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PRESIDENTE. L'onorevole Paniz ha facoltà di
MAURIZIO PANIZ. Signor Presidente, signor ministro, il giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Milano ha assolto alcuni giorni fa dal reato di associazione con finalità di terrorismo alcuni islamici che avevano arruolato volontari per finalità di guerriglia e di terrorismo. Tale decisione svilisce l'attività delle forze dell'ordine e di intelligence della nostra nazione, e può essere ascritta ad un'abnorme interpretazione dei fatti o del quadro normativo ovvero ad una deficienza ed imprecisione della norma.
PRESIDENTE. Il ministro della giustizia, senatore Castelli, ha facoltà di
ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Signor Presidente, la risposta che fornirò è identica a quella alla successiva interrogazione La Russa n. 3-04135: le chiedo come devo procedere, se dando un'unica risposta...
PRESIDENTE. Signor ministro, purtroppo non può dare un'unica risposta, anche se l'argomento è analogo.
ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Ripeterò la risposta: repetita iuvant.
sia dell'Unione europea; in particolare è stata inserita sia nell'elenco consolidato, allegato alla risoluzione n. 1267/99 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sia nel regolamento comunitario n. 667 del 2004. Segnalo, altresì, che tre nominativi tra quelli imputati sono stati inseriti nell'elenco consolidato allegato alla citata risoluzione, e che gli stessi nominativi figurano, inoltre, nell'elenco allegato al regolamento comunitario n. 2049/2003, adottato dalla Commissione europea e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 21 novembre 2003.
PRESIDENTE. Onorevole ministro...
ROBERTO CASTELLI, Ministro della giustizia. Ho concluso, Presidente. Alla luce di quanto esposto, non è infondato il dubbio che il magistrato abbia emesso un provvedimento abnorme o affetto da grave negligenza, pertanto ho avviato, attraverso il competente ispettorato generale, i necessari accertamenti preliminari finalizzati a verificare se vi sia stata da parte della dottoressa Forleo una condotta negligente sotto il profilo della omessa valutazione di atti normativi rilevanti ai fini della decisione da assumere. Tale negligenza, una volta accertata, potrebbe giustificare l'esercizio dell'azione disciplinare.
PRESIDENTE. L'onorevole Paniz ha facoltà di
MAURIZIO PANIZ. Signor Presidente, signor ministro, l'Italia ha forze dell'ordine particolarmente impegnate, alle quali va la nostra considerazione, ed un servizio di intelligence assolutamente primario. Il loro lavoro non merita di essere compromesso da decisioni poco comprensibili, che, magari formalmente ineccepibili (e qui è da vedere che la decisione assunta lo sia), collidono con la più che legittima volontà di perseguire l'opera di coloro che operano a sostegno del terrorismo.
operare affinché vi siano tutte le condizioni per contrastare efficacemente ogni diverso convincimento ed ogni eventualmente diversa realtà.
È certo che un tribunale italiano non può e non deve ignorare, tra le fonti del diritto, le risoluzioni dell'ONU che hanno adeguatamente qualificato quel gruppo di aderenti ad Ansar Al Islam, che non sono innocui lettori del Corano o una cellula intrisa di inoffensivo antiamericanismo.
Condividendo l'opportunità di un controllo ispettivo, le chiedo se non sia comunque opportuno un intervento a livello normativo, per evitare interpretazioni, soprattutto giurisprudenziali, obiettivamente favorevoli a soggetti che indiscutibilmente operano a sostegno del terrorismo internazionale.
Con riferimento all'interrogazione dell'onorevole Paniz, in particolare alle eventuali iniziative di carattere normativo da assumere a seguito della decisione assunta dal GUP di Milano, ritengo di dover precisare che l'articolo 270-bis del codice penale, a mio avviso, non necessita di alcuna modifica, in quanto copre già adesso, inequivocabilmente, le aree di possibile intervento, sottoponendo a sanzioni i partecipanti all'associazione che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione, anche se tali atti sono rivolti contro gli interessi stranieri.
Segnalo che l'organizzazione Ansar al Islam, citata nella sentenza, figura nelle liste antiterrorismo sia delle Nazioni Unite
Evidenzio che l'inserimento di individui e gruppi terroristici nelle liste è previsto da atti normativi sovranazionali adottati dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dell'Unione europea. L'effetto diretto dell'inserimento nelle liste sono le sanzioni di carattere finanziario, consistenti, in primo luogo, nel congelamento dei beni riconducibili ai gruppi ed alle persone inserite nelle liste. In questo modo il sistema delle liste costituisce la base legale delle misure di congelamento contro individui e gruppi terroristici nel nostro paese.
I regolamenti comunitari sono direttamente obbligatori per l'autorità giudiziaria, per gli Stati membri e per l'Unione europea per effetto della loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità. Sono atti pubblici, costantemente aggiornati e facilmente reperibili anche sul sito web dell'Unione europea. Anche le risoluzioni del Consiglio di sicurezza sono atti obbligatori per gli Stati, in particolare la risoluzione n. 1267/1999, che ha previsto l'obbligo di congelamento di tutti i capitali e delle altre risorse finanziarie appartenenti a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità ed organismo designato dal Comitato per le sanzioni delle Nazioni Unite contro i talebani, è stata recepita dall'Unione europea attraverso il regolamento comunitario.
L'Italia non deve essere considerata, nemmeno a livello di immaginario collettivo, un paese che in qualche maniera favorisca o comunque non sanzioni nel modo fermo ogni forma di collaborazione terroristica. Ogni iniziativa che vada in questa direzione è encomiabile, compresa quella di una ridefinizione dell'assetto normativo, se fosse stato necessario.
Il suo impegno, signor ministro, e quello del ministro dell'interno, nonché l'impegno dei vostri collaboratori a qualsiasi livello meritano riconoscimento. Ora sta a tutte le componenti del nostro paese, compresa quella magistratuale, fare o continuare a fare la propria parte e dare l'immagine di una Italia concorde ed impegnata in ogni suo settore nella lotta costante verso tutte le forme di terrorismo.
Nessuno deve pensare che l'Italia possa considerarsi un'area franca per gli estremismi di ogni matrice. A noi il compito di
Dobbiamo farlo con impegno e con buon senso.


