Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 576 del 27/1/2005
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 5070)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.

VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, intervengo molto brevemente per preannunziare che il gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo voterà a favore della ratifica dell'Accordo istitutivo del Network internazionale ICRANET con sede a Pescara.
Vorrei ricordare che si tratta di un Accordo sottoscritto dal Governo in carica il 19 marzo del 2003, e ciò mi consente di svolgere una riflessione di carattere generale. Nel corso della sessione mattutina dei lavori dell'Assemblea, infatti, esamineremo nove disegni di legge di ratifica di trattati internazionali; di questi, due sono stati negoziati e sottoscritti dall'attuale Governo, mentre ben sette lo sono stati dai Governi precedenti, e giungono all'esame dell'aula ben quattro anni dopo la loro firma.
Tale semplice notazione, vale a dire la presentazione di sette disegni di legge di ratifica del Governo in carica che sanzionano accordi internazionali sottoscritti da precedenti Esecutivi, mi consente di sollecitare nuovamente l'Assemblea ad esaminare una proposta di legge volta a rivedere le modalità di ratifica degli accordi e dei trattati internazionali.
Vorrei evidenziare che tutti i nove disegni di legge al nostro esame sono stati già approvati dal Senato della Repubblica, tuttavia ribadisco che ben sette di essi erano stati negoziati e firmati, nel corso della scorsa legislatura, dai Governi precedenti. Se individuassimo una diversa regolamentazione dell'esame dei provvedimenti di ratifica dei trattati internazionali, allora, forse l'Assemblea sarebbe in grado di esprimere valutazioni più approfondite e serie sulla politica internazionale, e non solo rapide votazioni, come se i singoli accordi da ratificare fossero un dato in qualche modo scontato e superficiale.
Nel caso dell'Accordo in esame, ad esempio, vorrei rilevare che il suo negoziato ha avuto inizio degli anni novanta, e che esso coinvolge la Santa Sede, varie università - tra cui non solo La Sapienza di Roma, che ne è la protagonista e la coordinatrice, ma anche l'università di Stanford, l'università dell'Arizona e la stessa Specola del Vaticano - e, come ha precedentemente ricordato il collega Borrelli, il lavoro scientifico e universitario di alcune regioni italiane. Si tratta, dunque, di un accordo molto importante, che sosteniamo sia perché siamo il paese protagonista, sia perché offriamo un contributo finanziario non proprio modestissimo.
Dal momento che stiamo ratificando un trattato internazionale importante, ritengo decisivo che la Camera dei deputati sia pienamente consapevole del valore del proprio voto favorevole. Ciò mi consente di chiedere, ancora una volta, che venga svolto un esame più approfondito della citata proposta di legge di riforma del procedimento di ratifica, bloccata purtroppo, da oltre un anno, in Commissione affari costituzionali, ma che la Commissione affari esteri, invece, dovrebbe rapidamente riprendere ed approvare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Signor Presidente, desidero intervenire molto brevemente per preannunziare che voteremo a favore della ratifica di un Accordo molto importante. Esso, infatti, raccorda un'università così autorevole del nostro paese, come La Sapienza, a numerose altre università del mondo; inoltre, come ha precedentemente ricordato il collega Calzolaio, a tale accordo partecipa anche la Santa Sede; infine, esso consente di costituire nel nostro paese, a Pescara, l'importantissima rete di ICRANET.
Vorrei cogliere l'occasione, signor Presidente, per sottolineare che la ratifica dell'Accordo in esame, che va nella direzione


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di potenziare la ricerca delle nostre università, attraverso il network internazionale in oggetto, dovrebbe offrire al Governo lo spunto per rispondere, anche nell'ambito del prossimo collegato per lo sviluppo, all'esigenza di erogare maggiori risorse finanziarie a favore della ricerca, al fine di far uscire il nostro paese dalla situazione di stallo, e perfino di regressione economica, in cui si trova. L'istituzione del Network internazionale ICRANET di Pescara rappresenta un esempio molto utile al riguardo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giovanni Bianchi. Ne ha facoltà.

GIOVANNI BIANCHI. Signor Presidente, intervengo per preannunziare il voto favorevole del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo e per associarmi alle osservazioni già formulate dai colleghi precedentemente intervenuti. L'importanza della ratifica dell'Accordo al nostro esame, infatti, dipende dalla sostanza della ricerca, dai mezzi che vengono concentrati e dal knowhow che viene impiegato in un settore in cui gli investimenti per la ricerca sono estremamente importanti. Vorrei osservare che è da rimarcare anche la comunicazione all'interno della comunità dei ricercatori.
Infatti, il provvedimento prevede il coinvolgimento di centri di ricerca di diverse nazioni che dispongono di strumentazioni e di attrezzature il cui allestimento ha spesso richiesto ingenti risorse finanziarie: l'Università di Stanford, la NASA, l'Università dell'Arizona - che gestisce osservatori tra i più grandi del mondo - e la Specola del Vaticano.
Il network è il senso di tale operazione, che parte da un centro di ricerca con sede a Pescara, sorto nel 1985 per iniziativa di due premi Nobel, Giacconi e Abdus Salam, e che aveva già dall'inizio una caratteristica multinazionale. L'approvazione di questo provvedimento consente di trasformare tale centro in un organismo multilaterale, che coordinerà alcuni tra i più avanzati poli scientifici esistenti. Ciò consentirà di promuovere la crescita di nuovi centri nei paesi in cui tali ricerche sono ancora in fase di sviluppo. La finalità è, pertanto duplice: concentrare energie laddove i punti di eccellenza - alcuni li ho citati - sono già presenti, e aprirsi per far sì che paesi che su tale strada si sono recentemente incamminati possano godere dei punti di vantaggio ottenuti dagli altri. A ciò provvede uno statuto firmato a Roma il 19 marzo dello scorso anno.
Per quanto riguarda la possibilità di aggregare altri centri ed altri Stati, debbo ricordare che è prevista la possibilità di adesione all'accordo per due anni, sia per gli Stati sia per gli organismi internazionali interessati alla ricerca in tale settore.
Bisogna sottolineare altresì che l'ICRANET svolge esclusivamente attività scientifica e che ha un comitato di direzione che lo segnala per la serietà, composto da rappresentanti dell'Università di Stanford, di quella dell'Arizona, della Specola del Vaticano e, ovviamente, dai membri fondatori.
Per quanto riguarda la quantificazione degli oneri derivanti dall'applicazione dell'accordo, 1.550.000 euro annui, a decorrere dal 2004, la loro copertura sarà assicurata dal fondo speciale dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. Si tratta, dunque, di un'operazione che per i due piani sui quali si muove, è senz'altro da appoggiare con decisione da parte del Parlamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Castellani. Ne ha facoltà.

CARLA CASTELLANI. Signor Presidente, intervengo molto brevemente per esprimere il voto favorevole del gruppo di Alleanza nazionale al disegno di legge di ratifica. Come parlamentare abruzzese ed in rappresentanza di tutti parlamentari abruzzesi presenti in quest'Assemblea, affermo che non possiamo che essere estremamente felici di questo provvedimento. Ciò anche perché tale Accordo prevede lo


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sviluppo delle attività scientifiche coordinate dall'ICRANET con la Santa Sede e con la Repubblica armena, che hanno già firmato l'Accordo, e con molti altri paesi che collaboreranno a quest'importante iniziativa.
L'Abruzzo, onorevoli colleghi, ha dimostrato, dal punto di vista scientifico, di essere cresciuto molto negli ultimi anni. Non vi è solo l'ICRANET ma anche Telespazio e l'Istituto di fisica nucleare del Gran Sasso d'Italia, che portano il valore e la capacità scientifica della nostra regione a livelli internazionali.
Questo provvedimento altro non è che la convalida di quanto l'Abruzzo, negli ultimi anni, è riuscito a raggiungere (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rizzi. Ne ha facoltà.

CESARE RIZZI. Signor Presidente, intervengo per annunziare il voto favorevole della Lega Nord Federazione Padana.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

MARCELLO PACINI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCELLO PACINI, Relatore. Signor Presidente, intervengo brevissimamente per sottolineare con grande soddisfazione, in quanto relatore del disegno di legge di ratifica, l'unanimità dei consensi.
Aggiungo che questa Camera, ratificando tale accordo nel 2005, dà un contributo fondamentale ad una ricorrenza di cui tutto il mondo scientifico oggi si occupa. Infatti, nel 2005 ricorre il centenario di quello che è stato definito l'annus mirabilis di Albert Einstein, l'anno in cui il grande scienziato scrisse i tre fondamentali articoli che hanno cambiato la nostra visione dell'universo.
Poiché l'accordo si basa proprio sull'astrofisica relativistica, cioè sull'astrofisica che trova in questi tre articoli i suoi fondamenti e che ha aperto grandi prospettive, credo che sia da sottolineare come il Parlamento quasi casualmente, ma comunque esprimendo grande convinzione e grande fiducia nel progresso della scienza e della conoscenza umana, dia anche un contributo a tale tributo che il mondo scientifico e politico paga al grande pensatore europeo e mondiale.

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