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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge di iniziativa dei senatori Bonatesta ed altri, già approvata dalla IV Commissione permanente del Senato: Equiparazione ai cimiteri di guerra di monumenti sacrari; e dell'abbinata proposta di legge di iniziativa del deputato Ruzzante.
Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi é pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori dell'Assemblea (vedi calendario).
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lavagnini, vicepresidente della IV Commissione, in sostituzione del relatore, onorevole Rotundo.
ROBERTO LAVAGNINI, Vicepresidente della IV Commissione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la IV Commissione propone l'approvazione di un provvedimento che riguarda l'equiparazione di alcuni monumenti sacrari ai cimiteri di guerra. Al riguardo, si ricorda che in questo campo la IV Commissione Difesa del Senato della Repubblica ha approvato un progetto di legge, in sede deliberante, il 21 novembre 2001. Tale progetto consta di un unico articolo e prevede che il monumento sacrario dei 51 martiri di Leonessa (Rieti) e il monumento sacrario dedicato al ricordo dei caduti e dei dispersi di tutte le guerre, denominato Ara Pacis Mundi, di Medea (Gorizia) siano equiparati a tutti gli effetti ai cimiteri di guerra. In proposito si rammenta che cinquant'anni fa veniva eretto sul Colle di Medea (Gorizia) un grandioso monumento destinato a ricordare, nel tempo, il sacrificio di guerra quale elemento fondamentale per esaltare la comune volontà di universale pacificazione nell'affermazione di fratellanza di tutti i popoli nel rispetto dei diritti e della dignità umana.
Nella grande urna di granito collocata al centro della predetta opera architettonica vennero deposte le cassette contenenti la terra raccolta nei cimiteri di guerra sparsi in ogni parte del mondo e l'acqua dei mari nei quali si inabissarono navi ed aerei distrutti nel corso dei conflitti che hanno coinvolto l'Italia durante il secolo scorso. Si ricorda altresì che il 7 aprile 1944, venerdì santo, a Leonessa (Rieti) morirono tragicamente trucidati per rappresaglia dai reparti dell'esercito tedesco 23 cittadini di questo comune. Mentre altri cittadini morirono nei giorni precedenti, nel corso di rastrellamenti, nel vasto territorio del comune.
Sul luogo dell'eccidio rimasero numerosi frammenti umani, che furono pietosamente
raccolti e custoditi in una cassetta di zinco.
Mentre le salme dei caduti vennero tumulate nel cimitero del capoluogo a cura dei familiari, l'urna contenente i resti non identificati delle vittime venne inserita in una nicchia, appositamente predisposta nel monumento successivamente eretto sul luogo dell'eccidio.
Il provvedimento, pertanto, considerati gli alti valori morali, umani, civili ed architettonici di cui sono espressione i monumenti di Medea e di Leonessa e, al fine di garantirne una adeguata conservazione e protezione, li equipara a tutti gli effetti ai cimiteri di guerra.
Nel corso dell'esame della proposta di legge, la Commissione ha affrontato il problema dell'estensione del novero dei monumenti sacrari da equiparare ai cimiteri di guerra. In questo quadro, è stata anche valutata la possibilità di delegificare la materia dell'equiparazione, affidando il compito di provvedervi ad appositi decreti del ministro della difesa. Tale soluzione è stata tuttavia accantonata anche in considerazione dei potenziali oneri finanziari che avrebbe potuto comportare l'introduzione di una categoria «aperta» di monumenti sacrari da equiparare.
Si è, quindi, preferito prevedere una limitata estensione dei monumenti sacrari da equiparare con legge, tenendo conto sia delle risorse disponibili in bilancio sia degli oneri quantificati dall'apposita relazione tecnica, verificata dal Ministero dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 11-ter, comma 3, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
La Commissione, pertanto, sulla base di alcune proposte di legge presentate nel corso della precedente legislatura (S. 3900, S. 2717 e C. 3948) ha previsto che anche il Sacrario nazionale Mater Captivorum di Melle in Valle Varaita (Cuneo) sia riconosciuto cimitero di guerra. Analogo riconoscimento è stato previsto anche per il Tempio Sacrario di Terranegra con l'annesso museo dell'ex internato denominato «Tempio nazionale dell'internato ignoto» (Padova), così come disposto dall'abbinata proposta di legge Ruzzante n. 2505.
Sul testo elaborato dalla Commissione, la I Commissione affari costituzionali e la V Commissione bilancio, tesoro e programmazione hanno espresso parere favorevole.
Il testo elaborato dalla Commissione, come accennato in precedenza, aggiunge ai monumenti sacrari da equiparare, ai sensi del provvedimento approvato in sede deliberante dalla IV Commissione difesa del Senato della Repubblica, il Sacrario nazionale Mater Captivorum di Melle, in Valle Varaita (Cuneo) e il Tempio Sacrario di Terranegra con l'annesso museo dell'ex internato denominato «Tempio nazionale dell'internato ignoto» (Padova).
Il Sacrario nazionale Mater Captivorum di Melle è dedicato alla memoria di tutti i militari italiani caduti per la patria in terra straniera ed è ogni anno meta di pellegrinaggi e cerimonie commemorative. Fino ad oggi, l'Associazione nazionale ex prigionieri di guerra dei campi francesi si è occupata del sacrario, dopo averlo restaurato nel 1968, senza fare ricorso a contributi pubblici.
Il grande «Tempio nazionale dell'internato ignoto», con l'annesso museo dell'internamento, invece, è stato realizzato più di cinquanta anni fa, negli anni 1949-1953, nel territorio del comune di Padova. Il complesso è stato voluto, accogliendo il proposito di un superstite di Dachau, don Giovanni Fortin, dai militari superstiti dei lager nazisti, per non dimenticare il sacrificio di decine di migliaia di uomini che, in drammatiche situazioni storiche e politiche, preferirono la via del volontario sacrificio piuttosto che collaborare in qualsiasi modo con la dittatura nazifascista. L'opera è stata fino ad oggi curata grazie al volenteroso apporto della comunità padovana o dell'Associazione nazionale ex internati.
Infine, la Commissione ha inserito nella proposta di legge una disposizione volta alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dal provvedimento, come quantificati dall'apposita relazione tecnica verificata
dal Ministero dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 11-ter, comma 3, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
In conclusione, si può esprimere, quindi, una valutazione positiva sul provvedimento, che tende a conciliare l'esigenza della doverosa equiparazione di alcuni monumenti sacrari ai cimiteri di guerra, con le risorse finanziarie disponibili.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
GIUSEPPE DRAGO, Sottosegretario di Stato per la difesa. Mi riservo di intervenire nel prosieguo del dibattito, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
È iscritto a parlare l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, il gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo voterà convintamente a favore della proposta di legge in esame e condivide, sostanzialmente, la relazione di cui l'onorevole Lavagnini ha dato lettura. Infatti, siamo assolutamente convinti che il riconoscimento sia dovuto sia nei confronti del Monumento sacrario dei 51 martiri di Leonessa, in provincia di Rieti, sia nei confronti del Monumento sacrario dedicato al ricordo dei caduti e dei dispersi di tutte le guerre denominato Ara Pacis Mundi di Medea, in provincia di Gorizia.
Il proficuo lavoro svolto in Commissione difesa della Camera ha consentito di affiancare ai predetti monumenti sacrari anche il Sacrario Mater Captivorum di Melle, in Valle Varaita, in provincia di Cuneo e, soprattutto, per quanto mi riguarda più da vicino, quello oggetto della mia proposta di legge n. 2505, il Tempio Sacrario di Terranegra, con l'annesso museo dell'ex internato denominato «Tempio nazionale dell'internato ignoto» (Padova).
Credo che la proposta di legge sia giusta perché, prevedendo l'equiparazione a tutti gli effetti ai cimiteri di guerra, secondo quanto previsto dalla legge n. 204 del 1951, dà maggiore decoro a luoghi che rappresentano l'Italia e la nostra storia e li consegna alla memoria delle generazioni future.
Desidero soffermarmi, in particolare, sul Tempio Sacrario di Terranegra denominato «Tempio nazionale dell'internato ignoto».
Vorrei ricordare all'Assemblea che esso è stato insignito della medaglia d'oro al valor militare. Il 13 settembre 1998, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro conferì l'onorificenza, in occasione di una manifestazione che si svolse alla presenza dell'ex Presidente del Senato della Repubblica, senatore Nicola Mancino e del ministro della difesa del tempo, che mi fa piacere ricordare, Mino Andreatta, con la seguente motivazione: «Uomini di cui non sempre si conosce il nome, ma di cui deve essere vivo il ricordo e soprattutto l'esempio». Credo sia questa la motivazione che mi ha indotto a presentare la proposta di legge abbinata n. 2505 e la Commissione difesa ad accoglierla.
Credo sia importante anche ricordare la figura di don Giovanni Fortin, un superstite di Dachau. A lui si deve la realizzazione del «Tempio nazionale dell'internato ignoto» che consente a centinaia e centinaia di giovani, di ragazzi di visitare un importante luogo di memoria ed un museo, che tengono vivo il ricordo dell'internamento e del sacrificio di coloro i quali ci hanno lasciato in eredità due beni, due valori tra i più preziosi: la democrazia e la libertà.
Quindi, credo che inserire i monumenti sacrari tra le provvidenze previste dalla legge 9 gennaio 1951, n. 204, che definisce i compiti del commissario generale per le onoranze ai caduti, sia doveroso da parte di questa Assemblea.
Mi avvio alla conclusione ricordando che il gruppo dei Democratici di sinistra esprimerà un convinto voto a favore sul provvedimento in esame. Mi auguro che il Senato possa arrivare rapidamente, nel corso di questa legislatura, alla approvazione definitiva della proposta di legge in
esame (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Santino Adamo Loddo. Ne ha facoltà.
SANTINO ADAMO LODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche il gruppo della Margherita esprimerà un convinto voto a favore sul provvedimento in esame che ha avuto una parentesi precedente nel corso della XIII legislatura. Infatti, un provvedimento analogo fu approvato dalla Commissione difesa del Senato in sede deliberante. Quindi, fu trasmesso alla Camera dei deputati. Poi la legislatura terminò ed ora ci troviamo ad esaminarlo nuovamente.
La proposta di legge prevede la equiparazione ai cimiteri di guerra dei monumenti sacrari di Leonessa e di Medea, nonché del Sacrario nazionale Mater Captivorum di Melle in Valle Varaita (Cuneo) e del Tempio sacrario di Terranegra, con l'annesso museo dell'ex internato denominato «Tempio nazionale dell'internato ignoto» di Padova. Questi ultimi sono stati inseriti su proposta condivisa dall'intero arco parlamentare, anche a seguito dell'iniziativa legislativa del collega Ruzzante.
Il testo è composto da un unico articolo e non comporta oneri finanziari aggiuntivi per l'erario. È evidente che questa proposta di legge ha l'importante funzione di non far dimenticare i luoghi ed i simboli della nostra storia.
Sul Colle di Medea (Gorizia) è stato eretto un grandioso monumento destinato a ricordare nel tempo il sacrificio della guerra, il valore universale della pace e il principio di fratellanza tra i popoli, nel rispetto dei diritti e della dignità umana. A testimonianza di questo, nella grande urna di granito collocata al centro del monumento furono deposte le cassette contenenti la terra raccolta nei cimiteri di guerra sparsi in ogni parte del mondo e l'acqua dei mari, i luoghi in cui sono morti i marinai nei diversi conflitti che hanno coinvolto l'Italia durante il secolo scorso.
Il trasferimento nell'Ara Pacis Mundi di Medea delle piccole cassette avvolte nel tricolore avvenne con l'unanime partecipazione della folla commossa e raccolta. Tale partecipazione è sostanzialmente paragonabile, pur nella diversità dei tempi e delle circostanze, a quella registrata in occasione della solenne traslazione a Roma della salma del milite ignoto. Nel 26 maggio 1996, in concomitanza con la ricorrenza del quarantacinquesimo anniversario della erezione del monumento, è stata finalmente deposta nell'urna dinnanzi specificata anche la cassetta contenente la terra raccolta in Ucraina - a cura del commissariato generale per le onoranze dei caduti, del Ministero della difesa -, nei luoghi in cui, durante la campagna di Russia, nella seconda guerra mondiale, sono morti oltre centomila soldati italiani, gran parte dei quali fu sepolta in fosse comuni; i resti, non più identificabili, rimarranno per sempre nei vasti territori dell'ex Unione sovietica.
Lo stesso discorso vale anche per gli altri sacrari. Essi, infatti, custodiscono i più alti valori morali, umani, civili, perché sono lì a simboleggiare il ruolo e il compito della memoria, soprattutto verso le nuove generazioni che fortunatamente nel nostro paese non hanno conosciuto la tragedia della guerra.
È, quindi, un dovere quello di custodire questi monumenti e di preservarli dall'incuria del tempo, ma soprattutto dall'oblio delle nostre memorie. In questo terzo millennio, iniziato con la terribile guerra non convenzionale del terrorismo, abbiamo tutti il dovere di non dimenticare il buio ed il dolore della guerra.
Siamo favorevoli all'approvazione del provvedimento perché ne condividiamo il contenuto e le finalità. Non vogliamo dimenticare. Vogliamo dare al paese gli strumenti per farlo (Applausi dei deputati della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Romoli. Ne ha facoltà
ETTORE ROMOLI. Signor Presidente, colleghi, l'approvazione, oramai scontata,
di questo provvedimento è un atto dovuto da parte della collettività nazionale nei confronti tutti coloro che nelle guerre nazionali hanno sacrificato la loro vita per tener fede ad un impegno che era stato assunto. Ricordo che il monumento sacrario dedicato al ricordo dei caduti e dei dispersi di tutte le guerre, l'Ara Pacis Mundi di Medea, è un monumento importante, un monumento direi fondamentale in una terra che già ha numerosissimi altri monumenti, che ricordano la sofferenza che essa ha subito a causa della guerra che l'ha attraversata più volte e che più volte ha lasciato lutti indicibili.
Oggi, con il provvedimento che verrà approvato si dà nuova dignità a questo monumento, che oggi versa in condizioni di notevole degrado a causa del trascorrere del tempo e della insufficiente manutenzione, che non può essere assicurata dal comune che non ha mezzi finanziari idonei per provvedervi.
Il fatto di averlo equiparato ai cimiteri di guerra oggi consentirà, mi auguro, di reperire i fondi necessari per una prima manutenzione indispensabile e poi per un mantenimento dignitoso di questo monumento pieno di significati, che è molto importante e molto rappresenta per la nostra terra (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Costa. Ne ha facoltà.
RAFFAELE COSTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo molto brevemente. Credo che il voto su questo provvedimento sarà un voto che esprimerà un consenso generale e difficilmente potrà essere diversamente; anche sotto il profilo tecnico credo che non ci siano problemi. Confesso che non conoscevo l'iter di questo provvedimento, non conoscevo le proposte di legge, che sono state formulate dai colleghi senatori e dai colleghi qui presenti, per alcuni sacrari.
Ritengo che questo passaggio formale - perché si tratta sotto certi aspetti soltanto di un fatto formale (che ha qualche altra conseguenza, ma prevalentemente è formale, perché dal punto di vista sostanziale abbiamo ritenuto che i sacrari fossero cimiteri di guerra e i cimiteri di guerra fossero sacrari, almeno nel linguaggio comune) - sia significativo. Il voto quindi non può che essere positivo. Poche parole contiene questa legge; sono parole di testimonianze; la spesa è sotto molti aspetti simbolica, ma è anche significativa di un impegno nei confronti di coloro che sono scomparsi durante il periodo bellico. Una scelta non politica, ma di rispetto universale, in un momento in cui la memoria ritorna ad essere forte e vivificata da molti aspetti, da pubblicazioni, da libri, da trasmissioni televisive, da film (la memoria delle vittime dei campi nazisti, la memoria delle foibe, che presto ricorderemo in diverse occasioni anche parlamentari).
Qui si ricordano i morti fuori confine, si ricordano anche i morti in prigionia. Direi che il testo della Commissione bene è stato modificato, in modo più completo, comprendendo pochi casi, con una spesa anche modesta. Fra questi ho rilevato il piccolo Mater Captivorum del comune di Melle in Valle Varaita, una valle che ha avuto molte vite spezzate nell'ultimo conflitto e che ha contribuito a quelle 17 mila vittime della guerra che ci sono state nell'ultimo conflitto soltanto nell'ambito della provincia di Cuneo.
Ci saranno dei piccoli restauri e devo dire che è stata molto meritevole l'attività di coloro che fino ad oggi hanno gestito questi sacrari, senza gravare minimamente sul pubblico. Oggi c'è un riconoscimento da parte del pubblico e il riconoscimento più grande è che se per 60 anni si è avuta pace in Europa credo che sia anche merito di coloro che oggi noi vogliamo ricordare con questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
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