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La seduta, sospesa alle 14,45, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta
immediata, alle quali risponderà il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Marco Follini.
PRESIDENTE. L'onorevole Volontè ha facoltà di
LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, onorevole Vicepresidente del Consiglio, abbiamo presentato l'interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri per sapere quali siano i tratti salienti delle conclusioni del Consiglio europeo di Bruxelles del 17 dicembre 2004.
PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Follini, ha facoltà di
MARCO FOLLINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevole Volontè, onorevole Maninetti, vorrei fare due premesse.
Una violazione dei principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali non potrebbe non comportare una riflessione ulteriore sull'opportunità di sospendere i negoziati.
PRESIDENTE. La ringrazio, Vicepresidente Follini.
LUCA VOLONTÈ. Onorevole Vicepresidente del Consiglio, le sono molto grato per le parole che qui ha pronunciato.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Volontè.
Come ricorderà, in quella fase si aprirono una discussione circa l'allargamento dell'Unione europea ed una trattativa con la Turchia. In merito a tale dibattito, si è parlato poco dei fatti e delle conclusioni e, a volte, troppo, a proposito ed a sproposito, a favore o contro, per lanciare allarmi o per fare demagogia.
L'abbiamo invitata al question time, signor Vicepresidente del Consiglio, per conoscere - noi ed il paese - i fatti: in ordine all'allargamento, ai rapporti con l'Unione europea, alle opzioni giuridiche e, soprattutto, ai criteri di Copenaghen sul rispetto dei diritti religiosi e dei diritti umani.
La prima: stiamo parlando dell'apertura di un negoziato, non della sua conclusione. La seconda: stiamo parlando dell'adesione della Turchia all'Unione europea e non del suo contrario.
Nel merito, ricordo che il Consiglio europeo del 16-17 dicembre 2004 «ha deciso» - così recitano le Conclusioni della Presidenza - «che la Turchia soddisfa sufficientemente i criteri politici di Copenaghen per l'avvio del negoziato di adesione», che inizierà il prossimo 3 ottobre.
Il Governo di Ankara si è impegnato a firmare, prima dell'effettivo avvio del negoziato di adesione, il protocollo di estensione dell'accordo di associazione e unione doganale ai dieci nuovi membri, inclusa, quindi, la Repubblica di Cipro. La firma di tale protocollo rappresenterà un riconoscimento di fatto, non solo implicito, del Governo di Nicosia e, quindi, un primo, fondamentale passo verso la normalizzazione dei rapporti bilaterali.
L'apertura del negoziato è un evento che va valutato positivamente perché sottolinea ed incentiva il processo riformatore da tempo in atto in Turchia. Si tratta, per quel paese, di dotarsi di istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani, e tra questi il fondamentale diritto della libertà religiosa, e, insieme, il rispetto delle minoranze. Si tratta, per l'Unione europea e per il resto del mondo, di misurarsi con la sfida della costruzione di una democrazia islamica, che rappresenta, tra mille difficoltà, l'antidoto più forte alla diffusione del fondamentalismo.
L'adesione sancirebbe una maggiore unione dei popoli europei all'insegna della pace, della libertà e della democrazia.
È un cammino lungo di verifica del reale rispetto dei valori che sono alla base dell'Unione. Dovrà essere attento ed accurato il monitoraggio sull'effettività del processo di riforma politica, del rispetto integrale e senza condizioni dei diritti umani, consapevoli come siamo che non si può parlare di integrazione qualora persistano o siano tollerate pratiche di tortura o maltrattamenti di qualsiasi genere o forme di intolleranza nei confronti delle minoranze religiose, etniche o delle donne.
L'onorevole Volontè ha facoltà di
Ella ha espresso, con autorevolezza e con forza, la posizione del Governo italiano ed ha tratteggiato il percorso che ha visto il nostro paese interessato all'apertura di un negoziato con la Turchia.
Altrettanto importanti, per noi, per il nostro partito, ma anche per il nostro paese, che affonda le proprie radici civili e culturali in alcuni valori religiosi, sono il suo impegno particolare e quello del Governo a verificare - con effettività - il rispetto dei diritti umani e delle libertà religiose, diritti che sono a fondamento dei valori dell'Unione europea, come ella ha ricordato, e che devono essere a fondamento anche di una qualsiasi trattativa in vista di un allargamento. Grazie.


