Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 565 del 22/12/2004
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(Pubblicazione su un quotidiano nazionale di un avviso a pagamento a firma del direttore generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio n. 2-01321)

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Vianello rinuncia ad illustrare la sua interpellanza n. 2-01321 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 6).
Il sottosegretario di Stato per l'interno, senatore D'Alì, ha facoltà di rispondere.

ANTONIO D'ALÌ, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito a quanto indicato nell'interpellanza urgente n. 2-01321, presentata dall'onorevole Vianello ed altri, riguardante l'avviso pubblicato sul Corriere della sera del 27 settembre 2004 dal titolo «L'ambiente come opportunità», a firma del direttore generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, dottor Corrado Clini, si fa presente che il Corriere della sera, in vista della pubblicazione dell'inserto «Economia» del 27 settembre 2004, dedicato ad energia e ambiente, ha chiesto la collaborazione e la sponsorizzazione, anche attraverso l'acquisto di spazi del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio.
In particolare, è stata richiesta la collaborazione nella definizione di un dossier sulla direttiva Emissions Trading e sul Protocollo di Kyoto ed è stato proposto di utilizzare uno spazio «pubblicitario» per aggiornare sulle iniziative del ministero con riferimento al contesto europeo.
Il ministero ha accolto la proposta del Corriere della Sera, analogamente a quanto già deciso in precedenti occasioni con altri quotidiani.
Per quanto riguarda la preparazione dei testi, sono state trasmesse al predetto quotidiano i materiali disponibili in merito alla posizione italiana sull'attuazione della direttiva Emissions Trading, il direttore generale competente ha risposto alle domande dei giornalisti del Corriere della Sera che chiedevano chiarimenti ed aggiornamenti, ed è stato predisposto un testo su «L'Ambiente come opportunità», che riprende le posizioni già espresse dal ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, sia nel Parlamento europeo sia in quello nazionale, durante e dopo la Presidenza italiana dell'Unione europea.
Nel testo sono riportate, in sintesi, le iniziative positive avviate dal ministero a livello nazionale ed internazionale, con particolare riferimento alle delibere del CIPE sulla strategia per lo sviluppo sostenibile e sulla riduzione delle emissioni dei gas serra e ai molti programmi di cooperazione ambientale internazionale. Il testo è stato firmato dal direttore generale competente nelle materie relative alle delibere del CIPE ed alle attività di cooperazione internazionale.


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Per dare evidenza alle novità della linea «L'Ambiente come opportunità», sono stati inseriti, inoltre, alcuni esempi degli effetti negativi delle politiche dei divieti basate su un'applicazione restrittiva delle direttive europee in campo ambientale: questi esempi corrispondono a dati di fatto che hanno costituito, negli ultimi anni, oggetto di conferenze, articoli, rapporti delle associazioni imprenditoriali, studi di organizzazioni indipendenti e, spesso, argomento di riflessione critica anche nell'ambito degli stessi ambienti dell'opposizione. A tale proposito, si ricorda che il cosiddetto decreto «sblocca centrali», finalizzato anche a correggere l'uso negativo delle norme ambientali, era stato predisposto, originariamente, dal precedente Governo.
In conclusione, l'inserto del Corriere della Sera ha fornito l'opportunità di assicurare un'informazione adeguata, sia pure sintetica, sulle iniziative e le politiche del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio.
La relativa spesa, che ha visto una riduzione di circa il 50 per cento sulle tariffe proposte (euro 17 mila), sarà legittimamente imputata sul bilancio del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e, precisamente, sul capitolo 2115, unità previsionale di base 4.1.1.0, concernente «Spese per le attività relative alla divulgazione delle informazioni sullo stato dell'ambiente».
Come si è avuto modo di affermare in precedenza, le posizioni espresse dal dottor Clini, direttore generale del Ministero dell'ambiente dal 1991, sono coerenti con gli indirizzi di politica ambientale decisi dall'attuale ministro, che trovano riscontro sia negli atti parlamentari sia nelle numerose interviste e negli interventi del ministro medesimo.
Il dottore Clini è stato direttore generale del Ministero dell'ambiente anche negli anni precedenti e con diversi titolari di quel dicastero. Tuttavia, ciò non significa che lo stesso debba essere individuato quale diretto responsabile della politica ambientale che ora viene sottoposta a critiche: gli indirizzi delle politiche perseguite sono determinati dai vertici politici, che ne portano le relative responsabilità; ai direttori generali, com'è noto, competono le attività tipicamente propositive, nonché quelle attuative delle direttive assunte in sede politica.
A quest'ultimo proposito, sono disponibili agli atti numerosi suggerimenti formali, indirizzati dallo stesso dirigente generale ai ministri pro tempore, in merito all'attuazione delle direttive europee in materia di valorizzazione energetica dei rifiuti, autorizzazioni all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica, valutazione di impatto ambientale, incentivazione al ricambio del parco autoveicolare ed all'utilizzazione di carburanti puliti, prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti negli impianti industriali.
Conclusivamente, le osservazioni degli onorevoli interpellanti circa le affermazioni del direttore generale nell'articolo in questione - le quali travalicherebbero i limiti propri delle funzioni amministrative del dirigente - non possono essere condivise: da una parte, perché il direttore generale sembrerebbe avere riportato gli stessi concetti e le stesse parole espresse dal ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e, dall'altra, perché tali affermazioni sembrano essere state espressione di meri giudizi di natura squisitamente tecnica circa l'attività gestionale del ministero.

PRESIDENTE. L'onorevole Vianello ha facoltà di replicare.

MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, nel ringraziare il sottosegretario, mi dichiaro insoddisfatto della sua risposta.
Che uno spazio sul Corriere della Sera sia costato solo 17 mila euro può fare piacere: se fosse soltanto questo il problema, saremmo tutti felici. Tuttavia, nutro dubbi sul fatto che un dirigente della pubblica amministrazione possa comprare - con soldi dello Stato - uno spazio su un quotidiano per incensare il suo ministro.
Questo è il senso di quell'inserto, che conserviamo gelosamente. Se il ministro Matteoli intendeva propagandare, sostenere


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e valorizzare il suo lavoro, anche attraverso l'uso della stampa, acquistando una, due o cinque pagine, un inserto o un giornale a pagamento, nessuno di noi avrebbe mosso obiezioni, poiché ciò rientra nelle funzioni di un ministro, di un politico, di un sottosegretario il quale, nell'ambito delle sue funzioni, può valorizzare il suo lavoro. Ma che il direttore generale di un ministero, il dirigente di un compartimento di un comune, di una provincia o di una regione acquisti, con i soldi pubblici, uno spazio per dire al suo superiore che è stato bravo e che i ministri precedenti non erano in grado di muoversi (uso un termine più «soffice», ma avrei dovuto utilizzare un'altra espressione), ci sembra fuori della legge. È la prima volta che succede una cosa di questo genere. Non si è mai verificato! Può riguardare rifiuti, acqua, aria, sedie o tavoli: non mi interessa. Non può farlo, perché si rischia di introdurre nel nostro ordinamento precedenti pericolosi, una pericolosa commistione di ruoli. I politici facciano i politici, i funzionari facciano i funzionari! Sono due funzioni completamente diverse.
Seconda ed ultima questione. Il dottor Clini, che peraltro conosco personalmente da molti anni, non è andato ieri mattina al Ministero dell'ambiente (lo ha ricordato lei stesso). Il direttore generale Clini lavora in tale ministero ormai da un po' di tempo e, quindi, non può sostenere che tutti i politici precedenti non erano bravi, che hanno commesso errori e che ora ce n'è uno bravissimo. E Clini dove è stato in questi anni? Che funzione ha svolto? Era uno dei massimi dirigenti della Ministero dell'ambiente. Non si può dire che stava da qualche altra parte! In questi anni non era in Russia, ma al Ministero dell'ambiente; quindi, è corresponsabile, come tutti gli altri, delle scelte sbagliate, se sono state sbagliate, o giuste, se sono state giuste. Non ci piace questa politica di appiattimento sul potente di turno. È diseducativa nei confronti di tutti i dirigenti.
Per questo motivo, abbiamo sentito il dovere di sollevare tale questione e verificheremo se sarà il caso di presentare un esposto alla Corte dei conti, perché non pensiamo che il denaro pubblico possa essere speso in questo modo, non dal ministro (è una sua funzione e nessuno la mette in discussione), ma da un dirigente. Questo non è consentito e faremo tutte le verifiche del caso.

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