Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 572 del 20/1/2005
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(Iniziative per superare la sperequazione fiscale e di spesa pubblica esistente nel Paese - n. 3-04099)

PRESIDENTE. L'onorevole Dario Galli ha facoltà di illustrare l'interrogazione Cè n. 3-04099 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5), di cui è cofirmatario.

DARIO GALLI. Signor Presidente, i recenti dati pubblicati dal Ministero dell'economia e delle finanze e dalla Ragioneria generale dello Stato evidenziano impietosamente la drammatica sperequazione fiscale e di spesa pubblica esistente nel nostro paese, situazione che la Lega Nord Federazione Padana denuncia da anni e che viene oggi pesantemente confermata.
Senza entrare nel dettaglio delle tabelle, si sottolineano le situazioni più drammatiche, quali, ad esempio, la somma di IRPEF, IRAP ed IVA, che viene pagata per un quarto dalla sola Lombardia, o quale la situazione dell'IRPEG, pagata sostanzialmente solo dalle regioni del Nord.


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A fronte di questa situazione di tassazione dei cittadini e delle imprese, vi è, poi, una situazione della spesa pubblica che vede, ad esempio, regioni quali la Campania o la Sicilia ricevere dallo Stato, pro capite, il doppio di quanto pagato e regioni, quali la Lombardia o il Veneto, in cui lo Stato restituisce solo poco più della metà di quanto ogni cittadino paga.
Chiedo pertanto al Vicepresidente del Consiglio dei ministri quali iniziative si intendano adottare per porre rimedio a quest'inaccettabile situazione e per instaurare finalmente il principio di responsabilità di entrata e di uscita nella gestione pubblica, ossia il federalismo fiscale.

PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Follini, ha facoltà di rispondere.

MARCO FOLLINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevole Cè, onorevole Dario Galli, il Governo - come è noto - ha orientato la sua azione in materia di federalismo fiscale ispirandosi ai fondamentali principi costituzionali della solidarietà e della sussidiarietà. È evidente che, proprio in ragione di tali principi, il Governo non deve, non vuole e non può procedere per atti di imperio, ma è condizionato dall'attesa e dall'auspicio di una soluzione condivisa da parte delle regioni. La sospensione degli effetti del decreto legislativo n. 56 del 2000, a cui la sua interrogazione fa riferimento, è scaturita dalla necessità di non penalizzare le regioni con minore capacità fiscale. È stato, infatti, rilevato da più parti che i parametri di tale decreto legislativo non collimano con quelli di cui all'articolo 119 della Costituzione sull'autonomia finanziaria delle regioni e degli enti locali.
Naturalmente, contestualmente alla sospensione dell'efficacia del decreto legislativo, è stato avviato un processo di revisione dell'intera disciplina. A tale scopo, ricordo che nella legge finanziaria per il 2003 è stata istituita l'Alta commissione per l'attuazione del federalismo fiscale, la quale, a conclusione di un lavoro lungo e complesso, presenterà eventualmente anche proposte di modifica della disciplina vigente, al fine di formulare ipotesi di attuazione dell'articolo 119 che richiamavo prima.
Nella Conferenza Stato-regioni del gennaio scorso, le regioni hanno richiesto l'approvazione, in sede di Conferenza unificata, delle linee di indirizzo sui meccanismi strutturali del federalismo fiscale necessarie per consentire all'Alta commissione di studio di indicare i principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica. Il Governo ribadisce l'auspicio che le regioni trovino un preventivo accordo sui punti ancora controversi, in ossequio al principio costituzionale di solidarietà, che deve ispirare i rapporti tra tutte le istituzioni della Repubblica e che è richiamato negli articoli 5 e 119 della nostra Costituzione.

PRESIDENTE. L'onorevole Dario Galli ha facoltà di replicare.

DARIO GALLI. Signor Presidente, signor Vicepresidente del Consiglio dei ministri, la sperequazione fiscale è da anni il principale problema amministrativo nel nostro paese ed è una delle questioni politiche contro le quali più duramente si è battuta la Lega Nord Federazione Padana per ragioni obiettive. Innanzitutto, per una questione di giustizia tra i cittadini, che dovrebbero essere uguali secondo la Costituzione; invece, di fatto, esistono cittadini virtuosi, che pagano per tutti, e cittadini furbi, che vivono alle spalle dei primi. Già questo sarebbe sufficiente per intervenire pesantemente secondo Costituzione.
Soprattutto, la sperequazione fiscale non risolve, ma anzi esalta proprio quelle differenze economiche nel nostro paese. A fronte di un nord che lavora e produce ricchezza e valore aggiunto e si dissangua pagando le tasse, senza più la possibilità di reinvestire in sviluppo tecnologico, vi sono regioni che, ricevendo il doppio pro capite


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rispetto a quanto danno alla collettività, di fatto restano arretrate, ma si permettono, contemporaneamente, sprechi inqualificabili. Mi riferisco a quelli della Campania e del comune di Napoli, che aprono sedi di rappresentanza nel centro di New York, mandano i propri assessori in vacanza in Palestina e danno contributi alla costruzione di moschee o a quelli della Sicilia, che si permette di avere 32 mila forestali, quando la Lombardia, con lo stesso territorio, ne ha solo 700 (40 volte meno) e il Trentino-Alto Adige ne ha 500. La stessa Sicilia si permette di proporre leggi per pensionare i propri dipendenti dopo 25 anni di lavoro e di dipendenti ne ha più di 20 mila; mentre la Lombardia, con il doppio degli abitanti, ne ha solo poco più di 2 mila (20 volte meno).
In gran parte, nel nostro paese manca la cultura della responsabilità nella gestione della cosa pubblica e l'unico strumento capace di introdurre obbligatoriamente tale cultura è il federalismo istituzionale e, soprattutto, contestualmente, il federalismo fiscale.
Signor Vicepresidente del Consiglio, comprenderà bene che tale questione per la Lega Nord Federazione Padana è assolutamente centrale e non subordinabile a nient'altro. Ora che lei, finalmente, occupa un posto importante nel Governo, spero vorrà dare una spinta decisiva a questa riforma nell'interesse di tutto il paese: nell'interesse del nord che, se continuerà ad essere strangolato fiscalmente, non riuscirà a tenere il passo della concorrenza internazionale, ma soprattutto nell'interesse di tutto il resto del paese, che senza la locomotiva economica padana affonderebbe miseramente sotto il peso del proprio malgoverno (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

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