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I)
vengono forati gli pneumatici di circa 250 auto, da ricordare che alcune di esse erano parcheggiate in giardini privati;
la notte del 30 ottobre 2004 in località Pove, nei pressi di Bassano del Grappa, vengono forate le gomme di tre mezzi parcheggiati in via Bosa;
la stessa notte viene presa di mira una piantagione di olivi dove vengono spezzate cinquanta piante, nel luogo dell'incursione vandalica viene lasciata la scritta «torneremo»;
la notte fra il 1o ed il 2 novembre 2004 circa cento vetture in sosta in Bassano del Grappa, tra via Piave, via Trieste e via IV Annata, sono state oggetto di un atto vandalico, che ha portato alla foratura delle gomme;
il 16 novembre 2004 in Valle Santa Felicita un rogo distrugge cinque bobine di cavi Enel del costruendo elettrodotto del Grappa;
il giorno 18 novembre 2004 in località Forcella, a Rubbio, le fiamme «zittiscono» il ripetitore di Radio Rai;
la stessa sera viene incendiato il quadro elettrico della centrale dell'acquedotto del posto, lasciando a secco una decina di famiglie;
nelle primissime ore del mattino del 23 novembre 2004 viene effettuata una nuova incursione vandalica contro le auto in sosta parcheggiate in via Bachelet, sempre in Bassano del Grappa, nella stessa occasione in via La Pira viene dato fuoco ad un escavatore; viene, inoltre, lasciata una scritta in loco che recita: «vandali?»;
il giorno 25 novembre 2004 viene appiccato un incendio, con conseguente danneggiamento, del ripetitore Telecom a Camposolagna;
durante la notte del 9 dicembre 2004 a Campese ed in località Sant'Eusebio
da ultimo nella notte tra domenica 12 e lunedì 13 dicembre 2004 il cimitero di Angarano viene profanato e distrutto. Il bilancio parla di 180 lapidi profanate, più di 50 urne cinerarie infrante (in alcune il contenuto era ben visibile), decine di monumenti sepolcrali devastati. Non vengono neanche risparmiati i mazzi dei fiori riposti dai parenti e le immagini dei defunti: presi a calci e sparpagliati ovunque i primi, impietosamente fatte a pezzi le seconde. Chi ha colpito ha volutamente scelto le tombe più fragili, comprese quelle di sessanta suore che riposano tutte all'ombra della stessa effige, una croce;
ma la cosa più inquietante sono le scritte lasciate nel cimitero che hanno come obiettivo il vicequestore, il sindaco di Bassano del Grappa e il vicesindaco, scritte il cui contenuto non è giunto all'opinione pubblica viste le indagini in corso;
nella stessa sede vengono rinvenute scritte contro le guardie padane, scritte che recitano «In questa società di (...) siamo contenti di essere le bestie» oppure «rimpiangerete Attila»; ma vi sono scritte che fanno alzare il livello di pericolosità del gesto, visto che fanno riferimento al Ministro della giustizia Roberto Castelli ed al Ministro Calderoli; al primo viene scritto «Hai un occhio buono per l'autopsia», mentre delle invettive dirette al secondo non è giunto il contenuto -:
dato il numero di casi e la frequenza degli episodi vandalici nei confronti della cittadinanza, nonché l'attacco sicuramente politico contro il movimento della Lega Nord federazione padana, nelle figure delle guardie padane, ma soprattutto dei Ministri minacciati dalle scritte, se i fatti corrispondano a verità e, in caso affermativo, quali iniziative si siano poste in essere per arginare il fenomeno.
(2-01408)«Didonè, Cè».
(17 dicembre 2004)