Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 576 del 27/1/2005
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 4912)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giovanni Bianchi. Ne ha facoltà.

GIOVANNI BIANCHI. Considerati i tempi e l'organizzazione dei nostri lavori, è chiaro che siamo «a metà»; tuttavia, non tutte le ratifiche hanno lo stesso peso. Questo sulla cooperazione scientifica e tecnica con la Turchia mi sembra un Accordo importante, così come lo sarà poi quello sul caffè. Forse una minore importanza, almeno dal mio punto di vista - anche se ciò non vuole essere il tentativo di aprire una dialettica ecologista -, riveste l'Accordo in materia di protezione dei pipistrelli europei; pertanto, almeno a mio parere, credo che in quel caso si procederà più rapidamente.
Con riferimento alla ratifica in oggetto, credo invece esista un problema di puntualizzazione. Infatti questa collaborazione, a livello scientifico e tecnico, con un paese partner commerciale molto rilevante per l'Italia e con un paese, che con grande tensione - a partire dal governo, ma anche dalla sua popolazione - ha cominciato il suo iter di accostamento all'Europa, mi sembra meriti una riflessione, anche perché gli echi - e qualche volta più che gli echi: una vera e propria scenografia! - non sono mancati all'interno del nostro stesso Parlamento.
Credo che quella della collaborazione scientifica e tecnica con la Turchia sia una strada privilegiata per collaborare con quel paese sulla via dell'innovazione. Si tratta di un paese che, rispetto alle difficoltà che in generale l'Islam registra nel rapporto con la modernità, ha incominciato molto tempo fa - e seppure in modo tutt'altro che soft (con Atatur) - il percorso verso la modernizzazione.
Si tratta di un paese laico, quanto meno molto più laico degli altri dell'area, ancorché attraversato da una dorsale militare molto evidente e da un qualche autoritarismo. Si tratta di un paese che ha forti difficoltà nel rapporto con la moneta ed infatti il tasso di inflazione è sempre a due cifre. È un paese che ha una percentuale molto alta di popolazione occupata nel campo dell'agricoltura (oltre il 50 per cento). Pensate a come era diverso lo scenario della nostra Italia già immediatamente dopo il secondo conflitto mondiale. È dunque in questo contesto, e sul percorso di europeizzazione della Turchia, che crediamo vada posto il problema.
Concludo con due osservazioni, che mi sembrano anche in questo caso di estrema importanza. In primo luogo, vi è un problema - è stato più volte dibattuto: questa non è la sede propria, ma non può essere del resto dimenticato - di salvaguardia del livello dei diritti umani. Non a caso ci siamo già intrattenuti sul problema proprio in questo Parlamento e in tal senso bisogna quindi procedere. Resta il problema di tutte le modalità di rapporto con l'Europa, in un percorso che è appena


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cominciato e che rappresenta comunque una porta aperta ad una relazione con l'Islam, tenendo conto che soltanto gli islamici moderati saranno in grado di battere gli islamici fondamentalisti.

PRESIDENTE. Onorevole Bianchi, lei ha fatto delle considerazioni che nel merito personalmente condivido ciecamente, ma qui stiamo parlando dell'accordo culturale tra Italia e Turchia, non dell'adesione della Turchia all'Unione europea! Non possiamo su ogni ratifica aprire un dibattito, che non finisce più (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Signor Presidente, preannuncio l'espressione da parte del gruppo dei Verdi di un convinto voto favorevole su tale disegno di legge di ratifica sia perché si tratta di un potenziamento della ricerca scientifica, della cooperazione scientifica e tecnica, sia perché crediamo fondamentale in questa fase potenziare i rapporti con un paese amico come la Turchia, così come con tutti i paesi euromediterranei.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.

VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, si tratta di un disegno di legge di ratifica di un accordo bilaterale fra l'Italia e la Turchia. Tuttavia, come lei sa, nelle ultime settimane più volte il tema delle relazioni dei paesi europei con la Turchia è stato oggetto di discussione nelle Assemblee parlamentari, di dibattito politico, anche di alcune vicende discutibili come è accaduto ieri in Commissione affari esteri. Si è verificata una vicenda spiacevole: avremmo dovuto audire alcuni rappresentanti del Governo turco...
Condivido l'intervento del collega Giovanni Bianchi, ma vorrei sottolineare come il consolidamento di queste relazioni anche bilaterali possa favorire una verifica positiva del processo in corso nelle relazioni tra Europa e Turchia. Non si tratta soltanto di una sorta di verifica o di giudizio «divino» sui comportamenti della Turchia, ma di consolidare relazioni già avviate, collaborazioni positive, in questo caso in campo tecnico e scientifico.
Preannunzio l'espressione di un voto favorevole, anche nella prospettiva dei rapporti tra l'Unione europea e la Turchia. Vi sarà poi la verifica di come si comporteranno le forze politiche italiane rispetto ad un processo che consideriamo utile all'Europa, alla pace e alla sicurezza del Mediterraneo.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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