutti i livelli, per mantenere la competitività ed uno scenario di ristrutturazione ed innovazione dei mercati. Occorre sostenere lo sviluppo delle catene logistiche di trasporto attraverso strutture sia materiali sia immateriali. Occorre promuovere lo sviluppo di distretti industriali logistici per agevolare la diffusione di sistemi innovativi nella gestione dei problemi logistici e nell'organizzazione delle filiere della logistica.
Al mondo delle imprese dobbiamo assicurare che i loro obiettivi siano sostenuti anche da politiche di Governo affinché sia possibile trasformare i costi fissi in variabili e progressivamente provvedere alla loro riduzione. Occorre la reingegnerizzazione delle procedure di approvvigionamento e di distribuzione ed un continuo miglioramento aziendale nella logica del quality management.
Queste sono alcune delle considerazioni che hanno portato l'UDC a sostenere con forza il provvedimento in tutte le fasi dell'esame in Commissione ed in aula ed a ribadire con decisione e convinzione il proprio voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Meroi. Ne ha facoltà.
MARCELLO MEROI. Signor Presidente, il voto di Alleanza Nazionale su questo provvedimento è un voto fortemente convinto alla luce delle considerazioni già svolte in Commissione trasporti, in quest'aula e nell'aula del Senato relativamente alle problematiche generali di un'Europa allargata e dell'impulso dato da questo Governo alla realizzazione di importanti infrastrutture.
Si tratta di una prima e forte risposta alla domanda che il collega Raffaldini si poneva, cioè se un comparto debba vivere attraverso un'espressione di capacità innovative e professionali. Credo che con il provvedimento in esame si dica chiaramente che il comparto deve essere sviluppato attraverso un connubio intelligente e propositivo tra un quadro legislativo di riferimento ed una liberalizzazione dello stesso mercato da lasciare allo sviluppo ed all'intelligenza degli operatori.
Vedete, colleghi, quando ci riferiamo alla riforma dei servizi automobilistici interregionali di competenza statale, in realtà parliamo di graduale passaggio dal regime concessorio al regime autorizzativo, quindi di uno sviluppo anche di carattere procedurale che liberalizza il mercato, favorisce la crescita, introduce parametri intesi ad elevare standard di sicurezza, ma che, soprattutto, è coerente con uno dei provvedimenti più rilevanti, adottati da questo Governo e da questo Parlamento in ordine alla sicurezza stradale, che ci ha consentito di raggiungere l'importante obiettivo positivo di aver salvato tante vite.
Al di là di queste valutazioni, occorre sottolineare l'importanza anche degli aspetti più strettamente normativi e tecnici di questo provvedimento. In materia
di autotrasporto di merci, vi è il superamento delle tariffe obbligatorie «a forcella», delle quali si è parlato per tanti anni, ma che nessuno finora era riuscito ad affrontare; vi è la libera contrattazione dei prezzi e la forma scritta dei contratti di trasporto, che nella fase precedente, in cui si lasciava libertà ad usi e consuetudini, avevano causato tante difficoltà in sede interpretativa. Vi sono poi anche altri aspetti molto importanti, come quelli che concernono il riordino e la razionalizzazione dell'organizzazione e della funzionalità degli organismi pubblici operanti nel settore dell'autotrasporto di merci. Si tratta quindi di un provvedimento che si ispira ad una liberalizzazione del mercato, all'aumento della competitività ed a controlli generali di qualità e di sicurezza. D'altronde, sappiamo tutti perfettamente che la libera concorrenza fa crescere il mercato, riesce a ridurre i prezzi ed, inoltre, se svolta in modo intelligente, riesce ad offrire al pubblico un servizio di qualità certamente migliore.
Vorrei concludere il mio intervento in fase di dichiarazione di voto, a nome del gruppo di Alleanza Nazionale, con alcune riflessioni di natura politica, in risposta ai colleghi che mi hanno preceduto. Siamo certamente d'accordo che si tratta solo di un primo passo, al quale dovranno seguirne altri. Tuttavia, collega Raffaldini, il fatto che oggi il Parlamento attribuisca una delega al Governo non è una libera scelta, che possiamo in maniera elastica valutare in un modo o nell'altro. Si tratta invece di una sorta di procedura normativamente stabilita, di una normale competenza che la Camera attribuisce a chi può, in base alla legge, svolgere delle valutazioni finali.
Credo dunque che una polemica tesa a personalizzarsi sul nome del ministro Lunardi non abbia in questa sede nessuna ragione di esistere, così come non ha nessuna ragione di esistere la polemica, sia pure comprensibile, per tutto quello che è successo ultimamente sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria e l'anno scorso sul tratto autostradale tra Modena sud e Modena nord. In Commissione trasporti, infatti, unanimemente abbiamo votato una risoluzione per chiedere che sia considerato un aspetto importante, che peraltro dovremo valutare nei decreti legislativi che il Governo dovrà adottare sulla base della delega conferita: la necessità di un coordinamento di tutte le strutture interessate dall'autotrasporto. Ritengo infatti che ciò sia assolutamente fondamentale per lo sviluppo non soltanto dell'autotrasporto di persone e di cose, bensì per lo sviluppo del trasporto inteso nel suo complesso.
Da ultimo, vorrei esprimere la seguente considerazione. Quando da sinistra si parla di progetto-programma, come affermato dal collega Di Gioia, credo ci si dimentichi di un aspetto fondamentale: oggi questo Governo ha dato una prima risposta importante in termini di sviluppo e chi, oggi, parla di programma, invece di partecipare, anche con l'espressione di un voto positivo, all'elaborazione di questo provvedimento, forse dimentica che ha avuto a disposizione cinque anni, ma anche tanti anni precedenti, per far sì che questo progetto-programma, che oggi si vuole realizzare, diventasse un progetto legislativo (aveva i mezzi ed i numeri per farlo). Forse, è mancata la volontà!
Oggi noi manifestiamo questa volontà in maniera chiara, con un provvedimento estremamente positivo, che dimostra come altri questa volontà non l'abbiano espressa ed abbiano perso un'ottima occasione per farsi anche carico di responsabilità importanti in questo senso, dimostrando che alle parole, purtroppo, nessuno, se non noi, è riuscito a far seguire i fatti.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Saluto gli studenti e gli insegnanti delle quarti classi del liceo Torelli di Fano, che assistono ai nostri lavori (Applausi).
Per consentire l'ulteriore decorso del termine di preavviso, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 11,15 con immediate votazioni.
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