Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 570 del 18/1/2005
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 5434-B)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucchese. Ne ha facoltà.

FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo semplicemente per ribadire per la seconda volta il voto favorevole del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, con le motivazioni già espresse nel corso della precedente lettura. Con questo ringrazio e concludo il mio intervento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

AUGUSTO BATTAGLIA. Signor Presidente, io credo che non sfugga a nessuno il fatto che questo decreto-legge costituisca un ulteriore provvedimento frammentario e parziale, che si aggiunge agli altri approvati in materia di Croce Rossa. A questo si aggiungerà anche l'ulteriore decreto-legge che stiamo discutendo in Commissione affari costituzionali, che contiene un'altra norma che riguarda direttamente la Croce Rossa italiana. Siamo convinti che non sia questa la strada per affrontare complessivamente la questione e per dare una soluzione, soddisfacente per tutti, alla vicenda della organizzazione e dell'assetto definitivo della Croce Rossa italiana.
Questo decreto, fuor di dubbio, non risolve i problemi legati all'autonomia della Croce Rossa. L'autonomia è per qualsiasi ente pubblico una caratteristica importante, ma lo è ancor di più per la Croce Rossa, perché essa interviene nelle situazioni di disastro e di difficoltà, perché essa interviene in autonomia a favore di tutti, di chiunque abbia bisogno di aiuto, di sostegno e di soccorso. La Croce Rossa è un'organizzazione che dà universalisticamente agli altri e, quindi, deve essere messa in condizione di poterlo fare al di fuori di ogni condizionamento politico e al di fuori di uno stretto controllo da parte degli organismi, soprattutto governativi e parlamentari.
Questo decreto non risponde nemmeno alle sollecitazioni degli organismi internazionali della Croce Rossa. Non sono certamente sollecitazioni relative soltanto a questa ultima fase.
Più volte, anche negli anni passati, la Croce Rossa internazionale aveva contestato tanto la natura giuridica quanto il modello organizzativo della Croce Rossa italiana, nonché le modalità di alcuni suoi interventi in campo internazionale, non ultimo quello effettuato a Baghdad. Abbiamo subito numerosi richiami; la soluzione da voi proposta con questo decreto non supera quelle obiezioni, sicché saremo costretti a misurarci ancora altre volte su quanto da Ginevra, da parte degli organismi internazionali, verrà segnalato.
Si tratta di un provvedimento contraddittorio ed incompleto; al riguardo, il collega Mattarella segnalava - ma lo aveva fatto già il collega Minniti durante l'esame in prima lettura svoltosi il mese scorso - l'incongruenza di alcune norme. La più evidente è relativa al fatto che i vertici del Corpo militare della Croce Rossa italiana, anziché essere nominati su indicazione degli alti vertici militari del nostro paese, vengano nominati su designazione, nemmeno su indicazione, di un civile presidente di un'associazione. Ciò è contro la logica in quanto, poi, quel comandante del Corpo militare dovrà rispondere ai vertici militari e partecipare ad azioni militari. Quindi, non può essere nominato secondo tale procedura; invero, si dovrà tornare a discutere su tale punto, come anche sulla questione delle retribuzioni.
A tale ultimo proposito, non credo sia accettabile un atteggiamento «furbesco»


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quale quello assunto, in queste settimane, da Alleanza nazionale. Si è, infatti, presentata una proposta emendativa vertente sull'adeguamento delle retribuzioni dei componenti il Corpo militare della Croce Rossa italiana nella speranza che venisse respinta; approvata, invece, la modifica con il concorso dell'opposizione che ne ha riconosciuto la validità, si è nuovamente modificato il testo al Senato nell'illusione che un ordine del giorno accolto dal Governo in materia avrebbe consentito ai colleghi di Alleanza nazionale di ascriversi comunque a proprio merito, tra i militari del Corpo, il risultato ottenuto. Ma non avete ottenuto niente.
Il collega Ascierto, nel suo intervento, ha parlato di atto di giustizia; ebbene, avete avuto, oggi, l'occasione di compierlo, ma non lo avete fatto. La modifica in questione, infatti, non avrebbe compromesso l'iter del decreto, il cui termine scade domani, sicché, stante la giustezza della previsione in questione, essa poteva essere approvata stasera lasciando al Senato la giornata di domani per l'esame e la conversione del provvedimento. Non lo avete fatto; evidentemente, la vostra posizione in materia non è chiara come, invece, lo è la nostra.
Noi abbiamo sostenuto tale ipotesi, presentando in tal senso una proposta emendativa che abbiamo coerentemente votato; voi, invece, avete votato contro. Abbiamo fatto il possibile per migliorare il provvedimento, ottenendo, peraltro, taluni risultati. Nell'impostazione iniziale, si conteneva una spinta verso la creazione della Croce Rossa Spa, quasi tale organismo - associazione volontaristica - potesse diventare una società commerciale e mirare ad ottenere appalti in comuni e regioni, partecipando a gare e a quant'altro. Avreste snaturato questo organismo; ebbene, ve lo abbiamo impedito, evitando una modificazione dell'organizzazione della Croce Rossa che avrebbe negato tutta la sua storia.
Analogamente, vi abbiamo costretto a modificare l'articolo 1 del provvedimento con il quale intendevate, attraverso una formulazione ambigua, contraddire l'articolo 70 della legge n. 833 del 1978. Ebbene, ci siamo opposti, riconducendo l'attività della Croce Rossa nell'ambito delle indicazioni recate dalla riforma sanitaria, in particolare dall'articolo 70 della legge n. 833 e dal decreto legislativo attuativo.
Abbiamo condotto la nostra battaglia facendoci portatori, in questa Assemblea, dei valori più profondi della Croce Rossa italiana di quanto pensano la larga maggioranza dei volontari, delle crocerossine, di coloro che sono impegnati quotidianamente nei vari organismi del Corpo.
In queste ultime ore, avete mostrato un documento di adesione dei vertici dell'organismo alle posizioni del Governo.
Non capisco per quale ragione abbiate diffuso tale documento. Infatti, se la volontà del Governo era veramente quella di ascoltare le componenti della Croce Rossa italiana e di farsi carico delle esigenze, delle sollecitazioni, delle indicazioni di queste migliaia di persone, ebbene l'esecutivo non avrebbe dovuto agire attraverso un decreto-legge, adottato in fretta e furia su indicazione dei soli vertici, ma avrebbe dovuto avviare una consultazione, anche con il Parlamento, per risolvere tali problemi, avendo consapevolezza del valore e dei bisogni del Corpo della CRI.
Ebbene, se così fosse stato, credo che avremmo reso un buon servizio sia alla Croce Rossa italiana, sia al paese. Non lo avete voluto fare e non avete nemmeno accolto la nostra disponibilità a discutere in maniera più ampia, ma con tempi contingentati, la ristrutturazione attraverso lo strumento di un disegno di legge. Ricordo che avremmo potuto far decadere il decreto-legge in esame, dal momento che scade domani. Sarebbe bastato intervenire numerosi in sede sia di discussione sul complesso delle proposte emendative presentate, sia di votazione degli emendamenti stessi ed il provvedimento non sarebbe stato convertito in legge. Non lo abbiamo fatto, poiché non sarebbe stato giusto farlo.
Voi siete la maggioranza, e pertanto avete il diritto di esprimere le vostre posizioni, anche se non le condividiamo. Riteniamo, invece, di aver bene interpretato,


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attraverso la nostra battaglia, i valori fondanti della Croce Rossa italiana. Infatti, abbiamo dato voce ad espressioni, volontà ed esigenze che per colpa delle vostre chiusure, invece, non hanno trovato spazio nel dibattito che si è svolto.
Credo che abbiamo reso un servizio anche a quelle componenti della Croce Rossa, e ritengo altresì che abbiamo offerto una sponda a quanti vogliono realmente lavorare per l'autonomia e per il rinnovamento di tale organizzazione ed a coloro che non vogliono subire condizionamenti politici. Mi riferisco a quei condizionamenti che il Presidente del Consiglio ha esercitato pesantemente nelle scorse settimane...

PRESIDENTE. Onorevole Battaglia...

AUGUSTO BATTAGLIA. ... quando si è vantato del fatto che il Commissario straordinario Scelli avrebbe fornito centinaia di volontari a Forza Italia in occasione della campagna elettorale per le elezioni politiche e quelle regionali. La Croce Rossa italiana non è questo, perché la maggioranza dei suoi componenti ha respinto e respingerà tali condizionamenti!
Vorrei formulare un'ultima osservazione sull'ordine del giorno accolto dal Governo.

PRESIDENTE. Onorevole Battaglia, concluda!

AUGUSTO BATTAGLIA. Concludo, signor Presidente.
Vorrei dire che, pur rispettando la decisione assunta dalla Presidenza della Camera, rimango convinto che tale ordine del giorno riproduca sostanzialmente la proposta emendativa che sia il Governo sia la maggioranza hanno respinto pochi minuti fa. Ciò, naturalmente, costituisce per la maggioranza una magra consolazione, ma vorrei osservare che costituisce anche un precedente, ed auspico, signor Presidente, che in altre occasioni si adotti la stessa elasticità (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mosella. Ne ha facoltà.

DONATO RENATO MOSELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, vorrei dire che non abbiamo più parole. Quelle possibili le abbiamo dette tutte, sono scritte negli atti della Camera e rappresentano la testimonianza del senso di responsabilità che, in questi mesi, abbiamo dimostrato rispetto al provvedimento in esame per il solo fatto che concerneva una grande associazione.
La Croce Rossa italiana, infatti, non meritava certamente di essere avviata verso una forma di risanamento con le modalità che sono state adottate. Tale opera avrebbe avuto un peso maggiore se la maggioranza e l'opposizione, attraverso l'esame di un disegno di legge, avessero sviluppato in un percorso comune tutte le tematiche concernenti il riordino ed il rilancio della Croce Rossa italiana, facendone, come era dovuto, un esempio a livello anche europeo ed internazionale.
Non è un caso che anche il Senato abbia messo in evidenza come questo provvedimento sia stato un atto del Governo quanto meno sbagliato nella sostanza, nei tempi, ed anche nelle modalità con cui è stato portato in Assemblea. Ciò anche nella giornata odierna, in cui, con assoluta cecità, non si è voluto risolvere alcun problema di quelli che certamente, da dopodomani, metteranno la Croce rossa italiana di fronte a gravi difficoltà.
Noi faremo comunque la nostra parte. Il collega Battaglia ha citato la lettera a firma di quattro responsabili di altissimo livello della Croce Rossa italiana che, tramite i nostri presidenti di gruppo, ci è stata fatta recapitare. Si tratta di un appello a non far decadere questo provvedimento. Vorremmo dire loro - ed alla Croce Rossa italiana, che in questi mesi si è molto sensibilizzata e che siamo convinti in questo momento stia attenta al nostro dibattito - che il nostro non è stato un tentativo di creare difficoltà all'organizzazione della Croce Rossa italiana. Se, infatti, alcune questioni molto delicate, an


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che rispetto al futuro di un'associazione che deve mantenere la sua natura, sono state risolte, ciò è stato grazie al fatto che in questi mesi non abbiamo mai abbassato la guardia, ma abbiamo cercato in tutti i modi, anche attraverso un confronto con alcune componenti della maggioranza, di arrivare ad un provvedimento più chiaro e più definito, che ponesse le condizioni necessarie ad uno sviluppo non conflittuale della Croce Rossa italiana.
La fretta ed il tentativo di «addomesticare» le regole «dall'alto» hanno messo in evidenza l'inerzia di questo Governo e, ahimè, anche una certa cultura di Governo, perché non si è tenuto conto che si trattava di una grande associazione - ribadisco associazione, non società - che aveva i prerequisiti storici ed anche etici per essere tenuta fuori da ogni disputa di carattere partitico. Qualcuno, nella maggioranza, ha pensato di fare della Croce Rossa italiana uno strumento di propaganda. Avete approfittato di una situazione difficile. La Croce Rossa aveva - ed ha - bisogno di un'azione forte di rilancio e risanamento. Avete tentato di assimilarla ed asservirla al potere del Governo, di farne uno strumento da utilizzare nelle delicate situazioni di crisi, alcune delle quali no anche il frutto di vostri errori politici gravi. Penso al disastro iracheno, in cui, prima ancora di soccorrere la popolazione martoriata, avete immaginato di soccorrere voi stessi. Un'azione che per la sicurezza di tutti, ma ancor più dei nostri operatori presenti in quel paese, e per non intaccare la stessa immagine della Croce rossa italiana, si doveva - e si deve - svolgere nel doveroso rispetto della natura, della storia e della mission della Croce Rossa italiana.
La lunga ed articolata discussione che abbiamo svolto in quest'aula negli ultimi mesi, se da un lato vi permette comunque di varare il provvedimento - e di ciò noi non ci doliamo: infatti non avevamo, e non abbiamo, l'intenzione di far decadere questo decreto-legge, altrimenti, come è stato rilevato dai colleghi, avremmo avuto i mezzi per farlo -, ha dall'altro consentito al Parlamento ed al paese - quando dico al paese mi riferisco anche ad una parte della Croce Rossa italiana - di avere consapevolezza che nel libero Parlamento sono stati tutelati gli interessi di una grande associazione.
Sapete bene che l'aria è cambiata e che ogni ulteriore forzatura da parte vostra sarà - a partire dai prossimi giorni - disinnescata da un'associazione matura, che ha compreso bene i tentativi di strumentalizzazione che si potevano tentare e che sono stati evitati anche grazie a noi, e che dai prossimi giorni potrà spiegare meglio le vele, per crescere in libertà, prima ancora che in autonomia, anche salvaguardata da quella dimensione internazionale che non ha mancato di far sentire la propria voce in questa vicenda.
Infatti, la Croce Rossa internazionale ha detto in maniera chiara che non rientravano nella natura dell'associazione alcuni aspetti che trasformavano la Croce Rossa italiana in una sorta di società per azioni, che si metteva sul mercato facendo concorrenza ad organizzazioni non governative o, addirittura, ad altre associazioni su specifici compiti. Essa ha ribadito, inoltre, che la Croce Rossa italiana deve collaborare con i Governi in carica, ma non divenirne mai assoggettata. Quindi, mi pare che ci siano le condizioni di chiarezza per farla crescere in libertà.
Da parte nostra vigileremo certamente, come hanno chiesto i massimi responsabili della Croce Rossa italiana che hanno scritto in questa circostanza. Abbiamo raccolto il loro appello, e lo abbiamo fatto non in maniera silente, tacendo in quest'aula, ma proponendoci anche per il futuro di vigilare e di ascoltarli, perché vorremmo avere il piacere di svolgere delle audizioni in cui, man mano che la Croce Rossa inizia il suo cammino, si possa verificarlo insieme. Su questo aspetto prendiamo un impegno.
Viviamo in un tempo complesso, dove il frastuono esibizionistico fa della solidarietà una sorta di show, mentre abbiamo sempre più bisogno di solidarietà vera, autentica, di quella esercitata con sobrietà, pudore e riservatezza e, nel caso della Croce Rossa italiana, con la maggiore


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efficacia possibile, unendo la grande forza del volontariato all'utilizzo di mezzi moderni, con grande competenza e professionalità e senza alcun conflitto con le Forze armate, che, per la loro natura e la loro specificità, vanno tutelate e rispettate e non messe in concorrenza, fosse solo in merito all'autorevolezza di chi decide.
Mai come in queste settimane, dopo la immane tragedia asiatica, l'umanità ha capito che la solidarietà, oltre che essere un atto di giustizia, richiede nelle grandi catastrofi tempestività, efficienza, tecnologia, mezzi e trasversalità. Nessuno, neppure il Governo in carica, può fare uso di una organizzazione umanitaria come la Croce Rossa e non deve mai essere sfiorata la tentazione di rendere queste organizzazioni strumento di una parte politica. Mai (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Vorrei riferirmi alla questione posta dal Presidente Casini, che nell'annunziare il programma della serata ha comunicato che alle 19 avrebbe dato la parola al ministro Fini.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa: questo problema è stato sollevato 20 minuti fa. La Presidenza ha già dato una risposta. Lei sta proponendo la stessa e identica questione.

ANTONIO BOCCIA. No, Presidente. Ritengo che il Presidente dell'Assemblea, cioè lei, abbia correttamente risposto al collega Ruzzante, perché in effetti erano le 18,49. Il Presidente Casini ha affermato testualmente, come risulta dal resoconto, che alle ore 19, e non prima, avrebbe dato la parola al ministro Fini. Quindi, alle 18,49 lei ha fatto bene a rispondere al collega Ruzzante che la richiesta era intempestiva.
Però, Presidente, alle 19 il collega stava parlando e io ho chiesto ora la parola. Lei giustamente e correttamente me l'ha data e la ringrazio. Adesso, al primo minuto utile dopo le 19, le chiedo di rispettare quanto il Presidente della Camera ha comunicato all'Assemblea. Ovviamente, ciò non perché l'opposizione rispetto a questo decreto-legge ha un atteggiamento molto critico e, quindi, ha interesse a votare domani mattina, ma in questo caso, signor Presidente, anche per rispetto delle prerogative del Governo.
Il Presidente Casini ha dato un'unica motivazione: ha detto di aderire ad una richiesta del Governo e del ministro Fini. Dunque, la motivazione era una richiesta del Governo. Lei sa, signor Presidente, che quando il Governo formula una richiesta, in questo caso corrispondente alla volontà dell'opposizione, vi è una regola, oltre che una prassi, per poter intervenire.
Signor Presidente, non mi può eccepire che non si possono interrompere le dichiarazioni di voto perché vi sono precedenti in casi eccezionali e straordinari come questo, in cui il Presidente Casini ha annunciato che alle 19 avrebbe dato la parola al ministro Fini. Mi rendo conto che sia atipico che un deputato dell'opposizione difenda le prerogative del Governo, ma lei sa che lo faccio solo per rispetto della formalità e della vita parlamentare: l'avrei fatto comunque, a prescindere dalla volontà del ministro Fini.

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, devo ripetere che il Presidente Casini ha detto che si sarebbe passati all'esame del punto 11 all'ordine del giorno alle ore 19, nel convincimento, dopo avere ascoltato alcuni capigruppo, che la discussione del provvedimento in esame sarebbe stata conclusa entro quell'ora. Poiché ciò non è avvenuto, il Presidente Casini stesso mi ha detto di riferire all'Assemblea che riteneva prioritario il dovere del Parlamento e della Presidenza di portare a conclusione la conversione in legge del decreto-legge in esame. Il Governo, interpellato su tale vicenda, ha fatto sapere di essere d'accordo nel continuare con l'esame del punto


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all'ordine del giorno e di rinviare l'intervento del ministro Fini ad un secondo momento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.

TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, credo che il dibattito odierno, che qualcuno ha voluto definire strumentale, sia invece molto utile. Siamo ormai alla quarta lettura di questo provvedimento e mi sembra che in tutti i passaggi - in Commissione, in aula alla Camera ed al Senato - si sia entrati nel merito del provvedimento e da parte dell'opposizione si sia cercato di mettere in evidenza i pericoli che possono derivare ad un organismo importante e complesso quale la Croce Rossa dal metodo utilizzato dal Governo di procedere per successivi decreti-legge. Ciò rende molto complessa e complicata la materia e non mette nelle condizioni di capire come attualmente sia organizzata e normata la Croce Rossa italiana.
Alcuni hanno poi cercato di strumentalizzare la posizione di Rifondazione comunista e delle altre forze di opposizione, molto critica verso questo e gli altri decreti-legge sulla Croce Rossa, dicendo che volevamo creare difficoltà alla Croce Rossa stessa. Credo che più di ogni altra parola abbiano posto fine a tali illazioni le numerosissime telefonate ed e-mail che io e molti altri colleghi intervenuti nel dibattito abbiamo ricevuto da parte di volontari della Croce Rossa, di crocerossine e, addirittura, di nuclei di volontari della Croce Rossa che, riuniti nelle rispettive sedi, hanno ascoltato i nostri interventi. Ci hanno incoraggiato ad andare avanti perché anche loro come noi sono spaventati dalla strumentalizzazione che della Croce Rossa viene fatta non da parte di chi vuole che in tale materia si intervenga in maniera organica, ma da parte di chi sta cercando di fare della Croce Rossa italiana una vetrina per mettere in mostra i propri supposti meriti.
Credo che ancora una volta sia importante, seppur in extremis, visto che siamo in dichiarazione di voto sul complesso del provvedimento, esprimere tutte le nostre riserve su questo provvedimento e sulla scelta da parte del Governo di ricorrere allo strumento del decreto-legge - ricordiamoci che siamo al quinto provvedimento che riguarda la Croce Rossa in pochissimi mesi -, per intervenire in una materia delicata e complessa, che avrebbe invece bisogno di una legge organica e di una nuova normativa. Vi è il bisogno non tanto di successivi commissariamenti straordinari, bensì di un presidente stabile, di un nuovo statuto e di un'organicità della struttura, affinché la Croce Rossa possa funzionare e svolgere i compiti importantissimi che normalmente svolge: compiti di intervento durante le calamità naturali, durante le situazioni di guerra, su tutti i campi di battaglia, laddove vi siano morti e feriti, al di sopra e al di là delle parti belligeranti.
Ci accorgiamo, invece, che la Croce Rossa italiana sta creando dei grossi problemi nel rapporto con la Croce Rossa internazionale, perché troppo spesso essa agisce come longa manus del Governo ed in campo eminentemente politico (da questo punto di vista il decreto al nostro esame ne è un'ulteriore conferma).
Da questo decreto emergono una serie di enormi confusioni: prima di tutto viene estremamente confuso il ruolo del Corpo militare della Croce rossa con quello della parte volontaria. Vediamo poi in questo decreto cose stranissime: per esempio, è previsto che l'ispettrice nazionale sia scelta fra le infermiere volontarie - le famose crocerossine, delle quali non credo dobbiamo ricordare i meriti, in tutti i campi di battaglia, e l'attenzione data alla prestazione umanitaria - in base all'attitudine al comando. Credo che la presidente del corpo volontario delle crocerossine vada scelta in quanto infermiera capace di organizzare l'assistenza, e non certo per l'attitudine al comando, che può essere una qualità - che peraltro personalmente non stimo - apprezzata nella parte militare.
Di questa confusione fa parte anche l'aspetto gravissimo, che più volte abbiamo sottolineato, che la scelta dell'ispettore


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nazionale del corpo militare della Croce Rossa italiana verrà fatta da un organo civile, in particolare - lo sottolineo - dal commissario straordinario di un ente. Infatti, il decreto prevede che tale scelta venga fatta dal presidente della Croce Rossa italiana, ma poiché tale scelta dovrà essere effettuata entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, sappiamo che sicuramente non si saranno tenute per quella data le elezioni e sicuramente non sarà stato approvato lo statuto. Non saremo quindi di fronte ad un presidente della Croce Rossa, bensì al Commissario straordinario Scelli, il quale nominerà così un altissimo vertice del Corpo militare, con questo aumentando ulteriormente la gamma delle sue prestazioni, come abbiamo potuto vedere più volte, recentemente, nel corso delle sue apparizioni televisive.
Cogliamo quindi ancora l'occasione per sottolineare tutta la nostra critica nei confronti di questo provvedimento e nei confronti del Governo, che sta utilizzando la Croce Rossa - abbiamo sentito più volte anche oggi riportare al riguardo delle voci a mio avviso drammatiche - direttamente in campo politico, come lo stesso Presidente del Consiglio avrebbe affermato di voler fare.
Credo che vi sarà un'attenzione vigile non solo da parte del popolo italiano, ma, in particolare, da parte di tutti i volontari della Croce Rossa che cercheranno di fornire la propria prestazione volontaria con abnegazione per il buon nome della Croce Rossa e, soprattutto, per la finalità assistenziale propria della stessa.
A mio avviso, è importante mettere in evidenza un altro punto estremamente critico contenuto in questo decreto-legge che i nostri emendamenti hanno in parte attenuato, ma che rimane molto grave per le prospettive che potrà determinare: mi riferisco al fatto che, tra i compiti della Croce Rossa, possa rientrare anche quello relativo allo svolgimento di servizi sociali ed assistenziali. Sappiamo quanto sia delicata la gestione dei servizi sociali e sanitari nel nostro paese: non vorremmo un domani trovarci di fronte ad una Croce Rossa che concorra ad appalti e che gestisca diversi servizi nel nostro paese.
Vorrei sottolineare anche il fatto che oggi è stata discussa una questione pregiudiziale di costituzionalità presentata ad un altro decreto-legge riguardante un aspetto della Croce Rossa e, precisamente, la proroga dei contratti a tempo determinato di oltre 700 lavoratori della stessa. Anche questo aspetto fa parte di un modo di gestire e di utilizzare la Croce Rossa per manovre di tipo elettoralistico, favoritismi e quant'altro.
Un organismo come la Croce Rossa, se ha bisogno dell'opera permanente di lavoratori, dovrebbe sicuramente promuovere dei concorsi per procedere alla nomina di personale a tempo indeterminato che possa svolgere le proprie mansioni con la competenza necessaria, ma con la sicurezza del posto di lavoro, grazie alla quale un lavoratore riesce a svolgere meglio il proprio lavoro (lo fa in maniera qualitativamente eccellente).
Ribadiamo ancora una volta come il tema della Croce Rossa vada affrontato con un disegno di legge organico; occorre, inoltre, permettere al Parlamento di sentire le varie voci della Croce Rossa, di ascoltare tutti coloro che collaborano con la stessa, nonché coloro che, in questi anni, con il loro lavoro volontario e la loro formazione specifica, hanno contribuito a fare diventare la Croce Rossa italiana il nostro fiore all'occhiello.
Con questo Governo, tuttavia, temiamo che la Croce Rossa potrà diventare sempre meno un organismo internazionale importante e sempre più una vetrina per mostrare le proprie qualità da parte di personaggi che, in altri campi, non vi sono riusciti (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Labate. Ne ha facoltà.

GRAZIA LABATE. Signor Presidente, ci accingiamo a convertire in legge il decreto-legge n. 276 del 2004 recante disposizioni urgenti per snellire le strutture ed incrementare


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la funzionalità della Croce Rossa italiana.
Il Governo ha affrontato le varie problematiche attinenti a tale organismo attraverso lo strumento del decreto-legge. Abbiamo già espresso la nostra opinione a tale riguardo in sede di Commissione di merito e in quest'aula. Se davvero vi fosse stato il desiderio, la volontà, la necessità di affrontare, in termini più funzionali ed efficaci, il funzionamento di questo organismo autonomo ed indipendente, lo sottolineo, sarebbe stata scelta un'altra strada: quella del Governo e della maggioranza risulta oggi inefficace ed incompleta.
Forse, se avessimo adottato uno strumento normativo appropriato, come il disegno di legge, avremmo potuto affrontare nel merito i tanti problemi che attanagliano questo organismo, nonché i nuovi compiti che lo stesso, nell'evoluzione delle varie realtà, nazionale, internazionale e mondiale, potrebbe assumere.
Invece, avete scelto la strada della decretazione, peraltro, spesso, non suffragata nemmeno dalla necessità e dall'urgenza, invocando il tentativo della razionalizzazione di questo organismo, la strada di maggiori poteri per il Commissario straordinario.
Signor Presidente, colleghi: mi sorge più di un dubbio. Attraverso questo decreto, evidentemente, non c'è il desiderio di razionalizzare, di mettere insieme funzioni, di scegliere una migliore rete organizzativa per un efficace funzionamento ma - lo dico fuori dai denti - attraverso questo decreto si danno dei poteri più forti agganciati al potere politico e si attua uno spoil system. Vorrei ricordare a questa Assemblea che, la scorsa settimana, proprio la mia città, la mia regione, ha visto svolgersi sui quotidiani un aspro dibattito tra gli organismi provinciali e regionali della Liguria e il Commissario straordinario Scelli il quale, soverchiando ogni regola di elezione e democrazia diretta, ha pensato, da Roma, di poter decidere di cambiare i responsabili dei vertici provinciali e regionali. Questo è avvenuto in omaggio alla democrazia, all'efficienza e alla funzionalità dell'ente.
Il dibattito è stato sofferto e i colleghi lo sanno bene, anzi, devo dire che, in Commissione, abbiamo anche subito qualche elemento di ricatto come quando ci è stato rinfacciato che ci mettevamo contro il Commissario Scelli a fronte della sua bravura nelle vicende in Iraq e in quelle internazionali. In realtà, noi non ci mettiamo contro nessuno! Riteniamo però che l'ordinamento italiano vada rispettato da tutti, da chiunque, da qualunque governo venga nominato.
Non siamo d'accordo sul fatto che l'ordinamento e le leggi italiane vengano abusate con tentativi surrettizi di far passare per razionalizzazione o efficienza ciò che tale non è.
In questo senso, ci assumiamo la responsabilità di aver detto chiaramente come stanno le cose, in Commissione (con audizioni che avremmo voluto svolgere, ma che non c'è stato concesso di fare), in quest'aula e, come ricordava la collega Valpiana, attraverso le mail che ci sono arrivate via computer o le telefonate di organismi provinciali e regionali con cui siamo stati sollecitati ad affrontare nel merito questa materia, senza cedere a ricatti di ristrutturazioni spurie che hanno ben altre finalità.
Non si è voluto sentire le crocerossine, i pionieri, gli organismi dei servizi militari all'interno della Croce Rossa e si è creato, con questo decreto, un vero e proprio guazzabuglio - ne vedremo le ripercussioni nei mesi a venire - creando anche delle vere e proprie fratture insanabili sul piano dello stato giuridico tra chi compie missioni civili a livello nazionale con la grande caratteristica solidaristica del volontariato e chi, essendo parte del personale militare, spesso agisce su teatri difficili e complicati.
Per questo motivo, cari colleghi, in omaggio al rispetto delle leggi e dell'ordinamento italiano e al rispetto dell'intelligenza complessiva di questa Assemblea, che non può ricorrere sempre, attraverso la decretazione d'urgenza, al marchingegno


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improprio per cui si pensa di affrontare un problema ma poi se ne affrontano altri con maggiore decisionalità, ipotizzando poteri esclusivi nelle mani di uno solo (per noi, purtroppo, dipendente da un organismo politico), diciamo che a tutto questo non possiamo sottostare.
Questi sono ricatti politico-culturali e ordinamentali ai quali l'opposizione non può assolutamente cedere!
Siete stati sordi ai nostri emendamenti, vi siete rimangiati un emendamento bipartisan che avevamo approntato in quest'aula e, dunque, il nostro voto non può che essere contrario, coerente e assolutamente convinto (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giacco. Ne ha facoltà.

LUIGI GIACCO. Signor Presidente, già in Commissione e durante la prima lettura in questo ramo del Parlamento, avevamo posto la questione della Croce Rossa da un punto di vista della metodologia. Ritenevamo che in materia fosse necessario un disegno di legge più che una serie di decreti-legge per affrontare le diverse questioni sul tappeto. Invece, purtroppo, nel giro di poco tempo, ci siamo trovati a convertire ben quattro decreti-legge modificativi di aspetti pur importanti, ma non in una visione globale.
Avremmo voluto ascoltare in Commissione tutte le componenti della Croce Rossa, dai pionieri, ai volontari, alle componenti civili e militari. Tutto ciò, invece, non è stato possibile, anzi a volte si è considerato questo nostro modo di operare come un pretesto per boicottare l'approvazione di un decreto-legge. Al contrario, noi intendevamo entrare nel merito delle questioni per fornire una risposta il più possibile esaustiva. Ciò anche in relazione alle sollecitazioni provenienti dalla Croce Rossa internazionale di Ginevra che, da tempo, richiama la Croce Rossa italiana ad avere una maggiore autonomia dal Governo nazionale, senza essere assoggettata e diventare strumento di qualcuno per farsene, appunto, un vanto personale.
D'altra parte, anche da questo punto di vista si va verso uno stravolgimento delle leggi. Infatti, nella legge di riforma sanitaria n. 833 del 1978 si prevedevano funzioni essenziali per quanto riguarda la Croce Rossa italiana che potremmo individuare in due finalità principali: la presenza in situazioni di conflitto e la presenza in situazioni di calamità.
Invece, con il decreto-legge in esame si prevede un ulteriore intervento per quanto riguarda servizi assistenziali e sociali, che pone la Croce Rossa al di fuori delle sue finalità istituzionali, creando anche una competizione con altri enti altrettanto importanti per fornire risposta a tali questioni.
Infine, non possiamo sottacere il fatto che non si siano trovate le risorse necessarie per adeguare le retribuzioni del Corpo militare, tanto che al Senato è stato modificato quanto noi avevamo approvato in sede di prima lettura.
Inoltre, un altro aspetto particolarmente grave è che l'ispettore del Corpo militare viene nominato da un civile che, guarda caso, sarà lo stesso Commissario straordinario.
Dunque, esprimeremo un voto contrario sul provvedimento e non perché non abbiamo fiducia nella Croce Rossa che, in tanti anni, ha dimostrato un notevole impegno attraverso i volontari, i pionieri, gli infermieri e il Corpo militare.
Tuttavia, non possiamo sottostare a ricatti politici, dunque, pure esprimendo valutazioni positive nei confronti della Croce Rossa, riteniamo che questo decreto non garantisca una maggiore funzionalità dell'ente, a scapito delle tante persone che si sono impegnate in questi anni (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Perrotta. Ne ha facoltà.

ALDO PERROTTA. Signor Presidente, nel chiedere l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia dichiarazione


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di voto, vorrei ricordare agli amici del centrosinistra che i vertici dei volontari del soccorso, del Comitato nazionale femminile, dell'Ispettorato nazionale dei pionieri, dei delegati nazionali dei donatori di sangue ci chiedono di convertire questo decreto-legge. Quindi, come al solito, avete detto solo bugie, tentando di sminuire le cose che in tanti anni voi non avete realizzato.
Scelli è stato un grande presidente...

TIZIANA VALPIANA. Non è stato presidente!

ALDO PERROTTA. ... e ha anche dichiarato che non si sarebbe candidato. Sfido qualsiasi altra persona da voi nominata a comportarsi in questo modo!
Per tale motivo, annuncio il voto favorevole del gruppo di Forza Italia sul provvedimento in esame.

PRESIDENTE. Onorevole Perrotta, la Presidenza consente, in base ai criteri costantemente seguiti, la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della sua dichiarazione di voto.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ercole. Ne ha facoltà.

CESARE ERCOLE. Signor Presidente, come più volte ricordato nel corso del dibattito svoltosi in Commissione e in questa stessa aula parlamentare, il decreto-legge in esame interviene a regolare la situazione di profondo disordine organizzativo e funzionale in cui danni da anni versa l'associazione della Croce Rossa italiana. Il ritardo nella revisione dello statuto, la mancata realizzazione delle elezioni previste per il rinnovo delle cariche elettive e il commissariamento dell'ente hanno infatti per lungo tempo inibito l'efficienza organizzativa interna dell'associazione, finendo così inevitabilmente per comprometterne anche il funzionamento, almeno sotto il profilo amministrativo e dirigenziale.
Tralasciando l'esame dei fatti e degli eventi che hanno contribuito a determinare tale situazione di caos nel funzionamento dell'associazione, vorrei limitarmi in questa sede ad affermare che non è possibile addossare a questa maggioranza di Governo, come invece sembra fare l'opposizione, la colpa del cattivo funzionamento e del ritardo nella riforma della Croce Rossa. Per quanto, infatti, l'associazione per i suoi scopi istituzionali e per la sua storia associativa sia sempre stata legata a doppio filo con le istituzioni governative del paese, non si può ignorare che la Croce Rossa rimane pur sempre un organismo autonomo ed indipendente, dotato, alla stregua di tutti gli altri enti depositari di personalità giuridica, di un proprio apparato dirigenziale e di una propria responsabilità organizzativa.
Proprio in virtù di queste considerazioni, mi sembra possibile sostenere che il prodursi e poi lo stesso protrarsi del commissariamento siano dovuti in larga parte all'inefficienza e all'incapacità di gestione degli organi dirigenziali, che nel 2002 non hanno saputo governare il processo di riforma dello statuto ed il rinnovo delle cariche di vertice. Da quel momento in poi la storia della Croce Rossa è una trama fitta di contraddizioni tra il crescente coinvolgimento dell'associazione negli eventi anche a carattere internazionale, che hanno animato la cronaca mondiale e l'evidente inadeguatezza dello strumento commissariale a sostenere i sempre maggiori impegni operativi dell'organizzazione.
Proprio tale contraddizione di fondo nel funzionamento della Croce Rossa è stata oggetto di ricorrenti polemiche, anche da parte del nostro gruppo che nel corso dello scorso anno si è opposto al tentativo di un'automatica convalida con strumenti di rango normativo delle ordinanze commissariali, adottate dal Commissario straordinario per gestire situazioni e problemi che fuoriescono dall'ordinaria amministrazione e che, conseguentemente, avrebbero dovuto essere adottati solo dopo una riforma organica dell'intera associazione.
È proprio in questa prospettiva di intervento che il decreto-legge in esame può essere letto ed interpretato come la spinta


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propulsiva atta a mettere in moto un processo di profonda revisione del funzionamento dell'associazione e di completo rinnovo delle sue cariche di vertice. Certo, si potrebbe discutere sull'appropriatezza del decreto-legge quale strumento normativo adeguato ad intervenire nel riordino di un ente il cui statuto è stato adottato con decreto del Presidente della Repubblica, ma che comunque risulta depositario di autonomia e di indipendenza organizzativa e funzionale.
Sotto questo profilo, non si può evitare di osservare che più auspicabile sarebbe stata la soluzione volta a rimettere all'autonomo processo decisionale interno all'associazione il processo di riforma statutaria e di rinnovo delle cariche, salva la possibilità di una ratifica finale con atto statale dei suddetti processi di riforma. Ciò nonostante, non si può negare che, se tali obiettivi hanno richiesto l'emanazione di un decreto-legge per essere messi in moto, è perché ancora una volta è mancato all'interno dell'associazione quello spirito di riforma e di autocambiamento che in situazioni di stallo, quale quella verificatasi negli ultimi anni, può essere il solo a consentire una ripresa dell'efficienza e dell'efficacia gestionale dell'ente.
Per tutti questi motivi, dichiaro, a nome del gruppo della Lega Nord Federazione Padana, voto favorevole alla conversione in legge del decreto-legge in esame, rinnovando il nostro più vivo augurio affinché, a seguito della revisione statutaria contemplata dal provvedimento, l'associazione possa riprendere a funzionare in piena autonomia ed indipendenza, esonerando così le istituzioni di Governo dall'obbligo di intervenire al ripiano delle inefficienze dell'ente od alla promozione di un nuovo processo di rinnovo interno.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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