Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 572 del 20/1/2005
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(Misure a favore degli imprenditori tenuti alla restituzione delle somme ottenute a titolo di sgravio in virtù delle agevolazioni concesse dalla legge per l'assunzione di personale con contratti di formazione e lavoro tra il 1997 e il 2000 - n. 2-01420)

PRESIDENTE. L'onorevole Ria ha facoltà di illustrare l'interpellanza Boccia n. 2-01420 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 7), di cui è cofirmatario.

LORENZO RIA. Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo,


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onorevoli colleghi, tutti ricorderete come, con l'introduzione delle agevolazioni alle imprese connesse ai contratti di formazione e lavoro, il mercato del lavoro, soprattutto nelle aree svantaggiate del Mezzogiorno, ebbe una scossa di vitalità. Le imprese, anche quelle del Mezzogiorno, riuscirono a recuperare distanze importanti sui temi dell'innovazione di processo grazie alla progressiva qualificazione del proprio personale dipendente.
I criteri di concessione di quelle agevolazioni sono stati recentemente ridefiniti dall'Unione europea. Molte aziende, e particolarmente quelle del Mezzogiorno, sono destinatarie di una procedura INPS tesa a recuperare gli sgravi concessi tra il novembre 1995 e il maggio 2001.
Per quanto ne so personalmente in merito alla diffusione nel Mezzogiorno di tale strumento di inserimento professionale, ritengo che tale procedura interesserà la quasi totalità delle imprese. Queste ultime, sulla base dell'affidamento nella legge nazionale, considerata anche la qualità delle agevolazioni ed i suoi obiettivi - che erano insieme di ammodernamento industriale e di promozione del lavoro - hanno fatto un uso importante di tale strumento.
Al momento l'INPS ha inviato solo una prima tranche sperimentale di avvisi di recupero, ma il procedimento sarà presto attivato per tutti avviando in via generale i 60 giorni per il pagamento di quanto dovuto.
Siamo tutti stanchi di vedere le strade, le ferrovie e gli aeroporti italiani bloccati da operatori e lavoratori per le più disparate ragioni: ieri per le quote latte; oggi per l'installazione di un impianto di smaltimento di rifiuti; domani, probabilmente, per una procedura previdenziale che può mettere in ginocchio migliaia di imprese e decine di migliaia di posti di lavoro. Siamo anche stanchi di un sistema che crea occasioni a bizzeffe per intasare di ricorsi gli uffici amministrativi e le aule giudiziarie. Infine, siamo stanchi che soluzioni ragionevoli, a volte perfino ovvie e naturali, vengano trovate dopo aver scatenato inutili e dannose tempeste sociali.
Per tali ragioni abbiamo chiesto al Presidente del Consiglio e chiediamo al rappresentante del Governo, sottosegretario Brambilla, quali iniziative intendano assumere per risolvere la serie di problemi che ho appena evidenziato, che saranno conseguenza inevitabile della gravissima crisi che molte aziende subiranno in conseguenza dell'avvio delle procedure di recupero da parte dell'INPS. La nostra non è una richiesta solo assistenzialistica, né solo riparatrice di un errore. La nostra è soprattutto una proposta per affrontare positivamente ed utilmente le difficoltà che, volta per volta, si pongono.
Coerenti con questo metodo e con questo stile, proponiamo - peraltro saremmo ben lieti se il Governo avanzasse anche in questa sede delle proposte - l'approvazione di una norma per tutte le aziende in regola con i pagamenti contributivi, che abbiano trasformato i contratti di formazione in contratti a tempo indeterminato, affinché alle stesse non venga richiesto alcun tipo di recupero delle agevolazioni, a suo tempo fruite a norma di legge.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, professor Brambilla, ha facoltà di rispondere.

ALBERTO BRAMBILLA, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. In questi giorni l'INPS, come riferisce l'onorevole interpellante, ha inviato a numerose aziende le lettere di richiesta di pagamento, contenenti l'invito a restituire le somme di denaro percepite nel periodo novembre 1995-maggio 2001, a titolo di sgravi contributivi per le assunzioni effettuate mediante contratti di formazione e lavoro. La procedura di recupero trae origine dalla nota decisione dell'11 maggio 1999, C/128/2000, con la quale la Commissione europea ha sancito l'incompatibilità del regime contributivo agevolato - così come risultante dalle leggi nn. 863 del 1984, 407 del 1990, 169 del 1991, 451 del 1994 e 196 del 1997 - con la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato (articoli 87 e 88 Trattato CE)


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L'obbligo di agire nei confronti dei beneficiari degli aiuti incompatibili con il Trattato CE - già contemplato dall'articolo 3 della decisione suddetta - è stato confermato dalle sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee 7 marzo 2002 e 1o aprile 2004. Quest'ultima, in particolare, ha condannato la Repubblica italiana per non avere dato esecuzione all'obbligo di recupero degli sgravi contributivi, contemplato nel dispositivo della decisione 1999. Del resto, già con nota del 24 maggio 2001, il ministro del lavoro pro tempore aveva dato disposizione all'INPS di eseguire il provvedimento comunitario, ripetendo le somme presso i beneficiari degli aiuti, operazione questa rivelatasi di particolare complessità.
L'emissione delle lettere predette si è resa necessaria anche alla luce di una nota della Commissione europea del 7 dicembre 2004, con la quale l'istituzione comunitaria ha paventato l'ipotesi di un nuovo ricorso alla Corte di giustizia delle Comunità europee contro lo Stato italiano, nel caso in cui gli ordini di recupero non fossero stati inviati tassativamente entro il 31 dicembre ultimo scorso. Tale eventualità, senza peraltro precedenti per l'Italia (esiste infatti un solo precedente, riguardante la Grecia), avrebbe comportato la condanna dello Stato italiano ad una sanzione economica commisurata ad ogni giorno di ritardo nell'esecuzione della decisione del maggio 1999.
Considerato quanto sopra esposto e fermo restando l'obbligo di agire in ottemperanza ad un obbligo di fonte comunitaria, l'INPS avrà cura di fornire ai datori di lavoro interessati, attraverso le proprie sedi territoriali, ogni e più ampia collaborazione ai fini dell'ottimizzazione della procedura di recupero in oggetto.

PRESIDENTE. L'onorevole Molinari, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.

GIUSEPPE MOLINARI. Anche a nome degli altri colleghi parlamentari che hanno sottoscritto l'interpellanza in oggetto, ci dichiariamo totalmente insoddisfatti. Si tratta, come al solito, di una risposta burocratica, preparata dagli uffici. Noi già conoscevamo tutte queste procedure messe in atto dall'INPS, così come conoscevamo le varie sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee. Qui però si tratta di affrontare il problema anche in termini politici. Infatti, per un imprenditore, soprattutto del Mezzogiorno, vedersi recapitare una lettera da parte dell'INPS per la restituzione di agevolazioni che lo Stato italiano ha concesso per i contratti di formazione e lavoro è davvero mortificante.
Vengono così ridimensionati i piani di investimento e l'occupazione, soprattutto nel Mezzogiorno, subirà una nuova e grave battuta di arresto.
Signor sottosegretario, altro che piano per la competitività e per il rilancio dell'azienda Italia! Anche questa sera, il Governo ha dimostrato una certa insensibilità nei confronti di tali problemi, mentre altre questioni (anche con riferimento ad altre sentenze di condanna), sono state dallo stesso affrontate politicamente. Guarda caso, si trattava di settori che interessavano il nord del paese e mi riferisco alla vicenda delle quote latte (all'epoca, vi era anche il ricatto politico del gruppo della Lega Nord). Allora affrontammo la questione.
Sollecitiamo quindi una battaglia per il Mezzogiorno e mi rivolgo anche ai colleghi parlamentari del Polo, del centrodestra, perché mantenere queste agevolazioni significa anche rilanciare o quanto meno mantenere l'occupazione nel Mezzogiorno.
Il Governo dovrebbe, a tale riguardo, aprire una vertenza con l'Unione europea. Il Governo è molto impegnato nell'opera di revisione del patto di stabilità ed in altre questioni, ma ciò di cui si sta discutendo è un problema fondamentale. Si tenga, inoltre, conto che nell'ultima legge finanziaria i tagli al Mezzogiorno sono stati notevoli (mi riferisco alla legge n. 488 del 1992, al credito d'imposta, alle altre agevolazioni che sono state tagliate). Questa è un'ulteriore «mazzata» diretta agli imprenditori del Mezzogiorno e, soprattutto, ai giovani disoccupati.


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Questo è il motivo per cui siamo totalmente insoddisfatti; tale questione è stata sollevata dai lavoratori, dalle aziende, dall'associazione industriali e, quindi, invitiamo il Governo ad aprire un confronto serio.
L'INPS ha inviato agli imprenditori una lettera, nella quale si prevede la restituzione del denaro da parte degli imprenditori entro 60 giorni; certo, si potrà contare su una certa disponibilità e cortesia da parte dei funzionare dell'INPS, ma non si potrà andare oltre le previsioni contenute nella lettera.
I parlamentari del gruppo della Margherita, pertanto, non si fermeranno, ma adotteranno altre iniziative, perché si tratta di una questione veramente delicata che riguarda tutto il Mezzogiorno, non solo una regione o una parte di essa.
Mi auguro che vi sia l'impegno ad individuare una soluzione ad un problema serio che, se non è ancora scoppiato nelle vostre province, scoppierà nei prossimi giorni, perché gli imprenditori stanno ricevendo queste lettere.

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