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PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del seguente documento:
Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla richiesta relativa all'applicabilità
dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del deputato Rositani (Doc. IV-quater, n. 112).
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse dal deputato Guglielmo Rositani nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Lezza.
GIUSEPPE LEZZA, Relatore. Signor Presidente, la Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione avanzata in data 3 gennaio 2005 dall'onorevole Guglielmo Rositani, deputato di questa legislatura, raggiunto da un avviso di conclusione delle indagini, ai sensi dell'articolo 415-bis del codice di procedura penale, notificatogli il 16 dicembre 2004. Il procedimento riguarda dichiarazioni che il Rositani avrebbe espresso sul conto del sovrintendente al Teatro lirico di Cagliari Mauro Meli e da questi ritenute offensive.
Più in particolare, come risulta dal capo di imputazione, il deputato richiedente avrebbe definito «mafiosi» i metodi di gestione di Meli; sostenuto che «in tutta Italia si parla di Cagliari come di un paese dove si utilizza denaro pubblico per favorire gli amici e che Meli ne è il responsabile»; che Meli «si sarebbe servito di metodi mafiosi e truffaldini per favorire sé ed i suoi amici»; che dagli atti esaminati «dalla Guardia di finanza si vede chiaramente che qui ci sono interessi privati e interessi degli amici degli amici che vanno ad inserirsi nel costo della musica»; ed ancora che il Meli è responsabile di una gestione «mafiosa e corrotta».
Tali dichiarazioni sono state riportate dall'agenzia giornalistica Ansa, sui quotidiani L'Unione Sarda e la Nuova Sardegna e sulle emittenti televisive Sardegna uno e Videolina.
La Giunta ha esaminato il caso nella seduta del 26 gennaio 2005. Nessuno dei componenti durante l'esame ha disconosciuto il tono aspro della polemica usato dal deputato Rositani. Tuttavia, è stato doverosamente considerato che, in data 17 dicembre 2002 (ossia tre mesi prima dei fatti, che risalgono al marzo 2003), egli aveva depositato un'interrogazione a risposta immediata in Commissione cofirmata dal deputato Butti (e che si è ritenuto utile allegare alla relazione), con cui aveva chiesto al ministro per i beni e le attività culturali di inviare immediatamente un'ispezione per fare chiarezza sulle vicende amministrative e contabili del Teatro lirico di Cagliari. Nel testo dell'interrogazione egli aveva denunciato diverse irregolarità che avevano compromesso, a suo avviso, la credibilità e la stabilità finanziaria dell'ente. A tale interrogazione ha risposto, presso la VII Commissione cultura, il 18 dicembre 2002, il sottosegretario Nicola Bono.
Sostanzialmente, tutti i componenti della Giunta, sebbene non sia mancato chi ha ritenuto comprensibili i rilievi sull'eccesso polemico in cui il deputato richiedente sarebbe incorso, hanno concluso che la lettura delle ultime due premesse dell'interrogazione anzidetta di fatto offre la prova che le espressioni di cui è composto il capo di imputazione non sono altro che la proiezione esterna e divulgativa del contenuto dell'atto ispettivo, costituendo così un caso scolastico di insindacabilità.
In conclusione, la Giunta all'unanimità ha ritenuto che i fatti per cui si procede, anche alla luce della rigorosa giurisprudenza della Corte costituzionale - ricordiamo tra le ultime le recenti sentenze n. 347 e n. 348 del 2004 - devono considerarsi espressione delle funzioni parlamentari del deputato Rositani ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione. Per questo si chiede all'Assemblea di deliberare in tal senso.
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione.
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