Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 579 del 2/2/2005
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La seduta, sospesa alle 10, è ripresa alle 10,30.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo 7 - A.C. 4360-C)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.50 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 295
Maggioranza 148
Hanno votato
sì 153
Hanno votato
no 142).

Prendo atto che gli onorevoli Buontempo e Lezza non sono riusciti ad esprimere i propri voti.
Prendo altresì atto che l'onorevole Rocchi non è riuscita ad esprimere il proprio voto e che avrebbe voluto esprimerne uno contrario.
Passiamo agli identici emendamenti D'Agrò 7.10 e Polledri 7.12.

ENZO RAISI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENZO RAISI, Relatore. Signor Presidente, vorrei ricordare all'Assemblea che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario sugli emendamenti Polledri 7.12 e 7.13. Questo è il motivo per il quale il relatore ha invitato al ritiro di tali emendamenti.
Peraltro, l'emendamento 7.51 della Commissione, con il relativo subemendamento Gambini 0.7.51.1, sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere favorevole, accolgono nella sostanza quanto contenuto negli emendamenti Polledri 7.12 e 7.13.

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori degli identici emendamenti D'Agrò 7.10 e Polledri 7.12 accolgono l'invito al ritiro formulato dal relatore e dal Governo.

PIERO RUZZANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, faccio miei i due emendamenti ritirati, perché ne condividiamo il contenuto.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Ruzzante.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti D'Agrò 7.10 e Polledri 7.12, fatti propri dal gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 363
Votanti 362
Astenuti 1
Maggioranza 182
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 186).

Prendo atto che l'onorevole Gastaldi non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Gambini 0.7.51.1, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

ANDREA LULLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Lulli, è già in corso la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 362
Maggioranza 182
Hanno votato
sì 362).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.51 della Commissione.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lulli. Mi dispiace per prima, onorevole Lulli, ma era già in corso la votazione.
Ha facoltà di parlare, onorevole Lulli.

ANDREA LULLI. La ringrazio, Presidente, ma è colpa mia che ero distratto e non ho chiesto in tempo la parola. Vorrei esprimere il voto favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo su questo emendamento della Commissione e vorrei al tempo stesso ringraziare il relatore ed il Governo per il parere favorevole sul subemendamento Gambini 0.7.51.1, approvato poco fa.
Colgo l'occasione per svolgere due riflessioni sulla questione del made in Italy e sulla lotta alle contraffazioni. Vi è certamente un problema anche interno al paese di lotta alle contraffazioni, che credo debba essere tenuto presente ed affrontato. Al tempo stesso vi è però la necessità di sviluppare un'azione più stringente sui prodotti, che illegalmente o illegittimamente entrano in Europa o nel nostro paese. Occorre anche una serrata lotta alla contraffazione dei marchi, soprattutto del made in Italy e di tutte quelle produzioni che si richiamano in qualche modo all'Italia (che cioè si richiamano ad un valore aggiunto, che aiuta quei prodotti ed essere venduti).
Si tratta di un problema che dobbiamo porre con più forza in sede di Unione europea. Ricordo che qualche tempo fa, proprio in quest'aula, parlammo - forse in modo un po' forzato, ma certamente a ragion veduta - di istituire pro tempore un canale rosso nelle nostre dogane per i prodotti provenienti dai mercati extra europei.
Questo perché vi è un afflusso continuo di merci illegali che non solo danneggia la nostra produzione, ma mette in crisi le regole della competizione nel libero mercato. Non voglio rilanciare al Governo la palla, dicendo che lo stesso deve, con atto amministrativo, far passare queste merci dal «canale verde» al «canale rosso» alle dogane, perché so benissimo che è un problema europeo (le dogane ed i porti non esistono solo in Italia); tuttavia, dobbiamo avere una politica più stringente nei confronti dell'Unione europea. Non possiamo subire passivamente un'impasse rispetto alla marchiatura dei prodotti extraeuropei, che devono avere una loro tracciabilità.
È una questione importante, a difesa del nostro sistema produttivo, che deve innovarsi, svilupparsi attraverso politiche innovative, crescere in dimensioni, ma deve essere difeso contro la concorrenza sleale. Su questo punto mi permetto di rivendicare un ruolo più forte del nostro Governo in Europa, al fine di condurre una vera lotta alla contraffazione e alla concorrenza sleale.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.51 della Commissione, accettato dalla Commissione e dal Governo, nel testo subemendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 380
Maggioranza 191
Hanno votato
sì 380).

Prendo atto che l'onorevole Melandri non è riuscita ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti D'Agrò 7.11 e Polledri 7.13.

ENZO RAISI, Relatore. Signor Presidente, chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENZO RAISI, Relatore. Signor Presidente, con riferimento a tali identici emendamenti, la Commissione bilancio ha espresso un parere negativo.
Con gli emendamenti 7.51 e 7.52 della Commissione abbiamo fatto in modo di riprendere il contenuto delle identiche proposte emendative in esame ed in questo


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caso la Commissione bilancio, modificando il parere precedente, si è espressa positivamente.

PRESIDENTE. Prendo atto che è stato accettato dai proponenti l'invito a ritirare gli identici emendamenti D'Agrò 7.11 e Polledri 7.13.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, a nome del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, dichiaro di farli miei.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti D'Agrò 7.11 Polledri 7.13, ritirati dai presentatori e fatti propri dal gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 389
Votanti 388
Astenuti 1
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 190
Hanno votato
no 198).

Prendo atto che gli onorevoli Testoni e Melandri non sono riusciti a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Gambini 0.7.52.1, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 382
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 380
Hanno votato
no 2).

Prendo atto che gli onorevoli Nicotra e Carra non sono riusciti a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.52 della Commissione, accettato dalla Commissione e dal Governo, nel testo subemendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 395
Maggioranza 198
Hanno votato
sì 394
Hanno votato
no 1).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 7.1.
Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.

ANDREA LULLI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Le ricordo che il suo gruppo ha terminato i tempi e, pertanto, le concedo due minuti di tempo per intervenire.

ANDREA LULLI. Signor Presidente, non lo ritiriamo, perché è una questione politica. Si chiede il rinnovo di una ennesima delega e non siamo d'accordo non solo per le motivazioni già espresse ieri (preferiamo che un argomento così importante venga affrontato in Parlamento), ma anche per il fatto che questo Governo ha chiesto al Parlamento troppe deleghe. Siamo al termine della legislatura e dubitiamo che tali deleghe vengano esercitate.
Sarebbe, pertanto, più importante prendere atto di una situazione e, magari, investire le Commissioni competenti per un lavoro importante in questa direzione.


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ENZO RAISI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENZO RAISI, Relatore. Signor Presidente, credo che nel centrosinistra vi sia una certa irresponsabilità. La delega consentirà al Governo di procedere alla razionalizzazione (argomento centrale di questo provvedimento) di tutti gli istituti che all'estero operano per le imprese. L'obiettivo primario è quello di mettere insieme tutte queste realtà, di «fare sistema» attraverso la loro riqualificazione e il loro rilancio, anche con una riduzione dei costi ed una maggiore efficacia nella loro attività.
Si propone di passare da 24 a 12 mesi, ma, in tale caso, sarebbe impossibile l'esercizio della delega da parte del Governo perché la data di partenza è del luglio di due anni fa e, quindi, il tempo della delega sarebbe già scaduto.
Quindi, con questo emendamento il centrosinistra intende impedire al Governo di operare questa ristrutturazione necessaria per la razionalizzazione delle risorse e l'efficienza degli istituti che vengono inseriti all'interno dello Sportello Italia. In tal modo, si perderebbe l'occasione per modernizzare l'ICE, la Simest, dunque tutte quelle realtà che, fino ad oggi, hanno operato in proprio e che invece, attraverso questo provvedimento, faranno sistema per il nostro paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Provera. Ne ha facoltà.

MARILDE PROVERA. Signor Presidente, noi sosterremo l'emendamento Gambini 7.1, mentre ovviamente esprimeremo un voto contrario sul successivo emendamento 7.53 della Commissione.
Infatti, l'obiettivo non era quello di avere a disposizione trenta mesi per riuscire ad effettuare un riordino di tutta la materia, quanto quello di predisporre questo provvedimento in modo funzionale, ragionato e per tempo, al fine di riordinare la nostra capacità di sportelli per la promozione delle nostre imprese verso l'estero e di facilitare tutte quelle procedure che, particolarmente le piccole e medie imprese italiane non sono in grado di adottare da sole. Quindi, sarebbe stato opportuno pensare ad un sistema paese volto a seguire e a far crescere la propria industria.
Aggiungendo mesi su mesi non riuscirete a recuperare le incapacità che avete accumulato. E questo provvedimento, compresa la dilazione richiesta, diventa improduttivo; ciò vuol dire che, in questi giorni, in Commissione, abbiamo fatto puro esercizio ginnico, in quanto non vi sarà nessun provvedimento in grado di porre le nostre imprese in una situazione migliore per competere all'estero.
Per tale motivo è sbagliato concedervi un'ulteriore proroga per la ridefinizione di ciò che il provvedimento stesso avrebbe dovuto cominciare a delineare con molta chiarezza.
Dunque, il nostro voto contrario sull'emendamento 7.53 della Commissione deriva dal fatto che tale intervento diventa «raffazzonato» e addirittura dannoso per le conseguenze interne che creerà e per le attese che tale dilazione determinerà, immobilizzando di fatto un sistema che, invece, avrebbe dovuto essere posto nelle condizioni di funzionare al meglio (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 7.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 409
Maggioranza 205
Hanno votato
sì 196
Hanno votato
no 213).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito ad esprimere il proprio voto.


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Passiamo alla votazione dell'emendamento 7.53 della Commissione.

ADOLFO URSO, Viceministro delle attività produttive. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ADOLFO URSO, Viceministro delle attività produttive. Signor Presidente, intervengo per fornire una doverosa spiegazione all'Assemblea. L'emendamento in esame chiede di portare a trenta mesi la delega per la riforma degli enti, ma solo in quanto i trenta mesi sono già ampiamente scaduti, nel senso che si riferiscono al disegno di legge per la semplificazione del 29 luglio 2003.
In realtà, non sono trenta mesi ma, da oggi, sono nove mesi e, quando sarà approvato in via definitiva, saranno verosimilmente sette-otto mesi. Dunque, i trenta mesi decorrono dal 29 luglio 2003, vale a dire dalla legge a cui si riferisce questo provvedimento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.53 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 406
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 227
Hanno votato
no 179).

Prendo atto che l'onorevole Giuseppe Gianni non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 411
Votanti 410
Astenuti 1
Maggioranza 206
Hanno votato
sì 300
Hanno votato
no 110).

Prendo atto che gli onorevoli Giuseppe Gianni e Ranieli non sono riusciti ad esprimere il proprio voto.

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