Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 565 del 22/12/2004
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(Risultati ottenuti fino ad ora nell'opera di contrasto dell'emergenza rifiuti a Napoli - n. 2-01403)

PRESIDENTE. L'onorevole Mazzoni ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01403 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 10).

ERMINIA MAZZONI. Signor Presidente, con questa interpellanza mi vedo costretta, purtroppo, ancora una volta, a chiedere al Governo chiarimenti in merito alla gestione della gravissima crisi che sta vivendo la regione Campania. Ormai sono otto anni che tale regione vive in una condizione emergenziale. Nel 1996 è stata disposta la gestione commissariale del comparto rifiuti, che avrebbe dovuto governare una situazione di grave disagio e che si è protratta per otto anni, di proroga in proroga. Ancora oggi ci troviamo a discutere di un'eventuale proroga della gestione commissariale di un comparto così delicato e vitale per la regione Campania.
Ho presentato questa interpellanza al Governo perché il 31 dicembre vi sarà l'ennesima scadenza. Ha avuto notizia di una richiesta, da parte del presidente Bassolino, di rinnovo della gestione commissariale per un ulteriore anno. Dunque, chiedo al Governo quali determinazioni intenda assumere. Il commissario straordinario è stato sempre individuato nella persona del presidente della regione, quindi negli ultimi cinque anni nel presidente Bassolino. Tale vicenda non ha fatto altro che produrre uno spreco di risorse eccezionale e ha consentito l'uso di poteri straordinari: vi è stata una gestione incontrollata del comparto, mentre la regione è in crisi.
Cito alcuni fatti recenti: vi sono cittadini - tali episodi si ripetono ormai da mesi, per non dire da anni - in piazza per difendere da soli i propri diritti. La gestione di tale comparto è stata tale che oggi ci troviamo a dover fronteggiare scelte improvvisate. Nella fase di gestione emergenziale, il presidente della regione Campania, al tempo stesso commissario per l'emergenza rifiuti, non si è curato di produrre la benché minima pianificazione e non ha immaginato linee politiche serie che potessero portare finalmente la regione Campania dall'emergenza alla gestione ordinaria del comparto. Ne va della salute dei cittadini, ne va della crescita del territorio, ne va della sicurezza di tutti i campani. Non è possibile andare avanti in questo modo.
Quindi, chiedo al Governo cosa è accaduto negli ultimi mesi nei quali, con una decisione improvvida, il presidente Bassolino ha lasciato il ruolo di commissario straordinario nelle mani del prefetto Catenacci. Vorrei sapere cosa è accaduto negli anni passati, cosa è accaduto negli ultimi mesi e cosa si intende fare per dare una risposta ai cittadini che chiedono di essere tutelati dal nostro Governo.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio, onorevole Tortoli, ha facoltà di rispondere.

ROBERTO TORTOLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, in merito a quanto indicato nell'interpellanza urgente n. 2-01403, presentata dall'onorevole Mazzoni ed altri, con cui si chiede di conoscere, in merito all'emergenza rifiuti in Campania, il lavoro svolto e i programmi per risolvere le difficoltà connesse alla gestione dei rifiuti, innanzitutto si riferisce che, in data 8 luglio ultimo scorso, nel corso dell'audizione svoltasi presso la VIII Commissione della Camera dei deputati, il


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ministro ha riferito in maniera puntuale al riguardo.
Puntualizzato ciò, in merito a quanto avvenuto successivamente, sulla base delle informazioni ricevute per le vie brevi dalla struttura commissariale e soprattutto dal dipartimento della Protezione civile, si fa presente che la struttura commissariale prevede che la gestione delle cinque discariche, aperte nel periodo maggio-giugno 2004 per fronteggiare in modo immediato l'emergenza, durerà fino ai primi mesi del 2005. Nel frattempo, è stata autorizzata e/o in via di autorizzazione la costruzione, ai sensi dell'articolo 27 del decreto legislativo n. 22 del 1997, di altre tre discariche, che si sostituiranno alle precedenti, la cui volumetria consentirà la loro utilizzazione per i prossimi cinque anni. Si sta, inoltre, provvedendo all'individuazione di ulteriori siti, in grado di consentire una soluzione ottimale del problema.
Relativamente poi agli impianti di termovalorizzazione, è stato aperto il cantiere per la costruzione dell'impianto di Acerra (Napoli) e si sta definendo l'iter per la realizzazione dell'impianto di Santa Maria La Fossa, a Caserta. I suddetti impianti dovrebbero entrare in funzione nel 2007. Fino a tale data, nell'intento di risolvere il problema inerente lo stoccaggio delle balle, sono state già autorizzate le aree di stoccaggio di Villa Literno, Brezza, Fragneto Monforte e si prevede l'individuazione di ulteriori aree a tal fine. A partire dal mese di giugno e fino alla fine di novembre, la struttura commissariale ha disposto la chiusura, a rotazione, dei sette impianti di produzione del CDR (combustibile derivato dai rifiuti), al fine di consentire l'effettuazione, per la prima volta da quando questi sono in esercizio (circa tre anni), delle necessarie attività di manutenzione, volte a garantire il miglioramento qualitativo della produzione a valle degli impianti.
Per favorire poi il passaggio dalla gestione commissariale dell'emergenza alla gestione ordinaria, la struttura commissariale sta provvedendo ad istituire tavoli tecnici, con la partecipazione delle province, dei comuni capoluoghi e dei consorzi di bacino. Nel contempo, la struttura commissariale ha trasferito alla regione la pianificazione della gestione dei rifiuti sanitari e delle attività di autodemolizione, nonché le competenze inerenti la stipula dei protocolli di intesa con le altre regioni, per l'eventuale ingresso nel territorio campano di rifiuti anche destinati al recupero provenienti da altre regioni.
In merito poi alle dichiarazioni del commissario Catenacci sulla chiusura alla data del 31 dicembre 2004 della struttura commissariale, si fa presente che, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 5 della legge n. 225 del 1992, è la regione il soggetto competente all'inoltro della richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza o della relativa proroga. A seguito di quanto comunicato dal dipartimento della Protezione civile, la regione Campania, in data 10 dicembre 2004, ha avanzato la richiesta di proroga dello stato di emergenza sino al 31 dicembre 2005. Riguardo alle risorse finanziarie, di recente attribuite alla struttura commissariale, si fa presente che, con l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3382 del 18 novembre 2004, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio è stato autorizzato a trasferire al commissario delegato una somma pari a 5 milioni di euro per la finalità di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3343 del 12 marzo 2004.
In merito alle preoccupazioni sottolineate dai presentatori dell'interpellanza in oggetto, che fanno riferimento ai recenti fatti di questi giorni, dei quali non si fa menzione nella risposta del Governo, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio intende mettersi a disposizione - anche il sottoscritto personalmente - per tranquillizzare, laddove necessario, la popolazione, che in questi giorni sta esprimendo manifestazioni di protesta evidente, che ci preoccupano e ci rammaricano.

PRESIDENTE. L'onorevole Mazzoni ha facoltà di replicare.

ERMINIA MAZZONI. Ringrazio il sottosegretario Tortoli per aver documentato


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un impegno sicuramente alacre e proficuo del Governo, attraverso il proprio commissario, prefetto Catenacci. Sono stati puntualmente enucleati una serie di adempimenti, che senza dubbio risultano importanti ai fini del governo di questa drammatica situazione.
Senza dubbio rimane priva di risposta la domanda fondamentale che ho sollevato: cosa accade il 1o gennaio 2005? Il presidente della regione Campania, l'onorevole Bassolino, dopo aver gestito, in maniera insana, per tanti anni un'emergenza, dissipando i fondi ed agendo sulla base di poteri straordinari conferitegli in questa particolare situazione, ha lasciato questo incarico nel momento di maggiore difficoltà.
Il Governo ha dovuto assumere la gestione della situazione e si è imbattuto in situazioni di crisi in ogni territorio, con l'assenza totale anche di un minimo atto di intervento programmatorio che doveva competere alla regione Campania e, quindi, al presidente Bassolino.
Oggi questa stessa persona, che ha abbandonato la gestione straordinaria per deresponsabilizzarsi, chiede ancora una volta al Governo di riconfermargli fondi eccezionali e poteri straordinari per continuare a gestire un altro anno l'emergenza. Intende, quindi, continuare a prorogare l'emergenza, non a governarla, garantendo finalmente una gestione ordinaria, sana e civile ai cittadini della Campania.
Quindi, la mia domanda era la seguente: al 1o gennaio 2005 cosa accadrà? Cito nella mia interpellanza una dichiarazione del prefetto Catenacci, attuale commissario straordinario, che, comprensibilmente, auspicava al 31 dicembre 2004 la chiusura della gestione straordinaria, stante l'inefficacia e l'improduttività dimostrata.
È necessario che oggi si ritorni ai poteri ordinari e che si attribuiscano le responsabilità a chi ne ha titolo, cosa che fino ad oggi non è accaduto. Per quanto riguarda alcune vicende particolari, vorrei segnalare il caso di Savignano Irpino, i cui cittadini hanno manifestato pacificamente. Peraltro, si sono verificati anche fatti sconvenienti, perché si sono verificati scontri con le forze di polizia che hanno cercato di superare lo sbarramento pacifico di questi cittadini per impedire che venisse utilizzata un'area, individuata in maniera improvvida, nel comune di Savignano Irpino. Si sono registrati, quindi, anche episodi drammatici.
Alcuni sindaci sono stati colpiti e ricoverati in ospedale (sono ricorsi alle cure ospedaliere per queste vicende) perché hanno tentato di tutelare i diritti dei propri cittadini.
Rispetto a queste vicende, sicuramente il lavoro del Governo e del commissario straordinario è stato intenso al fine di risolvere il problema, ma l'individuazione di questi siti, di quelli per i termovalorizzatori e per lo stoccaggio delle balle, di quelli che il Governo dice sono ancora in corso di individuazione, con quali modalità avviene? Con quella stessa improvvisazione che ha sempre caratterizzato la gestione Bassolino!
Non vi è studio del territorio che consenta oggi, con animo sereno, di localizzare un sito, avendo la certezza di aver scelto quello più opportuno e che da questa individuazione non derivi un danno per il territorio e la salute dei cittadini. Il territorio di Savignano Irpino (è l'esempio ultimo più recente), sulla base di una relazione tecnica, fatta da professionisti, viene definito come un territorio franoso, fragile. In quel sito, viene individuata, su indicazione della provincia di Avellino, una cava che, secondo gli stessi tecnici, non esisterebbe in quel territorio e sulla presunta esistenza di una cava si vanno a collocare i rifiuti della provincia di Avellino.
Non credo si possa procedere in questo modo e ritengo che questo non sia il corretto rapporto che le istituzioni debbono avere con i cittadini. Peraltro, queste scelte avvengono sulla scorta di questa emergenzialità senza la doverosa concertazione. I sindaci non sono stati interpellati. La provincia di Avellino risponde che c'è stata una consultazione tra provincia, Governo e commissariato, ma non vi è stata


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una previa audizione dei soggetti che più di altri conoscono il territorio e le sue caratteristiche peculiari.
Come si può dare tranquillità ai cittadini? Come si può rispondere loro con animo sereno, quando chiedono soltanto la garanzia dei diritti fondamentali? Proprio questo chiedevo al Governo. Apprezzo l'iniziativa del sottosegretario, che in maniera personale ha manifestato l'intenzione di prestare attenzione anche a queste vicende specifiche e di avvicinarsi ai cittadini per sostenerli doverosamente in questa battaglia.
In conclusione, devo però ammettere che la risposta data oggi dal Governo non mi consente di tornare sul territorio e assicurare serenità per il futuro. Nutro rispetto verso il Governo e, soprattutto, ho riposto e continuo a riporre in esso la mia fiducia. Peraltro, essa è stata reiteratamente chiesta e da me confermata ogni qualvolta vi è stato bisogno, come nella giornata di ieri. Pertanto, non sono scesa in piazza con i cittadini. Allo stesso tempo, devo però dire che, se in situazioni come queste l'esecutivo non assume decisioni forti e convinte, è difficile che possa continuare a godere della fiducia, non tanto mia personale, perché forse essa risulta poco importante, ma quella di tanta altra gente.
Pertanto, invito il sottosegretario Tortoli, confidando nella sensibilità che già ha dimostrato rispondendo anche in termini personali alla mia interpellanza, a chiedere con forza al Governo ed al ministro Matteoli di intervenire con urgenza in questa situazione. Peraltro, ho già parlato con il ministro Matteoli, già informato della situazione, delle degenerazioni che si stanno verificando e delle tensioni fortissime che stanno sorgendo in questo territorio. Il ministro mi ha assicurato il suo impegno, ma vorrei che tale garanzia fosse rafforzata dall'ulteriore sforzo che il sottosegretario Tortoli ha appena affermato di voler profondere per queste zone.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.

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