Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 572 del 20/1/2005
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(Trasferimento del dirigente del Centro servizi amministrativi di Siracusa n. 2-01423)

PRESIDENTE. L'onorevole Burtone ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01423 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4).

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, per scelta abbiamo prevalentemente presentato gli atti di sindacato ispettivo facendo riferimento a questioni di ordine generale.
In questa occasione, al centro della nostra attenzione abbiamo invece posto una vicenda personale, un vero e proprio esempio di ingiustizia, frutto di arroganza e mancato rispetto della sfera dei diritti e dei doveri. Tale vicenda è figlia di un'idea padronale delle istituzioni, che sta caratterizzando l'attività di alcuni esponenti del Governo. Infatti, stiamo parlando di un caso la cui rifluenza non tocca soltanto la sfera personale di un cittadino, ma indirettamente e complessivamente alcune comunità interessate.
Vorrei ora entrare nello specifico. La vicenda rappresentata dall'interpellanza in esame riguarda il dottor Cataldo Dinolfo, che per quindici anni ha ricoperto l'incarico di dirigente del Centro servizi amministrativi di Siracusa, ex provveditorato agli studi. Il dottor Dinolfo ha goduto sempre di apprezzamenti positivi, ricevendo note eccellenti sul lavoro svolto e sugli obiettivi che è riuscito a raggiungere. Pertanto, gode di grande stima da parte delle istituzioni locali. Tale stima è diffusa soprattutto nel mondo della scuola, tra i docenti, i non docenti, gli studenti e le loro famiglie.
Ebbene, il dottor Dinolfo, nel dicembre 2004, è stato convocato presso la Direzione generale regionale dai propri superiori e gli è stata notificata la comunicazione di essere stato rimosso dall'incarico di dirigente del CSA di Siracusa per essere trasferito ad altro incarico. Al posto del dottor Dinolfo è stata chiamata la dottoressa Chines, della CSA di Catania, il che è di per sé inquietante, perché la dottoressa Chines non ha mai presentato alcuna richiesta in proposito né è disponibile al trasferimento per motivi familiari, godendo dei benefici previsti dalla legge n. 104 del 1992 in quanto deve assistere un proprio familiare. Pertanto, la stessa dottoressa si oppone al trasferimento.
Quindi, siamo di fronte ad un atto di ingiustizia che colpisce contemporaneamente due cittadini che hanno sempre svolto il proprio dovere, dimostrando attaccamento alle istituzioni. Si tratta di un atto di ingiustizia che ha determinato però disagi, innanzitutto all'interno del CSA di Siracusa, che oggi non è più dotato di guida, con i relativi problemi per docenti e studenti.
Chiediamo di conoscere i motivi che hanno portato a tale trasferimento, visto che non c'è stata alcuna contestazione formale all'interessato, dottor Dinolfo, né una richiesta di trasferimento né esigenze di razionalizzazione finalizzata alla buona amministrazione. Nulla di tutto questo!
Il problema è che il dottor Dinolfo è un uomo libero, non un vassallo. Egli crede nel diritto allo studio come diritto universale, e perciò non si è piegato al potere della ministra Prestigiacomo, che opera a Siracusa con un'idea padronale delle istituzioni. Pertanto, non può accettare un uomo libero come dirigente del CSA di Siracusa e lo vuole vedere sostituito, oggi con un nuovo dirigente e possibilmente, domani, con qualche amico.
Per tali ragioni, chiediamo al ministro di ripristinare le regole e far tornare alla


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normalità il CSA di Siracusa, dando di nuovo certezze ai diritti del dottor Dinolfo.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, onorevole Aprea, ha facoltà di rispondere.

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, chiarisco prima di tutto che il regolamento di organizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, adottato con decreto del Presidente della Repubblica 11 agosto 2003, n. 319, prevede che il ministro, sentite le organizzazioni sindacali aventi titolo a partecipare alla contrattazione, determina le linee guida per l'organizzazione degli uffici scolastici regionali sul territorio e, su proposta avanzata dal dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale, sentite le organizzazioni sindacali regionali, in coerenza con le linee guida, emana il decreto ministeriale di natura non regolamentare per l'individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale e la definizione dei relativi compiti.
Le linee guida per l'organizzazione degli uffici scolastici regionali, adottate con determinazione ministeriale 30 aprile 2004, assegnano all'ufficio scolastico regionale per la Sicilia diciannove posti di dirigente non generale. Il decreto ministeriale 28 luglio 2004, registrato alla Corte dei conti il 4 ottobre 2004, all'articolo 1 individua dieci uffici di livello dirigenziale non generale ubicati presso la sede della direzione generale regionale; ciò in quanto la divisione sul territorio delle responsabilità dirigenziali della stessa direzione generale, precedentemente adottata, non si era dimostrata funzionale. Il medesimo decreto all'articolo 2 ha previsto nove uffici di livello dirigenziale non generale presso i centri servizi amministrativi dei rispettivi capoluoghi di provincia.
Nel dare attuazione al decreto ministeriale si è posto il problema di assegnare un nuovo incarico alla dottoressa Maria Chines che non poteva essere confermata negli uffici della direzione generale regionale ubicati a Catania e non più esistenti a seguito della riorganizzazione.
Il dirigente generale dell'ufficio scolastico regionale, tenuto conto delle attitudini personali, dell'esperienza professionale nonché della situazione familiare, in quanto - come ha confermato l'onorevole interpellante - la dottoressa Chines assiste la madre anziana, ha assegnato la medesima al centro servizi amministrativi di Siracusa, sede più vicina a quella di residenza e di pari livello rispetto alla sede precedentemente coperta e, come già detto, non più esistente (diversamente avrebbe dovuto raggiungere Palermo). Trattandosi di soppressione di un posto, il competente direttore generale regionale ha ritenuto non applicabile nella fattispecie l'agevolazione prevista dall'articolo 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992.
Quanto al dottor Dinolfo, essendo giunto a naturale scadenza il contratto precedentemente stipulato, il direttore generale regionale nell'ambito della sua competenza ha ritenuto di assegnarlo ad un incarico di pari livello presso la direzione regionale.

PRESIDENTE. L'onorevole Burtone ha facoltà di replicare.

GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, mi dichiaro assolutamente insoddisfatto della risposta della sottosegretaria. Si tratta infatti di una risposta formale, che non entra nel merito delle questioni e riconferma tra l'altro che il dottor Dinolfo non ha ricevuto alcuna contestazione formale né vi è stata da parte dell'amministrazione una rotazione generale per assicurare un indirizzo migliore nelle strutture. Vi è stata invece una scelta che mortifica la professionalità.
Nella risposta si fa dipendere la decisione dalla vicenda della dottoressa Chines, che tuttavia si oppone al trasferimento. Non so se a Catania non vi sia un posto in cui la dottoressa Chines possa continuare ad espletare le proprie funzioni: lo verificherò, signora sottosegretario;


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al momento, la dottoressa Chines si oppone.
Quel che stupisce è che tutto ciò è stato fatto a discapito del dottor Dinolfo. Quanto alla giustificazione che è stata fornita, va osservato in primo luogo che il dottor Dinolfo viene collocato in un ufficio che non è di pari grado rispetto alla precedente posizione: l'ufficio III infatti, al quale è stato assegnato, ha esclusivamente funzioni di natura pedagogico-didattica che sono svolte prevalentemente da docenti utilizzati di volta in volta per periodi limitati. Si tratta dunque dello spreco di una professionalità: un dirigente amministrativo, secondo i principi di buona amministrazione, dovrebbe avere un più ampio spettro di competenze funzionali per poter rendere al meglio.
La verità, signora sottosegretaria, che abbiamo esplicitato più volte è che si è trattato di una vera e propria persecuzione condotta dalla ministra Prestigiacomo nei confronti del dottor Dinolfo.
Tra l'altro, la ministra Prestigiacomo ora vorrebbe operare la censura, se è vero com'è vero che ha rilasciato una dichiarazione in base alla quale avrebbe asserito che la mia interrogazione sarebbe farneticante nel momento in cui vado ad individuare questa responsabilità: farneticante, allora, è tutta la comunità di Siracusa, visto che in tanti sostengono questo!
Mi pare, tra le altre cose, che si voglia istituire una commissione di inchiesta: la si faccia! La si vuole fare per determinare eventualmente ulteriori persecuzioni o ulteriori censure? Tutto ciò potrebbe essere in contrasto con le cose che la ministra Prestigiacomo afferma; ha prodotto qualche spot in cui si esprime contro le prepotenze: allora se lo spot non è fine a se stesso, noi vogliamo segnalare, non attraverso il numero verde predisposto dalla ministra per le pari opportunità ma attraverso quest'aula parlamentare, che ci troviamo di fronte ad una doppia ingiustizia, un'ingiustizia che viene prodotta nei confronti del dottor Dinolfo e della dottoressa Chines.
La ministra per le pari opportunità operi affinché questa doppia ingiustizia venga rimossa e ripristini la legalità, ripristini la dignità di coloro che sono stati colpiti: certo, non ci facciamo grandi illusioni perché sappiamo che la ministra Prestigiacomo fa spot a volte anche di cattivo gusto, in alcune vicende drammatiche. Noi riteniamo che ella badi troppo forse al potere reale e che quindi non farà nulla rispetto alle cose che stiamo qui dicendo. Tornerà in questa sede a dimostrare di avere un'idea padronale delle istituzioni, vorrà probabilmente mantenere tale stato di cose: sappiano, però, la sottosegretaria e la ministra che noi non ci rassegneremo.
Ci auguriamo che in altra sede, in altre istituzioni, i due cittadini ritorneranno ad avere giustizia rispetto ai torti che hanno subìto; per quel che ci riguarda, ci batteremo perché ciò che accade a Siracusa è contro l'autonomia scolastica, contro le regole e contro i diritti. Si afferma un'idea padronale delle istituzioni che ha un interprete preciso: la ministra Prestigiacomo, che vorrebbe l'amico in provveditorato per dimostrare che è forte e autorevole. La forza e l'autorevolezza le si devono dimostrare in ben altri campi, laddove la Sicilia ha bisogno di istituzioni credibili. Questo Governo non dà credibilità alle istituzioni!

PRESIDENTE. Rinvio il seguito dello svolgimento di interpellanze urgenti al prosieguo della seduta, che sospendo brevemente.
Ricordo che alle 15 si passerà allo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderà il Vicepresidente del Consiglio, onorevole Marco Follini.

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