A)
di Rotondella (Matera), che per alcuni anni è stato attivo per il riprocessamento del combustibile nucleare. La Sogin il 6 dicembre 2004 ha dichiarato a riguardo che, durante le operazioni di trasferimento nel capannone 9.1 di circa 2.000 fusti contenenti materiale radioattivo cementificato, una fune di una gru si sarebbe spezzata, facendo cadere un fusto contenente 400 litri di materiale contaminato (pari a una tonnellata). Sul fusto si sarebbe abbattuto lo stesso braccio telescopico della gru, che sarebbe, però, rimbalzato. «Il fusto - da quanto riferito dai dirigenti della Sogin - sarebbe rimasto integro e non vi sarebbero state fuoriuscite di materiale radioattivo». Con ciò indirettamente ammettendo che i fusti, benché cementificati, restano pericolosi;
il decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 gennaio 2004, stabilisce che entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge si debba individuare il sito per il deposito nazionale per i rifiuti radioattivi, riservato ai soli rifiuti di III categoria;
la stessa legge prevede l'istituzione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di una commissione tecnico-scientifica, con compiti di valutazione e di alta vigilanza per gli aspetti tecnico-scientifici inerenti agli obiettivi del presente decreto e per le iniziative operative del commissario straordinario;
la legge stabilisce, inoltre, che il sito, in relazione alle caratteristiche geomorfologiche del terreno, è individuato dal commissario straordinario, sentita la commissione;
il secondo comma dell'articolo 4 della citata legge stabilisce che «il commissario straordinario promuove una campagna nazionale di informazione sulla gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi», norma evidentemente disattesa, considerato che nemmeno le commissioni parlamentari competenti sono state informate delle iniziative da parte del commissario straordinario;
l'articolo 6 dell'ordinanza Presidente del Consiglio dei ministri 7 maggio 2004, n. 3355, stabilisce che: «Al fine di assicurare il rispetto dei termini di scadenza della situazione emergenziale di cui alla presente ordinanza il commissario delegato predispone entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, i cronoprogrammi delle attività da porre in essere, articolati in relazione alle diverse tipologie d'azione e cadenzati per trimestri successivi. Entro trenta giorni dalla scadenza di ciascun trimestre, il commissario medesimo comunica al dipartimento della protezione civile lo stato di avanzamento dei programmi, evidenziando e motivando gli eventuali scostamenti e indicando le misure che si intendono adottare per ricondurre la realizzazione degli interventi ai tempi stabiliti dai cronoprogrammi». Ma, trascorsi svariati mesi, l'unico intervento deliberato dal commissario straordinario risulterebbe essere l'autorizzazione alla costruzione del nuovo parco serbatoio presso il sito Eurex del centro Enea, in Saluggia, deliberata con l'ordinanza 30 luglio 2004, benché vi fosse un parere negativo da parte del comune di Saluggia;
il 6 ottobre del 2003 si sarebbe verificato un incidente all'interno della zona controllata dell'impianto Itrec della Trisaia
nello stesso impianto sarebbero stoccati da oltre trentacinque anni 64 elementi di combustibile nucleare irraggiato uranio-torio, provenienti dalla centrale americana di Elk River, combustibile che dovrebbe essere rimandato negli Stati Uniti, ma che fino ad oggi sarebbe stato custodito in maniera non assolutamente sicura -:
quali iniziative concrete siano state adottate fino ad oggi dal commissario straordinario per dare attuazione al decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, e all'ordinanza Presidente del Consiglio dei ministri 7 maggio 2004, n. 3355, in particolare sull'individuazione del sito e sulla campagna di informazione;
in che modo sia stata coinvolta la commissione tecnico-scientifica e da chi sia composta;
se non si ritenga opportuno fornire alle commissioni parlamentari competenti periodiche informative sullo stato dell'arte e sull'avanzamento dei progetti.
(2-01402)
«Lion, Pecoraro Scanio, Zanella, Bulgarelli, Cento, Cima, Boato».
(14 dicembre 2004)