![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Luciano Dussin ha facoltà di
LUCIANO DUSSIN. Signor Presidente, dopo l'incredibile sentenza del giudice Clementina Forleo, la quale ha assolto gli islamici accusati di essere dei terroristi, ad avviso degli interroganti, i livelli di sicurezza nel nostro paese non sussistono più, anche perché il sostegno espresso dalla corporazione dei giudici nei confronti del magistrato Forleo è la prova della condivisione del suo operato.
PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, senatore Castelli, ha facoltà di
ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Signor Presidente, aggiungo altre argomentazioni a quelle già svolte in precedenza.
assumere. Tale negligenza, una volta accertata, potrebbe giustificare l'esercizio dell'azione disciplinare.
PRESIDENTE. L'onorevole Luciano Dussin ha facoltà di
LUCIANO DUSSIN. La ringrazio, signor ministro, anche per la tenacia e la volontà che dimostra nel voler migliorare la giustizia in questo paese.
PRESIDENTE. Onorevole Luciano Dussin...
LUCIANO DUSSIN. Mi auguro che il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, viste le sue ultime posizioni, non sia più un interlocutore valido per questo Governo. Da troppo tempo, infatti, interviene per fare da portavoce politico a chi non può fare politica (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).
Con parole comprensibili, si può dire che vengono investite enormi risorse per prevenire il terrorismo islamico e, ora, i giudici italiani affermano che i terroristi non sono perseguibili finché non hanno coronato i loro istinti carnefici, dovendoli considerare al massimo dei guerriglieri romantici.
A questo punto, c'è da sperare, forse, nei tribunali militari ... Noi chiediamo quali siano le intenzioni del Governo per ripristinare la sicurezza nazionale e per procedere ad una verifica, secondo gli interroganti doverosa, circa eventuali responsabilità disciplinari del giudice citato.
Sotto il profilo della sicurezza nazionale, sottolineo che il Ministero dell'interno ha comunicato che i dispositivi ed i livelli di sicurezza messi a punto dall'11 settembre 2001 in poi nei confronti del terrorismo internazionale, soprattutto di matrice islamica, vengono costantemente mantenuti. Gli apparati preposti, le forze dell'ordine in prima fila, sono impegnati nella realizzazione di tutte quelle attività di contrasto, di prevenzione e di accurato controllo di ogni singola situazione sospetta, utilizzando a tal fine, oggi in modo più coordinato e continuo, anche le fonti informative provenienti dall'attività di intelligence interna ed internazionale, nel superiore interesse della tutela del paese.
Il Ministero dell'interno ha poi aggiunto che la posizione dei soggetti destinatari della sentenza del giudice per l'udienza preliminare di Milano del 24 gennaio scorso potrà essere esaminata, una volta cessate le esigenze di giustizia, al fine della verifica della sussistenza delle condizioni richieste dall'articolo 13 del testo unico in maniera di immigrazione, per l'adozione di eventuali provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale anche per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
Per quanto concerne le iniziative di carattere normativo, ribadisco che, a mio parere, l'articolo 270-bis del codice penale non necessita di alcuna modifica (in quanto inequivocabile), che l'organizzazione Ansar Al Islam figura nelle liste antiterrorismo sia delle Nazioni Unite sia dell'Unione europea e che i nominativi di tre individui, tra i cinque processati, sono inseriti nell'elenco dei terroristi sia delle Nazioni unite sia dell'Unione europea. Alla luce delle suesposte considerazioni, non è infondato, almeno per il ministro, il dubbio che il magistrato abbia emesso un provvedimento abnorme o affetto da grave negligenza.
Pertanto, come ho detto in precedenza, attraverso il competente ispettorato generale, occorre avviare i necessari accertamenti preliminari finalizzati a verificare se vi sia stata una condotta negligente sotto il profilo dell'omessa valutazione di atti normativi rilevanti ai fini della decisione da
La giustizia è amministrata in nome del popolo e, quando sbaglia, non deve essere essa stessa, con il suo Consiglio superiore, ad assolversi sempre e comunque (come succede ormai, storicamente, in questo paese).
In Italia, abbiamo giudici in numero superiore rispetto alla media europea, spendiamo come e più degli altri paesi ed abbiamo un codice penale non meno rigido. Tuttavia, molto spesso, le cose non funzionano: Brusca, il quale scioglie i bambini nell'acido, è a spasso, scarcerato perché qualche giudice non lo ritiene pericoloso per la società; per il giudice Clementina Forleo, i terroristi islamici sono dei guerriglieri romantici, non dei terroristi (in tal modo, viene vanificato il lavoro dei nostri servizi e della nostra Polizia). Non mi stupirei di vedere, un giorno, Bin Laden invitato in tribunale, a Milano, per un tè con dei biscottini ... Se andiamo avanti così, c'è da aspettarsi anche di peggio!
La corporazione dei giudici si è già difesa. Il Presidente della Repubblica, che presiede il Consiglio superiore della magistratura, non si è ancora espresso. Le uniche cose che funzionano in magistratura sono le correnti politiche di sinistra tra magistrati che dovrebbero essere terzi ed imparziali. Essi fremono per far sapere ai cittadini che sono di sinistra e che costituiscono la maggioranza nella loro associazione nazionale, cosa che accade anche per i giudici della Corte costituzionale che, peraltro, bocciano spesso le leggi approvate da questo Parlamento.


