Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 583 del 9/2/2005
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(Discussione - Doc. IV-quater, nn. 79 e 80)

PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del seguente documento:
Relazione della Giunta per le autorizzazioni sull'applicabilità dell'articolo 68,


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primo comma, della Costituzione, nell'ambito di uno procedimento penale nei confronti del senatore Marcello Dell'Utri, deputato all'epoca dei fatti, e del deputato Sgarbi (Doc. IV-quater, nn. 79 e 80) (Commenti).
Onorevoli colleghi, non capisco perché ve la prendiate con me, che sto leggendo.
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse dal senatore Marcello Dell'Utri, deputato all'epoca dei fatti, e dal deputato Sgarbi, nell'esercizio delle loro funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Avverto sin d'ora che l'Assemblea sarà chiamata a deliberare con due distinte votazioni con riferimento al senatore Dell'Utri, deputato all'epoca dei fatti, e al deputato Sgarbi.
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Cola.

SERGIO COLA, Relatore. Signor Presidente, anche se la relazione è molto lunga, la problematica che si pone in questa vicenda è di un'estrema semplicità. Si tratta di una richiesta di pronuncia in tema di insindacabilità avanzata da parte del senatore Marcello Dell'Utri e dell'onorevole Vittorio Sgarbi, a seguito di una querela presentata dai dottori Caselli, Lo Forte, Gozzo, Ingroia, Terranova, Sava e De Giglio.
Il fatto concerne le affermazioni rese nel corso della trasmissione televisiva Moby Dick andata in onda l'11 marzo 1999, il giorno successivo alla richiesta di arresto pervenuta alla Camera nei confronti del senatore Dell'Utri.
Le frasi oggetto della diffamazione sono riportate nella relazione.
La prima frase, che è quella che ci interessa, è pronunciata dal senatore Dell'Utri, ed è la seguente: «Non ho detto che sono neutrale, io sono della mia Antimafia, ma non quella Antimafia che si comporta in una maniera che si può assimilare a quell'altra». Non leggerò le altri frasi corrispondenti alle lettere b), c), d), e) e g) della relazione, ma ne leggerò una ulteriore, che poi sarà oggetto del nostro giudizio di oggi, pronunciata dall'onorevole Sgarbi, che così si espresse in quella trasmissione: «(...) i giudici che hanno provocato il sangue di Lombardini (...)».
Perché dico tutto questo? Perché, a seguito della imputazione di diffamazione per questi 7 o 8 punti, il pubblico ministero presso il tribunale di Caltanissetta chiese l'archiviazione per tutto; il giudice per le indagini preliminari, invece, non accolse la richiesta di archiviazione ed emanò un parziale decreto di archiviazione, concernente 7 o 8 delle contestazioni, non ritenendo invece di poter procedere all'archiviazione per quelle frasi che ho letto prima (quella pronunciata da Dell'Utri, che ripeto: «Non ho detto che sono neutrale, io sono della mia Antimafia, ma non quella Antimafia che si comporta in una maniera che si può assimilare a quell'altra»; e quella pronunciata da Sgarbi, relativa al sangue che i giudici avrebbero fatto scorrere con il suicidio di Lombardini).
Non vi infliggerò assolutamente le argomentazioni del GIP, che tra l'altro sono superate dalla novellazione dell'articolo 68; qual è il discorso che però bisogna fare? Queste espressioni sono state usate chiaramente con riferimento ad un atto parlamentare, la richiesta di arresto dell'onorevole Dell'Utri, e sono tutte in riferimento alla sussistenza o meno di un fumus persecutionis, che poi la Camera ha ritenuto sussistente rigettando la richiesta di arresto di Dell'Utri. Rimarrebbero quelle ultime due espressioni, una di Dell'Utri, l'altra di Sgarbi. Mentre la prima espressione, a nostro modo di vedere - e questa decisione è stata presa dalla maggioranza della Giunta -, con riferimento al discorso generale sulla richiesta di arresto, rappresenta una ulteriore estrinsecazione della convinzione che nel comportamento dei giudici vi fosse un fumus persecutionis, per l'altra frase, che riguarda Sgarbi - e mi sembra che su questo non si possano assolutamente avere contestazioni di sorta - , occorre dire che Sgarbi è coperto da insindacabilità, proprio


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perché, con riferimento al suicidio Lombardini, presentò l'interrogazione parlamentare n. 3-02843, molto prima che si verificassero i fatti di cui ci stiamo occupando. Sembra che addirittura le espressioni usate in quella interrogazione siano molto più pesanti nei confronti dei giudici che visitarono Lombardini, che lo interrogarono con quelle modalità veramente spettacolari che forse contribuirono ad indurre Lombardini al suicidio. Si tratta di una interrogazione parlamentare presentata tanto tempo prima, il cui contenuto è stato reiterato in questa trasmissione. Per cui, almeno su questo punto, credo che nemmeno l'onorevole Bielli mi possa definire - io che faccio una relazione a nome di tutti - un cattivo maestro. Mi sembra che questo sia veramente un caso scolastico.
Per quanto riguarda invece il primo aspetto, La Giunta ha ritenuto, a maggioranza, che queste espressioni siano coperte da insindacabilità perché rientrano nell'ambito di una critica ad una richiesta di arresto che pendeva presso la Camera e che si è risolta con il rigetto della richiesta stessa, proprio perché è stato ritenuto sussistente il fumus persecutionis. Le espressioni usate da Dell'Utri non possono che riferirsi a tale tematica.
Per queste ragioni, a nome della Giunta per autorizzazioni, ancorché a maggioranza, propongo che la Camera si pronunci per la insindacabilità.

PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa discussione.

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