Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 565 del 22/12/2004
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(Nomina del presidente dell'autorità portuale di Livorno - n. 2-01380)

PRESIDENTE. L'onorevole Susini ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01380 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 3).

MARCO SUSINI. Signor Presidente, signor sottosegretario, il porto di Livorno, come è noto, è commissariato ormai da un anno; non entro nel merito delle ragioni che impedirono allora l'intesa, secondo le procedure previste dalla legge n. 84 del 1994, e portarono alla nomina di un commissario non indicato dagli enti locali e non concertato con il presidente della regione Toscana. Rilevo semplicemente che, a seguito delle novità legislative intervenute a luglio - che hanno in parte coinvolto anche questa materia -, la procedura per la nomina del presidente dell'autorità portuale si è riaperta. Rilevo, inoltre, che gli enti locali e la camera di commercio hanno fornito indicazioni tutte


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rispettose dei criteri previsti dalla normativa vigente e osservo altresì, infine, che il presidente della regione, onorevole Martini, ha svolto in modo ineccepibile i compiti assegnatigli dalla legge. Ha, infatti, presentato nei tempi prescritti una terna di proposte che tiene conto delle indicazioni degli enti locali e della camera di commercio; una terna, tra l'altro, che contempla personalità dai curricula perfettamente rispondenti ai requisiti stabiliti dalla legge.
La terna è stata messa all'attenzione del ministro il 18 novembre scorso; sono già passati un mese e quattro giorni. Ritengo pertanto sia chiaro a tutti come il porto abbia bisogno di un governo pieno e legittimo per affrontare sfide vecchie e nuove, che riguardano i traffici, i necessari investimenti infrastrutturali e la necessità di mettere mano al piano regolatore del porto.
A maggior ragione, riteniamo, a questo punto, che la nomina sia niente più che un atto dovuto, e che non vi sia alcuna plausibile ragione che giustifichi ulteriori ritardi.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, onorevole Mammola, ha facoltà di rispondere.

PAOLO MAMMOLA, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, in relazione all'interpellanza urgente presentata dall'onorevole Susini, si premette che, come è noto, l'autorità portuale di Livorno è in regime di commissariamento dal 3 luglio 2003. Il commissario designato è il signor Bruno Lenzi.
Si deve far presente, inoltre, che in due occasioni la regione Toscana ha negato la prevista intesa sul nominativo dello stesso signor Lenzi, proposto per l'incarico di presidente (ai sensi dell'articolo 8, primo comma, della legge n. 84 del 1994) dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti e ritenuta la persona più idonea ad assolvere le mansioni di guida dell'ente portuale livornese.
In ragione di tale diniego, ed in forza della novella introdotta con il comma 1-bis all'articolo 8 della predetta legge n. 84 del 1994, è stato chiesto al presidente della giunta regionale della Toscana di voler formulare, nel termine prescritto di trenta giorni, una terna di nominativi, corredata di un dettagliato curriculum che comprovi la necessaria qualificazione professionale dei candidati nei settori dell'economia dei trasporti e portuale, nell'ambito della quale il ministro possa indicare il prescelto, ai fini del successivo perfezionamento del procedimento di nomina, che prevede, ai sensi della legge n. 14 del 1978, la richiesta di parere alle Camere sul nominativo del candidato individuato per l'incarico di presidente dell'autorità portuale.
Con nota del 17 novembre ultimo scorso, il presidente della giunta regionale ha quindi comunicato i tre nominativi (i signori Gino Baldi, Roberto Piccini e Angelo Roma), facendo al contempo presente di aver proceduto alla consultazione degli enti interessati e rappresentando le ragioni che hanno portato all'individuazione dei candidati.
Il 30 novembre scorso, il comune di Capraia Isola, ente territoriale coinvolto nel procedimento di nomina ai sensi sia del comma 1, sia del comma 1-bis dell'articolo 8 della legge n. 84 del 1994, ha trasmesso a questo Ministero un atto di significazione e opposizione, a mezzo del quale vengono censurate le designazioni della regione Toscana per violazione del principio di leale collaborazione tra enti locali, carenza di qualificazione professionale e conflitto di interesse dei candidati proposti nella terna di nomi della regione.
Ciò premesso, deve farsi presente che il provvedimento finale di nomina è ascrivibile agli atti di alta amministrazione propri del ministro delle infrastrutture e dei trasporti e che la titolarità esclusiva di tale provvedimento pone in capo al ministro stesso il dovere di esercitare ogni dovuta verifica e ogni controllo sugli atti presupposti, affinché l'adozione del decreto di nomina si conformi ai precetti costituzionali di adeguatezza ed imparzialità, cui l'amministrazione


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deve sempre ispirarsi nello svolgimento della propria attività.
Si rappresenta, pertanto, che sono attualmente in corso le necessarie valutazioni e che è stato richiesto, sui punti metodologici di non immediata definizione, l'autorevole avviso del Consiglio di Stato.

PRESIDENTE. L'onorevole Susini ha facoltà di replicare.

MARCO SUSINI. Signor Presidente, ritengo la risposta fornita davvero pilatesca e sconcertante e devo riconoscere che non ci giunge inaspettata.

EUGENIO DUCA. Ministro fuorilegge, Susini!

MARCO SUSINI. Avevamo avuto sentore di ciò che ci attendeva, avendo avuto contezza degli strali lanciati da esponenti della Casa delle libertà, in sede locale, contro la terna proposta. Vorrei segnalare che il capogruppo di Alleanza nazionale si è addirittura augurato, contro gli interessi della città, che il commissariamento possa proseguire.
Il ministro Matteoli, inoltre - il quale, in modo evidente, non ha alcuna competenza istituzionale in materia, ma che forse si sente investito di una funzione di proconsole sul territorio considerato -, è intervenuto «a gamba tesa» su questa stessa materia, peraltro adoperando un linguaggio per nulla istituzionale.
Tuttavia, non ci interessa la polemica politica, perché abbiamo a cuore i fatti, la corretta applicazione della legge in tale materia e la forza del diritto. Voi non potete trincerarvi, ancora una volta, dietro la resistenza che il comune di Capraia Isola, a mio avviso in modo del tutto improprio, ha opposto nei confronti delle scelte, del tutto legittime, operate dal presidente Martini.
Vi state assumendo una responsabilità gravissima: in primo luogo, perché disattendete una legge votata anche da voi; disattendete una risoluzione unitaria che la Commissione trasporti ha redatto, con il voto della maggioranza e dell'opposizione, che vi invitava a superare i commissariamenti, nonché un ordine del giorno che sollecitava ad applicare, senza indugi, le nuove procedure. Si parla, addirittura del Consiglio di Stato.
Il Governo deve fare la sua parte. Il TAR e la giustizia amministrativa, in generale, hanno funzioni specifiche e distinte. Stamani sono intervenuti - credo con grande onestà intellettuale - nell'ambito della Commissione trasporti, due esponenti della maggioranza, l'onorevole Giuseppe Gianni, che ha parlato di un atteggiamento del ministro lesivo della volontà del Parlamento e di un suo ostracismo circa la soluzione dei problemi dei porti commissariati, e l'onorevole Ferro, di Forza Italia, il partito del Presidente del Consiglio, che ha parlato, a questo proposito, di situazione inaccettabile.
Credo che ogni ritardo, ogni impasse, ogni cavillo con il quale tentate di rimandare ciò che è semplicemente un atto dovuto, sia la dimostrazione di un'ostentata e ottusa arroganza, che configura una sorta di golpe, perché i curricula dei tre nomi della terna presentata dal presidente Martini, in quanto a esperienza, competenza, professionalità dimostrate nel settore dei porti e dell'economia marittima non hanno sicuramente nulla da invidiare rispetto alle nomine proposte ed approvate dal Governo e dalla maggioranza per altri porti.
In alcuni casi, si è passati al vaglio della Commissione trasporti: vi erano alcuni problemi di conflitti di interessi, oppure l'opposizione, poiché ha valutato che in tali casi, comunque, vi fosse l'intesa tra Governo, regione ed enti locali, ha preso atto della correttezza delle procedure ed ha dato il suo consenso o, perlomeno, non si è opposta. Voi non fate altrettanto: sfidate la volontà del Parlamento, sfidate una città, che reagirà in modo forte e unitario, perché questo è un vulnus che tocca uno dei gangli vitali della sua economia.
Voi vi assumete anche la responsabilità pesantissima, di provocare, su un tema così delicato quale quello della correttezza


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delle procedure, l'opposizione. A tale provocazione risponderemo adeguatamente: ogni provvedimento in Commissione trasporti diverrà per il Governo un percorso minato, naturalmente utilizzando tutti i mezzi che il regolamento ci consente.
Ribadisco, quindi, che non vi chiediamo altro che applicare correttamente la legge, senza rifugiarsi nei cavilli, senza invadere il compito di altre istituzioni ed esercitando le prerogative che spettano al Governo (chiarissime, perché la legge, da questo punto di vista, è inequivocabile).
Sappiate che su tale punto non tollereremo ulteriori indugi (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

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