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La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame prevede l'adozione da parte delle regioni di piani di coesistenza entro il 31 dicembre 2005;
la scadenza indicata nel decreto per l'adozione da parte delle regioni dei piani di coesistenza è estremamente ristretta, in considerazione del fatto che la conversione del decreto non avverrà prima di gennaio 2005; è presumibile, infatti, che occorreranno almeno quattro mesi per costituire e rendere operativo il Comitato tecnico, almeno altri due mesi per predisporre lo schema di decreto ministeriale, e che, dunque, questo verrà presentato al Parlamento non prima dell'estate e, pertanto, le Commissioni parlamentari non potranno esaminarlo prima di settembre 2005;
le norme transitorie del decreto prevedono la cessazione della moratoria sulle colture transgeniche destinate all'immissione sul mercato in contemporanea con l'adozione dei piani di coesistenza, senza prevedere nulla in ordine alle conseguenze del possibile ritardo da parte di singole regioni,
a mantenere la moratoria sulle colture transgeniche destinate all'immissione sul mercato fino a quando tutte le regioni non avranno adottato un piano di coesistenza.
9/5463/1. Zanella, Cima, Pecoraro Scanio, Boato, Bulgarelli, Cento, Lion.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge fa riferimento alla raccomandazione della Commissione europea del 23 luglio 2003 che, pur non costituendo alcun vincolo giuridico per gli stati membri, rischia di attribuire efficacia cogente ad alcune indicazioni come: il sostanziale divieto di dichiarare ampie aree omogenee OGM free (punto 2.1.5 della raccomandazione) e la previsione di una soglia di tolleranza per gli OGM anche nelle sementi per l'agricoltura biologica (punto 2.2.3);
attualmente in Italia 13 regioni e 1.300 comuni hanno dichiarato il proprio territorio OGM free,
a privilegiare le iniziative delle regioni e degli enti locali, volte alla tutela della qualità e della tipicità e quindi contrarie agli OGM, rispetto alle indicazioni contenute nella raccomandazione della Commissione europea del 23 luglio 2003.
9/5463/2. Cima, Zanella, Pecoraro Scanio, Boato, Bulgarelli, Cento, Lion.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame, all'articolo 4, comma 1, dispone l'adozione di piani di coesistenza da parte delle regioni;
il rinvio sine die dell'adozione di tali piani non consentirebbe, di fatto, una corretta applicazione del provvedimento in esame,
ad adottare, le opportune iniziative di propria competenza volte a sollecitare, da parte degli enti preposti, l'adozione di tali piani.
9/5463/3 (nuova formulazione) . Perrotta.
ad adoperarsi affinché alle regioni siano riservati almeno sei mesi dalla data di emanazione del decreto ministeriale di cui all'articolo 3 per emanare i piani di coesistenza.
premesso che:
il decreto-legge in esame prevede che le regioni debbano adottare «i piani di coesistenza» entro il 31 dicembre 2005, e che successivamente sarà possibile in tali regioni coltivare gli OGM;
il termine del 31 dicembre 2005 rende pressoché impossibile l'emanazione dei piani di coesistenza: perché vista la scansione dei tempi dettata dal decreto ben poco tempo viene lasciato alle regioni per preparare i suddetti piani;
il termine del 31 dicembre 2005 svilisce il ruolo e l'autonomia delle regioni e non lascia loro la concreta possibilità di programmare il giusto sviluppo della produzione agricola, rispettoso delle specificità territoriali, con la migliore individuazione di aree OGM free,
9/5463/4. Marcora, Rava, Borrelli, Sedioli.