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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.
VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, noi accogliamo il suo invito ad accelerare i tempi, ma si tratta della ratifica di Accordi internazionali: impiegare cinque minuti in più per approvarli è, forse, anche il segno che la Camera lo fa in un modo (Commenti)... Sto semplicemente ripetendo ciò che ogni volta dice il presidente Selva in queste occasioni. Non capisco perché nei confronti di un esponente dell'opposizione vi sia un metro di giudizio diverso!
Considerato che in Commissione queste materie sono oggetto di riflessione e discussione, chiediamo che vi sia un po' di attenzione anche da parte dell'Assemblea.
Questa Convenzione, tra l'altro, è stata firmata dai paesi del Consiglio d'Europa all'inizio del 1998; quindi, sono trascorsi sette anni e gli altri paesi del Consiglio d'Europa e dell'OCSE aspettano la ratifica da parte dell'Italia. Il Parlamento ha impiegato per l'esame soltanto nove mesi, perché il provvedimento è stato già approvato dal Senato. Tale provvedimento, peraltro, è abbastanza importante, perché prevede il coordinamento e la collaborazione amministrativa in materia fiscale, argomento che, come sapete, interessa molto anche ai cittadini italiani.
Sottolineare l'importanza del voto - mi auguro unanime - dell'Assemblea e, comunque, del voto favorevole dei Democratici di sinistra-L'Ulivo ci sembrava opportuno. Comunque, per brevità, mi limito a svolgere solo queste considerazioni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giovanni Bianchi. Ne ha facoltà.
GIOVANNI BIANCHI. Signor Presidente, sarò altrettanto laconico, per ricordare che la Convenzione, già illustrata anche dal collega Calzolaio, sia pur brevemente, è attualmente firmata da dieci paesi aderenti al Consiglio d'Europa e ratificata da otto diversi paesi.
Essa consente una vasta cooperazione amministrativa - va sottolineato - nel rispetto dei diritti fondamentali dei contribuenti, quindi una vasta cooperazione amministrativa che copre tutte le imposte, con l'eccezione dei diritti doganali.
Ogni Stato può attuare i suoi impegni con un sistema di riserve previste espressamente dal testo.
Vi è anche da dire, in linea con l'osservazione di prima, che esistono precise regole che assicurano la riservatezza delle informazioni ottenute in applicazione del testo convenzionale.
Per quanto riguarda più da vicino il nostro paese, si tratta di materie relative allo scambio di informazioni, verifiche simultanee, assistenza alla riscossione e ratifica dei documenti. Quindi, è una cooperazione che, se da una parte mette in campo le tecnicalità più avanzate - in questo senso la cooperazione e la collaborazione incentivano il rigore e, probabilmente, la rapidità e la trasparenza -, dall'altro tiene conto della salvaguardia dei diritti della persona, in questo caso tradotti nel rispetto dei diritti fondamentali dei contribuenti.
Per queste due ragioni, voteremo a favore del provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Selva. Ne ha facoltà.
GUSTAVO SELVA. Agli impazienti colleghi che chiedono di passare al voto vorrei dire che questo è un modo concreto di essere europei. Alleanza Nazionale, quindi, è favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruzzante. Ne ha facoltà.
PIERO RUZZANTE. Sarò rapidissimo, ma mi sento in dovere, anche rispetto alle valutazioni svolte prima dal collega Calzolaio, di sottolineare un aspetto.
Ovviamente il gruppo dei DS voterà a favore di questa ratifica. Tale ratifica è stata firmata il 25 gennaio 1988: ciò vuol dire che sono passati 17 anni dalla sigla della ratifica fino al momento dell'approvazione da parte del Parlamento italiano.
CESARE RIZZI. Eravate voi per cinque anni al Governo!
PIERO RUZZANTE. Ce n'è per tutti! Non è una polemica nei confronti del Governo attuale, onorevole Rizzi. Sto cercando di fare un ragionamento di carattere generale.
Sono passati 17 anni dalla ratifica al momento in cui il Parlamento approva la ratifica. Ciò non è dovuto ai lavori parlamentari, perché - lo ricordava prima il collega Calzolaio - in nove mesi Camera e Senato hanno approvato questo provvedimento.
È stata presentata, signor Presidente, una proposta di legge da parte del gruppo dei DS, a firma dell'onorevole Calzolaio e di altri esponenti del centrosinistra, che è ferma in Commissione da oltre due anni, concernente una organizzazione profondamente rinnovata e diversa del metodo di discussione in aula e nel Parlamento relativamente alle ratifiche dei trattati internazionali. Con la proposta di legge Calzolaio si prospetta l'ipotesi di sessioni annuali o di due sessioni annuali di politica estera che consentano l'approvazione con una sola discussione di tutti i trattati di ratifica, obbligando il Governo ad un rapporto più razionale e continuativo con l'esecuzione di queste ratifiche e consentendo, forse, al Parlamento di svolgere ciò che giustamente e correttamente il presidente Selva sollecita, ossia una discussione sulla politica estera più approfondita e seria.
Lo riteniamo un contributo serio e approfondito da parte dell'opposizione nei confronti di tutta l'aula, della maggioranza e dell'opposizione, ma soprattutto - concludo, Presidente - un contributo nei confronti del Governo in ordine ai suoi rapporti internazionali. Infatti, credo che il nostro paese faccia una pessima figura in sede internazionale approvando una ratifica che riguarda l'OCSE, la cooperazione e lo sviluppo economico 17 anni dopo la firma di quel Trattato (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
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