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La seduta, sospesa alle 16,30, è ripresa alle 16,50.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come sapete, dovremmo ora passare all'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge recante interventi per assicurare, tra l'altro, la funzionalità della pubblica amministrazione. Si è appena conclusa la Conferenza dei presidenti di gruppo e la Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, ha chiesto di apportare quattro modifiche al testo del provvedimento d'urgenza.
Come sapete, il decreto-legge decadrà venerdì prossimo; pertanto, se non vi è collaborazione fra maggioranza ed opposizione su tali modifiche e su altre eventuali ed integrative, tale provvedimento rischia di rimanere all'esame dell'Assemblea fino a domani e di essere presumibilmente modificato. Ciò senza alcun esito, perché il Senato non avrebbe la possibilità di convertirlo definitivamente in legge.
Proporrei, pertanto - e mi sembra che il mio parere sia condiviso da tutti - che il Comitato dei nove della competente Commissione permanente si riunisca per esaminare le varie questioni relative al provvedimento.
Preannunzio sin d'ora, per evitare che i colleghi si trattengano in aula inutilmente, che alle 18 riprenderà la seduta; tutto ciò - ripeto - al fine di risolvere le questioni concernenti questo provvedimento entro la serata, se sarà possibile. Se ciò non sarà possibile, procederemo, comunque,
dalle ore 18 in poi, alle votazioni relative agli altri punti iscritti all'ordine del giorno.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 18.
La seduta, sospesa alle 16,55, è ripresa alle 18,10.
PRESIDENTE. Chiedo al presidente della I Commissione, onorevole Bruno, di riferire all'Assemblea sugli esiti della riunione del Comitato dei nove.
DONATO BRUNO, Presidente della I Commissione. Signor Presidente, il Comitato dei nove si è riunito, alla presenza del rappresentante del Governo, tentando di trovare una soluzione, atteso il parere espresso dalla Commissione bilancio, che rendeva quasi impossibile il dialogo su tutti gli emendamenti sui quali si sarebbe potuto svolgere un confronto.
Devo informare l'Assemblea che non vi è accordo sulle proposte emendative presentate dall'opposizione. Le chiederei pertanto, Presidente, ove possibile, di passare all'esame del provvedimento di cui al punto 6 dell'ordine del giorno, atteso che su di esso vi è l'accordo della maggioranza e dell'opposizione e che non sono stati presentati emendamenti. Credo pertanto che l'Assemblea potrebbe essere in grado di approvarlo in breve tempo.
PRESIDENTE. Il Governo?
LEARCO SAPORITO, Sottosegretario di Stato per la funzione pubblica. Il Governo prende atto con rammarico di ciò che è successo e della conseguente impossibilità di procedere all'approvazione definitiva del provvedimento.
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, passerei, dunque, all'esame del disegno di legge recante modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990 n. 241, concernenti norme generali sull'azione amministrativa.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, intervengo solo per una questione di forma. Dalle parole del presidente Bruno non si è capito se si tratta di una proposta di inversione dell'ordine del giorno, di rinvio in Commissione, di rinvio del provvedimento. Credo che si debba chiarire tale proposta.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, lei è sempre molto attento e pertanto non le sarà sfuggito che il Presidente della Camera, dopo aver preso atto della dichiarazione di impossibilità a procedere nei tempi previsti per le modifiche richieste dalla Commissione bilancio ex articolo 81, quarto comma, della Costituzione, ha dato la parola al sottosegretario Saporito, che - di fatto, - ha annunciato l' «abbandono» del provvedimento. Il decreto-legge avrebbe dovuto, infatti, essere convertito nei tempi utili per la sua trasmissione al Senato. Tale circostanza non si verifica e pertanto, come aveva auspicato la Conferenza dei Presidenti di gruppo, prendiamo atto della realtà e procediamo all'esame degli altri punti all'ordine del giorno.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, lei dice bene: procediamo con l'esame degli altri punti all'ordine del giorno, quindi passiamo...
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, le spiego: il successivo punto all'ordine del giorno, ossia il seguito della discussione del disegno di legge recante misure per l'internazionalizzazione delle imprese, non era previsto, di fatto, in questo momento e, dunque, il viceministro Urso ha fatto sapere che si trova nell'impossibilità di essere presente ora ai nostri lavori. I colleghi che ho ascoltato informalmente non hanno mosso rilievi - se lei ne ha, ne prenderò atto - sulla proposta di procedere all'esame del punto 6 dell'ordine del giorno e, quindi, al seguito della discussione
dei disegni di legge di ratifica. Successivamente si passerebbe all'esame del punto 4 dell'ordine del giorno e, poi, al punto 5. Tutto ciò, sempre se non vi sono obiezioni dei gruppi, altrimenti...
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, si tratta, dunque, di una modifica dell'ordine del giorno, con una parziale inversione ed una riformulazione dei punti previsti. A mio avviso, signor Presidente, dovremo formalizzare esattamente la procedura. Mi pare di aver capito che lei propone all'Assemblea di procedere nell'esame del punto 6, poi con la trattazione del punto 7 e, successivamente, con i punti 4 e 5 dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, l'ordine dei lavori, nei termini proposti e riassunti dall'onorevole Boccia, può rimanere stabilito.
(Così rimane stabilito).
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