Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 565 del 22/12/2004
Back Index Forward

Pag. 88


...
DICHIARAZIONE DI VOTO FINALE DEL DEPUTATO CESARE ERCOLE SUL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE N. 5434

CESARE ERCOLE. Come è stato più volte ricordato nel dibattito svoltosi in Commissione e in questa stessa aula parlamentare, il decreto-legge in esame interviene a regolare la situazione di profondo disordine organizzativo e funzionale in cui da anni versa l'Associazione della Croce Rossa italiana. Il ritardo nella revisione dello statuto, la mancata realizzazione delle elezioni previste per il rinnovo delle cariche elettive, il commissariamento dell'ente hanno infatti per lungo tempo inibito l'efficienza organizzativa interna dell'Associazione, finendo così inevitabilmente per comprometterne anche il funzionamento, almeno sotto il profilo amministrativo e dirigenziale.
Tralasciando l'esame dei fatti e degli eventi che hanno contribuito a determinare tale situazione di caos nel funzionamento dell'Associazione, vorrei limitarmi in questa sede ad affermare che non è possibile addossare a questa maggioranza di Governo, come invece sembra fare l'opposizione, la colpa del cattivo funzionamento e del ritardo nella riforma della Croce Rossa. Per quanto, infatti, l'Associazione,


Pag. 89

per i suoi scopi istituzionali e per la sua storia associativa, sia sempre stata legata da un legame a doppio filo con le istituzioni governative del Paese, non si può ignorare che la Croce Rossa rimane pur sempre un organismo autonomo ed indipendente, dotato, alla stregua di tutti gli altri enti depositari di personalità giuridica, di un proprio apparato dirigenziale e di una propria responsabilità organizzativa.
Proprio in virtù di queste considerazioni, mi sembra possibile sostenere che il prodursi e poi lo stesso protrarsi del commissariamento sia dovuto in larga parte all'inefficienza ed incapacità di gestione degli organi dirigenziali, che, nel 2002, non hanno saputo governare il processo di riforma dello statuto e di rinnovo delle cariche di vertice. Da quel momento in poi, la storia della Croce Rossa è una trama fitta di contraddizioni tra il crescente coinvolgimento dell'Associazione negli eventi anche a carattere internazionale che hanno animato la cronaca mondiale e l'evidente inadeguatezza dello strumento commissariale a sostenere i sempre maggiori impegni operativi dell'organizzazione.
Proprio tale contraddizione di fondo nel funzionamento della Croce Rossa è stata oggetto di ricorrenti polemiche da parte del gruppo della Lega Nord, che nel corso di questo stesso anno si è opposta al tentativo di un'automatica convalida, con strumenti di rango normativo primario, delle ordinanze commissariali adottate dal commissario straordinario per gestire situazioni e problemi che fuoriescono dall'ordinaria amministrazione e che conseguentemente avrebbero dovuto essere adottati solo dopo una riforma organica dell'intera Associazione.
È proprio in questa prospettiva di intervento che il decreto-legge in esame può essere letto ed interpretato come la spinta propulsiva atta a mettere in moto un processo di profonda revisione del funzionamento dell'Associazione e di completo rinnovo delle sue cariche di vertice. Certo, si potrebbe discutere sull'appropriatezza del decreto-legge quale strumento normativo adeguato ad intervenire nel riordino di un Ente il cui statuto è stato adottato con decreto del Presidente della Repubblica, ma che comunque risulta depositario di autonomia ed indipendenza organizzativa e funzionale. Sotto questo profilo, non si può evitare di osservare che più auspicabile sarebbe stata la soluzione volta a rimettere all'autonomo processo decisionale interno all'associazione il processo di riforma statutaria e di rinnovo delle cariche, salva la possibilità di una ratifica finale con atto statale dei suddetti processi di riforma. Ciononostante, non si può negare che se tali obiettivi hanno richiesto l'emanazione di un decreto-legge per essere messi in moto è perché, ancora una volta, è mancato all'interno del1'Associazione quello spirito di riforma e di autocambiamento che, in situazioni di stallo quale quella verificatasi negli ultimi anni, solo può consentire una ripresa dell'efficienza e dell'efficacia gestionale dell'ente.
Per tutti questi motivi, esprimo a nome del gruppo della Lega Nord Federazione Padana un voto favorevole nei confronti della conversione in legge del presente decreto, rinnovando in tal modo il nostro più vivo augurio affinché, a seguito della revisione statutaria contemplata dal provvedimento, l'Associazione possa riprendere a funzionare in piena autonomia ed indipendenza, esonerando così le istituzioni di governo dall'obbligo di intervenire a ripiano delle inefficienze dell'ente o a promozione di un nuovo processo di rinnovo interno.

Back Index Forward