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La Camera,
premesso che:
con la legge 9 gennaio 1991, n. 19, lo Stato italiano al fine di dotare la regione Friuli Venezia Giulia, nell'ambito della speciale collocazione geopolitica del suo territorio, di idonei strumenti che le permettano di sviluppare attività volte allo sviluppo della cooperazione economica e finanziaria, tra gli altri, con i Paesi dell'Europa centrale balcanica e con quelli facenti parte della ex Unione Sovietica;
al fine di promuovere dette iniziative fu costituita la società Finest Spa e la stessa venne dotata di adeguate dotazioni finanziarie;
a tutt'oggi il mutato scenario internazionale non colloca più la regione Friuli Venezia Giulia nella posizione di paese confinante all'est con Paesi extra Unione europea;
la dotazione finanziaria iniziale di Finest non risulta attualmente ancora totalmente
La Camera,
premesso che:
in sede di approvazione della legge finanziaria per il 2005, il Governo ha accolto l'ordine del giorno n. 9/5310-bis-C-R/8 volto ad impegnare il Governo ad inserire nel previsto, prossimo provvedimento, sul rilancio della competitività delle imprese italiane norme relative:
a) all'origine ed alla tracciatura dei prodotti extracomunitari, nonché di contrasto alla contraffazione;
b) all'incremento dei fondi destinati all'assistenza legale internazionale delle imprese di cui al comma 76 dell'articolo 4 della legge 24 dicembre 2004, n. 350;
c) al potenziamento ed alla semplificazione del procedimento di sequestro amministrativo delle merci contraffatte di cui all'articolo 49 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, mediante utilizzo della rilevazione fotografica ai fini dell'inventano dei beni sequestrati;
d) all'incremento della dotazione di spesa relativa all'installazione di scanner ai varchi doganali e di creazione di una banca dati doganale immagini di cui ai commi 50 e 54 dell'articolo 4 della citata legge n. 350 del 2004, nonché delle risorse destinate alla creazione dello sportello unico doganale per semplificare le operazioni import-export di cui al comma 57 dell'articolo 4 della medesima legge n. 350;
La Camera,
premesso che:
l'articolo 7 del disegno di legge in esame contiene le norme di delega al Governo per il riordino degli enti operanti nel settore dell'internazionalizzazione delle imprese;
il comma 1, capoverso 1-ter, del medesimo articolo 7 contiene i criteri cui dovrà ispirarsi il riassetto organizzativo di enti ed organismi pubblici e privati;
l'aumento della competitività del sistema-economico produttivo attraverso la crescita del grado di internazionalizzazione dello stesso, come indicato anche nelle strategie di promotion pubblica integrata, si basa sempre più su politiche di «sistema» e di aggregazione dalle imprese,
a prevedere, nell'esercizio della delega per il riordino degli enti operanti nel settore dell'internazionalizzazione delle imprese, di cui all'articolo 7 del disegno di legge in esame, una riorganizzazione della disciplina degli organismi pubblici e privati di natura associativa che definisca formule volte alla selezione, all'aggregazione (anche territoriale), alla sinergia ed alla progettualità tra le imprese, anche alla luce delle strategie pubbliche di promotion integrata del sistema-paese.
9/4360-C/3. Raisi.
La Camera,
premesso che:
nell'articolato del disegno di legge in esame sono attribuiti agli sportelli unici all'estero, tra gli altri, anche i compiti di
tutela del made in Italy e, in tale ambito, si prevedono opportune forme di coordinamento con le strutture ad hoc preposte;
la legge finanziaria per il 2004 prevede un sistema di norme relativo alla promozione e alla tutela del made in Italy;
è necessario completare l'attuazione delle predette norme anche al fine di dare risposta alle aspettative degli imprenditori nazionali;
la promozione e la tutela dei prodotti nazionali sono di primaria importanza strategica per lo sviluppo e il consolidamento del nostro sistema economico produttivo, anche nella prospettiva di rafforzare la presenza all'estero degli operatori nazionali e di conquistare nuovi mercati internazionali;
il disegno di legge in esame contiene nuove norme, finalizzate a sostenere e promuovere l'internazionalizzazione delle imprese italiane,
a dare immediata attuazione alle previsioni contenute nella legge finanziaria per il 2004 in materia di promozione e tutela del made in Italy e a rafforzare gli strumenti finalizzati al sostegno dell'internazionalizzazione del sistema economico e produttivo nazionale, nonché a promuovere ulteriori iniziative che favoriscano la sempre maggiore competitività sui mercati esteri del sistema Italia.
9/4360-C/4. Saglia, Alboni.
La Camera,
premesso che:
il sistema produttivo industriale in Basilicata sta registrando una grave crisi;
i settori più colpiti sono la chimica, il distretto del mobile imbottito e l'indotto dell'automobile, nonché gli stabilimenti Barilla e Parmalat;
a rischio sono migliaia di posti di lavoro, con le immaginabili tensioni sul territorio;
si è in attesa del varo di una serie di misure finalizzate a rilanciare il settore industriale a partire dal contratto di programma per la chimica, passando al contratto d'area per i siti di cui alla legge 14 maggio 1981, n. 219, al distretto del mobile imbottito;
la competitività e la capacità di attrarre investimenti sono fattori chiave anche per il settore industriale lucano per i settori strategici di cui sopra;
occorre porre in essere un'azione di rilancio delle politiche industriali sul territorio con il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali e delle parti sociali locali e nazionali,
a promuovere un tavolo istituzionale con la regione Basilicata, le organizzazioni sindacali e datoriali, nonché con tutti gli enti preposti alla promozione e allo sviluppo industriale del territorio per porre in essere tutte le strategie e gli interventi necessari a rilanciare i siti industriali presenti in Basilicata ed in particolare quello chimico della Valbasento e del contratto d'area delle aree di cui alla citata legge n. 219 del 1981, con un'adeguata promozione sui mercati, anche per attrarre nuovi investimenti, in particolare dall'estero.
9/4360-C/5. Molinari, Adduce, Potenza, Boccia, Lettieri, Luongo.
La Camera,
premesso che:
il disegno di legge in esame prevede l'istituzione degli sportelli unici all'estero;
uno dei principali problemi del made in Italy è costituito dal dilagare della contraffazione effettuata in Paesi comunitari e non,
a valutare l'opportunità di adottare le iniziative di propria competenza volte ad istituire, all'interno degli sportelli unici all'estero, un apposito ufficio preposto alla segnalazione alle imprese italiane di contraffazioni dei propri marchi.
9/4360-C/6.Perrotta.
La Camera,
premesso che:
con la legge 9 gennaio 1991, n. 19, lo Stato italiano ha riconosciuto alla regione Friuli Venezia Giulia, in virtù della sua collocazione geopolitica, una particolare funzione nei rapporti internazionali soprattutto al fine di collaborare alla coesione economica soprattutto con i Paesi dell'Est Europa;
tra gli strumenti previsti dalla legge è stata costituita la Finest Spa, finanziaria con il compito di sostenere le piccole e medie imprese nel loro processo di internazionalizzazione con un'attività d'investimento e finanziamento all'estero;
richiamata la composizione della compagine azionaria, formata dalla regione Friuli Venezia Giulia (socio di maggioranza), dalla regione Veneto, dalla Provincia Autonoma di Trento, dalla Simest, da Veneto Sviluppo s.p.a. e dal sistema bancario, che opera quindi per il sistema economico del Nord-Est;
con l'allargamento dell'Unione europea a dieci nuovi Paesi, l'attività tipica di Finest subirà un calo della domanda per i prodotti finanziari tradizionali mentre nel contempo questi Paesi beneficeranno dei Fondi strutturali messi a disposizione dalla Comunità europea (336,3 miliardi di euro in sette anni);
a livello europeo, per frenare il trasferimento dell'attività produttiva verso i Paesi che hanno regimi fiscali più competitivi, sono allo studio nuove regole anti-delocalizzazione che prevedono il divieto di spostare all'estero tutta o parte dell'attività se si è beneficiato di aiuti dell'Unione europea, pena la restituzione dei finanziamenti ricevuti;
è in atto una fase negativa di delocalizzazione produttiva che porta scarsi ritorni economici nel Friuli Venezia Giulia e nell'intero Nord-est;
considerata di conseguenza la necessità di mantenere l'autonomia operativa di Finest e di rafforzarne l'operatività, adeguando la missione istituzionale al mutato scenario economico conseguente all'allargamento dell'Unione europea;
ad assumere le iniziative più opportune, anche attraverso gli atti di indirizzo del CIPE, al fine di orientare le possibilità operative di Finest verso quelle aziende che dimostrino di avere intenzioni e progetti di maggior ricaduta sull'economia e sul sistema del Nord-est;
a ribadire, anche con gli atti di indirizzo del CIPE, l'autonomia operativa della Finest, essendo il capitale sociale indistinto su tutto il territorio del Nord-est, adottando le iniziative di propria competenza volte a impedire che la missione statutaria venga stravolta con l'ingesso della finanziaria nella costituenda Holding della regione Friuli Venezia Giulia sulla base di una decisione unilaterale della regione stessa;
ad attuare una forte politica di coordinamento con la regione per potere affrontare in maniera più incisiva le sfide che il nuovo scenario internazionale propone.
9/4360-C/7.Romoli, Saro, Lenna, Collavini.
La Camera,
premesso che:
la Conferenza ministeriale euromediterranea dell'energia, tenutasi a Roma il
2 dicembre 2003, di concerto con la Commissione europea, ha stabilito la costituzione del Segretariato energia della Piattaforma di Roma per la cooperazione energetica euromediterranea (REMEP);
per l'Italia si tratta di una straordinaria opportunità per promuovere la cooperazione in campo energetico tra il nostro Paese e i governi degli Stati del bacino del Mediterraneo e per promuovere l'internazionalizzazione delle imprese italiane verso il Nord-Africa,
ad individuare le risorse necessarie al fine dell'organizzazione e del funzionamento del Segretariato energia della Piattaforma di Roma (REMEP) che consentirà di perseguire efficacemente l'obiettivo di promuovere la cooperazione in campo energetico nel bacino del Mediterraneo, favorendo in tal modo lo sviluppo di reciproci investimenti.
9/4360-C/8. Gamba, Saglia.
La Camera,
premesso che:
per la responsabilità degli sportelli unici bisogna favorire le professionalità presentì nella pubblica amministrazione;
la legislazione vigente impone alle pubbliche amministrazioni di ricorrere ad esperti esterni esclusivamente in assenza di personale interno capace di reggere la funzione di responsabilità degli sportelli unici,
a rispettare la legge e, di conseguenza, a nominare come responsabili degli sportelli unici dipendenti della pubblica amministrazione, anche in posizione di distacco o comando.
9/4360-C/9. Boccia, Ruzzante.
La Camera,
premesso che:
quotidianamente vengono alla luce atti di contraffazione dei prodotti e delle merci italiane in moltissimi stati esteri;
tutto questo crea un notevole danno sia economico sia di immagine per le nostre imprese,
ad adottare le opportune iniziative volte a dedicare gli istituendi sportelli unici all'estero, in collaborazione con l'istituendo Alto commissariato per la lotta alla contraffazione e alla concorrenza sleale, nel rispetto dei propri compiti istituzionali, all'azione di assistenza, sorveglianza, monitoraggio e tutela dei prodotti venduti sui mercati esteri con marchio «Made in Italy», al fine di evitare, in particolar modo, la contraffazione di prodotti venduti con falso marchio «Made in Italy» sul mercato straniero.
9/4360-C/10. Didonè.
La Camera,
premesso che:
il disegno di legge a.c. 4360 prevede l'impiego di importanti risorse finanziarie al fine di promuovere l'internazionalizzazione delle imprese, in particolare attraverso l'istituzione di appositi «sportelli unici all'estero»;
nell'ultima finanziaria vi è stato il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, in un ottica di risparmio nella spesa pubblica,
considerato che:
l'intervento normativo dovrebbe contribuire a rendere più incisiva l'azione di promozione e di supporto alle produzioni «Made in Italy»; sottolineata l'esigenza
che a tal fine le risorse finanziarie disponibili siano inutilizzata nel modo più proficuo,
ad adottare le misure necessarie affinché le risorse stanziate ai fini dell'attuazione delle disposizioni dì cui all'articolo 1 commi 6, 8, e 9, che non siano impegnate alla fine di ciascun esercizio finanziario possono essere destinate al finanziamento di iniziative dirette alla tutela del Made in Italy e alla lotta alla contraffazione;
ad adoperarsi affinché le risorse umane necessarie al funzionamento a regime degli istituendi sportelli unici vengano prioritariamente reclutate nell'ambito del personale già operante nella pubblica amministrazione e che la sola fase di avviamento sia affidata, con contratti a tempo determinato, a personale esperto, eventualmente proveniente anche dal settore privato.
9/4360-C/11. Polledri, Didonè.
La Camera,
al fine di aiutare e promuovere le attività di internazionalizzazione delle piccole imprese, nella ricerca di partners esteri e di far pervenire flussi di investimenti esteri in Italia specie nelle aree deboli per le piccole imprese,
a potenziare le funzioni e i progetti di «sviluppo Italia» e degli sportelli unici in Italia e all'estero.
9/4360-C/12. Ruggeri.