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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, intervengo molto brevemente, visto che ciascun collega può approfondire i fatti dalla relazione scritta e da quella appena svolta dal collega Cola.
Però, farei notare come già in sede di Giunta avemmo ad esprimere un'opinione contraria alla concessione della guarentigia dell'insindacabilità anzitutto perché nelle affermazioni specifiche fatte oggetto di procedimento giudiziario non si ravvisa alcun nesso con la funzione parlamentare, pur se interpretata in modo ampio (e, dunque, non con riferimento ai soli atti tipici).
Ma, se non sussiste il nesso - bene lo notava poc'anzi il collega Buontempo -, il caso in esame non rientra nella fattispecie di cui alla guarentigia prevista dal primo comma dell'articolo 68 della Costituzione. Nel caso di specie, infatti, è evidente come non si ravvisi il nesso; basterebbe ripercorrere gli atti della relazione a disposizione dei colleghi. In particolare, voglio ricordare alcuni dei passaggi oggetto della denuncia-querela. Da parte del senatore Dell'Utri si è dichiarato: «non ho detto che sono neutrale, io sono della mia Antimafia, ma non quell'Antimafia che si comporta in un maniera che si può assimilare a quell'altra»; e ancora: «Questa è una prova falsa costruita dai PM di Palermo, falsa come loro (...)».
Questi sono i temi in discussione; parliamo del senatore Dell'Utri che, evidentemente, presumiamo tutti innocente ma che pure è stato da poco condannato per associazione mafiosa ad una grave pena. Ritengo, quindi, proprio non sussistano gli elementi per concedere l'insindacabilità in questo caso e auspico pertanto che i colleghi esprimano un voto che, non fazioso, sia, però, conforme ai principi costituzionali.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.
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