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PRESIDENTE. L'onorevole Annunziata ha facoltà di
ANDREA ANNUNZIATA. La mia interrogazione riguarda la tutela della salute dei cittadini, in particolare gli alimenti ed il loro contenuto, spesso non solo di non buona qualità, ma addirittura nocivo. È il caso di una sostanza denominata Sudan I, colorante di sintesi - presente nel peperoncino rosso importato dall'India -, di accertata natura cancerogena, il cui uso è proibito sin dal 1919. La Francia, nel 2003, ha lanciato l'allarme, ripreso e ribadito dall'Unione europea. In Italia gli accertamenti della magistratura e del Ministero della salute hanno individuato circa 49 prodotti alimentari presenti sul mercato, che tra gli altri ingredienti contenevano il suddetto colorante.
contaminati. Chiediamo pertanto al Governo cosa intenda fare affinché la salute dei cittadini sia tutelata fino in fondo.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Per la verità, non c'è stata nessuna carente informazione da parte del Ministero della salute. Anzi, al momento dell'insorgere dell'emergenza Sudan I (nel maggio 2003), il Ministero della salute ha dato tempestivamente seguito alle segnalazioni di allerta rapida comunitaria ed ha effettuato la notifica al sistema di allerta comunitario per prodotti contaminati fabbricati in Italia e commercializzati in territorio extra nazionale (se si consulta il sito Internet del Ministero della salute, si potrà vedere l'elenco completo delle notifiche).
PRESIDENTE. L'onorevole Annunziata ha facoltà di
ANDREA ANNUNZIATA. Signor ministro, potrei dire che mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta del Governo. La Margherita, nella sua politica di tutela dei consumatori, ha denunciato questo caso particolare, nell'ottica peraltro di un controllo più capillare, che noi cittadini italiani intendiamo avere, a proposito di prodotti purtroppo spesso contaminati da sostanze cancerogene.
A seguito di detti controlli, molte aziende italiane hanno dovuto ritirare dal mercato intere partite di prodotti, per aver utilizzato spesso involontariamente - anche per una carente informazione da parte del Ministero della salute - peperoncini
Contestualmente, gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera venivano allertati per controllare, mediante prelievo di campioni destinati alle analisi, secondo le indicazioni fornite dalla Commissione europea il 20 giugno 2003, le partite di peperoncino (tritato o in polvere) presentate all'importazione sul territorio nazionale. Con la pubblicazione della decisione della Commissione europea del 21 gennaio 2004, i controlli alle frontiere sono stati estesi anche alle partite di curry, che sono state respinte direttamente alla frontiera. Gli assessorati alla sanità delle regioni e delle province autonome, anche tramite riunioni di coordinamento, sono stati invitati ad effettuare controlli ufficiali, con prelievi di campioni destinati all'analisi anche di tutti i prodotti contenenti peperoncino e curry. A seguito della suddetta decisione comunitaria del 2004 e al fine di armonizzare gli interventi di controllo su tutto il territorio nazionale, è stato varato un piano nazionale di monitoraggio, relativo alla presenza di queste sostanze anche nei prodotti derivati (il peperoncino essiccato, gli insaccati, i formaggi, le paste alimentari, le salse, i sughi e i condimenti, i prodotti da forno, le olive, eccetera).
Per ciò che concerne la difficoltà, lamentata nell'interrogazione, di rintracciare i fornitori di materie prime contaminate, va rilevato che l'obbligo della cosiddetta rintracciabilità delle sostanze è in vigore solo dal 1o gennaio 2005 (quindi da poco meno di un mese) e che tutto il sistema è in fase di rodaggio. Comunque, a seguito dei controlli effettuati, con il piano di monitoraggio varato dal Ministero della sanità la situazione è in fase di netto miglioramento. È aumentato il numero dei campioni analizzati nel 2004, da 378 (nel primo trimestre) a 541 (nel terzo trimestre), ed è diminuita grandemente la percentuale di campioni risultati irregolari: si passa dal 22 per cento (del secondo trimestre) al 7,9 per cento (del terzo trimestre). Quindi, le azioni intraprese sono tali da poter tutelare efficacemente la salute dei consumatori.
Mi dichiaro, quindi, insoddisfatto perché il Governo non si è espresso in ordine alle misure che intende adottare nel futuro, a fronte dell'impossibilità obiettiva di svolgere un controllo capillare (i controlli sono aumentati, ma non completamente; pertanto, i rischi ancora ci sono).
Il Governo potrebbe anche studiare una misura di repressione più forte nei confronti di chi immette sul mercato sostanze che sono cancerogene per la salute umana (la percentuale di tumore nella popolazione italiana è aumentata).


