Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 565 del 22/12/2004
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La seduta, sospesa alle 10,10, è ripresa alle 10,35.

Si riprende la discussione.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 5434)

PRESIDENTE. Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sulle proposte emendative presentate.

DOMENICO DI VIRGILIO, Relatore. Signor Presidente, il parere della Commissione è contrario sugli emendamenti Battaglia 1.3, Mosella 1.5 e 1.2, Battaglia 1.10 e 1.1, Valpiana 2.4, De Franciscis 2.12, Battaglia 2.15, Maura Cossutta 2.1, De Franciscis 2.13, Fontana 3.10 e 5.11, De Franciscis 6.10, Valpiana 6.24 e Lumia 6.2.


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Preso atto del parere contrario espresso dalla V Commissione (Bilancio), la Commissione esprime, altresì, parere contrario sugli emendamenti Lumia 3.5 e 3.4.
La Commissione raccomanda l'approvazione del suo emendamento 5.25 ed esprime parere favorevole sugli emendamenti Massidda 2.14 e 2.16, nonché sugli identici emendamenti Battaglia 2.18 e Massidda 2.19. Venendo all'emendamento Fontana 2.17, la Commissione esprime, altresì, parere favorevole, ma osserva che potrebbe risultare assorbito dalla votazione dei precedenti emendamenti Massidda 2.14 e 2.16.
La Commissione formula, quindi, un invito al ritiro dell'emendamento Catanoso 2.10 e, in considerazione del parere contrario espresso dalla V Commissione (Bilancio), anche degli emendamenti Catanoso 2.11 e Fontana 3.11, altrimenti, il parere su tali emendamenti è contrario. La Commissione formula, altresì, un invito al ritiro dell'emendamento Perrotta 5.10, altrimenti, il parere contrario.

PRESIDENTE. Il Governo?

CESARE CURSI, Sottosegretario di Stato per la salute. Il Governo, signor Presidente, accetta l'emendamento 5.25 della Commissione ed esprime, per il resto, parere conforme a quello testé formulato dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Battaglia 1.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanotti. Ne ha facoltà.

KATIA ZANOTTI. Signor Presidente, ricordo ai colleghi che si tratta del quarto decreto che interviene sulla disciplina della Croce Rossa; come i passati provvedimenti, anche quest'ultimo rende evidente un atteggiamento del Governo sul quale esprimiamo il massimo di riserve, se non un netto dissenso. Infatti, con il ricorso alla fonte del decreto-legge, si opera una sanatoria di una gestione condotta da un'attività commissariale che, sotto molti profili, presenta aspetti assai discutibili.
Come abbiamo più volte osservato, stiamo decidendo di questioni che, a nostro parere, non sono istruite come sarebbe stato doveroso fare per una organizzazione così complessa come la Croce Rossa. Sono istruite in assenza di quella trasparenza necessaria a rendere chiari gli atti; ci chiediamo ancora una volta - al riguardo, non è stata data alcuna risposta - perché si sia scelta la strada della decretazione d'urgenza. Ci siamo, altresì, chiesti perché si intervenga producendo una modifica in profondità di alcune caratteristiche della struttura della Croce Rossa ai fini di una revisione successiva del suo statuto e per il rinnovo delle cariche elettive.
Vi abbiamo già detto, in sede di Commissione e durante la discussione sulle linee generali, ed intendiamo ribadirlo in questa sede, poiché manteniamo un giudizio intransigente, che riteniamo illegittima la pretesa di modificare norme fondamentali dello Stato, come l'articolo 70 della legge n. 833 del 1978, mediante lo strumento del decreto-legge. Pertanto, siamo profondamente contrari, ribadendo la nostra intransigenza nel giudizio, ad un provvedimento, come quello al nostro esame, che modifica il decreto del Presidente della Repubblica n. 613 del 1980, il quale reca una chiara definizione dei compiti assegnati alla Croce Rossa italiana.
Siamo preoccupati, inoltre, nel sentir parlare di società per azioni e di maggior dinamismo delle attività operative nel comparto socio-sanitario; siamo altresì preoccupati dalla stesura di articoli e proposte emendative ad hoc, volte a favorire una maggiore libertà di azione.
Riteniamo che trasformare la Croce Rossa italiana, per ciò che essa rappresenta sia sul piano simbolico e dei valori, sia per le sue azioni concrete, in una qualsiasi società di servizi significhi mortificarne pesantemente la tradizione, appannarne la storia e cancellare, di fatto, tale associazione per sostituirla, invece, con una sorta di ente collocato all'interno del mercato dei servizi sanitari, ma per gestire cosa, in fondo?


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Forse pensate che possa o debba gestire bandi pubblici e servizi per l'infanzia o per gli anziani? Vorrei ricordare che, attraverso l'articolo 70 della legge n. 833 del 1978, il legislatore realizzò un'operazione importante, poiché scorporò tutto quanto atteneva alla gestione dei servizi e dell'attività in convenzione dalla finalità principale della Croce Rossa italiana, che, come è noto, è l'intervento in occasione di conflitti armati, per offrire soccorso alle popolazioni colpite. Nell'immaginario dell'opinione pubblica è questa, concretamente, la Croce Rossa italiana.
Qual è, dunque, l'intenzione del Governo e del commissario della CRI? È trasformare la Croce Rossa italiana in un ente di gestione di servizi sanitari; ma vorrei rappresentare che non siamo per niente d'accordo, anzi, siamo totalmente contrari a tale scelta.
Concludo il mio intervento sottolineando che, se tutti siamo davvero così fermamente interessati alla funzionalità della CRI, dobbiamo garantire percorsi trasparenti ed alla luce del sole. Per questo motivo, il tempo era ed è tuttora un aspetto sostanziale della questione. Vorrei rilevare che la fretta con cui si sta procedendo in tale ambito lascia molte ombre non chiarite sull'iter del decreto-legge in esame, e ciò non è bene, innanzitutto per la Croce Rossa italiana, per i suoi volontari e per le sue crocerossine.
Pertanto, insistiamo sul fatto che sarebbe opportuno abbandonare, come abbiamo già sostenuto in sede di Commissione, una strada così forzata nella conversione in legge del decreto-legge in esame che, di certo, non aiuta la Croce Rossa a crescere (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Battaglia 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 412
Maggioranza 207
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 230).

CESARE RIZZI. Signor Presidente, il mio dispositivo di voto non ha funzionato!

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto, onorevole Rizzi.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mosella 1.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 417
Maggioranza 209
Hanno votato
sì 184
Hanno votato
no 233).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Mosella 1.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giacco. Ne ha facoltà.

LUIGI GIACCO. Signor Presidente, vorrei ricordare che riconosciamo l'importanza della Croce Rossa italiana grazie alle sue tradizioni, ai suoi volontari, alle crocerossine, ai pionieri ed a tutti coloro che, in questi anni, hanno collaborato con tale istituzione. Vorrei osservare, tuttavia, che avere a cuore tale associazione significa affrontare «di petto» i problemi esistenti, cercando di offrire una soluzione legislativa adeguata.
Per quanto riguarda il capoverso del comma 1 dell'articolo 1, noi chiediamo di sopprimere la lettera d-ter), perché calpesta l'articolo 70 della riforma sanitaria di cui alla legge n. 833 del 1978, che disponeva di cedere ai comuni e alle ASL le strutture, il personale e quant'altro necessario per la gestione dei servizi al di fuori


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dei compiti istituzionali. Noi ci chiediamo, dunque: qual è l'intenzione del Governo nei confronti della Croce Rossa? Quella di trasformare la Croce Rossa in un ente di gestione di servizi a livello sociale e sanitario? Noi riteniamo che ciò sia anche in contraddizione con la riforma del Titolo V della Costituzione e, soprattutto, con l'articolo 34 del disegno di legge di riforma della Costituzione stessa che la maggioranza ha approvato, che delega le regioni all'istituzione dei servizi sanitari a livello regionale.
Noi riteniamo che, da questo punto di vista, la Croce Rossa debba diventare sempre più autonoma ed indipendente, per rispondere ai criteri della Croce Rossa internazionale. La Croce Rossa non può ridursi a gestire servizi, quali un asilo nido o un centro per disabili e handicappati, perché queste non sono le sue missioni e le sue funzioni.
La sue funzioni e le sue missioni sono intervenire nei momenti bellici, nelle situazioni di calamità, dando una risposta estremamente efficace ed efficiente. Se si vuole recuperare questo senso dello statuto della Croce Rossa anche a livello internazionale, bisogna fare in modo di «espellere» tutti i servizi e le attività che non sono proprie di tale istituzione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mosella 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 431
Maggioranza 216
Hanno votato
sì 190
Hanno votato
no 241).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Battaglia 1.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 429
Maggioranza 215
Hanno votato
sì 188
Hanno votato
no 241).

Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.

Passiamo alla votazione dell'emendamento Battaglia 1.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

AUGUSTO BATTAGLIA. Signor Presidente, vorrei che il relatore riconsiderasse il parere espresso su quest'emendamento. La Croce Rossa italiana è - o dovrebbe prevalentemente essere - un'organizzazione volontaria, autonoma e libera da condizionamenti. Essa può, nei limiti previsti dal suo statuto, sviluppare una serie di iniziative, in particolare per quel che riguarda la raccolta del sangue, ma anche per altri tipi di interventi a carattere socio-sanitario, già previsti dall'attuale statuto e dal suo provvedimento istitutivo.
Il richiamo alla legge sul volontariato è importante, anche se sarà inserito nella lettera d-ter), che avremmo voluto eliminare, perché consideriamo pericolosa, come hanno adeguatamente spiegato i colleghi precedentemente intervenuti. La lettera d-ter) è infatti una norma che può determinare stravolgimenti nella natura dell'organizzazione. Il richiamo alla legge n. 266 del 1991 consente, in ogni caso, di prevedere che tali attività siano svolte nell'ambito della finalità della legge sul volontariato, costituendo quindi una cautela che sarebbe bene inserire nella legge. Per questo chiedo al relatore di rivedere il parere su quest'emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Battaglia 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 436
Maggioranza 219
Hanno votato
sì 192
Hanno votato
no 244).

Prendo atto che l'onorevole Grillo non è riuscito a votare.

Indìco...

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per dichiarazione di voto!

PRESIDENTE. Revoco l'indizione della votazione. Prego, onorevole Ascierto, ha facoltà di parlare.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, non mi sembra che l'articolo 2 possa far funzionare meglio la Croce Rossa e, anzi, a mio avviso, tale norma crea una grande confusione, perché inserisce il Corpo militare della Croce Rossa italiana all'interno di un sistema che, di fatto, è già ambiguo nei confronti dello stesso Corpo militare della Croce Rossa. Mi spiego meglio. Oggi abbiamo confuso i volontari con i militari: trattiamo i militari da volontari e, qualche volta, inquadriamo i volontari militarmente.
Mi domando come sia possibile stabilire in questo articolo che il vertice del Corpo militare della Croce Rossa italiana è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero della difesa, nell'ambito di una terna di nomi indicata dal presidente nazionale della Croce Rossa italiana. Ci rendiamo conto della funzione che svolge il Corpo militare della Croce Rossa? Ci rendiamo conto che costoro sono militari e, oggi, vengono trattati in modo totalmente sperequato rispetto ai colleghi militari appartenenti agli altri corpi? Vi è, poi, l'assurdo di una terna di nomi: non si valorizza nemmeno il patrimonio interno della Croce Rossa militare e neanche si valorizzano quegli ufficiali che per anni, nell'avanzamento e nelle retribuzioni, sono stati trattati diversamente rispetto agli altri militari. Essi subiscono ancora l'onta e l'umiliazione di una differenziazione. Vi è, poi, la proposta del presidente della Croce Rossa, condivisa dal Ministero della difesa e ratificata da un decreto del Presidente della Repubblica. Ma neanche per nominare i comandanti generali dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza è prevista una procedura del genere!
Allora, fatemi il piacere: iniziamo a riformare la Croce Rossa (mi riferisco al Corpo militare e non alla Croce Rossa nel suo insieme, ponendola sullo stesso piano degli altri corpi militari. Tali soggetti non devono rispondere giuridicamente dello status militare solo ed esclusivamente in talune circostanze, dopodiché tale status viene messo in tasca o nascosto. Non possiamo assolutamente far passare una previsione del genere.
Faccio appello ai colleghi della Commissione difesa, che conoscono perfettamente la problematica, e faccio appello anche al Governo, perché al Senato, da più di un anno e mezzo, giace la riforma della Croce Rossa militare. Vogliamo portare avanti le istanze in modo normale e razionale o vogliamo fare ancor più confusione? Mi sembra che l'articolo 2 faccia confusione e non risolva il problema.

CESARE CURSI, Sottosegretario di Stato per la salute. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CESARE CURSI, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, pur comprendendo i dubbi e le perplessità dell'onorevole Ascierto e di qualche altro collega, vorrei svolgere due rilievi.
L'originario articolo 2 non conteneva il riferimento al Corpo militare della Croce


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Rossa italiana; il suo inserimento, quindi, significa il riconoscimento di uno status che l'onorevole Ascierto giustamente rivendicava. Ciò non ha nulla a che vedere con l'equiparazione o, in qualche modo, l'assimilazione del Corpo militare della Croce Rossa italiana alla Polizia di Stato e ai carabinieri: si tratta di istituzioni diverse, che hanno fini diversi e che nel corso della storia hanno svolto funzioni diverse. Il fatto che nel testo sia stato inserito questo riferimento implica un riconoscimento del ruolo di tale Corpo, come giustamente ha affermato l'onorevole Ascierto.
Tale testo, peraltro, è stato concordato anche con l'attuale ministro della difesa. Pertanto, pur comprendendo le legittime osservazioni e i dubbi, inviterei l'onorevole Ascierto e gli altri colleghi a comprendere le motivazioni per le quali la Commissione ha inserito questa norma e, quindi, ad approvarla.

TIZIANA VALPIANA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TIZIANA VALPIANA. Stiamo per votare un mio emendamento soppressivo dell'articolo 2 e sono molto contenta che il collega Ascierto abbia rilevato le anomalie contenute in questo articolo, del quale chiediamo la soppressione.
Infatti, tutto questo provvedimento è assolutamente anomalo e ci insospettisce - rimando alla discussione generale e agli interventi che tutti abbiamo svolto - la fretta con cui si cerca di liquidare questo mutamento genetico della Croce Rossa.
Credo che sia importante ravvisare come, con le stesse procedure e con le stesse caratteristiche, vengano nominati, da una parte, il vertice del Corpo militare della Croce Rossa (nominato dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero della difesa e scelto tra una terna di persone indicate dal presidente della Croce Rossa, che, in realtà, invece, dovrebbe essere il presidente di un'associazione di tipo volontaristico e civile) e, dall'altra, l'ispettrice nazionale delle infermiere volontarie.
Non solo: se guardate il comma 2, alle infermiere volontarie che assumono cariche viene richiesta preparazione tecnica e attitudini al comando. Credo che la confusione sia totale. Le motivazioni per cui la Croce Rossa italiana in questo momento rappresenta un'anomalia, tanto che la Croce Rossa internazionale è seriamente preoccupata e più volte lo ha affermato anche in documenti ufficiali, vengono in questa sede messe ancora più in evidenza.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 10,55)

TIZIANA VALPIANA. Dobbiamo capire che non possiamo pensare che il Ministero della difesa e un corpo di volontari - il cui obiettivo è quello di intervenire ovunque ci siano, nei campi di battaglia e in luoghi di guerra, morti e feriti - agiscano sullo stesso piano.
Credo che questo Governo, che si sta dimostrando sempre più accentratore in ogni suo provvedimento, debba assolutamente capire che vanno trattati in modo diverso e assolutamente disgiunti, nelle procedure di nomina e nelle filiere di comando, il Corpo delle volontarie da quello militare.
Credo che un'assoluta «estraniazione» da questo provvedimento della Commissione difesa, così com'è stato portato avanti fino adesso, non sia accettabile.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lumia. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE LUMIA. Anche con l'articolo 2 notiamo le difficoltà che stanno emergendo e che ci impongono una seria riflessione. Stiamo cambiando il solco della storia della Croce Rossa con uno strano metodo, costituito innanzitutto proprio dall'adozione di un decreto-legge, del quale difficilmente potrà dimostrarsi il carattere di necessità e di urgenza.


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Nello stesso tempo, si sta cambiando la Croce Rossa senza quei requisiti indispensabili che un Parlamento e un Governo dovrebbero avere.
In questo caso, tutti insieme dovremmo procedere con molta cautela, che qui è assente perché vi sono alcune norme un po' sconclusionate, come l'articolo 2. Non si procede con equilibrio, misurando con molta attenzione gli interventi che si attuano sulla Croce Rossa, ma si procede senza tener conto del lavoro che nella passata legislatura fece il Parlamento con un'indagine conoscitiva, nella quale all'unanimità si approvò un'analisi molto severa sullo stato della Croce Rossa, sulla sua grande funzione e sulle grandi risorse che essa ha al suo interno.
Nello stesso tempo quella relazione diede anche degli indirizzi che in questo momento ci aiuterebbero a trovare la strada giusta e a tener conto di ciò che realmente rappresenta la Croce Rossa e del ruolo che dovrebbe svolgere nei prossimi anni.
Ci vorrebbe il requisito della condivisione. Un decreto-legge non aiuta la condivisione, non aiuta a trovare all'interno del Parlamento quel punto di convergenza per fare in modo che la Croce Rossa sia avvertita, anche dentro al Parlamento, come un patrimonio di tutti e non solo, invece, come una realtà da sottoporre semplicemente al gioco tra la maggioranza e l'opposizione.
Ecco perché sull'articolo 2 abbiamo alcune perplessità. Si tratta, appunto, del modo in cui si vuole disciplinare il futuro del Corpo militare della Croce Rossa. Erano possibili due strade: l'abolizione di tale Corpo militare, perché sul piano internazionale non vi sono uguali in tal senso, oppure una disciplina di tale Corpo che fosse coerente con la storia. Riteniamo non corretto che il presidente indirizzi la scelta su chi debba guidare il Corpo militare della Croce Rossa. Ci troveremmo, infatti, di fronte ad una contraddizione: una struttura militare con precise regole, fini, obiettivi ed una gerarchia di comando espropriata da un intervento esterno, magari contraddittorio rispetto alle caratteristiche militari di tale Corpo.
La contraddizione e la confusione presenti all'interno dell'articolo 2 richiedono una maggiore attenzione ed un approccio più equilibrato. Da tale punto di vista, chiediamo che si valuti con molta attenzione la possibilità di votare per parti separate tale articolo. In particolare, chiediamo si possa votare separatamente l'intervento sul Corpo militare da quello sul Corpo delle infermiere volontarie. Non vorremmo, infatti, si mettesse in serio pericolo la struttura, la cultura e la storia di tale ultimo Corpo, del quale bisogna accentuare il carattere volontaristico. Dunque, il riferimento fatto dall'onorevole Battaglia alla legge n. 266, che regola la vita dell'associazionismo e del volontariato, è un punto fondamentale.
Per quanto riguarda l'ispettrice nazionale del Corpo delle infermiere volontarie, proponiamo alcuni emendamenti che mettano la scelta dell'ispettrice in capo a chi dall'interno della struttura vive continuamente l'organizzazione ed è in grado di portarne avanti i valori evitando interferenze esterne. Spesso, infatti, la Croce Rossa ha grandi valori alla base e nella struttura intermedia, mentre le scelte apicali sono condizionate da interferenze esterne. Diciamoci la verità, spesso vi è un intervento sbagliato da parte della politica, che tenta di condizionarne e guidarne gli obiettivi e la struttura. Vi chiediamo, dunque, tale votazione per parti separate per fare in modo che sulla Croce Rossa non si scherzi e si proceda ad un intervento condiviso, evitando di assoggettarla ad una gestione esterna, che potrebbe snaturarne la storia ed il futuro (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

GIULIO CONTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIULIO CONTI. La nuova formulazione dell'articolo 2 è stata votata in Commissione, dunque penso che ormai non si


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possa fare più nulla. Tuttavia, ritengo che la nomina del responsabile nell'ambito del Corpo militare della Croce Rossa dipenda dal ministro della difesa, non dal commissario o dal presidente della Croce Rossa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Franciscis. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO DE FRANCISCIS. Signor Presidente, vorrei ringraziare il collega Ascierto per avere sottolineato, con il suo intervento, il punto di maggiore ambiguità del decreto-legge in esame. Si tratta del nodo non sciolto del rapporto tra la presenza di volontari e militari all'interno del Corpo militare della Croce Rossa e lo status di militari delle infermiere volontarie della Croce Rossa.
Volevo dunque chiedere al relatore, ed anche all'onorevole Ascierto, autorevole collega di maggioranza, se si potesse formulare una proposta per enucleare l'articolo 2. Il fatto che improvvisamente, e per la quarta volta, si decida in ordine alla Croce Rossa attraverso decreti-legge, se da una parte nulla quaestio sulla legittimazione del Governo di decretare in materia, dall'altra mi pare che ciò produca un'accelerazione o meglio una compressione sulle prerogative del Parlamento, che cerca invece di riflettere sul tema. Quello che voglio dire, onorevole Ascierto, con riferimento al nuovo statuto della Croce Rossa - laddove peraltro lo statuto della Croce Rossa internazionale non prevede corpi militari o militarizzazioni -, è che o il Governo e il Parlamento hanno il coraggio di scindere, per così dire, le donne e gli uomini con le stellette dalla Croce rossa italiana tout court oppure, se si decide che essi restino nella Croce Rossa italiana (come questo decreto prevede), è abbastanza evidente che deve essere riconosciuto loro quello status proprio sia di cooptazione - al riguardo faccio riferimento al mio intervento in sede di discussione sulle linee generali -, sia di responsabilità sulla linea gerarchica di comando che invece questo decreto rende ridicolo, perché di fatto lo colloca in una posizione assolutamente indistinta, sulla quale in qualche modo abbiamo cercato di intervenire con apposite proposte emendative, senza però che vi sia stato alcun ascolto da parte della Commissione e del Governo.
Le chiedo quindi, onorevole Ascierto, se lei possa aiutarci dai banchi della maggioranza a superare questo nodo di ambiguità, che non viene sciolto dal decreto in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fontana. Ne ha facoltà.

GREGORIO FONTANA. Signor Presidente, mi associo a quanto detto poco fa dal collega Ascierto sulla questione del Corpo militare della Croce Rossa e del Corpo delle infermiere volontarie.
Condivido le finalità generali del provvedimento al nostro esame e colgo l'occasione per ribadire il plauso nei confronti dell'operato degli attuali vertici della Croce Rossa italiana. Tuttavia, in questa occasione penso sia opportuno segnalare al Governo e all'Assemblea una serie di proposte emendative, che si propongono di tenere nella giusta considerazione il Corpo militare della Croce Rossa e quello delle infermiere volontarie. Si tratta di componenti militari previste ed ordinate da una legge; dalla loro organizzazione complessiva peraltro non si può prescindere. Penso quindi sia opportuno dare il giusto riconoscimento, valutando positivamente le proposte emendative presentate su tale argomento, a questi due Corpi, che hanno segnato, con il loro sacrificio ed il loro servizio, nel complesso dell'organizzazione della Croce Rossa, dei momenti importanti, in Italia e all'estero, per l'operato del Corpo della Croce Rossa.
È quindi necessaria un'attenzione particolare sia per quel che riguarda l'organizzazione dei vertici nazionali, anche rispetto alla specifica organizzazione militare di questi Corpi, sia per quanto concerne l'organizzazione periferica della Croce Rossa (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).


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AUGUSTO BATTAGLIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AUGUSTO BATTAGLIA. Signor Presidente, questa è la dimostrazione della validità delle nostre argomentazioni. Da qualche settimana noi stiamo dicendo alla maggioranza e al Governo che non è possibile riformare un organismo complesso come quello della Croce rossa con un decreto-legge, da approvare prima di Natale, in una settimana, senza sentire i vari organismi interessati e senza la possibilità di approfondire le questioni. In questo modo si rischia di fare dei pasticci.
Allora, per evitare di fare dei pasticci, che poi sarebbero difficilmente gestibili, la mia proposta è la seguente. Noi abbiamo assimilato la procedura riguardante il Corpo delle infermiere volontarie a quella relativa al vertice militare, mentre in realtà si tratta di due questioni diverse, che richiederebbero una procedura diversa. Pertanto, il relatore potrebbe proporre al presentatore di ritirare l'emendamento Valpiana 2.4, presentando due emendamenti: uno che si riferisce al primo periodo del comma 1 dell'articolo 2 - quindi alle prime quattro righe -, proponendo di sopprimere le modalità di elezione; e un altro...

PRESIDENTE. Si tratta però di una richiesta che non deve essere rivolta alla Presidenza, ma al relatore.
Onorevole Di Virgilio, come si esprime al riguardo?

DOMENICO DI VIRGILIO, Relatore. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione le considerazioni testé svolte. Mi sembra che vi siano due interpretazioni completamente diverse. Vi è un'interpretazione riduttiva del ruolo del Corpo militare della Croce Rossa, assolutamente non corrispondente alle previsioni dell'articolo 2 (nell'emendamento successivo Massidda 2.14 si dice chiaramente che i vertici del Corpo militare saranno scelti tra gli ufficiali in servizio del Corpo medesimo, dando un certo riconoscimento al ruolo e alla funzione di questo Corpo militare). Vi è poi un'interpretazione nel senso di una demilitarizzazione, come vorrebbe la Croce Rossa internazionale, non prevista da questo provvedimento. Non sono, quindi, disponibile ad accettare la richiesta avanzata.

FILIPPO ASCIERTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà, a titolo personale.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, le strade sono due: o si riformula l'emendamento, come poc'anzi richiesto, o si riprende al Senato l'esame della riforma del Corpo militare della Croce Rossa per modificare ciò che in questo decreto-legge non va bene. Questa riforma deve partire, non può rimanere bloccata un anno e mezzo, senza compiere passi in avanti. Se vi è l'impegno del Governo, possiamo riflettere al riguardo, altrimenti non possiamo essere favorevoli.

CESARE CURSI, Sottosegretario di Stato per la salute. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CESARE CURSI, Sottosegretario di Stato per la salute. Signor Presidente, faccio mie le richieste dell'onorevole Ascierto. Sarà mia premura chiedere al Presidente della Camera, nonché alla Commissione la ripresa dell'esame del provvedimento da lei richiamato e, quindi, l'inserimento all'ordine del giorno della Commissione di questo argomento che riguarda la modifica del Corpo militare della Croce rossa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

AUGUSTO BATTAGLIA. Signor Presidente, mi sembra una situazione kafkiana: da una parte, si ritiene importante riformare il Corpo militare della Croce Rossa e, dall'altra, si afferma che si tratta di una


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norma impropria (mi riferisco alle prime quattro righe) che rischia di creare problemi seri al Corpo medesimo. Si dice poi che si vota contro la soppressione di questa norma, in attesa dell'avvio di una procedura legislativa al Senato che non si sa che fine farà.
Se, effettivamente, vi è una volontà comune di riformare il Corpo militare della Croce rossa (è una misura urgente), allora, a maggior ragione, scorporiamo questa norma e avviamo la riforma al Senato.
Onorevole Ascierto, non è una provocazione politica, perché il nostro è un argomento ragionevole. Chiedo al relatore di ritornare su questa decisione.

TIZIANA VALPIANA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, vorrei riferirmi all'intervento del sottosegretario Cursi, perché penso che siamo di fronte ad una situazione che il collega Battaglia ha definito kafkiana e anch'io non riesco a definirla in altro modo. La maggioranza ed il Governo hanno compreso (così stanno affermando in questo momento) che questa norma che ci accingiamo a votare è assurda. È assurdo prevedere che il commissario straordinario proceda alla nomina entro 60 giorni.
Il collega Ascierto, forse, non si è reso conto di cosa prevede questa norma. Al comma 1-bis dell'articolo 2 si prevede che, in sede di prima applicazione, da oggi quindi, la nomina avvenga entro 60 giorni. Entro 60 giorni l'iter della legge al Senato, forse, inizierà, ma sicuramente non sarà terminato.
Voi oggi state per votare una norma che considerate assurda, perché i vertici militari vengono nominati, di fatto, su indicazione di un'autorità civile, addirittura, in questo caso, di un commissario straordinario con tutti i poteri, oltre quelli straordinari, che gli sono stati conferiti con gli ultimi quattro provvedimenti votati alla rinfusa e in fretta sulla Croce Rossa. Pertanto, credo che tutto ciò sia inaccettabile e quindi anche io ribadisco la richiesta dell'onorevole Battaglia di votare per parti separate. Inoltre, vorrei sottolineare anche l'assenza della Commissione difesa, che sul provvedimento in oggetto si è limitata ad esprimere soltanto un parere, peraltro neppure rinforzato. Meno ancora è stato fatto per il provvedimento in sede di esame congiunto.
Quindi, constato la totale assenza della Commissione difesa che, anche in occasione del parere espresso, non ha detto in pratica nulla, lasciando che i vertici militari di una struttura così importante come la Croce Rossa vengano nominati da un organo civile. Ritengo tutto questo inaccettabile.

MARCO MINNITI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi però passiamo ai voti, perché la questione ormai è chiara

MARCO MINNITI. Signor Presidente, chiedo, se possibile, di accantonare l'emendamento in oggetto. Infatti, stiamo per commettere un serio errore. Inoltre, ritengo che il Parlamento debba rispettare un limite nel licenziare norme difficilmente praticabili. La nomina di vertici militari su parere di un'autorità civile non sta né in cielo né in terra. Pertanto, suggerirei al relatore di accantonare l'emendamento in oggetto. Propongo di riflettere un attimo, di proseguire e poi alla fine si potrà deliberare su tale proposta emendativa con piena consapevolezza.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i termini della questione sono ormai chiari. Le richieste formulate sono, altresì, chiarissime. La risposta fornita è stata altrettanto chiara. Siamo in presenza di un emendamento soppressivo e dobbiamo votare.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Valpiana 2.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 472
Votanti 467
Astenuti 5
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 217
Hanno votato
no 250).

Prendo atto che l'onorevole Ranieli non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Catanoso 2.10. Chiedo all'onorevole presentatore se intenda accedere all'invito al ritiro.

BASILIO CATANOSO. Signor Presidente, adesso che l'articolo è stato definito con certezza, vorrei far notare come sia possibile riuscire a correggerlo e a migliorarlo. Qualche collega ha affermato poco fa che il Corpo militare della Croce Rossa dispone di una propria gerarchia. Pertanto, è impossibile pensare che si possa scegliere tra personaggi esterni o che il comandante di questo Corpo militare possa essere individuato - come qualche collega suggerisce con l'emendamento Massidda 2.14 - fra gli ufficiali in servizio. Così facendo, si permetterebbe a capitani o maggiori di comandare colonnelli dello stesso Corpo, creando un evidente problema all'interno del Corpo militare.
Quindi, una volta stabilito che il Corpo militare deve essere riformato e che bisogna procedere alle nomine, direi di fare molta attenzione al modo di procedere. Infatti, è chiaro che se questo Corpo militare è adatto ad essere comandato in un certo modo e a svolgere missioni a Bagdad, deve poter vedere riconosciuta la sua veste giuridica. Infine, deve poter essere comandato, come gli altri Corpi militari, scegliendo il comandante dal più alto in grado e non certamente da gradi sottoposti o da personale esterno.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Catanoso insiste per la votazione del suo emendamento 2.10.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Catanoso 2.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni) (Applausi di deputati del gruppo di Alleanza Nazionale e di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)
(Presenti 468
Votanti 464
Astenuti 4
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 234
Hanno votato
no 230).

Prendo atto che gli onorevoli Antonio Pepe e Giuseppe Gianni non sono riusciti a votare. Prendo atto altresì che l'onorevole D'Agrò non è riuscito a votare ed avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Massidda 2.14.

GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Signor Presidente, a questo punto, dal momento che la scelta avviene soltanto tra i colonnelli, piuttosto che dal complesso degli ufficiali, l'emendamento in oggetto risulta assorbito nei fatti.

PRESIDENTE. Grazie, presidente Palumbo. Pertanto, l'emendamento Massidda 2.14 risulta precluso, al contrario dell'emendamento De Franciscis 2.12, che incide sul secondo punto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento De Franciscis 2.12. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Franciscis. Ne ha facoltà.


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ALESSANDRO DE FRANCISCIS. Signor Presidente, vorrei fare nuovamente riferimento al mio intervento svolto in sede di discussione generale. Infatti, volevo chiedere al relatore, al Governo nonché ai colleghi della maggioranza, in particolare all'onorevole Ascierto, di fare un'ulteriore riflessione sul parere contrario espresso dalla Commissione sull'emendamento in oggetto, da me presentato. In tale proposta emendativa, dopo avere constatato che nel decreto emanato dal Governo esiste un nodo di ambiguità ancora non sciolto, si fa in modo che la terna, peraltro prevista dal lavoro della Commissione di merito, si configuri all'interno del Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa.
Questo è il modo con il quale il Parlamento integra e collabora con il Governo; quindi, si tratta di riconoscere questa unicità e specificità della tradizione ultrasecolare che il Corpo delle infermiere volontarie, le crocerossine, ha dato all'organizzazione della Croce Rossa Italiana perfino in questi ultimi giorni.
In altre parole, un'autorità civile - allo stato un commissario straordinario, in futuro un presidente nazionale della Croce Rossa Italiana eletto con meccanismo democratico da più componenti - è chiamato, così come prevede il testo al nostro esame, a scegliere tra le sole appartenenti al Corpo delle infermiere volontarie, ma senza nessun altro criterio, chi deve essere al vertice di un Corpo che è ancora oggi militarizzato; ma, poiché è prevista l'elezione di un consiglio nazionale anche per il Corpo militare, quale occasione migliore di stabilire un punto di mediazione, recependo l'emendamento che porta la mia firma? La scelta del Governo e degli organismi superiori su una terna presentata al presidente della Croce Rossa Italiana va bene, ma deve essere una terna frutto di un lavoro di ascolto e di consultazione interna al Corpo delle infermiere volontarie, al cui interno si prefigura, si affida e si forma negli anni quella classe dirigente di donne provenienti dai più diversi ceti sociali, che offrono silenziosamente e in maniera ammirata e riconosciuta da tutti gli italiani la loro prestazione ad un Corpo che continua a conservare una rigida organizzazione militare.
Se i colleghi della maggioranza potessero riflettere, solo un minuto, sul senso di equilibrio del mio emendamento, che offro come un punto di mediazione, credo che potremmo fare un considerevole passo avanti (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Popolari-UDEUR e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

AUGUSTO BATTAGLIA. Signor Presidente, questa è un'ulteriore dimostrazione di come la fretta non sia una buona consigliera e di come sarebbe stato, invece, opportuno affrontare questa questione con un disegno di legge; però, avete voluto seguire questo percorso e, quindi, si rischia di fare dei pasticci.
Quello delle crocerossine è un Corpo e già nella parola Corpo si indica un organismo che ha le sue regole, i suoi valori di riferimento e la sua organizzazione; quindi, va bene che ci sia un'indicazione della terna da parte del presidente della Croce Rossa Italiana, ma quest'ultimo non può indicare la terna senza ascoltare, confrontarsi e avere un supporto ed un'indicazione da parte degli organismi del Corpo che conoscono le esigenze dello stesso.
Mi sembra che in questa maniera si arrivi ad una umiliazione di quella che nell'immagine collettiva è la Croce Rossa; infatti, nell'immagine del paese la Croce Rossa italiana è rappresentata dalle crocerossine, che, con norme di questo genere, voi umiliante togliendo loro ogni dignità, affidando al presidente nazionale un potere totale che non tiene conto della volontà, del giudizio e della valutazione del Corpo delle volontarie della Croce Rossa italiana.
La proposta del collega De Franciscis mi sembra che sia una proposta ragionevole ed equilibrata che, quindi, dovrebbe essere accolta; inoltre, vi sono altri emendamenti che vanno nella stessa direzione,


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presentati sia dalla maggioranza sia dall'opposizione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giulio Conti. Ne ha facoltà.

GIULIO CONTI. Signor Presidente, dopo il voto espresso sull'emendamento Catanoso ritengo che il relatore ci debba dire quali sono gli emendamenti decaduti, perché questo è sostitutivo del primo comma dell'articolo 2; quindi, mi sembra che vi sia una serie di emendamenti che sono decaduti e che il testo della legge sia notevolmente cambiato.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dovremmo votare.

AUGUSTO BATTAGLIA. Signor Presidente, chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

AUGUSTO BATTAGLIA. Sarebbe auspicabile una risposta all'invito rivolto dal collega Giulio Conti. L'emendamento Catanoso 2.10, appena approvato, apporta modifiche all'articolo 2, sostituendone il primo periodo. In tal senso andrebbe soddisfatta la richiesta del collega.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento Catanoso 2.10 reca la sostituzione del primo periodo del comma 1 dell'articolo 2 del decreto-legge; pertanto, l'introduzione di tale disposizione comporta delle ripercussioni esclusivamente sull'emendamento Fontana 2.17, non sugli altri.
In tal senso, forse, potrà risultare chiarificatore l'intervento dell'onorevole Mattarella, il quale ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERGIO MATTARELLA. Signor Presidente, non chieda a me un tale chiarimento. Intervengo ora in quanto l'emendamento De Franciscis 2.12 è uno degli ultimi emendamenti riferiti all'articolo 2 che esamineremo. Trattandosi di un decreto, devo necessariamente intervenire in questa fase; non credo però di poterla aiutare nel chiarire le conseguenze dell'emendamento Catanoso 2.10.

PRESIDENTE. Ne convengo. Prosegua pure.

SERGIO MATTARELLA. Mi rivolgo in particolare ai colleghi della maggioranza, per chiedere loro se si rendano conto del precedente grave rappresentato dalle disposizioni dell'articolo 2, dove si prevede che un vertice militare sia nominato su indicazione di un'autorità civile, che non è il Governo. Vorrei sapere se si rendano conto di cosa ciò significhi per le Forze armate e delle conseguenze di tale precedente, che incoraggerà altri casi del genere: altre autorità civili, che non sono di Governo, pretenderanno di indicare i vertici di Forze armate, di corpi armati, che rientrano nel loro settore di operazione. Prevedere che il vertice di un corpo militare sia sottratto alla scelta delle Forze armate è un precedente gravissimo nei confronti delle nostre Forze armate (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, Misto-socialisti democratici italiani e Misto-Popolari-UDEUR).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Franciscis 2.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 462
Votanti 458
Astenuti 4
Maggioranza 230
Hanno votato
sì 218
Hanno votato
no 240).


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Battaglia 2.15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mosella. Ne ha facoltà.

DONATO RENATO MOSELLA. Signor Presidente, la discussione, giustamente, entra ora nel vivo. Abbiamo tentato di evidenziare in tutte le sedi possibili, che il decreto al nostro esame interviene su una materia delicata, ed oggi lo stiamo constatando; anche se purtroppo, nella fretta di approvare il provvedimento, l'aula non sta approfondendo la portata delle proprie decisioni.
Vale la pena di ricordare che la presentazione di questi emendamenti rappresentava il tentativo di giungere ad un nostro voto, per così dire, di «supporto», ma, quanto sta accadendo finora dimostra che non abbiamo alternative se non esprimere un voto contrario. Per chiarire ciò, evidenzio che con l'emendamento Battaglia 2.15 si chiede di valutare le professionalità per la copertura di determinati profili all'interno dell'organizzazione. Tale materia investe il Corpo della Croce Rossa italiana in maniera diretta. I soggetti interessati sono coloro che vivono nella quotidianità l'impegno e lo tramandano nella tradizione. Abbiamo ribadito in tutte le sedi possibili che la Croce Rossa italiana va rispettata e non va condizionata da atteggiamenti politici e da interessi, anche di parte. Abbiamo esortato il relatore ed il Governo a ragionare sui singoli emendamenti, senza pensare se chi governerà in futuro la Croce Rossa italiana sarà o meno un rappresentante della maggioranza. Ma restiamo inascoltati!
Con l'emendamento Battaglia 2.15 chiediamo di individuare la figura professionale di cui all'articolo 2 del decreto-legge in esame sulla base di criteri di competenza, professionalità ed esperienza, acquisite nell'ambito della stessa Croce Rossa; è quella, infatti, la palestra e il luogo dove crescono le competenze, le professionalità e le passioni. Colleghi, la Croce Rossa italiana rappresenta una tradizione che non merita di essere riformata da una sola parte politica.
La Croce Rossa italiana meritava di essere riformata, anche perché si trovava in una situazione grave, da tutte le componenti di questo Parlamento, attraverso un disegno di legge che fosse ponderato, ragionato, articolato e seriamente considerato.
Quello della CRI è un patrimonio di professionalità che non va mortificato, anche nella sua legittima autonomia statutaria, e che stiamo seriamente rischiando di compromettere; voi ci state portando, e lo vogliamo dire fin d'ora, a votare contro un provvedimento che, con la buona volontà e, con il lavoro collegiale delle varie componenti di questo Parlamento, poteva anche portarci, per rispetto verso la Croce Rossa italiana e nonostante non avessimo condiviso il percorso realizzato, ad un voto favorevole.
A questo punto siamo già fortemente determinati a votare contro e a dare una indicazione irrevocabile alla Croce Rossa italiana (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Siniscalchi. Ne ha facoltà.

VINCENZO SINISCALCHI. Signor Presidente, intervengo brevemente, collegandomi alla importante riunione che ieri si è svolta, sotto la sua Presidenza, della Giunta del regolamento con il Comitato per la legislazione; e intervengo come componente del Comitato stesso per richiamare un importante parere che è proprio inserito in questi atti e che riguarda l'articolo 2.
Il Comitato, che, come i colleghi sanno, è organo paritetico che si occupa della efficacia del testo per la semplificazione ed il riordinamento della legislazione, ha posto una condizione, non una semplice osservazione, in materia di articolo 2, dicendo testualmente che l'articolo 2 deve essere soppresso in quanto «novella gli articoli 8 e 12 del regio decreto 12 maggio 1942, n. 918, in materia di disciplina del Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa italiana» e perché viene usato lo


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«strumento della fonte normativa di rango primario (che) non appare congruo in relazione alla finalità di modificare contenuti di provvedimenti di rango subordinato». In termini molto più semplici e chiari, questa norma dell'articolo 2, sulla quale ora si sta cercando di apportare contributi emendativi per comporre a sintesi due elementi così stridentemente contrari, quello dell'amministrazione militare e quello della amministrazione civile, deve essere soppressa, altrimenti dopo, colleghi, non dovremo preoccuparci eccessivamente quando interverranno bocciature in altre sedi, a volte anche altissime!
La Camera ha svolto il suo compito, ha approfondito questa materia; vi è il Comitato che, raramente, come possono testimoniare tutti i componenti dello stesso, pone una condizione soppressiva, che non è un emendamento ma una condizione soppressiva per incompatibilità di questo articolo 2 con l'ordinamento vigente.
Intendevo, ritenendolo doveroso, intervenire per svolgere soltanto questo richiamo di carattere strettamente legislativo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Siniscalchi, anche per il suo richiamo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Battaglia 2.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 459
Astenuti 1
Maggioranza 230
Hanno votato
sì 211
Hanno votato
no 248).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Massidda 2.16, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 463
Votanti 462
Astenuti 1
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 456
Hanno votato
no 6).

Prendo atto che l'onorevole D'Agrò non è riuscito ad esprimere il proprio voto e avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Fontana 2.17.

GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Signor Presidente, dopo l'approvazione dell'emendamento Catanoso 2.10, credo che il relatore sia favorevole ad una migliore specificazione riguardante i colonnelli appartenenti al Corpo della Croce Rossa.

PRESIDENTE. L'emendamento deve comunque intendersi riformulato nel senso di sopprimere le parole: «e del Corpo delle infermiere volontarie».
Prendo atto, quindi, che i presentatori accettano la riformulazione proposta e che il relatore ed il rappresentante del Governo esprimono parere favorevole.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.

TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, desideravo intervenire sul precedente emendamento Massidda 2.16 che, essendo stato approvato, ha reso ancora più confusa (se possibile) la materia.
Ricordo ai colleghi, soprattutto a quelli che non hanno lavorato nella Commissione di merito, che ci stiamo occupando di una questione estremamente delicata.


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La Croce Rossa italiana non è autonoma, ma dipende dalla Croce Rossa internazionale, la quale si è data, sin dal 1864, uno statuto internazionale che viene rispettato da tutti i paesi. Tale statuto prevede che, nello svolgere la sua attività, l'ente deve attenersi a principi di umanità, neutralità, imparzialità, indipendenza, volontariato, unità ed universalità. Orbene, approvando l'emendamento Massidda 2.16 abbiamo stabilito che l'ispettrice nazionale delle infermiere volontarie deve avere attitudine al comando. Credo che ciò si ponga in contrasto con i suddetti principi: la Croce Rossa italiana, che svolge compiti di assistenza ai feriti sui campi di battaglia, deve essere assolutamente neutrale rispetto a qualsiasi forza esterna.
La disposizione che avete approvato sminuisce il ruolo di volontariato che le crocerossine svolgono da centocinquanta anni in tutto il mondo. In Italia, invece, ci si vuole accanire su questo ente indirizzandolo verso un uso assolutamente privato a beneficio di qualcuno. In secondo luogo, ricordo che sono stati notevolissimi i richiami alla nostra Croce Rossa, in quest'ultimo anno, per gli ospedali presidiati, in Iraq, dalle nostre Forze armate.
Insomma, credo che stiamo facendo una cosa gravissima in campo nazionale e internazionale e che dovremmo riflettere in maniera più adeguata. Forse, il decreto-legge in esame, è stato adottato frettolosamente, senza tenere conto della Commissione difesa, dei vertici militari e di quanto lo stesso Comitato per la legislazione ha chiesto. Si sta dettando una disposizione gravissima e, di fatto, inapplicabile!
Inoltre, poiché ci accingiamo a votare l'emendamento Fontana 2.17, mi sembra che esso vada riformulato: non nel senso in cui ha detto lei, signor Presidente (forse, ho capito male), ma nel senso che i vertici del Corpo delle infermiere volontarie debbano provenire dai rispettivi corpi di appartenenza (mi sembra che il presidente Palumbo abbia detto esattamente il contrario). È importante mantenere l'autonomia del Corpo facendo in modo che le stesse infermiere volontarie designino i vertici al loro interno.
Spero che il Senato abbia il buon senso di modificare il provvedimento in esame: gli errori che sono stati commessi e le disposizioni inapplicabili che sono state approvate provocheranno grande confusione nella Croce Rossa italiana, la quale, ancora una volta, sarà posta fuori dall'ambito della Croce Rossa internazionale, che molti meriti ha avuto nel campo dell'assistenza in tutto il mondo.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la riformulazione dell'emendamento Fontana 2.17 è quella alla quale il presidente della Commissione ha fatto riferimento ...

TIZIANA VALPIANA. No, è sbagliato!

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente!

GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Ma se non sapete cosa c'è scritto!

PRESIDENTE. Onorevole Russo Spena, se avrete la compiacenza di lasciarmi finire, avrete anche la risposta agli interrogativi che vengono posti.
Allora, l'emendamento Fontana 2.17, su cui ci sono i pareri favorevoli della Commissione e del Governo, deve intendersi così riformulato: « il vertice del Corpo militare della Croce Rossa italiana deve provenire dal corpo di appartenenza».
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico ...

GIULIO CONTI. No, signor Presidente, non sono d'accordo!

PRESIDENTE. Onorevole Giulio Conti, la riformulazione dell'emendamento Fontana 2.17 è quella di cui ho dato lettura.

GIULIO CONTI. Chiedo di parlare.


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PRESIDENTE. A che titolo, onorevole Giulio Conti?

GIULIO CONTI. Sulla riformulazione dell'emendamento Fontana 2.17, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ho già indetto la votazione, onorevole Giulio Conti.

RENZO INNOCENTI. Ormai la votazione è aperta!

GIULIO CONTI. Ho chiesto la parola prima, signor Presidente. Io non ho concordato alcun testo.

PRESIDENTE. Revoco l'indizione della votazione.
Onorevole Giulio Conti, non posso riaprire il dibattito su questo punto ...

GIULIO CONTI. Ripeto: non sono d'accordo. Vorrei ricordare che l'aggiunta migliore sarebbe stata: «Scelto fra agli ufficiali superiori del Corpo (...)».

PRESIDENTE. Ma non è possibile! Si tratta di un problema di merito!

GIULIO CONTI. Abbiamo già votato in relazione a «colonnelli»!

PRESIDENTE. Onorevole Giulio Conti, la prego! Onorevole relatore, le chiedo di leggere la riformulazione dell'emendamento in esame, per cortesia.

GIULIO CONTI. Sì, la legga! Non gliela ha fatta mica leggere!

DOMENICO DI VIRGILIO, Relatore. L'emendamento così riformulato va ad integrare...

PRESIDENTE. Onorevole Di Virgilio, legga la riformulazione dell'emendamento!

DOMENICO DI VIRGILIO, Relatore. La riformulazione è la seguente: «Il vertice del Corpo militare della Croce Rossa italiana deve provenire dal corpo di appartenenza».

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontana 2.17, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 453
Astenuti 17
Maggioranza 227
Hanno votato
sì 447
Hanno votato
no 6).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Maura Cossutta 2.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 469
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 218
Hanno votato
no 251).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Battaglia 2.18 e Massidda 2.19, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 463
Astenuti 1
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 452
Hanno votato
no 11).

Ricordo che l'emendamento De Franciscis 2.13 è precluso.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Catanoso 2.11.
Chiedo all'onorevole presentatore se acceda all'invito al ritiro proposto dal relatore.

BASILIO CATANOSO. Signor Presidente, con riferimento all'emendamento in esame, vi è il tentativo di ottenere il riconoscimento del lavoro che svolge il personale del Corpo militare della Croce Rossa e del trattamento giuridico.
Non si può pensare che tale Corpo sia buono quando è impegnato in missioni di pace o, in ogni caso, quando opera come corpo militare in determinate occasioni, e poi non riconoscergli lo stato giuridico.
Signor Presidente, credo che il parere contrario della Commissione e del Governo sull'emendamento in oggetto potrebbe essere modificato allorché fosse aggiunta l'espressione «qualora non comporti aggravi di spesa». Vorrei sapere se tale aggiunta sia sufficiente per modificare il parere precedentemente espresso.

PRESIDENTE. Onorevole Catanoso, i tempi sono quelli che sono. Lei non è autorizzato a fare aggiunte; semmai, potrebbe farle la Commissione. Dunque, se non ritira l'emendamento in esame, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Catanoso 2.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni - Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
(Presenti 463
Votanti 457
Astenuti 6
Maggioranza 229
Hanno votato
sì 232
Hanno votato
no 225).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontana 3.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 464
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 126
Hanno votato
no 338).

Prendo atto che l'onorevole Ercole non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lumia 3.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 466
Votanti 465
Astenuti 1
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 210
Hanno votato
no 255).

Prendo atto che l'onorevole Ercole non è riuscito a votare.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lumia 3.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 468
Astenuti 2
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 207
Hanno votato
no 261).

Passiamo la votazione dell'emendamento Fontana 3.11.
Prendo atto che i presentatori non accedono all'invito al ritiro proposto dal relatore.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontana 3.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 466
Votanti 464
Astenuti 2
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 21
Hanno votato
no 443).

Prendo atto che l'onorevole Ercole non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.25 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 465
Astenuti 4
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 439
Hanno votato
no 26).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontana 5.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 469
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 34
Hanno votato
no 435).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento De Franciscis 6.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 467
Votanti 465
Astenuti 2
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 221
Hanno votato
no 244).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Valpiana 6.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 471
Votanti 290
Astenuti 181
Maggioranza 146
Hanno votato
sì 31
Hanno votato
no 259).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Lumia 6.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lumia. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE LUMIA. Signor Presidente, si tratta di un punto molto delicato. Mi rivolgo all'onorevole Giovanardi. Con l'emendamento in esame si propone di evitare un altro limite che ha caratterizzato la storia recente della Croce Rossa che, com'è stato più volte ripetuto, è storia di commissariamenti su commissariamenti.
Abbiamo anche potuto constatare come tutte le volte che i commissari si sono proposti alla guida della Croce Rossa abbiamo sempre manifestato un nobile intento: rimanervi per poco tempo, migliorare i limiti della Croce Rossa e poi rimettere nelle mani della stessa Croce Rossa la scelta democratica del proprio vertice e, in modo particolare, del presidente. Abbiamo notato che questo non è mai avvenuto. Anzi, il più delle volte il commissariamento è stato utilizzato non per migliorare le caratteristiche, i limiti, risolvere i problemi interni alla Croce Rossa, ma è stato utilizzato per creare forti interferenze da parte della politica sulla struttura della Croce Rossa stessa, mortificando le grandi risorse interne, le grandi competenze, nonché lo spirito volontaristico del Corpo e anche le grandi qualità territoriali che abbiamo potuto constatare.
Adesso, con questo emendamento - e mi rivolgo all'onorevole Giovanardi - , si tenta di riparare a un guasto, che rischiamo di riprodurre anche in questa occasione. C'è un commissariamento: è bene che il commissario si faccia da parte nella fase finale, quando bisogna passare alla scelta democratica dei vertici della Croce Rossa, e che questa fase, dopo l'approvazione dello statuto, sia rimessa nelle mani di tre saggi, che abbiano la possibilità reale di consentire alla Croce Rossa di autodeterminarsi, di essere veramente autonoma e indipendente.
Questo è un male che si è denunciato nel passato, su cui anche l'onorevole Giovanardi si è impegnato: lo vedo invece adesso molto tiepido, se non accondiscendente, rispetto ad un male che insieme abbiamo dovuto denunciare in altre occasioni e con altri commissari. Non vorrei che si delineasse questa situazione: quando c'è un commissariamento voluto dal centrodestra, esso è giusto, quando c'è un commissariamento voluto da altri settori, non va bene. Poiché noi dobbiamo rendere la Croce Rossa un patrimonio di tutti con questo emendamento si fa in modo che la stessa diventi realmente un patrimonio del paese e sia messa completamente nelle condizioni di autogovernarsi e di autodeterminarsi nel momento più delicato, ossia quello della scelta del suo presidente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.

TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, vorrei annunciare il nostro voto a favore dell'emendamento Lumia 6.2, di cui siamo peraltro anche firmatari, perché va nella stessa direzione dell'emendamento precedente Valpiana 6.24, nel senso di eliminare ancora una volta un'ulteriore anomalia, che si sta introducendo in questo testo, per la quale l'incarico di presidente straordinario, che, per statuto della Croce Rossa, non può superare i 12 mesi, viene ulteriormente prorogato fino al momento in cui verrà nominato il nuovo presidente. Credo che ci troviamo di fronte ad una situazione drammatica, che consiste in una eccessiva interferenza della politica, che ha nominato il commissario straordinario e che in questi ultimi mesi,


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con quattro provvedimenti, gli ha conferito un potere che mai un commissario straordinario aveva avuto nella Croce Rossa. Già abbiamo visto in varie situazioni - alcune corrette, altre direi molto anomale - il ruolo che il commissario straordinario ha avuto, per esempio nelle vicende dei rapimenti e quant'altro. Credo quindi che ci sia una forte interferenza della politica, che si vedrà, con l'ulteriore proroga del commissario straordinario, in relazione a quello che potrà succedere con la nomina degli organi. La nomina degli organi, di un nuovo presidente, deve svolgersi attraverso un procedimento democratico e non può essere influenzata dalla presenza, ulteriormente prorogata, di una persona che ha, in questo momento, poteri ormai quasi assoluti.
Un'ultima postilla. Mi sembra di dover ricordare che anche il Comitato per la legislazione ha avuto da ridire su questo preciso passaggio, perché si parla di «ulteriore» nomina. Non c'è stata una prima proroga, c'è stato un DPCM, per cui non si capisce il termine «ulteriore» a che cosa si riferisca. Anche in questo caso stiamo votando una cosa priva di senso.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lumia 6.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 455
Votanti 454
Astenuti 1
Maggioranza 228
Hanno votato
sì 203
Hanno votato
no 251).

Prendo atto che gli onorevoli Dorina Bianchi e Buontempo non sono riusciti a votare.
Avverto che, non essendo stati presentati ordini del giorno e constando il disegno di legge di un solo articolo, si procederà direttamente alla votazione finale.

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