![]() |
![]() |
![]() |
LUCA BELLOTTI. Con Barnard, il primo chirurgo che trapiantò un cuore umano, nell'affrontare i problemi derivanti dal rigetto dell'organismo umano a seguito dell'operazione, abbiamo avuto la testimonianza che ogni individuo umano è diverso, è unico.
Ne consegue la delicatezza obbligata quando si manipolano forme di vita, credo che nessuno di noi voglia avventurarsi verso un modernismo di Frankestain.
Qualcuno replica dicendo «ma allora dovremmo fermare anche le ricerche o le applicazioni biotecnologiche mediche sull'uomo»; queste appartengono sempre ad una scelta che appartiene alla sfera dell'individuo, mentre la scelta degli OGM è pubblica.
Con l'introduzione degli OGM, forte è la preoccupazione legata all'inquinamento genetico.
Le ragioni dicevo risiedono non solo nella mancanza di dati scientifici certi ma, tralasciando tutti gli altri aspetti, dal fatto che il nostro sistema agricolo ed agroalimentare non sarebbe comunque in grado di competere, con colture (in genere soia, mais) che fanno uso di questa tecnologia nel contesto internazionale, per motivi strutturali, ettarato basso, costi elevati, e nessun tipo di vantaggio all'orizzonte. Alcuni dati sulla nostra agricoltura. Siamo primi in EU per numero di prodotti riconosciuti a marchi comunitari 145 DOP e IGP che rappresentano il 21 per cento delle 679 concesse in tutta l'Unione Europea più oltre 4000 prodotti censiti come tradizionali.
Siamo i primi nell'agricoltura biologica che rappresenta con il 34 per cento delle aziende ed il 24 per cento della superficie europea ad AB nell'Europa a quindici. Tra i paesi OCSE 1'italia è quella che tra il 85 ed il 2001 ha fatto registrare le più forti riduzioni nell'impiego di sostanze chimiche in agricoltura. A questo riguardo l'impiego di fertilizzanti si è ridotto del 30 per cento a fronte di un aumento del 24 per cento in USA (alla faccia degli OGM che dovrebbero ridurne l'impiego) si consideri che nello stesso periodo la diminuzione di fitofarmaci e diserbanti è stata pari al 51 per cento in Italia senza OGM e all'1,2 per cento in USA con OGM. Nel 2003 1'agroalimentare ha rappresentato l'8,7 per cento del commercio totale nazionale ed il 7,1
per cento dell'export italiano. Sul fronte interno la produzione agricola nazionale è trasformata per il 70 per cento dall'industria alimentare ed il valore della produzione che ne deriva rappresenta 1'88 per cento della spesa per consumi alimentari interna. Circa il 16 per cento della produzione agricola italiana è costituita da prodotti con certificazione riconosciuta.
Nessun tipo di vantaggio dicevamo prima, semmai per un mero calcolo commerciale economico di interesse paese dovremmo evitarli il mondo apprezza la nostra cucina fatta di territorio e di cultura, apprezza i nostri prodotti locali, tipici, caratterizzati da un profondo rapporto con l'ambiente; tutto ciò è in contrapposizione con la totale omologazione, indifferenziazione e standardizzazione derivante dall'impiego degli OGM.
Di fronte a queste decisioni europee che impongono un adeguamento, il nostro Paese ha due possibili scenari da perseguire: l'uno, irresponsabile, demagogico, strumentale, riduttivo, di opporsi a qualsiasi forma di introduzione di OGM, con la conseguenza di trovarci invasi dagli stessi, senza possibilità di scelta, senza una regola, senza una cautela, senza una precauzione, e, per così dire, ottenendo un risultato opposto rispetto all'obiettivo di contenerli.
Addirittura ne faciliteremmo l'introduzione e creeremmo un Far west vegetale, di fatto consegneremmo il nostro paese, di fronte al fatto compiuto, all'agricoltura biotech.
L'altro, affrontare il problema come fa questo DECRETO mantenendo ben saldo il principio fondamentale che garantisce che ogni tipo di agricoltura possa essere realizzata nel nostro paese senza che l'esercizio di una di esse comprometta lo svolgimento delle altre.
Quindi oggi votiamo un decreto coraggioso ed innovativo ma nel contempo equilibrato.
Ispirato dal principio della coesistenza ma fortemente orientato alla precauzione, quindi responsabile.
In particolare, primo, che la coesistenza debba essere realizzata in modo tale da tutelare le peculiarità produttive delle diverse forme di agricoltura e da evitare ogni forma di contaminazione. Secondo che le coltivazioni transgeniche devono essere realizzate all'interno di filiere separate rispetto a quelle convenzionali e biologiche. Terzo, chiaramente all'interno del provvedimento viene esaltato il quadro delle responsabilità e delle garanzie. Oggi rispetto a ieri abbiamo di fronte un periodo di certezze nell'affrontare gli OGM. Inoltre questo decreto si colloca in modo innovativo nel solco dell'approccio europeo alla materia incentrato essenzialmente su due aspetti: sicurezza dei cittadini dai potenziali rischi per l'ambiente e la salute umana da una parte e dall'altra difesa e salvaguardia del diritto di una scelta consapevole da parte dei cittadini consumatori e degli agricoltori.
Per rimanere nel politico: è un decreto legge che incassa il parere favorevole da parte della conferenza Stato regioni, da gran parte delle associazioni ambientaliste, dal mondo dell'agricoltura nelle sue componenti maggioritarie.
È un decreto importante per l'agricoltura italiana, e quando si deve scegliere non è possibile evitare la chiarezza.
Chiarezza contenuta nel decreto in coerenza con i valori della nostra civiltà, nel giusto rispetto sia dell'uomo che della natura.
Consentitemi alla fine una breve considerazione a margine: fidarsi degli slogan magnanimi delle multinazionali richiamanti alla soluzione di enormi problemi del nostro pianeta come la fame, la difesa della biodiversità, beh, credo che ognuno di noi nutra qualche dubbio a proposito e quindi 19/01 /2005 procedere con grande prudenza in questo campo è d'obbligo.
Nessuno può permettersi di consegnare l'agricoltura del proprio paese nelle mani di pochi, troppi sono i rischi, l'interdipendenza in un settore strategico come quello alimentare troppo concentrato contrasta sia con la democrazia sia con la libertà dei popoli.
Durante le ultime guerre mondiali i bombardamenti più intensi, quelli strategici, avvenivano nelle fabbriche che producevano
i cuscinetti, perché! Di fatto, senza cuscinetti nessuna macchina si può muovere ed un paese senza cuscinetti è nel vero senso del termine a terra; quindi controllando o bombardando questi stabilimenti si controllavano le economie di questi paesi. Ora, chi nel futuro controllerà le fonti dell'energia (petrolio docet) e le fonti dell'alimentazione, vale a dire le sementi, controllerà il nostro pianeta.
Questo con l'introduzione degli OGM sementi legate a pochi, potrebbe realizzarsi e questo non credo sia un bene per la nostra umanità. Concludendo, lo strumento legislativo che il nostro paese si è dato è quanto di meglio nell'ambito concesso rispetto al quadro europeo, è possibile fare. Nel rispetto dell'interesse della nostra agricoltura e dei nostri cittadini, Alleanza Nazionale conferma il fermo e convinto sostegno al provvedimento e ringrazia il Ministro per quanto fatto.
![]() |
![]() |
![]() |