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realtà sei persone, indicando i nomi degli altri tre correi mai processati e appartenenti a Potere operaio, ma dichiarando, con allucinante arroganza, che, dopo la strage, sono intervenute coperture e connivenze, a partire dai vertici della sua organizzazione fino ad eminenti personalità della sinistra, per evitare che le indagini individuassero tutti i responsabili e per aiutare quelli che come lui erano fuggiti all'estero, arrivando ad ipotizzare una collusione della stessa magistratura inquirente;
uno degli autori dell'atroce morte, avvenuta il 16 aprile 1973, dei due figli di Mario Mattei, segretario della sezione del Movimento sociale italiano di Primavalle, nel corso di una recente intervista rilasciata dal Brasile - dove ha condotto una latitanza indisturbata fino ad ottenere la prescrizione della pena - ha aggiunto nuovi e sconvolgenti particolari sull'attentato alla famiglia Mattei, non solo confessando che a progettarlo e a realizzarlo sono state in
queste rivelazioni, se confermate, sono l'ennesima conferma che c'è stata in tutti questi anni una pervicace mobilitazione di intellettuali, personalità della nostra vita pubblica e politici, che, in nome di un ideologismo aberrante, attraverso la calunnia e le più miserabili campagne di disinformazione, hanno, di fatto, coperto ed aiutato gli autori degli episodi di violenza politica, degli omicidi politici e delle devastazioni politiche, che negli anni settanta hanno colpito tanti giovani e militanti;
la procura di Roma ha disposto l'apertura di un'indagine per i reati di strage. L'indagine vede, purtroppo, esclusi i tre imputati a suo tempo condannati, oltre che per l'incendio, solo per il reato di omicidio colposo, essendo nel frattempo intervenuta e dichiarata a loro favore la prescrizione proprio a causa del titolo del reato (omicidio colposo), del quale furono ritenuti responsabili, quasi si fosse trattato di un incidente stradale;
ad avviso degli interroganti, desta sconcerto quel «silenzio ideologico» che ancora oggi vede intellettuali e politici parlare di «dovere di contestualizzazione degli eventi» e di «strumentalizzazione da parte della destra dei risentimenti di un condannato», così tentando oggettivamente di impedire che una volta per tutte si faccia luce e si accerti la verità sulla morte dei fratelli Mattei -:
quali iniziative intenda intraprendere il Ministro interrogato, nell'ambito delle rispettive competenze, affinché si giunga all'individuazione di tutte le eventuali responsabilità all'interno delle istituzioni sulla strage di Primavalle, ivi comprese le eventuali coperture e le connivenze di cui avrebbero goduto in questi anni i responsabili di un delitto tanto agghiacciante.
(3-04214)
(15 febbraio 2005)