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durante il recente episodio di cronaca accaduto in pieno giorno nel centro storico di Lecco, alcune nomadi avrebbero tentato di rapire una bambina di sette mesi dopo aver circondato la madre;
le nomadi, tempestivamente individuate grazie anche alla collaborazione dei cittadini, sono state immediatamente catturate da parte delle forze dell'ordine e consegnate alla magistratura, che ha provveduto a processarle con rito direttissimo;
il giudice, anziché ritenere sussistenti gli estremi del reato di sequestro di persona, punito dal codice più severamente, ha riconosciuto l'esistenza del reato di sottrazione di minore, nella forma tentata;
le nomadi si sono difese negando di aver voluto prendere il bambino, ciò nonostante hanno patteggiato la pena, ottenendo, con le attenuanti, una condanna a soli otto mesi di reclusione per tentata sottrazione di minore e sono state immediatamente scarcerate a seguito della sospensione condizionale della pena;
desta sconcerto una decisione che dopo poche ore rimette in libertà persone che stavano per compiere un reato gravissimo;
questa sentenza rappresenta solo l'ultimo esempio di una serie di decisioni profondamente ingiuste, come la sentenza che ha condannato il killer di Rozzano a soli 20 anni per quattro omicidi e la sentenza che ha condannato Ruggero Jucker a 16 anni, per finire con la sentenza di Milano che ha scagionato i terroristi, definendoli guerriglieri -:
quali iniziative di riforma intenda presentare per evitare che possano essere adottate sentenze come quelle in oggetto e se, nel caso specifico, non ritenga opportuna una modifica legislativa diretta ad impedire l'applicazione del patteggiamento o di altri istituti, tali da comportare la sospensione condizionale della pena per reati gravi e di forte allarme sociale. (3-04186)
(8 febbraio 2005)