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C)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
il «progetto preliminare avanzato» relativo al nodo autostradale di Genova, per la costruzione della nuova autostrada chiamata «gronda di ponente», ha creato uno stato di permanente disagio ai cittadini e alle comunità agricole presenti nell'entroterra delle valli del ponente genovese, in particolare nelle valli voltresi, con la costruzione di ben 11 viadotti e 8 gallerie, oltre a quelle già esistenti;
da anni questa zona convive ogni giorno con migliaia di mezzi pesanti per il trasporto di container da e per il porto di Prà-Voltri;
Genova è diventata una sperimentazione nazionale con la costituzione della commissione «Genova caso pilota» contro l'inquinamento autostradale e nel ponente genovese, così come in altre zone, l'autostrada passa tra le case, provocando un inquinamento acustico ed atmosferico che ha alimentato, in questi anni, una mobilitazione per la vivibilità senza precedenti;
nel gennaio 2005 saranno già cinque anni che è stata inaugurata la bretella ferroviaria (costata circa 230 milioni di euro) di collegamento tra il porto di Prà-Voltri (Voltri terminal Europa) e le linee di valico, utilizzata quotidianamente da soli 4 treni;
sarebbe prioritario collegare tale linea direttamente con la linea del Valico dei Giovi, in modo che ci sia una risposta: a) al porto, attualmente bloccato dal numero sempre maggiore di mezzi gommati; b) al trasporto metropolitano; c) alla città, con l'utilizzo di strutture (trasporto su ferro) meno inquinanti -:
per quali motivi la bretella ferroviaria di collegamento dal porto alle linee di valico non sia stata ancora allacciata e non sia pienamente utilizzata;
se, come risulta necessario, intenda impegnarsi con Anas e Autostrade per l'Italia perché sia rivisto il tracciato ipotizzato per «la bretella autostradale», affinché sul ponente genovese non ci sia un impatto ambientale così pesante ed il traffico passante sia deviato al di fuori della città;
se non ritenga opportuno consentire la partecipazione diretta dei comitati dei cittadini perché possano contribuire alla modifica del progetto volto ad ottenere il minor impatto ambientale possibile nel rispetto del tessuto urbano, prevedendo comunque che l'eventuale costruzione avvenga fuori dai centri urbani.
(2-01428) «Mascia, Mazzarello, Acquarone, Giordano».
(25 gennaio 2005)